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Napoli, Moggi consiglia: “Se ADL prende Conte, ingaggia il migliore in circolazione”

Moggi

Come già raccontato nelle ultime ore, il Napoli sta provando a convincere Antonio Conte a sedere sulla panchina partenopea, dato che Garcia non sta ripagando la fiducia che la dirigenza aveva riposto in lui.

Nonostante gli sforzi di De Laurentiis e del ds Meluso, l’ex allenatore del Tottenham non sembra essere intenzionato ad accettare la proposta dei campani, che potrebbero dunque virare su Igor Tudor.

”Conte è uno che se decide una cosa la fa, ha voluto stare fermo e lo sta facendo”

Intervenuto a Vikonos Web Radio/TV, l’ex dirigente della Juventus Luciano Moggi ha parlato del possibile approdo di Conte al Napoli, sottolineando come l’ex allenatore dell’Inter sia il migliore in circolazione. Ecco le sue parole:

“Conte è uno che se decide una cosa la fa, ha voluto stare fermo e lo sta facendo, come allenatore non si discute. Dovrebbe fare però i conti con De Laurentiis, entrambi sono uomini che non retrocedono dai loro convincimenti. Come tecnico Conte è il non plus ultra, non ha paura però di dire quello che pensa, anche il padrone del Napoli è un altro che la pensa così, quindi il gioco è tutto lì. Personalmente, comunque, avrei tenuto Spalletti e Giuntoli, trovare i loro eredi è dura, loro conoscevano l’ambiente e il presidente e nonostante tutto sono andati via. Ammiro De Laurentiis: essere dirigente di un’azienda non è facile, bisogna essere cinico nei conti e lì è bravissimo, dovrebbe invece delegare di più in ambito sportivo.”

“Comunque, se Aurelio prende Conte, ingaggia il migliore in circolazione ma deve farlo lavorare, altrimenti tra loro succederà ciò che è successo con Ancelotti, Gattuso e Spalletti. Un allenatore è forte se la società è forte, ho vinto con Bigon perché lo supportavo con i giocatori, De Laurentiis dovrà fare lo stesso”.

Feyenoord-Lazio, trasferta vietata ai tifosi biancocelesti

LA CURVA NORD A RISCHIO CHIUSURA PER I CORI ANTISEMITI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Se n’era già parlato visto il rischio che poteva accadere dopo i fatti della Barcaccia del 2015 oppure alla finale di Conference League, ma Feyenoord-Lazio si giocherà a porte chiuse. Questo è quanto riportato dalla UEFA, che deciderà poi sul da farsi sulla sfida di ritorno all’Olimpico, in programma il 7 novembre all’Olimpico.

Kjaer: “Io penso solo al Milan, ma nel calcio può succedere tutto”

Kjaer
STEFANO PIOLI SI COCCOLA SIMON KJAER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Protagonista dello scudetto di due stagioni fa col Milan, Simon Kjaer è ormai uno dei veterani del club rossonero, col quale, nonostante l’età, ha già collezionato più di qualche presenza quest’anno, contribuendo al momentaneo primo posto del Diavolo.

“Tornare in Danimarca? Per adesso penso solo al Milan”

Per un’intervista rilasciato per il suo sito simonkjaergifs.com, il calciatore danese ha parlato della sua esperienza con il Milan e del suo ormai prossimo record di presenze con la Nazionale, sottolineando anche la sua volontà di rimanere in rossonero.

Ecco le sue parole:

Su una possibile carriera da allenatore:

“Al momento direi di no. Adesso come adesso sono concentrato solo a giocare. Però… Io amo il calcio, perciò chi sa cosa può accadere? Dovrei lasciare una porta aperta, in questo caso. Mai dire mai nel calcio”.

La partita migliore in rossonero:

“Questa è una domanda difficile. Perché quando giochi per un club di alto livello come il Milan, e con la mia mentalità, ogni partita è speciale. Ma se proprio mi costringi a scegliere, allora forse i quarti di finale di Champions League contro il Napoli, che stava avendo una stagione meravigliosa in Serie A allo stesso tempo. Quando li abbiamo battuti e ci siamo qualificati tra le ultime quattro d’Europa, stavamo dimostrando al mondo che eravamo tornati proprio dove un club come il Milan deve stare, tra i migliori. Quando sono arrivato la posizione era circa a metà classifica e avevo un solo obiettivo: con ogni fibra del mio corpo desideravo aiutare il club a tornare al top della Serie A e al top in Europa. Perciò è stato emozionante essere lì, così come lo scudetto.

A breve recordman di presenze con la Danimarca:

“Sono due grandi cose per me, difficili da paragonare. Ma se devo scegliere, devo dire che il traguardo più grande è sicuramente il record di partite in nazionale come calciatore danese. Mi ci sono voluti 14 anni per raggiungerlo quindi è qualcosa di davvero speciale. Ho giocato più della metà di queste partite internazionali come capitano e questa è un’altra cosa che mi rende orgoglioso. Mi piace prendermi le responsabilità e per il gruppo è sicuramente la cosa più importante nel calcio. Chiaramente sono molto contento delle mie 100 presenze in rossonero ma devo ammettere che il record di Maldini, con più di 900 presenze, è davvero molto lontano”.

