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Champions League, decidono Kane e Muller: Il Bayern rimonta ed elimina la Lazio (3-0)

harry kane ph: fornelli/keypress
Harry Kane ph: Fornelli/Keypress

Bayern Monaco e Lazio scendono in campo per gli ottavi di finale di ritorno della Champions League. Al 14′ reattivo Provedel a respingere una conclusione dal limite di Musiala. Al 16′ ancora pericolosi i padroni di casa con un tiro di Kane che va a lambire il palo dopo una deviazione. Al 36′ occasione colossale per la Lazio ma Immobile di testa manda clamorosamente fuori dopo un liscio di De Ligt su croos di Zaccagni. Al 38′ però sono i padroni di casa a passare in vantaggio con un gol di Kane che di testa da dentro l’area rimette il punteggio complessivo in parità. Sfortunata la Lazio che paga dazio l’occasione sbagliata pochi minuti prima. Momento di difficoltà per Lazio che rischia di subire il raddoppio, ma Musiala apre troppo il piatto e manda fuori da posizione ravvicinata. Sulla sirena del primo tempo il Bayern completa la rimonta con uno splendido tiro di De Ligt al volo a trovare la deviazione decisiva di testa di Muller.

Un Bayern superlativo non lascia scampo alla Lazio

Nella ripresa il copione non cambia, Guerreiro al 58′ calcia a lato. Al 66′ ci pensa nuovamente Kane a segnare e a spegnere le speranze qualificazione della Lazio. Su un tiro di Sané l’estremo difensore biancoceleste respinge lì dove prima di tutti si avventa il centravanti inglese a ribadire in rete il pallone e a calare il tris. Al 71′ serve un ottimo intervento di Provedel sul palo a negare il poker al Bayern. Sull’azione successiva ci prova Sané a giro con la palla che termina fuori di poco. Finisce qui, alla Lazio non basta il punteggio dell’andata. I biancocelesti deve salutare la Champions League arrendendosi a un Bayern superlativo.

Bayern Monaco-Lazio, risultato e tabellino

Risultato: 3-0

Marcatori: 38′ Kane, 47′ Muller, 66′ Kane

Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Dier, De Ligt, Guerreiro (78′ Davies); Goretzka, Pavlovic; Sané (89′ Laimer), Muller (78′ Tel), Musiala (90′ Gnabry); Kane. Allenatore: Thomas Tuchel.

A disposizione: Da.Peretz, Ulreich, Kim, Gnabry, Choupo-Moting, Zaragoza, Davies, Laimer, Tel.

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino (61′ Cataldi), Luis Alberto (80′ Kamada); Felipe Anderson (75′ Pedro), Immobile (61′ Castellanos), Zaccagni (61′ Isaksen). Allenatore: Maurizio Sarri.

A disposizione: Sepe, Magro, Kamada, Pedro, Casale, Isaksen, Castellanos, Hysaj, Lazzari, Cataldi, Napolitano, Ruggeri.

Ammoniti: Romagnoli, Cataldi, Pellegrini

Recupero: 1’pt, 4’st.

 

 

Zanetti: “Scudetto col Milan? Pensiamo partita dopo partita. Felicissimo per Inzaghi”

IL VICEPRESIDENTE DELL’INTER JAVIER ZANETTI SUONA LA CARICA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato durante l’evento della “Fondazione Pupi”, Javier Zanetti ha detto la sua in merito il futuro di Inzaghi e di Lautaro Martinez:  “È vero che è un vantaggio importante, a noi interessa solo la partita col Bologna e fare il nostro lavoro – le parole raccolte da Calciomercato.com -. Inutile nasconderlo, stiamo facendo un’ottima annata. Il lavoro di Inzaghi e dei ragazzi ci sta dando grande soddisfazione, questo lavoro non inizia quest’anno ma da tanto tempo, siamo riusciti a creare un bel gruppo e abbiamo fatto sì che l’Inter sia competitiva in tutte le competizioni, speriamo di finire nel migliore dei modi”.

