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Ravezzani sicuro: “Juventus, il piano B si chiama Palladino” | Lui l’alternativa a Motta

Raffaele Palladino Monza ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con un post su X, il direttore di Telelombardia, Fabio Ravezzani, ha parlato della possibilità della Juventus di arrivare a Palladino, seconda ipotesi dopo Thiago Motta. E proprio il tecnico del Monza sabato affronterà i bianconeri allo Juventus Stadium.

Ravezzani: “La Juventus punta tutto su Motta ma..”

“Fonte attendibile mi dice che la Juve punta tutto su Motta che dovrebbe arrivare quasi certamente. L’unico piano B comunque è un nome un po’ dimenticato da tutti nell’ultimo periodo: Palladino”.  Queste le sue parole.

Inter, addio a Zhang? Dalle 17 di oggi Oaktree è pronta a prendersi la società

Zhang
STEVEN ZHANG RAMMARICATO CHIEDE SCUSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Inter si prepara ad una nuova era, la società si appresta al cambio di proprietà. Oggi, infatti, è l’ultimo giorno disponibile per Zhang per liquidare Oaktree e tenersi il club. Caso contrario, dalle 17 di oggi Oaktree potrà escutere il pegno e diventare proprietario dell’Inter.

Inter, nuova proprietà ma senza troppi cambiamenti

L’avventura di Zhang e Suning all’Inter si concluderà, a meno di clamorose sorprese, alla mezzanotte di oggi, quando, se non avrà ricevuto il bonifico a saldo del prestito concesso nel 2021, Oaktree potrà far partire la procedura di escussione del pegno diventando, di fatto, il nuovo proprietario del club nerazzurro.

Ieri sera, durante la festa tenuta dall’Inter per la seconda stella, era molto atteso il discorso di saluto del presidente, cosa che non è arrivata. È il segnale di una grande difficoltà.
Oaktree a breve prenderà in mano la società, il cambio di proprietà che generalmente è una procedura che dovrebbe avere una tempistica piuttosto breve: pochi giorni. Seguiranno giorni con protagonista la burocrazia, verso lo scioglimento del CdA e nuove nomine. Al momento si dice che la “nuova Inter” non si discosterà particolarmente dall’attuale. Il management dovrebbe essere confermato totalmente, perché nessuno ha mai messo in dubbio la grande professionalità di Marotta, Ausilio o Antonello. Per le questioni dell’organico, come i rinnovi pianificati, come ad esempio quelli di Lautaro, Barella e Simone Inzaghi, bisognerà aspettare qualche giorno.

Lautaro Martinez: “La seconda stella un sogno. Lukaku mai più sentito, a Conte devo tantissimo”

Lautaro Martinez
LA GRINTA DI LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato a “La Gazzetta dello Sport”, Lautaro Martinez è tornato a parlare della seconda stella vinta, del suo rinnovo e di molti altri temi.

Lautaro Martinez: “Rinnovo vicino, Taremi ci darà una grande mano”

Queste le parole del capitano argentino:

Lautaro, che effetto fa la Coppa in mano?
“È una gioia per la vita, io considero l’Inter semplicemente casa. L’ho sentita proprio così dal giorno 1 ed è forte anche il legame con Milano: qui c’è una atmosfera speciale, qui crescono i miei figli, qui mia moglie ha un ristorante. Qui sento l’amore della gente. Devo tutto alla società e al popolo interista: mi sono stati dall’inizio vicini, solo grazie a loro sono riuscito a diventare capitano, che è onore e responsabilità. Alzare la coppa della seconda stella con la fascia è un sogno che mi ha dato il calcio”.

Che tipo di capitano è lei?
“L’ho detto dall’inizio ai miei compagni, un capitano ha bisogno di tutti. Ho parlato con i vari Darmian, Acerbi, Dimarco, Bastoni, Barella…: serviva il loro aiuto e me lo hanno dato per spiegare ai nuovi cosa sia l’Inter e chiarire il percorso da fare tutti insieme. Ad esempio, a inizio stagione ho parlato in maniera netta ad Asllani che vedevo un po’ giù: aveva bisogno di una scossa e anche così è cresciuto perché ha tutto per essere il play del futuro dell’Inter. Per un po’ non mi ha parlato, ma poi ha capito e mi ha ringraziato. Per ora questo è il mio ruolo, ma in futuro non mi vedo allenatore…”.

