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Inter, allarme infortuni: niente derby per Thuram, Dumfries e Zielinski

uefa champions league 2023 2024: inter vs atletico madrid
MARCUS THURAM PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Senza sosta per l’Inter, si lavora duramente per affrontare questo tour de force finale. Nemmeno il tempo di metabolizzare la sconfitta di Bologna che la formazione di Inzaghi, a Pasquetta, è già tornata in campo per preparare il derby.

Inter, tre assenti importanti contro il Milan

La gara di ritorno delle semifinali di Coppa Italia in programma mercoledì sera sarà il prossimo step dell’Inter. I nerazzurri si sono allenati in mattinata ad Appiano Gentile, con la squadra divisa nei classici due gruppi tra chi ha giocato di più al Dall’Ara e chi ha faticato di meno. Ancora seduta a parte per i tre infortunati Marcus Thuram, Denzel Dumfries e Piotr Zielinski, il cui rientro si avvicina ma ancora fuori contro il Milan.

Nella giornata di oggi è in programma un nuovo allenamento pomeridiano, a seguire la squadra resterà in ritiro. Sono due i giocatori, a meno di acciacchi imprevisti, sicuri di giocare il derby, ovvero Bastoni e Mkhitaryan, entrambi squalificati contro la Roma. Tra i pali ci dovrebbe essere Martinez come all’andata, mentre potrebbero trovare spazio dal 1′ De Vrij, Frattesi e Arnautovic.

Milan, Tare in pole position: con lui potrebbe arrivare anche un giocatore della Bundesliga

Tare

Il nome del nuovo ds del Milan è quasi certo. Anche se il suo annuncio era atteso all’inizio del mese, è attualmente ancora da confermare. Il nuovo ds rossonero dovrebbe essere Igli Tare, tra i vari nomi al momento sembra essere lui il profilo in pole position.

Milan, con Igli Tare è quasi fatta

Una settimana fa è avvenuto un lungo faccia a faccia a Roma con Giorgio Furlani. Da qui ci sono stati nuovi contatti tra l’ex Lazio e l’amministratore delegato rossonero che da settimane sta portando avanti in prima persona il casting e un secondo appuntamento è all’orizzonte. Un appuntamento che potrebbe essere quello definitivo per concludere.

Al momento non si conosce ancora la data del nuovo incontro, ma non lontano, a Casa Milan vorrebbero che la decisione finale arrivasse entro la prima metà di maggio. Nel nuovo colloquio che avranno, Furlani e Tare proseguiranno i discorsi iniziati nel positivo faccia a faccia di Roma per poi arrivare ad un punto di svolta. Bisogna accelerare i tempi, bisogna mettere in atto i lavori per la nuova stagione che verrà.

Intanto pare che inizino a circolare anche i primi nomi legati ad un possibile arrivo di Tare: il primo rinforzo, per quanto riguarda il reparto offensivo, potrebbe arrivare dalla Bundesliga. Si tratta di Jonathan Burkardt, attaccante classe 2000 del Mainz che con le sue prestazioni (16 gol e 3 assist tra campionato e Coppa di Germania) è arrivato anche ad indossare la maglia della nazionale tedesca.

 

Serie B: il 13 Maggio verrà recuperata la 34^ giornata

Pallone Serie A
il pallone della Serie A Tim 2021-2022 ph: Fornelli/Keypress

Di seguito il comunicato ufficiale:

Assemblea di Lega Serie B convocata con carattere d’urgenza oggi per deliberare la data di recupero della totalità della 34a giornata, prerogativa come previsto dallo Sta-tuto (art. 27.1) di competenza assembleare.

Le società, tutte presenti, a larghissima maggioranza hanno deciso di recuperare la 34a giornata martedì 13 maggio, alla luce delle complicazioni logistiche per i club e per i tifosi dovute al periodo di feste e di ponti di questi giorni. Avallando così la pro-posta del Consiglio Direttivo, che si era riunito anch’esso d’urgenza oggi alle ore 15, valutando tutte le opzioni possibili.

Confermate quindi tutte le date di calendario previste, a partire dalla 35a giornata che si disputerà il prossimo venerdì 25 aprile.