Zanetti sulla Champions: “Contro l’Atletico sarà dura”

Sulla permanenza di Simone Inzaghi:
“Anche lui ha detto che si trova molto bene nella nostra famiglia, si è formato un bel gruppo tra noi dirigenti, lo staff, i giocatori, i tifosi. C’è grande empatia, c’è una grande cultura del lavoro. C’è programmazione, c’è strategia. Quando abbiamo creato questo gruppo, abbiamo voluto dare continuità a questo lavoro e i risultati stanno arrivando”.

Su Lautaro Martinez:
“Sono felicissimo per lui, quando l’abbiamo preso speravamo di vederlo a questo livello. Un grande senso di appartenenza, grande riferimento per tanti. E’ il nostro capitano, dimostra quanto ci tiene. Sono tranquillo, lui è felicissimo da noi”.

Sul ritorno dell’ottavo di Champions League contro l’Atletico Madrid:
“Non ci siamo sentiti io e il Cholo, conoscendolo mi aspetto una partita come l’andata. Contro un avversario forte, non sarà semplice. Siamo in grado di poter competere, speriamo di portare a casa la qualificazione”.

Sulla possibilità di vincere lo scudetto nel derby contro il Milan:
“Non facciamo calcoli. Pensiamo al Bologna, se arriverà questo momento, speriamo al più presto, non ci pensiamo. Pensiamo al nostro percorso che è molto positivo”.

Sul rinnovo di Lautaro Martinez:
“Sono molto fiducioso, stiamo lavorando assieme al suo agente per concludere il suo rinnovo. Anche lui ha detto che bisogna stare tranquilli perché la sua intenzione è di rinnovare, speriamo sia così”.

Sul paragone tra l’Inter attuale e quella del Triplete:
“Difficile fare paragoni, di sicuro questa Inter diverte, si vede che si trovano molto bene. E’ un piacere enorme vedere giocare questi ragazzi, come vice presidente e tifoso, vedo un’Inter molto forte come quella del Triplete”.

Lotito: “Il nostro progetto è in continua crescita. Obbiettivo? Portare la Lazio nell’Olimpo del calcio”

Lazio
CLAUDIO LOTITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto ai microfoni di Mediaset nel pre-partita della sfida contro il Bayern Monaco.

Lotito: “Progetto in continua crescita”

Può essere considerato il momento più alto della sua carriera?

Sicuramente c’è determinazione. Il fatto che io sia qui dopo 9 anni ha un significato, sto anche in condizioni di salute precarie. Questo dimostra quanto è importante per la Lazio e i suoi tifosi questo appuntamento. Portarla nell’Olimpo è fondamentale. Ritengo ci siano le condizioni per creare un progetto che è sempre in crescita anno dopo anno, anche a livello di risultati. Mi auguro ci sia una gara con grande determinazione, ferocia e aggressività dei nostri. Vogliamo portare avanti un riscatto meritato che può far sognare i tifosi”.

Ritiene corrette le sentenze del giudice sportivo?

Non faccio commenti. Le cose si commentano da sole, chi ha visto la gara può esprimere un giudizio e ritenere se sono sanzioni compatibili”.

Andrete per vie legali?

Faremo quello che è giusto nelle sedi preposte per far valere le nostre ragioni”.

Ha qualcosa da dire sui dossier trovati dalla Guardia di Finanza?

Non devo commentare nulla, non ne sono impegnato. Non conosco i fatti, all’epoca fui ascoltato per capire se conoscevo le persone che hanno agito per creare le condizioni per portare avanti queste notizie. Non conosco nessuno, al di fuori di un rapporto con Flori che conosco come i presidenti delle altre squadre. L’ho conosciuto da Gravina, poi il resto fa parte delle considerazioni da salotto. Ho fatto un comunicato per fare chiarezza sul mio ruolo in questa vicenda”.

Tomori: “Voglio vincere dei trofei col Milan. L’anno dello scudetto eravamo veramente forti”

serie a tim 2023 2024: lazio vs milan
FIKAYO TOMORI SORRIDENTE FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto nel format di Milan TV, Fikayo Tomori, è tornato a parlare del suo periodo in rossonero e dello scudetto vinto diverse stagioni fa.

