Home Blog Pagina 1884

Atalanta-Bayer Leverkusen, probabili formazioni e dove vederla

atalanta calcio
Teun Koopmeiners in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

È la prima finale europea della sua storia per l’Atalanta di Gasperini che ha di fronte uno degli avversari peggiori di questa annata. Il Bayer Leverkusen non ha mai perso in questa stagione battendo qualsiasi record sotto questo punto di vista. Le due squadre si erano già affrontate nella stagione 2021-22 agli ottavi di Europa League dove i nerazzurri vinsero sia all’andata che al ritorno (3-2 a Bergamo e 0-1 in Germania). Il match sarà visibile in diretta su Sky e in streaming su Now TV, Skygo e DAZN mercoledì 22 maggio alle ore 21.

Probabili formazioni Atalanta-Bayer Leverkusen

ATALANTA (3-4-2-1): Musso, Scalvini, Hien, Djimsiti; Zappacosta, Ederson, Koopmeiners, Ruggeri; Pasalic, De Ketelaere; Scamacca. All. Gasperini

BAYER LEVERKUSEN (3-4-2-1) Kovar, Tapsoba, Tah, Hincapiè; Frimpong, Palacios, Xhaka, Grimaldo; Adli, Wirtz; Boniface. All. Xabi Alonso

Xabi Alonso: “Abbiamo una grande motivazione domani. L’Atalanta continua a evolversi, hanno ottenuto grandi cose”

uefa europa league 2023 2024: roma vs bayer leverkusen
XABI ALONSO PUNTA IL DITO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Xabi Alonso, tecnico del Bayer Leverkusen, ha parlato al alla vigilia della sfida contro l’Atalanta di Gasperini.

Xabi Alonso: “L’Atalanta continua ad evolversi”

Cosa pensa di Kroos? Oggi ha detto addio al calcio?
“Rispetto un giocatore che ha segnato un’epoca, che è stato un’icona. Ho grandissimo rispetto per lui, sarà ricordato per la sua qualità, per quello che ha fatto, e potrà godere le sue ultime partite in Europa. È stato un giocatore di caratura mondiale, quasi unico nella sua generazione”.

Torniamo sulla partita. Sono tutti a disposizione? Domani chi gioca in porta?
“Domani giocherà Kovar in porta, poi vedremo”.

Le squadre di Gasperini giocano uno contro uno, che partita sarà?

“Sappiamo che l’Atalanta negli ultimi anni ha avuto un’idea di gioco molto ben definita, i giocatori sanno cosa vogliono fare in campo e hanno ottenuto grandi cose. La conosciamo, ma continua a evolversi: ogni tanto ha un atteggiamento più attendista, non sempre aggressivo. E anche in Germania abbiamo affrontato squadre di questo tipo, domani serve una prestazione unita, una mentalità forte, di squadra: abbiamo un piano, ma i giocatori vivono ancora l’atmosfera che abbiamo vissuto sabato a Leverkusen”.

Le ultime prestazioni di Schick e Hlozek?
“Sono molto contento di tutti loro, abbiamo bisogno di tutti i calciatori in questo momento della stagione, abbiamo chiuso molto bene la stagione. Conosciamo le qualità di Patrick, sa sfruttare i momenti. E Adam ha giocato un ruolo importante, contro la Roma ha giocato molto bene: è affidabile e sono molto contento di loro”.

Wirtz giocherà?
“Ha un ruolo fondamentale, può giocare dal primo minuto. Vedremo, la decisione spetta a me”.

Ha qualche rituale prima di queste partite?
“Il mio focus è sulla preparazione della partita, non su cose speciali. Abbiamo giocato 51 partite e abbiamo analizzato tutto, i giocatori capiscono le varie situazioni. È come se il lavoro fosse fatto, ora è il momento di dare il massimo nelle prossime due partite”.

La gente si chiede come mai Boniface non gioca sempre.
“È un’ottima domanda, ma di sicuro serve tempo dopo un infortunio. Noi abbiamo una squadra molto ampia e tutti vogliono giocare, mi piace quando qualcuno non gioca e prova a dimostrarmi che ho torto. Sono contento di Victor, ha avuto un grandissimo impatto quest’anno”.

Ha saltato l’ultima finale di Champions League da giocatore. Cosa prova prima della sua prima finale da allenatore?
“Non vedo l’ora, ma il focus è sui giocatori: non abbiamo iniziato a prepararli oggi, per fortuna ho una squadra di grandi persone. Domani ho sensazioni positive, rispetto molto l’Atalanta ma siamo fiduciosi nelle nostre capacità e nella nostra mentalità”.

