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Roma, tutti su Koné: arrivato per 18 milioni di euro, oggi ne vale più di 40

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MANU KONE IN AZIONE IN EUROPA LEAGUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La sessione di mercato appena conclusa ha visto il francese della Roma, Koné, diverse volte vicino all’addio. Arrivato solo un anno fa a Trigoria, il centrocampista stava per abbandonare il progetto giallorosso. Con l’arrivo di Gasperini il 24enne della Nazionale francese è diventato una pedina fondamentale in campo.

Roma, Koné: arrivato per 18 milioni di euro, oggi ne vale circa 45

La vetrina della Nazionale è una delle migliori, la stessa che ha dato visibilità al francese, tant’è che oggi è uno dei più richiesti sul mercato. Nonostante il giocatore sia stato vicino a lasciare la Roma due volte, prima lo scorso gennaio, poi un mese fa, adesso però la concentrazione è tutta sul quel club che ha puntato forte su di lui e che lo ha valorizzato portandolo a diventare un titolare inamovibile della sua nazionale.

A fine stagione, purtroppo, sarà uno dei primi a poter essere messo alla porta per via del bilancio. La Roma aveva pensato inizialmente di sacrificare Koné già in estate, ma la volontà di Gasperini è stata forte. Una eventuale qualificazione alla prossima Champions League aiuterebbe a far lievitare ulteriormente il prezzo del suo cartellino. Arrivato un anno fa su intuizione di De Rossi per 18 milioni di euro più 2 di bonus, Koné dopo una stagione ha una valutazione di circa 40-45 milioni di euro. La Roma riesce ancora a rientrare nei parametri, ma se dovesse aver bisogno di cederlo, Koné sarà uno candidati destinati a salvare il club insieme a N’Dicka e Soulé. 

Macedonia del Nord U21- Italia U21, le probabili formazioni. Baldini: “Puntiamo a vincere”

Silvio BAldini

Dopo la sofferta vittoria contro il Montenegro a La Spezia, Baldini vuole il secondo successo consecutivo della sua nuova avventura. Baldini nella conferenza stampa pre partita si è detto fiducioso e la sua dichiarazione “Puntiamo a vincere attraverso l’espressione del talento”, la dice molto sulla fiducia che l’ex allenatore del Pescara ha nei suoi ragazzi. Contro la Macedonia non ci sarà Mascardi in porta che sarà sostituito da Motta, il resto della squadra dovrebbe essere riconfermato in blocco con in attacco il trio Fini-Raimondo-Koleosho. Il match tra l’Italia e la Macedonia del Nord, per le Qualificazioni Europei U21, inizierà alle 18.15 e verrà disputato allo Stadium Petar Miloshevski, casa del Pelister Bitola.

Le probabili formazioni

MACEDONIA DEL NORD (3-5-2): Djekov; Dailoski, Meliqui, Dzhekov; Stojanov, Angelov, Zendelovski, Hamza, Danev; Trajikov, Gastarov. Ct: Stanikj.

ITALIA (4-3-3): Motta; Palestra, Marianucci, Chiarodia, Idrissi; Pisilli, Lipani, Ndour; Fini, Raimondo, Koleosho. Ct: Baldini.

Il film irripetibile della Nazionale di Pozzecco | L’alchimista che ci ha fatto volare

Pozzecco
Foto Wikicommons

Il cuore al centro del progetto: l’Italia secondo Pozzecco

Da bambini facciamo fatica a distinguere la realtà dal sogno e dall’immaginazione, e soltanto crescendo impariamo a separare questi due universi, ad accettare la durezza del mondo che ci circonda e ad apprezzarlo con tutte le sue asperità, quelle stesse che provano ad assopire il nostro amore per ciò che ci circonda.

Da tre anni a questa parte, però, avevamo quasi dimenticato come filtrare illusioni e desideri dalla crudeltà della realtà, quando vedevamo cinque maglie azzurre muovere una palla a spicchi su un campo di 28×15 metri. I protagonisti erano ragazzi che in ogni circostanza hanno dimostrato di mettere al primo posto la maglia che indossavano, senza mai dimenticare l’obiettivo per cui lottavano, provando a trascinare sulle vette del mondo il nome dell’Italia in ogni possesso e in ogni difesa.

