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Inter, idea Hojlund: si cerca la strategia giusta per portarlo a Milano

la grinta di Rasmus Hojlund ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Rasmus Hojlund è uno dei giocatori più richiesti negli ultimi mesi, e, indubbiamente, sarà uno dei nomi che infiammeranno il prossimo mercato della Serie A. Già conosciuto in Italia, ha giocato con la maglia dell’Atalanta (10 gol in 34 presenze), non ha poi ingranato al Manchester United, quindi probabilmente partirà verso nuove avventure nel prossimo mercato. Tra le squadre in coda per portarlo in Serie A c’è anche l’Inter.

Inter, Hojlund per l’attacco dell’anno prossimo

Su Hojlund si è piombata anche l’Inter che, vuole capire costi e fattibilità dell’operazione, per poi agire. Non è un mistero che il reparto offensivo sarà quello sul quale la dirigenza interista farà i maggiori investimenti, visto che Arnautovic e Correa saluteranno per fine contratto e probabilmente anche Taremi lascerà.

Per quanto riguarda i costi, la premessa di un’uscita favorita dallo United resta valida ma i Red Devils non possono neppure svendere Hojlund, il giocatore è arrivato nell’estate 2024 per 70 milioni di euro più 10 di bonus. Nonostante il giocatore non abbia brillato quest’anno, difficile che la valutazione scenda al di sotto di 50 milioni di euro. Non solo il costo del cartellino, c’è anche da valutare l’ingaggio, il giocatore percepisce circa 7 milioni all’anno. L’Inter potrebbe chiedere un prestito oneroso con diritto di riscatto.

Inter in campo a Como, Inzaghi sceglie il turnover | Le formazioni

Inzaghi
Massimiliano Farris e Simone Inzaghi ph: Fornelli/Keypress

Inter ospite del Como, addio sogno scudetto?

L’Inter probabilmente crede poco nel sogno scudetto, questa sera a Como ampio turnover vista Champions League per i nerazzurri. Spazio in attacco alla coppia Correa – Taremi, giusto non provarci fino alla fine dando spazio ai titolarissimi? Una domanda dalla difficile risposta. Il 31 l’Inter sarà impegnata a Monaco di Baviera nella finale Champions, per lo scudetto servirebbe un clamoroso passo falso del Napoli impegnato in casa con il Cagliari,  poche le chance il pensiero in casa Inter, meglio preservare i migliori per la finale Champions.

PROBABILI FORMAZIONI COMO-INTER

COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Jack, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Nico Paz, Caqueret, Strefezza; Douvikas. All. Fabregas.

INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, de Vrij, Carlos Augusto; Darmian, Calhanoglu, Asllani, Zalewski, Dimarco; Taremi, Correa. All. Inzaghi.

Napoli, la notte dello scudetto numero 4 | Le probabili formazioni

antonio conte e romelu lukaku ( foto fornelli/keypress )
ANTONIO CONTE E ROMELU LUKAKU ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

E’ la notte del Napoli, al Maradona arriva il Cagliari, a Conte e i suoi la possibilità di chiudere il discorso scudetto aggiudicandosi il titolo numero 4 della storia. Una notte per sognare, Napoli è pronta per la grande festa tricolore.

PROBABILI FORMAZIONI NAPOLI-CAGLIARI

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera, Spinazzola; Politano, Anguissa, Gilmour, McTominay; Lukaku, Raspadori. All. Conte.

CAGLIARI (3-5-2): Sherri; Zappa, Mina, Luperto; Zortea, Adopo, Makoumbou, Deiola, Augello; Piccoli, Viola. All. Nicola.

Guasto d’amore rossoblù: il Genoa intriso nelle parole di Bresh

genoa calcio
I TIFOSI DEL GENOA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il Genoa nelle rime di Bresh, tra l’Oro Blu del Mediterraneo

C’è una sottile e implacabile magia nella musica di Genova, una scia salmastra di poesia e disincanto che scivola di voce in voce, da generazione a generazione. È una città che ha fatto della malinconia una forma d’arte, della lotta interiore un canto perpetuo. In questo solco si inserisce Bresh, moderno menestrello della Superba, capace di traghettare le inquietudini di un’epoca nel linguaggio del presente. Se Fabrizio De André raccontava i derelitti e i santi dell’umanità con una lirica impietosa e struggente, Bresh tesse la sua trama sulle fratture e sulle passioni di un’anima giovane, tra amore e identità, tra radici e vertigine.

“Guasto d’amore” non è soltanto una canzone, è una dichiarazione di poetica. Il testo si muove con l’andamento di una confessione intima, in cui il sentimento si fa ossessione, in cui il senso di appartenenza a un’idea – o a una bandiera – diviene il metro con cui misurare il proprio posto nel mondo. Qui sta il legame inscindibile con la tradizione cantautorale genovese: quella capacità di parlare dell’individuo raccontando il collettivo, quella commistione tra vita e arte che fa della musica non un semplice intrattenimento, ma un’operazione quasi filosofica.

Genova, nel tempo, ha dato i natali a un filone musicale che si è nutrito di letteratura e malinconia, da Luigi Tenco a Bruno Lauzi, da Gino Paoli a Ivano Fossati. Bresh, pur immerso in una scena contemporanea segnata dall’ibridazione tra rap e pop, non si sottrae a questa eredità. Nei suoi testi la città è una presenza costante, evocata con la stessa sacralità con cui De André narrava di una Genova in controluce, sempre vista attraverso la nebbia del tempo e del ricordo. Ma se il Faber cercava la verità tra i vicoli, tra le strade impolverate di storie dimenticate, Bresh la rincorre nei moti di un cuore giovane, nella fibrillazione del presente.

