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Ajax-Lazio, le scelte di Farioli e Baroni: le formazioni

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MARCO BARONI CARICA TATY VALENTIN CASTELLANOS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio ospite nella trasferta di prestigio contro l’Ajax. Difesa a quattro con Baroni, che si affida a Gigot e Patric centrali, supportati da Lazzari e Pellegrini sulle fasce. In mezzo al campo Rovella e Dele-Bashiru. In avanti, alle spalle della punta Castellanos, spazio a Tchaouna e Pedro ai lati di Dia sulla trequarti.

Ajax-Lazio, le probabili formazioni:

AJAX (4-3-3): Pasveer; Gaaei, Sutalo, Baas, Hato; Fitz-Jim, Henderson, Berghuis; Traoré, Brobbey, Akpom. All. Farioli.

LAZIO (4-2-3-1): Mandas; Lazzari, Gigot, Patric, Pellegrini; Rovella, Dele-Bashiru; Tchaouna, Dia, Pedro; Castellanos. All. Baroni.

 

Juve-Conceicao, bianconeri a lavoro per l’acquisto definitivo | Le ultime

serie a enilive 2024 2025: empoli vs juventus
LA FORMAZIONE DELLA JUVENTUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Come riportato da Fabrizio Romano, il portoghese sarà ufficialmente di proprietà della Juventus. Infatti – come segnala il giornalista – Giuntoli ha confermato la trattativa con il Porto per siglare l’accordo finale per l’attaccante.

Conceicao, le dichiarazioni di Fabrizio Romano

Su X il giornalista sportivo si espresso in merito all’operazione tra i due club, in questi termini: “Il direttore della Juventus Giuntoli ha confermato che Chico Conceição resterà al 100% nel club bianconero dopo il prestito dal Porto. I club stanno già lavorando all’accordo finale, dato che Conceição ha dichiarato al suo entourage di voler rimanere solo alla Juventus”.

Continua quindi l’avventura in bianconero di Conceicao, bisognerà attendere i prossimi giorni però per attendere la conferma ufficiale da parte della Juventus.

 

Milan, infortunio Morata e Loftus-Cheek l I tempi di recupero

alvaro morata
ALVARO MORATA FA IL SEGNO OK ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Buone notizie da Milanello. Infatti – secondo quando riportato da Peppe Di Stefano di SkySport – i rossoneri dovrebbero ritrovare Morata in tempi brevi. Mentre per Loftus – Cheek non sono ancora chiare le tempistiche per il rientro in campo.

Milan, Morata in campo per la SuperCoppa Italia

Nel dettaglio l’esame a cui si è sottoposto lo spagnolo ha individuato un trauma elongativo in regione adduttoria escludendo quindi lesioni muscolari, motivo per cui il classe ’92 – che comunque salterà il match contro il Genoa –  potrebbe tornare il 20 dicembre contro il Verona, o nel peggiore dei casi il 29 dicembre contro la Roma.

Sicuramente quindi Morata giocherà nel match di SuperCoppa Italia del 3 gennaio, in cui il Milan affronterà la Juventus.

Loftus – Cheek ancora fuori

Invece, per quanto riguarda il centrocampista del Milan, bisognerà attendere le prossime settimane in cui l’inglese sarà sottoposto a un nuovo esame tra circa 10 giorni per determinare i tempi di recupero.

 

 

Rovella: “Sarri mi ha voluto alla Lazio. Baroni intelligente, speravo nella chiamata di Spalletti”

LUIS ALBERTO E NICOLO ROVELLA RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto a Dazn, Nicolò Rovella, centrocampista della Lazio, ha parlato del suo periodo d’oro fatto di titolarità e della chiamata in Nazionale. “È proprio un sentimento che va oltre il giocare a calcio, lo vivi in città, a casa, con i compagni, con gli amici. È una roba veramente speciale, ho i brividi anche a pensarci, quando entri all’Olimpico che cantano la canzone, la Curva Nord ci esalta, anche la Tevere…”.