Tomori: “In Italia si sta attenti ai dettagli”

Sul suo gioco:

“Se mi sento un difensore moderno? Sì direi di sì. Cerco di adattare il mio gioco in base agli avversari che affronto, avversari che hanno punti di forza e caratteristiche diverse dalle mie. Faccio del mio meglio per aggiungere sempre qualcosa al mio gioco, cerco di migliorare il più possibile. Cerco di diventare un difensore completo. Nel calcio di oggi è molto difficile perché ci sono tanti elementi che possono cambiare in un secondo durante la partita. Cerco di migliorare quanto possibile in ogni partita per essere la versione migliore di me stesso”.

Sul ruolo da bambino:

“All’inizio tutti vogliono giocare in attacco per fare gol. Pure io ho iniziato lì, poi a 13-14 anni ho iniziato a giocare anche da centrale. A 16-17 giocavo solo da centrale e così sono cresciuto in questo ruolo. Sono sempre stato veloce nel recuperare gli avversari. Anche da piccolo avevo la mentalità di essere colui che salvava la situazione. Come difensore ho molte più chance per farlo”.

Sui miglioramenti in Italia:

“Venendo a giocare in Italia mi sono accorto dell’attenzione che si dà ai dettagli nel difendere e quanto sia importante non difendere da solo, ma farlo con i compagni. In Inghilterra usavo di più l’istinto rispetto ad adesso dove devo pensare di più a dove mi trovo rispetto alla squadra, al pallone, a dove siamo in campo e a dove sono gli avversari. Venire in Italia mi ha permesso di crescere da questo punto di vista e mi ha aiutato a non affidarmi solo all’istinto. Poi ci sono momenti della partita in cui devi giocare d’istinto. In Italia ho migliorato il modo in cui leggo la partita e ho cercato di imparare il più possibile da diversi difensori, dal mister e dagli altri allenatori”.

Sulla fase di impostazione:

“Noi costruiamo molto dal basso, cerchiamo di giocare la palla dalla difesa. L’obiettivo è dare la palla a chi ha più tecnica come Reijnders, Bennacer, Adli, Leao e Pulisic. Questa è una cosa che cerchiamo tutti di fare. Così possiamo controllare di più la partita. L’idea è di dare una base solida alla squadra da cui costruire ed essere affidabile con il pallone”.

Sulle responsabilità:

“Tocco tanti palloni, quindi devo essere affidabile per  la squadra. Devo aiutarla nella costruzione e nell’avanzare. Si tratta di essere affidabile con il pallone e fare le scelte di giuste. Che tipo di passaggi prediligo? Dipendere dalle partite, dagli avversari e o da come vogliamo costruire. Ci sono tante partite diverse e avversari diversi, ci troviamo di fronte situazioni diverse. Devi essere pronto a scenari diversi, dobbiamo essere preparati per affrontare al meglio ogni situazione. Voglio migliorare nei passaggi più rischiosi, è una cosa su cui sto lavorando”.

Sulla stagione dello scudetto:

“Quell’anno eravamo veramente forti. Per una squadra come la nostra aver concesso meno di un gol ogni 90 minuti è stato fondamentale. Avevamo tanti giocatori offensivi. Questa solidità difensiva ci ha dato grande sicurezza, eravamo difficili da battere”.

Sui clean sheet:

“Da quando sono al Milan la squadra ha fatto più clean sheet con me in campo?  Non lo sapevo. E’ un bel dato. Poi però penso a quando abbiamo subito gol stupidi o ci sono spenti per un secondo. Pensare al fatto che quando sono in campo ci sono più clean sheet è bello, è quello che voglio. Anche il dato sui ‘tiri respinti’ mi rende felice. C’è sempre spazio per migliorare, ma sono contento di questi numeri”.

La squadra gioca molto il pallone da dietro…

“Sì, penso sia legato all’essere alla base del gioco della squadra, essere al centro dove spesso passa il pallone, essere affidabile con il pallone e aiutare la squadra a spingere in avanti. Aiutare la squadra nella costruzione e nell’avanzare. Si tratta di essere affidabile in possesso, usare bene il pallone, prendendo le decisioni giuste. Credo che ciò ci aiuti a portare il pallone in avanti e a mettere in posizione di fare la differenza i giocatori più decisivi in attacco”.

Quali passaggi prediligi?