Dietro le quinte c’era colui che muoveva tutte le dinamiche del film che ha avvicinato milioni di italiani a uno sport che negli anni si sta ritagliando il posto che merita nel cuore del Bel Paese. Orchestrava quella dolce sinfonia in grado di far vibrare i nostri cuori alla giusta frequenza che ci permettesse di piangere per i colori che indossavano, e in ogni allenamento, con ogni parola e ogni gesto, costruiva un gruppo che dal 2022 ad oggi ha chiuso gli occhi davanti alla parola ‘impossibile’. Ha permesso a quella squadra di dimenticare i limiti e di provarci, di volare, seppur in modo goffo (non avendo gli strumenti per farlo), fino a cime che sembravano irraggiungibili.

È stato il regista di un film che sembrava irrealizzabile, in cui gli interpreti hanno scoperto solo col tempo di star ricoprendo un ruolo in un capolavoro sportivo, fino a quando la magia si è dissolta e la parola ‘fine’ è calata su una storia che nessuno credeva possibile, tantomeno di poterla vivere.

L’alchimista di cui parliamo è Gianmarco Pozzecco, una delle perle della storia del basket italiano, che avevamo iniziato ad amare quando faceva tremare la retina in campo, e che abbiamo continuato ad amare quando ha iniziato a sedere sulla panchina della Nazionale. Con l’eliminazione agli ottavi degli Europei contro la Slovenia, la sua avventura alla guida dell’Italia si conclude, insieme a un percorso che, pur senza trofei, resterà nella storia. Anche a dispetto delle critiche dell’ultimo mese – quelle che lo accusavano di non aver dato identità tattica alla squadra, di non aver inciso negli schemi offensivi, o di essere poco efficace in difesa – non si può cancellare ciò che ha rappresentato.

La verità è che Pozzecco non è stato il miglior CT dal punto di vista tecnico-tattico. Forse non ha saputo cucire un gioco perfetto sul roster che aveva, ma ha compiuto un’impresa più grande: cucire i legami tra i giocatori, amare il gruppo come raramente si era visto fare da un allenatore. La vera differenza tra la nostra Italia e le altre formazioni è che loro sapevano l’importanza della posta in gioco, sapevano perche scendevano in campo, e sapevano che dall’altra parte dello schermo c’era un’intera Nazione che si aggrappava alle loro casacche per poter ricevere un’effimera soddisfazione, e questo perchè alle loro spalle c’era un uomo, prima che un allenatore, che aveva trasmesso a loro tutto questo.

Nello sport non basta un tecnico con mille giochi in lavagna: può bastare una giornata storta, un mal di testa che non ti consente di concentrarti al meglio, un errore di lettura a far crollare i piani. E in questo frangente, ti ritrovi senza armi al cospetto di un avversario che si è saputo preparare meglio di te, e tu sei costretto a guardarlo, impotente, sopraffarti.

Quando sei però in grado di trasmettere ai tuoi giocatori e far sentir loro il peso e la responsabilità che hanno addosso, i valori e le persone per cui lottano, la stanchezza e la mano che trema su un tiro libero, diventano le tue ultime preoccupazioni, perchè riesci a trovare nel tuo corpo quell’energia che pensavi di non possedere per fare quello scatto in difesa negli ultimi secondi, trovare la volontà di partire in contropiede anche quando le gambe cedono, perchè sai che non lo stai facendo per te, ma per un intero popolo che ha affidato a te le chiavi del loro cuore.

E quando possiedi quest’arma, ogni ostacolo diventa affrontabile, i pronostici perdono valore. La partita contro la Slovenia lo dimostra: una squadra con uno dei tre migliori giocatori al mondo, autore di 42 punti e avanti di 16 a dieci minuti dalla fine, è stata costretta a tremare, perché l’Italia è arrivata fino al -1. Poi è crollata fisicamente, ma aveva già dimostrato di poterci credere fino in fondo.

E se c’è una persona che meglio di chiunque altra è stato in grado di far capire tutto questo alla sua squadra, è lui: Gianmarco Pozzecco.

Forse la sua unica colpa è stata quella di farci illudere di poter essere più di quanto le nostre potenzialità consentissero, facendoci sognare più di quanto potessimo realmente raggiungere, alzando fin troppo le pretese nei confronti di una squadra che, nonostante i fuoriclasse di cui dispone, non è strutturata per poter vincere. Tutto questo, perché aveva aggiunto un ingrediente che nessun altro possedeva: la capacità di rendere tutto magico.