In seguito a questa scelta le date playoff e playout verranno riprogrammate nei pros-simi giorni, allo stesso modo saranno comunicati gli orari della 34a giornata.

Il Milan cade in casa contro l’Atalanta: zona Europa sempre più distante (0-1)

atalanta calcio
GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Pasqua amara in casa Milan: i rossoneri perdono per 0-1 contro l’Atalanta nella trentatreesima giornata di Serie A. Dopo una prima frazione equilibrata e senza grandi occasioni, nei primi minuti della ripresa il Diavolo dà l’impressione di poter passare in vantaggio: invece, al termine di una grande azione, Ederson supera Maignan con un colpo di testa in tuffo e regala la vittoria ai suoi. Ottima la prova degli uomini di Gasperini, bravi a schiacciare il Milan nella propria area di rigore per gran parte del primo tempo e a resistere agli urti nella prima parte della seconda frazione. La Dea, quindi, consolida il suo terzo posto; con questa sconfitta, invece, i rossoneri dicono quasi certamente addio a un piazzamento in Champions per il prossimo anno.

Milan – Atalanta: poche occasioni nel primo tempo

Le due squadre cominciano subito con piglio aggressivo, tant’è che nell’arco di un minuto si passa da un lato all’altro del campo con estrema facilità. Il primo quarto d’ora scorre senza particolari spunti offensivi: il Milan prova a costruire gioco dal basso, mentre l’Atalanta attende pazientemente che si aprano varchi interessanti. Al 19′, la palla di Bellanova viene colpita di testa da Ederson, tuttavia il colpo di testa del brasiliano termina largo. Il Milan risponde subito con lo scambio in velocità tra Theo e Leao, con il francese che penetra in area e colpisce in pieno Carnesecchi, ma al termine dell’azione viene segnalata la posizione irregolare dell’esterno. La Dea prova a impensierire il Diavolo sfruttando le fasce: Pasalic vede e serve Retegui sul primo palo come contro il Bologna una settimana fa, ma questa volta l’italo-argentino è più impreciso e spara fuori. In questa fase di gioco, l’Atalanta costringe il Milan nella propria metà campo e aggredisce in velocità riscontrando, però, la buona organizzazione difensiva degli avversari. Al 29′, Reijnders vede la fuga di Leao verso l’area avversaria, tuttavia il portoghese viene rimontato da Bellanova al limite dell’area: al termine dell’azione viene fischiato il fuorigioco di Leao, ma si tratta di un errore dei direttori di gara, in quanto il giocatore del Milan era scattato prima della linea di metà campo. L’Atalanta, però, non si fa intimidire e torna a spingere in avanti a pieno organico: su calcio d’angolo da buona posizione, Retegui stacca di testa ma non trova lo specchio della porta. Al 35′, Fofana disegna un arcobaleno per Leao, che aggancia in area ma viene fermato dalla copertura difensiva di Cuadrado. Dopo un primo tempo di sofferenza, il Milan chiude il primo tempo in crescendo. Reijnders prova ad accendersi, dribbla qualche avversario al limite dell’area e scarica verso Leao: il tiro del portoghese, deviato, finisce comodamente tra le braccia del portiere ospite. Successivamente, Jimenez va per vie centrali e vede il bell’inserimento di Jovic: il serbo si gira e calcia di sinistro verso la palla, ma la conclusione termina sul fondo. La prima frazione di gara termina esattamente al 45′ e senza minuti di recupero.

