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Napoli-Hellas Verona, le ultimissime dal Maradona

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Khvicha Kvaratskhelia fa il segno ok ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le possibili scelte di Mazzari e Baroni in vista della sfida del Maradona delle 15. Davanti tocca all’ex Simeone il compito di regalare gol alla squadra azzurra.

Probabili formazioni di Napoli-Verona

NAPOLI (4-3-3): Gollini; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Cajuste; Politano, Simeone, Kvaratskhelia. All. Mazzarri.

VERONA (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Dawidowicz, Magnani, Cabal; Duda, Serdar; Suslov, Folorunsho, Lazovic; Noslin. All. Baroni

Il Milan riparte da due certezze: Giroud e Jovic | L’ex viola completamente rigenerato

serie a tim 2023 2024: frosinone vs milan
JOVIC SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Giroud più Jovic: in due è meglio”. E’ questo il titolo di Tuttosport che sottolinea come i due attaccanti del Milan siano imprescindibili per la squadra di Pioli.

Milan, Pioli punta su Jovic | Ma serve un grande nome per luglio

L’attaccante del Milan ed ex Fiorentina ha risposto ancora una volta presente all’appello dal gol col Frosinone dell’andata fino a quello di ieri sera. E proprio di questo ha parlato a Dazn l’attaccante serbo: “Questo 2024 è iniziato alla grande per me, lavoro sempre per farmi trovare pronto e sto giocando bene. Sono molto felice per la vittoria, e poi anche per il gol. Ora dobbiamo continuare così”. Nonostante ciò il Milan continua a lavorare ad un grande attaccante per la prossima stagione.

Pavard consiglia l’Inter: “Ecco il segreto per vincere. Sognavo di alzare un trofeo”

Pavard
la grinta di Benjamin Pavard ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

E’ arrivato in punta di piedi ma è diventato già imprescindibile. Benjamin Pavard sa come si vincere e quale occasione migliore della sfida contro la Juventus.

Pavard: “Ho sempre sognato un trofeo”

Queste le parole del difensore: “Prima di una partita penso a come vincerla ed essendo un difensore a come non prendere gol. Poi amo festeggiare con i tifosi: gioco le partite per vincerle, gioco a calcio per vincere titoli. Per questo ho sempre sognato di diventare un calciatore. Da piccolo guardavo tutte le grandi squadre alzare i trofei, non gioco a calcio per i soldi, piuttosto per i trofei, è questo che mi spinge a scendere in campo, voglio essere fiero di me stesso a fine carriera”.

Sulle chiavi per vincere: “Mi sono appassionato al calcio a forza di seguirlo e vedendo mio papà allenarsi e giocare. Mia mamma giocava a pallacanestro ma io usavo sempre i piedi, era quella la mia passione e l’ho seguita fino in fondo anche facendo dei sacrifici ma ne è valsa la pena. Penso a dove sono ora, sono fiero di indossare questa maglia o a momenti incredibili come il gol nella partita contro l’Argentina del Mondiale di Russia o alla più recente doppietta contro la Scozia segnata proprio a Lille dove è cominciato tutto”.

Sul gioco di squadra:  “Il gruppo non sono solo gli undici giocatori, ma tutto ciò che c’è intorno. È anche lo staff medico, i fisioterapisti, chi lavora dietro le quinte, sono tutti importanti: chi sta in campo e chi ci sostiene da fuori e ci mette nelle condizioni giuste per poter vincere”.

Lunedi sera alle 21.30 nuova puntata di SportPaper TV

Sport Paper TV

Nuova puntata di SportPaper TV, lunedi sera alle 21.30 commenteremo quanto avvenuto nella sessione invernale del calciomercato, analizzeremo la sfida scudetto tra Inter e Juventus e live dall’Olimpico seguiremo la sfida tra la nuova Roma di De Rossi e il Cagliari di Claudio Ranieri. Una puntata come sempre da non perdere, alle 21.30 sul canale 14 di Radio Roma Television, anche in streaming su www.sportpaper.tv

Roma, parla De Rossi: “Abbiamo spinto forte. I nuovi? Porteranno qualità”

roma calcio
LA GRINTA DI DANIELE DE ROSSI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

De Rossi ha presentato oggi in conferenza stampa il match che vedrà impegnata la Roma domani contro il Cagliari. Ecco le parole del tecnico giallorosso.

Roma, le parole di Daniele De Rossi

In queste prime partite che risposta stai avendo dalla squadra e come si stanno inserendo i nuovi?

Abbiamo lavorato tanto, soprattutto sulla condizione fisica e sulle nostre idee di gioco. Abbiamo spinto forte e i ragazzi hanno risposto bene di testa e gambe. Sui nuovi penso che porteranno qualità, nel posizionamento senza palla e nel calcio“.

Sulla lista Uefa?

Ho fatto tre cambi, il massimo che ci era consentito. Ho dato precedenza alla formazione per avere doppi ruoli. Per questo motivo ho inserito Baldanzi e Angelino, ma sono rimasti fuori due che considero importantissimi e sono Huijsen e Kristensen“.

Le condizioni di Smalling e Renato Sanches?

Renato meglio, ma per Smalling abbiamo modulato i carichi. Renato sta con noi perché ha fatto tutti gli allenamenti e ha completato il recupero. Verrà convocato ma staremo attenti dato che è stato fermo tanto. Chris invece tornerà con l’Inter o con il Feyenoord“.

Che sensazione provi ritrovando mister Ranieri domani?

Con lui mi unisce un bel legame. Ho passato i due momenti più emozionanti della mia storia con con lui. Quando passi certi momenti con una persona come lui è solamente un bel guadagno. Ha un’intelligenza acuta. Esci sempre arricchito da una chiacchierata con lui. Provo un affetto sincero per Ranieri“.

Sul centrocampo cosa ci puoi dire?

Ho il vantaggio di avere giocatori bravi. Poter alternare e ruotare a centrocampo è un vantaggio per me, ma poi dipende anche dalla partita che affronti. Il calcio è un gioco molto divertente, ma lo è meno quando lasci fuori i calciatori. Le squadre forti hanno tanti giocatori forti, con undici giocatori forti vinci una partita, con una rosa completa ottieni i risultati che vuoi“.

Sulla posizione di Dybala?

Ci sono giocatori che hanno questo talento, con una lettura della giocata tale che bisogna concederli quel tipo di libertà in più. L’importante è che quando lui si abbassa, qualcuno occupi il suo spazio davanti. Alcuni giocatori, come lui, negli ultimi venti metri hanno un paio di indicazioni, poi fanno come vogliono ma è giusto così. Ho giocato venti anni con un campione come Totti dove nessuno gli diceva dove posizionarsi. Quando aveva la palla sapevamo già noi dove dovevamo buttarci perché poi la palla sarebbe arrivata“.