La delusione per la semifinale persa dell’anno scorso vi ha motivati, ora che opportunità avete?
“Sicuramente abbiamo una grande motivazione, abbiamo già parlato della delusione dell’anno scorso. Eravamo vicinissimi alla finale e abbiamo capitalizzato quella delusione per lottare ancora di più per raggiungere il successo. Se si raggiunge la finale ci si va poi per vincere, come ogni partita sarà una storia a parte e sarà il momento di mettere a frutto l’ultimo sforzo della stagione”.

Ha mai immaginato di avere un impatto di questo tipo sul Bayer Leverkusen e di poter essere così vicino a un treble storico?
“Sono ancora giovane nella mia carriera da allenatore, vediamo cosa succederà. Sono successe cose incredibili in questo anno e mezzo, abbiamo preso tante decisioni giuste a livello di costruzione della squadra e della chimica tra i giocatori. Abbiamo la giusta fiducia, la giusta mentalità. Se metti tutte queste cose insieme, ora è il momento di dare il massimo. Mi sto divertendo molto”.

Claudio Ranieri dà l’addio al calcio | Giovedì ultima gara sulla panchina del Cagliari

CLAUDIO RANIERI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Claudio Ranieri lascia la panchina del Cagliari

Claudio Ranieri si ritira. L’allenatore del Cagliari giovedì terminerà la sua carriera nel match casalingo contro la Fiorentina, squadra allenata in passato proprio dal tecnico romano. Quella di domenica scorsa l’ennesima impresa fatta dal mister, che però ora secondo quanto riportato da Sky Sport, ha deciso di dire basta con il calcio.

Gasperini: “Abbiamo giocato tante partite importanti, dispiaciuto per De Roon. Possiamo creare problemi al Bayer”

xabi alonso e gian piero gasperini ( foto salvatore fornelli )
XABI ALONSO E GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto a Sky Sport, Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, ha parlato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen: “Quando arriva una finale così non puoi che essere felice del percorso fatto e speranzoso nel chiudere nel modo migliore”.

Gasperini: “Bayer-Roma sfida equilibrata”

Ancora una volta, c’è la sensazione che tutta Italia faccia il tifo per voi
“Sì, assolutamente. C’è tanta gente che in questa occasione tiferà per noi perché rappresentiamo l’Italia. Sarà una motivazione in più”.

Nei giorni scorsi ha detto che la Roma vi ha dato fiducia per affrontare la squadra di Xabi Alonso
“La Roma è andata vicino a portare la squadra in finale, il doppio confronto è stato in equilibrio. Di partite ne abbiamo giocate tante di importanti. Alcune non sono andate bene, come le finali, ma altre sono andate bene. Siamo abituati a giocare questo tipo di partite, solo che quando non arriva il risultato, dicono che non abbiamo esperienza”

De Roon?
“Sono veramente dispiaciuto per lui, per tutto quello che ha fatto. Dispiace che non possa giocare questa finale. Non è si mai infortunato in questi anni, il primo infortunio è arrivato alla vigilia di questa finale”.

Come si affronta il Bayer Leverkusen?
“Il Bayer è una squadra forte, non ci sono dubbi. Non solo per i risultati, ma per le soluzioni che li hanno portati a fare risultati straordinari. Conosciamo la loro forza, cercheremo di prendere le contromisure migliori. Anche noi abbiamo una capacità di stare in campo, di tenere le nostro posizioni e proporre le nostre soluzioni. Abbiamo la capacità di creare problemi anche al Bayer”.

Quanto si giocherà sull’emozione questa finale?
“Abbiamo la convinzione di aver fatto un grande percorso che ci ha portato ad affrontare squadre forti ed importanti. Questo ci ha dato consapevolezza nei nostri mezzi. Domani ci sarà l’energia giusta per poterlo fare, c’è un po’ di amaro in bocca per la prestazione con la Juventus in finale di Coppa Italia. Di partite da dentro o fuori ne abbiamo giocate tante, è stata una prestazione non solida ma figlia di situazioni che si sono create nel corso della settimana”.

Kjaer saluta i tifosi rossoneri: “È arrivato il momento di andare, ma il mio futuro è a Milano”

Simon Kjaer ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Tra i tanti giocatori che sono ormai certi di lasciare la sponda rossonera di Milano in questa sessione di mercato, i nomi che risaltano maggiormente sono di certo quelli di Olivier Giroud e Simon Kjaer, che dopo aver rappresentato i pilastri del Milan sia in campo che in spogliatoio, sono pronti a cedere il loro posto a nuovi profili più giovani che possano rappresentare il futuro del club.