Sala scommette: “RedBird e Suning non si parlano ma..”

Inter Milan

Intervenuto durante la riunione della Commissione consiliare del comune di Milano, il sindaco Francesco Sala è tornato a parlare in merito al nuovo stadio e su San Siro ha risposto così: “Parto da un presupposto semplice ma che è giusto ribadire, cioè che le squadre hanno il totale diritto di avere un loro stadio di proprietà. È di ovvia evidenza che questo serve a loro oltre al dichiarato obiettivo di aumentare i ricavi anche in termini di patrimonializzazione e per una eventuale cessione ma rimane il fatto che è nel loro pieno diritto. Il Comune deve invece tutelare un bene che è nel suo patrimonio. Abbiamo un contratto d’affitto che scade nel giugno 2030 con le squadre e, anche senza queste, San Siro potrebbe avere una ragione d’essere, anche se il recente vincolo della Sovrintendenza reca un significativo danno economico perché è evidente che limita le possibilità di rigenerazione e riutilizzo dell’impianto. Questo vale sia che a San Siro si giochi a calcio sia lo si reinventi per altre destinazioni d’uso. La questione è che il vincolo non permette l’abbattimento dell’impianto”. Queste le parole riprese da Fcinter1908 e riprese da Calcioefinanza.

Sala: “Sul progetto dell’Inter non so nulla”

E poi ancora: “L’addio di Inter e Milan? L’avevo detto perché conosco le logiche di una azienda e quelle sono due aziende, non due enti di beneficenza. E sapevo che non stavano bluffando. Molti di voi (riferendosi ai consiglieri comunali, ndr) mi guardavano con sufficienza dicendo che non sarebbero mai andate via da Milano. Poi però c’è stata una novità e qui mi prendo la responsabilità di quello che dico ma credo sia acclarato. La novità è che le proprietà di Inter e Milan non si parlano e a dimostrazione di ciò per la prima volta a fine settembre, quando dovevano rispondere alla richiesta di manifestare la loro volontà di dare seguito alla proposta presentata, hanno risposto disgiuntamente. La voglia di avere un proprio stadio per ciascuna sta prendendo il sopravvento. È fattuale che non si stanno parlando e che c’è la volontà di avere un proprio stadio ciascuna”.

“Credo che sia ancora tutto aperto per due motivi precisi: il primo è la risposta che ci hanno dato sulla richiesta di cui sopra. Il 5 settembre abbiamo chiesto alle due società di dare una risposta dopo la decisione sul tema vincolo. La società Milan ha sottolineato la situazione di difficoltà e incertezza, gentilmente aggiungendo per fattori esogeni al Comune, e la necessità di conoscere nel più breve tempo possibile anche per esaminare altre aree cosa il Comune intende fare. Non ci hanno detto la partita San Siro è finita. Anche la società Inter ha avanzato dubbi sulla legittimità della decisione sul vincolo e richiamato la necessità di concludere l’iter referendario, evidenziando che è il Comune a dover dire se esiste ancora l’interesse pubblico sul progetto. Nessuna delle due squadre ha scritto che San Siro non è una partita da non considerare più”.

“Poi c’è il secondo motivo per cui non lo considero chiuso. Io ufficialmente non conosco i progetti alternativi dei club, non ho nulla sul tavolo. So qualcosa sul progetto del Milan perché la società ne ha parlato mentre di Rozzano e dell’Inter non so nulla. Non credo di sbagliarmi nel considerare anche le intenzioni dell’Inter più che serie. So che per il nuovo stadio le difficoltà non sarebbero insormontabili ma comunque significative anche in altre aree. Credo ci sia qualche aspetto delicato”.

Milan, report sull’allenamento | C’è anche Okafor

Milan

Dopo la vittoria conseguita all’88’ contro il Genoa, il Milan ha acquistato per la prima volta in questa stagione il primo posto da solitario, approfittando del passo falso dell’Inter con il Bologna, consentendosi di affrontantare questa sosta delle Nazionali con minore preoccupazione e pressione psicologica.

Milan, Okafor si allenerà con la squadra

A causa di un taglio al sopracciglio, la Svizzera ha preferito non convocare Okafor, in modo da consentire ai medici rossoneri di monitorare meglio la guarigione della ferita.

In virtù della mancata convocazione, l’ex attaccante del Salisburgo rimarrà a Milanello per allenarsi con i giocatori che non sono partiti con le loro Nazionali, ma dalla prossima settimana. Per il resto della squadra il ritrovo è previsto domani a pranzo, mentre gli allenamenti inizieranno a partire dalle 15.