Scudetto da capocannoniere, è successo solo a cinque interisti: come ci si sente nella storia?
“Una gioia nella gioia, i numeri dicono che ogni stagione riesco a migliorarmi perché questa è la mia mentalità: cercare di superarmi, avere nuovi obiettivi. Il gruppo viene davanti al singolo, io ho solo capitalizzato un lavoro di tutta la squadra”.

Ma cosa ha aggiunto in questa stagione e cosa vorrà aggiungere ancora?
“Qualche movimento nuovo perché prima giocavo da seconda punta, mentre quest’anno ho fatto il centravanti con Thuram che cercava la profondità e dialogava con gli altri. I gol più importanti sono stati a Torino con la Juve e a Firenze dopo la Supercoppa, quando avevamo tante assenze ed eravamo stati superati in testa: lì abbiamo dato un segnale decisivo . Da febbraio ho segnato meno, è vero, ma non va guardato solo il gol che a volte non arriva: conta quante occasioni generi, il bene che produci per la squadra. Certo che dovrei migliorare ed evitare questi momenti, ma anche quando la palla non entra aiuto sempre e non mi risparmio”.

Ma per il suo modo di giocare, si trova meglio con Lukaku o con Thuram?
“Ho fatto grandi cose con Romelu, uno che da solo porta via due uomini, ma con Marcus ho più possibilità, più scelta, più spazi. Con i suoi movimenti ti libera e poi è davvero un bravo ragazzo. Porta sempre un sorriso nello spogliatoio. Siamo diversi, lui mi dice che rido poco e forse lui ride… molto (se la ride anche qui, ndr), e poi non mi vestirei mai come lui: che coraggio che ha! Scherzi a parte, non mi aspettavo di trovarmi così bene con Marcus, ma è stato decisivo partire insieme già dal ritiro. Dopo anni ho fatto una preparazione completa, dopo aver superato definitivamente il problema alla caviglia che non mi aveva fatto vivere il Mondiale come avrei voluto. Se ci penso ancora, mi viene da piangere…”.

E Lukaku l’ha più sentito?
“No, non mi ha risposto quella famosa volta e per entrambi è finita lì. Abbiamo tutti voltato pagina”.

A che punto è il vostro ciclo vincente?
“L’Inter veniva da anni senza successi e negli ultimi 4 ha sempre messo in bacheca qualcosa. Il ciclo deve continuare, ha ragione il direttore Marotta quando dice che ‘dobbiamo alzare l’asticella’. Non scelgo tra gli obiettivi, li voglio tutti, ma il prossimo passo è la Champions: a Istanbul era un sogno vicinissimo, mentre l’unica partita che vorrei rigiocare quest’anno è quella contro l’Atletico. Ma a Milano, non a Madrid: se avessimo sfruttato le occasioni, sarebbe stato diverso. Certo, anche al Metropolitano abbiamo sbagliato: se vai in vantaggio, devi conservarlo. Su questo bisogna migliorare”.
E poi ci sono i rigori, nota dolente.
“Non è un argomento scomodo per me, non li sbaglia solo chi non li tira… E per fortuna ho un compagno infallibile come Calha. Contro il Torino voleva che lo tirassi io, e la cosa mi avrebbe fatto piacere per sbloccarmi, ma il rigorista è lui e quell’applauso di San Siro se lo meritava tutto: ha sofferto in questi anni e ora anche lui è un idolo”.

Quali i meriti di Inzaghi in questo trionfo?
“Ci lascia giocare liberi e allenare con felicità. Ci divertiamo, e non solo perché adesso si vince. In questi tre anni è cresciuto anche lui assieme a noi, nella tecnica, nella tattica, nel modo con cui parla alla squadra. Abbiamo fatto un salto tutti insieme. È una persona tranquilla ma, quando si arrabbia, si arrabbia sul serio… Quando lo chiamiamo ‘demone’ per scherzare, lui si gira e ride…”.