Rovella: “Sarri maestro, spingevo per la Lazio”

Quanto è stato importante Sarri per lei?
“Mi ricordo quando ero ancora alla Juve in ritiro che mi ha chiamato e mi ha chiesto di venire alla Lazio. Sapevo che c’era qualcosa ovviamente, spingevo per venire qua e quando mi ha chiamato, ho detto subito al mio procuratore: ‘Domani voglio andare a Roma’. Venivo da un infortunio in ritiro, non avevo fatto preparazione, ero un po’ indietro fisicamente e quindi il primo mese, mese e mezzo è stato proprio di assestamento fisico ed è servito anche per capire tatticamente cosa chiedeva. È molto bravo tatticamente, ha idee molto chiare, quindi capirle non è subito facile. Dopo, quando mi sono adattato al gruppo, ho iniziato a giocare. Sarri è un maestro, essere stato chiamato da lui è stato un grande onore, spero di ripagarlo e sto cercando di farlo anche adesso, malgrado non ci sia più, è stato un bell’attestato di stima. Ho tanti amici di Roma che tifano Lazio, quando c’è stata la possibilità di venire qua hanno iniziato subito a scrivemi e a raccontarmi cose, avevo subito voglia di venire. Poi quando mi ha chiamato Sarri ho detto: ‘Vabbè, faccio la valigia subito’. Ci avrò messo 10 minuti”.

Che cosa vi ha dato invece Baroni?
“Il mister è una brava persona, intelligente e ci chiede tanto. È aperto al dialogo, ci chiede cosa pensiamo delle cose e questo aiuta anche i giocatori giovani come me a crescere e magari a capire anche gli errori più facilmente. Con il dialogo e con le parole spiega le situazioni, è bello e stimolante, poi è bello pure creare un rapporto con il proprio mister. Ci sono tanti giovani, deve essere bravo a gasarci e poi magari a tenerci un po’ più calmi. Quando uno è giovane ha voglia di fare tutto e subito, invece ci sono degli step da fare e lui è bravo a tenerti con i piedi per terra e a pensare partita dopo partita”.

Qual è il vostro segreto?
“Ho sempre detto che quando giochi a calcio la cosa bella e che porta la gente dalla tua parte è il divertimento, quando ti vedono divertire e che ti diverti. Quest’anno noi ci divertiamo e penso si veda, c’è un gruppo forte, ci sono tanti amici, si è creato un rapporto bello anche con i nuovi, quindi credo sia la forza di questa Lazio”.

Si aspettava la convocazione in Nazionale?
“Ci speravo, ma non me l’aspettavo. Ero in macchina con la mia ragazza e sono iniziate ad arrivare chiamate da mio papà, i miei amici e ho pensato fosse strano. Stavo parlando con lei, quindi non ho risposto al telefono, poi ha aperto Instagram e mi ha detto: ‘Guarda che ti hanno convocato in Nazionale’. Ho chiamato mio papà ed è scoppiato in lacrime, è stato un momento molto bello”.

Quando era a Monza il pensiero Juventus c’era. Qualcosa è cambiato?
“Sicuramente adesso penso solo alla Lazio, non ho altri pensieri. In quel momento sì, mi sentivo pronto per fare un salto in avanti, avevo fatto una buona stagione a Monza. È capitata la Lazio, sono molto felice”.

Qual è il suo sogno?
“L’ho sempre detto, mi piacerebbe alzare un trofeo con la Lazio. È il mio primo desiderio, ma più che un desiderio è un obiettivo. Se non è quest’anno sarà l’anno prossimo, altrimenti quello dopo… Sicuramente spero di riuscirci, ma non credo di potermelo immaginare, forse solo sognare”.