Milan, Kjaer: “Era giusto finire ora. Sempre voluto giocare qui”

Nonostante la notizia fosse nota da ormai qualche settimana, Simon Kjaer, che a fine stagione farà le valigie per lasciare i rossoneri, con i quali ha disputato le sue ultime 4 stagioni, ai microfoni di Milan TV ha salutato per l’ultima volta i tifosi, rassicurandoli sul suo futuro e su quello del club. Ecco le sue parole:

CHE EMOZIONI PROVA ALLA FINE DELL’AVVENTURA?

“Tante, positive e negative. È da un paio di mesi che avevo la sensazione che era giusto finire ora, e poi ci sarà una nuova avventura”.

SENTE CHE LA FINE SIA ARRIVATA AL MOMENTO GIUSTO?

“Sì. Nel mio percorso di questi quattro anni sono arrivato ad un buon punto. Ma potevo ovviamente anche dare di più, per aiutare ancora di più. È il momento giusto”.

IDEE CHIARE PER IL FUTURO POST EUROPEI?

“Diciamo che il mio futuro l’ho diviso in tre parti. C’è una settimana per essere disponibile per la mia ultima partita a San Siro e mettere ancora la maglia del Milan. Poi c’è un’avventura con la Danimarca, è sempre molto speciale. E dopo di questo devo trovare il posto dove continuare a giocare a calcio. La cosa più importante è questa settimana”.

COME SI APPROCCIA VERSO QUESTA NUOVA ESPERIENZA?

“Senza paura. Penso che ho provato così tanto nella mia carriera, ho esperienza per capire che la paura non ti da niente. Ho grande curiosità e grande voglia di impattare su un nuovo gruppo così come ho fatto qu”.

IL MILAN ERA UN SOGNO

“Sono venuto in Italia quando avevo 19 anni al Palermo. Lì ho subito detto al mio procuratore: “Voglio andare al Milan”. C’è voluto un po’ di tempo, però alla fine sono venuto qua e questa è la mia società, il mio luogo e sarà sempre così. Quando sono arrivato qua il Milan era in un periodo molto difficile che durava da tanti anni. Paolo Maldini e Ricky Massara mi hanno portato qua per dare un impatto soprattutto ai giovani, dare continuità e far crescere il gruppo. Penso che il mio lavoro l’ho fatto”.

ARRIVATO IN PUNTA DI PIEDI: SI ASPETTAVA QUESTO IMPATTO?

“Dipende ovviamente sempre dal gruppo. Io avevo una fortuna, cioè che con me è arrivato anche Zlatan Ibrahimovic. Non ho mai avuto bisogno di urlare o dare quel tipo di stimolo. Ho potuto lavorare sui singoli, far vedere ogni giorno che si doveva arrivare presto per lavorare e che si andava a casa tardi. Prima che arrivassi qui c’erano 2-3 giocatori agli allenamenti in palestra. Ora ci sono tutti. È stato un percorso anche con lo staff del mister. Ora non c’è nessuno che si rilassa”.

ULTIMO VETERANO DI QUESTO CICLO: COSA C’E DENTRO E CHE CRESCITA E’ STATA PER QUESTO GRUPPO?

“La qualità non basta. Per migliorare e per far crescere la squadra bisogna saper soffrire e avere la giusta mentalità per lavorare e guardare in avanti. Puoi fare tante cose con un gruppo, anche con meno qualità. Nel mondo del calcio c’è solo una cosa che comanda, ed è la mentalità. Tutti sanno giocare a calcio. Per il budget speso dal Milan in questi quattro anni ci sono pochi in Europa che sono riusciti a fare quello che abbiamo fatto noi”.

CREDEVA ALLO SCUDETTO DALLA STAGIONE 2020/21: DA COSA LO AVEVA CAPITO?

“Qualità. Non puoi parlare di Scudetto se non hai qualità. Se riesci ad avere questi standard alti ogni giorno allora puoi fare cose che nessuno si aspettava. Non penso che se lo aspettasse qualcuno, nemmeno i milanisti quelli veri”.

IL LUNGO INFORTUNIO NELL’ANNO DELLO SCUDETTO

“Se potessi cambiare una cosa nel mio percorso sicuramente direi l’infortunio. Ma mi ha fatto crescere tantissimo. Devi sfruttare i momenti che hai. È stato più facile la gioia pura nel mio lavoro ma anche a casa con la mia famiglia. Ero molto consapevole delle cose che facevo anche prima, ma ora è il doppio. Se devi fare 10 magari ad un certo punto fai 9, poi 8 e così via. Però ogni volta che vai da 10 a 9 devi capire che hai perso il 10%. E se metti tutto insieme diventa tanto. Se fai capire questa cosa allora la squadra può crescere ancora di più. Abbiamo fatto un grande percorso, siamo cresciuti tanto. Bisogna però migliorare ancora”.