Con Conte c’erano meno libertà e meno sorrisi?
“Certo, ma io devo tantissimo anche a lui perché ci ha portato una mentalità vincente. La differenza tra loro dimostra che nel calcio si può centrare il bersaglio in modo diverso”.
Qual è il suo pensiero sul presidente Zhang in questo momento difficile?
“Ci è sempre stato vicino: anche se quest’anno non era con noi a volte bastava una videochiamata per sentirlo comunque qui. È un grandissimo presidente e non sappiamo che cosa accadrà perché è tutto sopra le nostre teste. Siamo anche noi tranquilli e in attesa”.

Perché ha detto che “si deve” trovare un accordo sul rinnovo in questa settimana? Significa che siete più vicini o più lontani?
“Siamo vicini, mancano solo un paio di cosette… Ho detto ‘in settimana’ perché poi finisce il campionato e volevo definire tutto prima della Coppa America. Mi rendo conto che la situazione societaria possa ritardare tutto: noi parliamo con Marotta e Ausilio, ma dipende anche dalla proprietà… Aspettiamo, non so cosa accadrà da qui alla prossima settimana, ma non ci sono problemi tra di noi”.

Il c.t. Mascherano l’ha chiamata per l’Olimpiade? I tifosi interisti sono preoccupati…
“E anche mia moglie, ha paura per le vacanze. A me piacerebbe ma non ho ricevuto nessuna chiamata e, nel caso, dovrei discuterne con l’Inter. Purtroppo, il calendario è compresso e giochiamo troppo: in queste condizioni, serve ruotare i giocatori sempre di più. Io non amo stare fuori, ma la seconda stella l’abbiamo raggiunta anche con i cambi”.

Ora arriva Taremi: lo conosce?
“Lo abbiamo affrontato e ho visto tante sue partite. È un grande attaccante, molto tecnico e con un altro modo di giocare. Ci darà una grande mano: penso possa essere un nuovo Arnautovic per la capacità di far salire la squadra”.

Mbappé, Haaland, Lewandowski, Kane: si sente ormai di essere allo stesso livello?
“Sì, non ho nulla da invidiare, lo dicono i numeri e i trofei: ci sono campioni che hanno vinto meno di me. Devo continuare a lavorare con responsabilità, come mi ha insegnato mio padre, ma posso sedermi allo stesso tavolo di questi grandi”.

Catanzaro-Cremonese, le probabili formazioni e dove vederla in TV

Si gioca questa sera alle ore 20,30 l’andata della seconda semifinale playoff tra Catanzaro e Cremonese. Il Catanzaro settimana scorsa si è guadagnato la semifinale battendo il Brescia, mentre la Cremonese si è classificata quarta nella regular season. Vivarini non potrà contare su Situm, Ghion, Ambrosino e D’Andrea, mentre Stroppa in avanti schiera la coppia VAzquez-Coda.

Le probabili formazioni

CATANZARO (4-4-2): Fulignati; Scognamillo, Antonini, Brighenti, Veroli; Sounas, Pontisso, Petriccione, Vandeputte; Iemmello, Biasci. Allenatore: Vivarini.

CREMONESE (3-5-2): Saro; Antov, Bianchetti, Marrone; Sernicola, Pickel, Castagnetti, Johnsen, Zanimacchia; Vazquez, Coda. Allenatore: Stroppa.

DOVE VEDERLA IN TV

La sfida tra il Catanzaro e il Brescia, in programma alle ore 20.30 di martedì presso lo stadio Ceravolo e valida per la semifinale di andata dei play off, è in onda su Sky Sport, Dazn e  NOWTV.

Playoff Serie C: oggi l’andata dei quarti di finale

Si giocano questa sera gli incontri relativi alla partite di andata dei playoff di Serie C, con inizio alle ore 20.30. Entrano in scena le teste di serie, cioé le seconde classificate nei tre gironi della regular season più la Carrarese che è la miglior terza. Il Catania riceve al Massimino l’Avellino, derby veneto tra Vicenza e Padova, la Juventus NG sfida la Carrarese, infine la Torres sarà di scena al Vigorito di Benevento.

Il programma e dove vederli in TV

20.30 Catania-Avellino (Playoff Serie C) – RAI SPORT e SKY SPORT (canale 252)

20.30 Vicenza-Padova (Playoff Serie C) – SKY SPORT (canale 253)

20.30 Juventus Next Gen-Carrarese (Playoff Serie C) – SKY SPORT (canale 254)

20.30 Benevento-Torres (Playoff Serie C) – SKY SPORT (canale 255)