Grazie Poz. L’Italia ti è riconoscente per quello che hai fatto per questa Nazionale.

Ad maiora!

L’Italia ringhia a Debrecen, tre punti importantissimi sulla via del mondiale

nazionale italiana di calcio
L’ESULTANZA DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cuore batticuore Italia, che si porta sul 2-4 ma si fanno riprendere sul 4-4 proprio al novantesimo, e qui ci pensa Tonali a regalare tre punti alla squadra di Gattuso che ha comunque molto ancora da lavorare per raggiungere i Mondiali.

Parte benissimo Israele, e va in gol al 16′ grazie ad una clamorosa autorete di Locatelli che spinge in rete un rasoterra innocuo di Khalili. L’Italia soffre ma non affonda, e sul finire del primo tempo pareggia i conti, grazie ad uno scambio Retegui-Kean concluso da quest’ultimo in rete. Nella ripresa azzurri ancora sotto grazie a Dor Peretz, ma Kean la ripareggia. La squadra di Gattuso sembra aver fiutato il pericolo e con Politano e Raspadori si portano sul 4-2 ma ancora non è finita. Israele pareggia clamorosamente sul 4-4 grazie ad un’autorete di Bastoni ed ad un gol di testa facie facile di Dor Peretz. MA lo stellone questa sera è dalla parte degli azzurri, che grazie ad un tiro cross di Tonali segnano la quinta rete. Nel finale Revivo sfiora il clamoroso 5-5.

 

Il tabellino

Israele-Italia 4-5

ISRAELE (4-2-3-1): Dan Peretz; Dasa (dal 20′ st Jehezkel), Nachmias, Lemkin (dall’8′ pt Shlomo), Revivo; Dor Peretz, E. Peretz; Khalaili (dal 20′ st Baribo), Gloukh, Solomon; Biton (dal 20′ st Mizrahi). A disposizione: Glazer, Niron, Shlomo, Mizrahi, Jehezkel, Blorian, Gandelman, Kanichowky, Azouly, Shua, Baribo, Turgen. CT: Ben Shimon

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni; Dimarco (dal 33′ st Cambiaso), Barella (dal 23′ st Frattesi), Locatelli, Tonali, Politano (dal 23′ st Orsolini); Retegui, Kean (dal 33′ st Raspadori). A disposizione: Meret, Vicario Bellanova, Gatti, Calafiori, Cambiaso, Rovella, Frattesi, Raspadori, Pio Esposito, Orsolini, Maldini. CT: Rino Gattuso

Reti: al 16′ pt Locatelli (autorete), al 40′ pt Kean, al 7′ st Dor Peretz, al 9′ st Kean, al 13′ st Politano, al 36′ st Raspadori al 41’st aut. Bastoni al 44′ st Dor Peretz, al 45′ Tonali

Ammonizioni: 

Recupero: 3′ pt

Roma, infortunio Bailey: si tenta il rientro anticipato

amichevole roma vs cannes
LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Roma ha dovuto iniziare la stagione con l’infortunio di Leon Bailey. Gianpiero Gasperini attende con ansia il rientro del giocatore, infortunatosi al primo allenamento. Il 28enne giamaicano ha rimediato una lesione miotendinea del retto femorale destro con i tempi di recupero stimati intorno al mese.

Roma, rientro anticipato per Leon Bailey

Il rientro in campo, però, potrebbe subire delle variazioni, in positivo. Il giocatore sta continuando ad allenarsi in maniera personalizzata e la sua condizione sta migliorando giorno dopo giorno. Non è da escludere, infatti, che il rientro possa essere più vicino. Infatti, Bailey, potrebbe tornare a disposizione di Gasperini il 24 settembre, in occasione della sfida di Europa League contro il Nizza.

Il recupero sembra più vicino e semplice, e al momento l’obiettivo è quello di rientrare prima. Il giocatore domani si sottoporrà a nuovi ed ulteriori accertamenti clinici per capire meglio il recupero dall’infortunio e capire meglio i tempi di rientro. Il giamaicano e tutto lo staff della Roma sperano di avere esiti positivi e capire se si potrà dare l’accelerata per il rientro dell’attaccante. Gli accertamenti di domani saranno decisivi.