Milan – Atalanta: Ederson regala la vittoria ai suoi

I rossoneri entrano in campo nella ripresa con un atteggiamento molto diverso rispetto alla prima frazione, provando subito a impensierire gli avversari con la bella incursione laterale di Fofana e Reijnders, culminata con la chiusura in calcio d’angolo di De Roon. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Leao trova spazio lateralmente e prova il diagonale rasoterra, ma il suo tentativo non inquadra lo specchio della porta. Al 53′, Tomori penetra molto bene in area e mette un buon pallone verso il centro, tuttavia nessuno dei suoi compagni riesce ad arrivarci. I rossoneri continuano a spingere e spaventano gli avversari prima con la conclusione al volo di Reijnders, poi con il cross in mezzo di Theo Hernandez: la difesa dell’Atalanta, però, respinge entrambi i tentativi. Nonostante un inizio di ripresa molto difficile, la Dea passa in vantaggio con Ederson. Lookman arriva al limite dell’area di rigore e scodella verso il secondo palo per Bellanova; l’esterno fa da torre per l’inserimento di Ederson, a cui spetta il compito di insaccare di testa. Il Milan appare tramortito dalla rete degli avversari e cala d’intensità rispetto ai minuti precedenti, lasciando agli ospiti molto più spazio per manovrare. La Dea torna a farsi pericolosa al 69′ con Lookman e la sua ennesima penetrazione in area, ma la retroguardia rossonera riesce a sventare la minaccia. Ancora il nigeriano, al 74′, regala un pallone d’oro a Retegui che, davanti alla porta (complice l’azione di disturbo di Pavlovic), mette fuori. L’ingresso in campo di Joao Felix, Abraham e Sottil sembra dare nuova linfa vitale alle sortite offensive dei rossoneri: Felix prova a inventare per Fofana, ma il francese non riesce a servire bene Leao. Il numero 79 del Milan si dimostra pimpante con un recupero palla in ottima posizione e un’incursione in area culminata, però, con un destro sballato che finisce fuori. Anche i compagni provano a seguire il portoghese ispirato: Gabbia lancia lungo verso Joao Felix, tuttavia De Roon chiude in tempo. L’Atalanta riparte con Lookman, libero di arrivare a tu per tu con Maignan, ma il portiere rossonero gli nega la rete; sulla ribattuta, Retegui scivola senza avere la possibilità di calciare verso la porta. A un minuto dalla fine, Reijnders calcia dalla lunga distanza, ma la sua conclusione non inquadra lo specchio della porta. La gara, quindi, termina sul risultato di 0-1 per l’Atalanta.

Milan – Atalanta, il tabellino

MILAN (3-4-3): Maignan; Tomori (82′ Gimenez), Gabbia, Pavlović; Jiménez (75′ Joao Felix), Fofana, Reijnders, Hernández; Pulisic (75′ Sottil), Jović (75′ Abraham), Leão (82′ Chukwueze). All.: Conceição.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Zappacosta (59′ Toloi), Hien, Djimsiti (59′ Kossounou); Bellanova, De Roon, Éderson, Cuadrado (59′ Ruggeri); Pašalić (80′ De Ketelaere), Lookman; Retegui (90+1′ Sulemana). All.: Gasperini.

Reti: 62′ Ederson (A)

Ammoniti: 56′ Cuadrado (A)

Espulsi: nessuno.

San Siro canta con due voci: Ernia e Tedua, il derby di Milano in musica

Milan Inter

Dalla Curva Sud alla Nord: Ernia e Tedua raccontano il loro derby

La musica italiana ha sempre avuto un’anima fatta di parole. Dalla tradizione popolare al cantautorato, ogni epoca ha trovato i suoi interpreti, artisti capaci di distillare la realtà attraverso versi che trascendono il semplice racconto. Tra le scuole che hanno scolpito la storia della canzone d’autore, spiccano senza dubbio quella genovese e quella milanese: due visioni, due poetiche, entrambe accomunate da una ricerca inesorabile della verità nelle parole. 

Genova, porto di destini e nostalgie, ha dato i natali a Fabrizio De André, il poeta del popolo, il narratore delle esistenze marginali che ha saputo trasformare la miseria in epica e la solitudine in bellezza. Le sue canzoni erano miniature letterarie, dense di un realismo lirico capace di scorticare l’anima. Milano, invece, città di contrasti, frenesia industriale e slanci artistici, ha trovato in Giorgio Gaber la voce che, con intelligenza tagliente e ironia sottile, ha saputo sezionare le contraddizioni della società. Egli non si limitava infatti al mero racconto: analizzava, dissacrava, metteva a nudo con una lama affilata le ipocrisie dell’uomo moderno. 