“Ci sono molti aspetti. Dipende dagli avversari e come pressano, o come vogliamo costruire. Poi ci sono le volte dove gli avversari fanno qualcosa per cui non siamo preparati, qualcosa per cercare di sorprenderci. Ci sono così tante partite diverse, così tanti attaccanti, così tanti avversari con difese diverse contro cui dobbiamo giocare come in Champions o in Europa League o in Serie A o in Coppa Italia. Ci troviamo davanti a così tanti scenari diversi, alla fine, si tratta di essere preparati per ogni situazione al meglio possibile. Devi sapere che potrebbe succedere qualsiasi cosa e devi essere pronto. Voglio migliorare nei passaggi più rischiosi, vedremo come andrà, è una cosa su cui sto lavorando ed è una cosa che voglio portare avanti per il resto del campionato e anche per la mia carriera”.

Sei un difensore molto aggressivo…

“Credo sia migliorato molto da quando sono qui. Sono sempre stato uno capace di stare sull’uomo, a prescindere dalla stazza. Ricordo molto Fiorentina-Milan del mio primo anno, fu una grande partita. Mi piacciono molto i duelli uno contro uno con l’attaccante perché è una questione di concentrazione e mostrare cosa sai fare. È una battaglia mentale, ci sono scenari differenti e devi cercare di vincere tante lotte. Se nel terreno di gioco riesci a giocare una partita in cui mostri le tue migliori qualità, ciò ti fa sembrare molto bravo e ti fa sentire bene. In questo tipo di partite, dove devo essere aggressivo e ingaggio lotte in velocità, posso dimostrare il mio livello”.

E, ogni tanto, segni anche qualche gol…

“Ho lavorato per essere più incisivo dentro l’area di gioco quando attacchiamo, ma anche più attivo quando difendiamo cercando di limitare gli avversari. Ogni volta che segni, provi una sensazione fantastica. Ho siglato tre reti stagionali e sono innamorato di questi gol perché sono da attaccante, con la sfera che ti cerca poiché sei nel posto giusto. Sono felice anche perché come squadra volevamo segnare di più sui calci piazzati ed i tre che ho realizzato lo sono. Voglio segnare più gol possibili, ma il mio primo compito è difendere la porta. Ovviamente segnare non è il mio lavoro primario. Il mio lavoro primario è difendere la porta, ma quando vedi lo spazio a disposizione devi sfruttarlo. In quel momento ho cercato di essere troppo preciso, sarebbe stato bello segnare. Poi ero troppo stanco dopo quella corsa e ho preso fallo. In questa stagione ho già segnato tre gol e credo sia il rendimento migliore nella mia carriera. È qualcosa in cui devo lavorare, essere pericoloso anche nell’area avversaria. Avere l’opportunità di realizzare gol è sicuramente una bella sensazione”.

Ti piace fare le scivolate?

“È questione di esperienza e di recupero. È sempre stata una mia qualità recuperare molto velocemente. È una questione di timing, guardare solo la palla e non l’uomo, stare attento ad avere la giusta angolazione per la scivolata. Questo è qualcosa che faccio da sempre”.

Come ti trovi con i tuoi compagni?

“È qualcosa su cui lavoriamo in allenamento, specialmente sulla fascia sinistra con Theo e Leao. Devo avere la capacità di capire quando loro partono o quando Theo si sposta al centro e ho spazio. Lavoriamo sulla comprensione degli spazi, dipende anche dagli avversari. Come contro il Torino che lavora uno contro uno a tutto campo, Theo si accentra e io ho avuto la possibilità di aprirmi sulla sinistra e scappare alla marcatura dell’attaccante”.

Il calcio moderno è molto rapido e tu fai grandi recuperi.

“C’è il recupero contro la Juventus quest’anno… Specialmente sui calci d’angolo, devi essere pronto a rientrare e coprire. È bello essere uno dei più veloci nella squadra. Mi piace”.