Non è casuale che il calcio, e in particolare il Genoa, diventi il simbolo del suo rapporto con l’esistenza. La passione calcistica, come l’amore, è irrazionale e totalizzante, capace di definire un’identità al di là della logica. “Ho un guasto d’amore, non riesco a star bene”, canta, e nel farlo non parla solo dei rossoblù, ma della fragilità stessa del sentire umano. Come nelle migliori tradizioni poetiche, l’oggetto della devozione diventa metafora dell’esistenza: il pallone come battito del cuore, la squadra come un’amante capricciosa, la vittoria e la sconfitta come parabole di vita.

C’è un’urgenza emotiva nel canto di Bresh, la stessa che attraversava il grido soffocato di Tenco, l’amore bruciato di Lauzi, il disincanto dolceamaro di Fossati. La sua musica è il naturale proseguimento di una linea narrativa che, da sempre, si muove sulla cresta dell’inquietudine. Ma è anche, al tempo stesso, profondamente contemporanea: usa le metriche spezzate del rap, gioca con la leggerezza del pop, senza mai tradire la profondità di un’anima che appartiene, per vocazione, alla scuola dei grandi cantautori.

E ora, come un nuovo capitolo di questo percorso interiore, arriva Mediterraneo, il nuovo disco in uscita venerdì 6 giugno: un viaggio che inizia “da piccolo come un alchimista”, mischiando immaginazione e istinto per creare un pianeta proprio, da far girare “come un rullo gira sotto i piedi dell’equilibrista”. È il racconto di chi ha provato a modellare il mondo a propria immagine e somiglianza, per poi scoprire che, prima o poi, “sulla terra bisogna tornare, a rischio di cadere”. Ma è proprio lì, in quella scelta necessaria e fragile, che si intravede la libertà: “nel mio mare preferito”, dove anche la solitudine può farsi compagna.

Non sappiamo se la storia collocherà Bresh tra i grandi poeti della musica italiana, ma una cosa è certa: nella sua voce si respira ancora quella magia ineffabile che ha fatto di Genova non solo una città, ma un’idea, un suono, una malinconia eterna. Forse è vero: senza una bandiera non sapremmo che vento tira, ma è proprio nel vento, nella sua instabilità, che si nasconde la vera poesia.

Fantacalcio – Top e Flop della penultima giornata: Pedro il migliore

Orsolini
RICCARDO ORSOLINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Alla vigilia del venerdì che con molta probabilità assegnerà lo scudetto, vediamo come si sono comportati i protagonisti del campionato nel penultimo turno.

PORTIERI – Porta imbattuta ed ottima prestazione per Suzuki che con il suo 7 in pagella risulta il miglior portiere della penultima giornata del campionato; alle sue spalle, sempre senza subire reti, si piazza il dirimpettaio Meret con un bel 6,5. Stesso voto di partenza anche per Vasquez, Butez e Svilar che però incassando una rete vedono il loro fantavoto scendere a 5,5. Due gol al passivo e quindi 4,5 di fantamedia per Sommer e Okoye mentre il povero Radu ne becca tre, senza colpe particolari, e chiude a 3,5. Maglia nera assoluta per il monzese Pizzignacco che già non brilla (voto 5), incassa tre reti e addirittura si vede assegnare un autogol per un rimpallo molto sfortunato; per lui la votazione finale per il Fantacalcio è addirittura 0. Male anche il rossonero Maignan con 2,5 (5,5 e tre palloni in fondo al sacco), Skorupski e Leali (6 meno 3 di malus).

DIFENSORI – Sono tre i difensori da 10 in pagella: Mina, Viti e Dumfries che meritano 7 arrotondato grazie ad una rete a testa realizzata. Altri tre si fermano a 9,5 e sono Bisseck (6,5 + gol), Mancini e Parisi che in realtà partono da 7 ma oltre alla rete che porta il bonus rimediano anche un malus per il cartellino giallo. Coppia felsinea in fondo alla graduatoria settimanale: Miranda e Casale vanno entrambi ampiamente sotto la sufficienza (4,5) ma la maglia nera spetta allo spagnolo che macchiandosi di un’espulsione finisce con un 3,5 per il fanta. Leggermente meglio l’udinese Kristensen che dal 5 passa al 4,5 per un cartellino giallo.

CENTROCAMPISTI – Orsolini con una rete ed un assist, benché partito dalla panchina, è il top di giornata tra i centrocampisti con il suo 11,5 totale (7,5 + bonus). Ben quattro lo seguono a quota 10 (7 in pagella + gol) e sono: Sulemana (alla seconda rete consecutiva), Ramadani, Paredes e Lazovic. Sono ben sette i centrocampisti che non vanno oltre il 5: Henderson, Akpa Akpro, Zeroli, Zarraga, Busio, Zerbin e Perez; a questi si aggiungono Lovric e Perrone che sul campo meritano 5,5 ma rimediano anche un malus giallo.

ATTACCANTI – Il sempreverde Pedro lascia ancora una volta il segno da subentrato e con la sua doppietta, che potrebbe costare lo scudetto all’Inter, aggiunta all’8 in pagella, è il Top assoluto della giornata con un inarrivabile 14! Mezzo punto in meno per Pinamonti, anche lui protagonista con due realizzazioni. Si fermano a quota 10 (7+ bonus gol) Dallinga, Retegui, Piccoli, Colombo, Kean, Vlahovic e Gonzalez. Il “bomber” del Milan Gimenez si fa espellere intorno al 20’ della gara dell’Olimpico dando il via libera alla vittoria della Roma; per lui un 4 secco in pagella tramutato in 3 dal rosso e maglia nera di giornata. Bocciatura semplice (5) per Arnautovic e Isaksen, colpevoli di fallire reti più facili da segnare che da sbagliare…