Se la canzone d’autore ha attraversato il tempo evolvendosi, il rap ne è stato il naturale erede. Quando la generazione degli anni ‘90 ha impugnato microfoni e giradischi, il cantautorato si è fuso con il ritmo, dando vita a una narrazione più diretta, più cruda, ma con la stessa sete di verità. I Sangue Misto hanno aperto una strada fatta di realismo spietato, mentre i Sottotono hanno intrecciato il rap con l’eleganza melodica della musica leggera. Poi, con il nuovo millennio, il racconto urbano si è ampliato, fino ad arrivare alla generazione che oggi domina la scena, raccogliendo quell’eredità e spingendola oltre. 

Ernia è uno dei più raffinati interpreti di questa evoluzione. Nato e cresciuto a Milano, ha assorbito l’insegnamento dei grandi autori della sua città e lo ha trasfigurato in un linguaggio moderno, capace di conferire una dignità letteraria anche ai frammenti più ordinari della quotidianità. La sua scrittura è architettura di significati, cesellata con un’intelligenza che trasforma ogni suo brano in un’istantanea nitida, in un piccolo romanzo in versi. Come Gaber, Ernia guarda il mondo con lucidità e disincanto, affrontando la realtà con una sottile ironia, scavando nel disagio metropolitano con una precisione quasi chirurgica. Il suo rap non è solo racconto: è introspezione, riflessione, una continua tensione tra lirismo e concretezza, tra ferite e redenzione.

Se Milano ha trovato in Ernia un nuovo cantore del reale, Genova ha visto sbocciare un poeta della vertigine e del sogno: Tedua. Cresciuto tra le vie di Genova e le pulsazioni di Milano, Mario incarna perfettamente l’ibridazione delle due scuole cantautorali. La sua scrittura non ha la necessità dell’analisi sociale: il suo universo è fatto di emozioni sospese, di visioni intime e fragilità trasformate in arte. Ogni suo verso è un frammento di vita sospeso tra cielo e asfalto, una confessione poetica in bilico tra desiderio e perdita. La sua lingua, fluida e ipnotica, ha il respiro della mareggiata e il battito febbrile delle notti urbane. Tedua non ha bisogno di spiegare: evoca, suggerisce, lasciando che la musica sia il veicolo di un sentire profondo e universale. L’amore, nelle sue infinite declinazioni, si insinua nei suoi versi con una leggerezza che cela una profondità disarmante: non lo nomina, lo trasforma, lo disperde tra le metafore, lo nasconde dietro scenari surreali e frammenti di vita che diventano allegorie di una ricerca inesausta.  

Oggi, Ernia e Tedua non sono semplicemente due artisti di successo: sono l’espressione più alta di un’eredità musicale che si è trasformata senza mai perdere la sua essenza. Due traiettorie che viaggiano “verso la stessa direzione ma all’opposto dei due lati”: l’uno capace di sublimare il quotidiano in poesia, l’altro in grado di elevare i sentimenti a epica personale. E come Milano e Genova, città tanto distanti quanto legate da una storia comune, anche loro si ritrovano uniti da un filo invisibile, fatto di parole e di musica, di memoria e di futuro. 

Ma il loro legame non si esaurisce nella musica: trova terreno anche nel calcio, nel cuore pulsante di una rivalità storica che si riaccenderà proprio nei prossimi giorni, con la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Milan e Inter. Ernia, tifoso rossonero, ha sempre vissuto con ardore le notti di San Siro. Tedua, dal canto suo, non ha mai nascosto la sua fede nerazzurra, celebrata anche attraverso la collaborazione con il club, che lo ha visto protagonista nella presentazione ufficiale delle maglie. Due cuori divisi da colori opposti, due amici separati dalla più grande rivalità cittadina. Ma se il derby di Milano è il teatro della competizione assoluta, tra loro non c’è ostilità, bensì un rispetto profondo, un legame forgiato tra adolescenza e crescita, tra notti in studio e sogni condivisi.

E così, mentre La Scala del Calcio si prepara ad accogliere un’altra battaglia tra Milan e Inter, la loro musica continua a dimostrare che le differenze non separano, ma arricchiscono. Ernia e Tedua come le loro squadre: diversi, irriducibili, destinati a sfidarsi. Ma è proprio in questo gioco di contrasti che la loro arte trova il suo splendore più autentico.