E dei grandi salvataggi davanti alla porta…

“Ho la sensazione che la porta sia minacciata? Sì, ovviamente. Devi solamente difendere la porta e allontanare il pallone il prima possibile, è questione anche di istinto. Essere un difensore comporta percepire il senso del pericolo e dove la palla possa andare. In queste situazioni cerco di prevedere dove la palla andrà, questo è il lavoro che faccio. Quello contro il Newcastle credo sia il mio miglior salvataggio della carriera. In quel momento avevo visto lo sviluppo e avevo visto Almiron davanti a me: non potevo aggirarlo, quindi quando ho visto Joelinton calciare, era solo una questione di prevedere dove la palla sarebbe andata. Ho cercato di mettere il piede per prendere il pallone per primo, alla fine l’ho colpita nel momento in cui l’ha colpito anche Almiron. Stavo solo cercando di mettere una parte del corpo per salvare la situazione. Poi siamo riusciti a vincere la partita ed è la cosa più importante”.

Il tuo primo gol in Serie A è ad altezza Cristiano Ronaldo…

“Contro la Juventus ho realizzato la prima rete con il Milan ed è stato un momento pieno di orgoglio. Dopo qualche giorno ho visto che tutti parlavano di come avessi saltato più in alto di Cristiano Ronaldo (gol di testa contro la Sampdoria). Se mi sento più superumano di lui? Cristiano ha tanti record e non segnerò mai il numero delle reti da lui realizzate, in questo aspetto è sicuramente più superumano di me. Ma in questo salto sono riuscito a fare meglio di lui. Forse un giorno riuscirò a fare meglio, è un mio obiettivo… Ma per adesso mi tengo questo record”.

Tiri le punizioni?

“Stavo segnando contro il PSG, ma il difensore è intervenuto con la testa. In allenamento calciamo le punizioni ed ho sorpreso i miei compagni di squadra. Non pensavano sapessi battere i calci di punizione. Theo Hernandez, Giroud, Adli, Bennacer e Florenzi sono specialisti. In questa stagione non abbiamo segnato da nessun calcio di punizione, forse solo una volta o massimo due da quando ho vestito i colori rossoneri. Ci sto lavorando e voglio mettermi in gioco, così sarà un’altra freccia da aggiungere al mio arco”.

La tua miglior partita è stata a Londra contro il Tottenham?

“Credo sia stata la mia migliore prestazione. Ero tornato a Londra e c’erano i miei parenti, oltre ad essere il ritorno di Champions League dopo l’andata vinta per una rete a zero. Quella sfida è stata importantissima, tutta la squadra ha difeso il vantaggio dell’andata ed ha realizzato un clean sheet, dimostrando solidità. Non siamo riusciti a segnare, ma non abbiamo preso gol. Ero deluso perché non avevo disputato l’andata per infortunio, ma al ritorno ero determinati a non sprecare quanto fatto dai compagni. Sono stato felicissimo perché siamo riusciti a passare il turno, soprattutto contro un giocatore come Kane”.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

“Voglio vincere trofei giocando per il Milan. Conosciamo la storia del club ed abbiamo scritto una prima pagina con lo Scudetto ed ora abbiamo una squadra capace di vincere ancora. Devo migliorare, non solo per me stesso ma anche per la squadra”.

Bayern Monaco-Lazio, le ufficiali: Sarri, c’è Pellegrini. Tuchel lancia De Ligt

uefa champions league 2023 2024: lazio vs bayern monaco
GORETZKA, KIMMICH, HARRY KANE E KIM DEL BAYERN MONACO. SULLO SFONDO CIRO IMMOBILE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le scelte di Tuchel e Sarri in vista della sfida dell’Allianz Arena. Tutto confermato per quanto riguarda i due schieramenti.

Bayern Monaco-Lazio, formazioni ufficiali:

Bayern Monaco (4-2-3-1) – Neuer; Kimmich, Dier, De Ligt, Guerreiro; Goretzka, Pavlovic; Sané, Muller, Musiala; Kane. A disposizione: Da.Peretz, Ulreich, Kim, Gnabry, Choupo-Moting, Zaragoza, Davies, Laimer, Tel. Allenatore: Tuchel.

Lazio (4-3-3) – Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Zaccagni. A disposizione: Sepe, Magro, Kamada, Pedro, Casale, Isaksen, Castellanos, Hysaj, Lazzari, Cataldi, Napolitano, Ruggeri. Allenatore: Sarri.