Barella: “Lazio-Inter? E’ sempre stato un campo difficile. Dopo lo Scudetto ora sogno la Champions”

roma vs inter
NICOLO BARELLA E LORENZO PELLEGRINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto ai microfoni di Dazn, Nicolò Barella, centrocampista della Inter, ha parlato a 360 grazie della sua carriera in maglia nerazzurra e non solo. “Uno era vincere lo Scudetto, ne sono arrivati due e quindi lo abbiamo esaudito alla grande, un altro era vincere un Mondiale, ma ora lo cambio e metto giocare un Mondiale, visto che non ho avuto quella fortuna o quella bravura. Speriamo arrivi presto questa soddisfazione, poi quello di vincerlo lo lasciamo sempre là nel cassetto”.

Barella: “Il rinnovo? Qua ho sempre visto qualcosa di serio”

In che cosa è cambiato Barella in 5 anni?
“Nella vita privata sicuramente siamo più numerosi in famiglia. Nel calcio diciamo che è cambiato il modo di viverlo, ho sempre tanta voglia di vincere, di dimostrare in campo il mio valore, ma con un po’ più di serenità e meno arroganza. Rispetto a prima penso molto di più ad aiutare la squadra e i compagni che a un ritorno personale, mentre da più giovane magari non arrivavo a questo ragionamento. Questa cosa mi piace e magari anche la gente l’ha visto. Cerco di divertirmi al 100%, sto invecchiando, gli anni passano, purtroppo tutto questo finirà e quindi cerco di godermelo più che posso”.

Corvino ha detto: “Barella resta il mio giocatore ideale perché sa essere sia manovale che ingegnere”. È così?
“Bella, lo ringrazio. È vero, nel mio modo di giocare ho cercato di perfezionare delle cose, anche se quella non arriva mai. Prima magari ero più attratto da un recupero palla, da un gol, cose che all’occhio di un tifoso sono più importanti, però c’è tanto lavoro dietro e l’ho imparato da compagni che hanno tanta esperienza, maestri come Mkhitaryan. Tutti sanno che è fortissimo, ma non tutti vedono il lavoro che fa dietro. Quando ci sono esempi del genere, c’è solo da imparare. Ho cercato di adattare il mio modo di giocare al centrocampo di oggi, a prescindere che ci sia Frattesi, Asllani o Zielinski. Bisogna essere bravi a leggere la partita: a volte c’è più bisogno di fare il manovale, altre volte c’è più bisogno di fare l’ingegnere. La zona di campo in cui gioco adesso è più da ingegnere”.

Thuram così bomber se lo aspettava?
“Quando i giocatori sono forti escono sempre. Inserirsi così facilmente è stato incredibile perché ci vuole un po’ di adattamento, non è un modo di giocare facile il nostro, bisogna interpretare ognuno il suo ruolo in un certo modo per essere complementari e lui è stata l’aggiunta che ci ha fatto fare uno step in più: allunga la squadra, è bravo a venire a giocare ed è un ragazzo spettacolare, questa è la cosa più importante”.

Thuram resta Robin e Lautaro Batman?
“Non so chi dei due è Robin o Batman, ma sicuramente sono una bella coppia. Quando giochi con calciatori così è anche più facile per Taremi, Correa e Arnautovic entrare e darci una mano perché in due non si può fare un campionato ed è importante anche citare gli altri che quando sono stati chiamati in causa hanno sempre dato il loro contributo e si sono fatti trovare pronti”.

Ha ritrovato il suo Robin? Fino a qualche anno fa era Brozovic.
“Lo saluto, il rapporto rimane, ci sentiamo sempre. Onestamente c’è un gruppo talmente bello che è difficile dire: ‘Ne scelgo uno'”. Abbiamo trovato una coesione veramente bella a livello di campo e spogliatoio, ho tanti Robin”.