L’IMPORTANZA DELL’APPOGGIO DELLA MOGLIE

“Fondamentale. Se non stai bene a casa non stai bene fuori. Per quanto io voglia bene al Milan, rispetto alla mia famiglia il Milan è il “fuori casa”. Milano è anche casa dei miei figli, parlano meglio l’italiano che il danese. Milano è diventata casa”.

LA CARATTERISTICA PER CUI VUOLE ESSERE RICORDATO

“Come un difensore, ho lasciato un impatto ai ragazzi con questa grinta. È una parte di me che avrò sempre, anche quando non giocherò più a calcio”.

L’IMPORTANZA E L’ORGOGLIO DI ESSERE NOMINATO TRA I PRIMI 30 PER IL PALLONE D’ORO

“Il percorso che ho avuto col Milan è stato il sogno che avevo per la mia carriera. Avere la possibilità, a 32 anni, di andare al Pallone d’Oro con la maglia del Milan… A 18 anni ci avrei messo la firma”.

PERCHE’ IL MILAN E’ COSI’ SPECIALE?

“Sicuramente la storia. Quando ero un ragazzo il top era il Milan. Anche Paolo Maldini ha avuto un impatto su quello, era il difensore più forte del mondo. E quando sei un difensore segui questo tipo di giocatori”.

IL SALUTO DEI COMPAGNI

Sul tablet gli vengono mostrati i messaggi di saluto dei compagni e di Stefano Pioli, che dice: “Sei sempre andato alla ricerca delle perfezione, è stato un grande stimolo lavorare con te, sono sicuro che avrai il meglio dalle tue prossime esperienze e dalla vita perché sei il top”. Kjaer ringrazia: “Ho avuto un impatto allora… (ride, ndr)”.

L’ASPETTO UMANO

“E’ la cosa più importante. Come ha detto Pobega è l’unica cosa che rimane e per quello sono contento e orgoglioso”.

COSA SIGNIFICA ESSERE SQUADRA

“Tutto, parte tutto da là. Hai bisogno di tutti per farlo, non puoi riuscirci se cinque persone non ti seguono. Se sei in difficoltà il gruppo ti può aiutare. E’ il primo gruppo nella mia carriera che sento di avere come quello in Nazionale, dove c’è un percorso di 14 anni. Qua ci sono riuscito in quattro anni”.

LEADER

“Ci sono momenti di gioia e ci sono momenti dove tu prendi schiaffi. Io non ho mai avuto bisogno di andare a parlare quando ci sono momenti belli. Io so che quando arrivo a casa la mia famiglia mi fa i complimenti per una bella partita o se ho fatto qualcosa. Nei momenti così mi viene più naturale prendere gli schiaffi su di me. Ho anche pagato su di me questa cosa. Ma quando senti questi messaggi dai tuoi compagni mi conferma che è la cosa giusta”.

LA MICRO-FAMIGLIA DEI DIFENSORI

“Sono sempre stato disponibile con loro. Se giochi con Gabbia, Thiaw, Tomori o Kalulu le basi devono essere uguali per tutti. Non siamo noi a decidere chi gioca, ma se noi riusciamo ad avere continuità e so come gioca chi è alla mia sinistra, so cosa fare. Loro hanno grandissima qualità. Fik ora è quello con più esperienza che deve fare quel salto: può essere un buon giocatore, ma ha tutte le possibilità per diventare uno dei difensori più forti al mondo con le sue caratteristiche. Gli altri hanno le stesse possibilità, ma sono più giovani”.

IL RAPPORTO CON I TIFOSI DEL MILAN

“E’ un rapporto che mi sta molto vicino al cuore. Mi ha sorpreso tante volte, soprattutto l’anno scorso e quest’anno come si sono comportati con noi. Non me l’aspettavo. Pure noi siamo diventati milanisti, pure i miei figli”.

SALUTO FINALE

“Ringrazio tutti, il sogno e l’orgoglio di essere arrivato qua. Mi ha dato tante soddisfazioni per la vita e la carriera. E in futuro, quando finirò di giocare a calcio, penso che tornerò a Milano a vivere con la mia famiglia perché Milano è casa nostra”.