Lazio-Inter la considera uno scontro diretto?
“A vedere ora la Lazio… Non è una sorpresa, è sempre stata una squadra difficile da battere, è sempre stato un campo difficile, li ho sempre rispettati come squadra e società. Vanno fatti i complimenti a loro per quella scintilla che hanno trovato, ma noi logicamente dobbiamo guardare il nostro cammino e cercheremo di portarlo avanti battendo tutte le squadre, che sia la Lazio, il Milan, la Juve… Dopo che vinci un campionato, ritrovare quella mentalità non è mai facile, ma arriverà, l’importante è riconoscere le nostre qualità, ritrovare quella compattezza che all’inizio avevamo un po’ perso, che è sempre stato il nostro punto di forza. Nelle ultime partite penso che si stia rivedendo quello che avevamo tenuto in Champions… Ora lo stiamo riportando in campionato”.

L’Atalanta è la vera rivale per lo Scudetto?
“Sicuramente è una squadra fortissima, a prescindere dalla classifica di quest’anno. Hanno trovato una consapevolezza da squadra di livello internazionale, vincendo anche l’Europa League. Il cammino in Europa è sempre quello che ti dà più fiducia, come è successo a noi. Bisogna rispettarli, stare attenti, hanno grandissimi giocatori e qualità. Bisogna pensare prima ad arrivare al Napoli e poi si vedrà”.

Che valore aggiunto dà Conte?
“Tantissimo, è uno dei migliori allenatori al mondo. Io ho iniziato il mio percorso qua con lui, ha messo le basi per quello che stiamo facendo ora. Quando abbiamo giocato contro di lui è stato strano, bello, ma il calcio è fatto così: si hanno dei compagni, degli allenatori, sono pochi quelli che rimangono fermi alla base”.

Che cosa vi ha dato Inzaghi?
“Il mister ha fatto la sua parte, ha fatto dei miglioramenti, se così si possono chiamare perché ognuno ha il suo modo di vedere il calcio. Sicuramente ha aggiunto qualcosa che abbiamo preso e immagazzinato, facendoci trovare un equilibrio perfetto. È arrivato dalla Lazio, dove aveva fatto grandissime cose, ma l’Inter è sicuramente uno step in avanti e ha dimostrato che gli è servito tanto e che è tra i più forti al mondo. lo ha dimostrato sul campo con quello che ha vinto. Cercheremo di fargli vincere ancora trofei come lui lo farà con noi. Possiamo solo ringraziarlo per quello che ci dà, per come ci fa stare, per la persona che è. Cercheremo di fargli dei regali in più”.

Che cosa aggiungerebbe ai suoi sogni?
“Sicuramente, dato che ho perso la finale, mi piacerebbe magari riuscire a vincere la Champions. Dopo che sei arrivato in finale e non ci sei riuscito, il sogno è quello. Sono cambiati tanti giocatori, ma il fulcro, il mister e la società sono rimasti quelli. Questo non ci deve distogliere dal campionato, che rimane importantissimo per noi. Ci sono tante squadre che hanno vinto il campionato, la coppa del loro paese, la Champions League… Possiamo farlo anche noi, abbiamo tutte le possibilità e ci proveremo. La cosa che mi piacerebbe di più è essere ricordato per aver fatto qualcosa di grande per questo club”.

Perché ha rinnovato?
“Nel calcio c’è gente che va e che viene, può succedere di tutto. Ho sempre manifestato la mia intenzione di rimanere all’Inter, vedo un progetto serio, possibilità di poter fare qualcosa di grande. Non ho mai fatto credere a nessuno in nessun modo di voler andare via e non so se ci sono state offerte onestamente perché con il mio procuratore non c’è mai stato neanche il confronto. Spero che la società sia contenta di questo, me lo hanno dimostrato con i fatti, posso solo ringraziarli e cercherò di fare ancora meglio”.

Qual è il sogno nella vita di Barella?
“Tutto quello che ho sognato di avere ce l’ho. Non sono uno che si accontenta, ma ho tutto: una famiglia splendida, delle figlie spettacolari, una moglie super… Non ho grandissime pretese, ci devo pensare”.