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L’annuncio di Conte: “Kvara ha chiesto la cessione. Sono deluso dal suo comportamento”

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Khvicha Kvaratskhelia, sullo sfondo Antonio Conte ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

È arrivato l’annuncio più inaspettato del weekend e che conferma le voci dei giorni scorsi che avrebbe visto Kvicha Kvaratskhelia lontano da Napoli già al termine del mercato di gennaio. A dichiarare la fine del rapporto tra il giocatore e il club è proprio il suo allenatore, Antonio Conte.

Le parole di Conte su Kvara

Kvara ha chiesto al club di essere ceduto, senza giri di parole. Mi è stato riferito questo e il giocatore mi ha confermato questa decisione. Personalmente provo una grande delusione: sono stato sei mesi a lavorare con lui, a farlo sentire al centro del progetto“. E ancora: “Il contratto doveva essere rinnovato e invece dopo sei mesi siamo tornati all’inizio. Vuol dire che anche io non sono stato così incisivo nel convincere le due parti nell’andare avanti insieme. Io non voglio costringere e incatenare nessuno. Ormai è una situazione che devono risolvere la società e l’entourage del giocatore. Le cifre sono state fatte, ora bisogna vedere“.

Torino – Juventus, le scelte di Vanoli e Thiago Motta: le formazioni

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DOUGLAS LUIZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Emergenza in attacco per i bianconeri. Thiago Motta per Nico González come terminale offensivo, supportato sulla trequarti da Yildiz, Koopmeiners e Mbangula. A centrocampo Douglas Luiz e Thuram.

Torino – Juventus, le probabili formazioni:

TORINO (4-2-3-1): Milinkovic-Savic; Vojvoda, Maripan, Coco, Sosa; Ricci, Linetty; Lazaro, Vlasic, Karamoh; Adams. All. Vanoli.

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Savona, Kalulu, Gatti, McKennie; Douglas Luiz, Thuram; Yildiz, Koopmeiners, Mbangula; Nico González. All. Thiago Motta.

L’amore ha l’amore come solo argomento: il Genoa di Fabrizio De André

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Fabrizio De André e il Genoa non è un amore comune. L’amore di Faber per il suo Grifone è viscerale, un qualcosa che scava nel profondo, qualcosa che finisce nei suoi diari, in una costante indissolubile della sua esistenza. D’altronde, questo amore non può che trasformarsi in sorta di poesia, di quella poesia che è la sua musica, il suo modo di cantare gli ultimi, gli umili e la sua Genova.

Peccato di gioventù, l’innamoramento nella domenica di gennaio

Jacopo Da Lentini, poeta del XIII secolo, scriveva “li occhi in prima genera[n] l’amore e lo core li dà nutricamento”. Ecco che l’innamoramento di De André per il Genoa sboccia il 5 gennaio 1947 al Luigi Ferraris. Il piccolo Fabrizio, di appena 7 anni, quasi compiuti, va allo stadio con suo papà Giuseppe e suo fratello maggiore, Mauro, entrambi tifosi del Torino, avversario dei rossoblù quel giorno. “Mio padre mi portò allo stadio Marassi per una partita Genoa-Torino. Mi ricordo che quasi subito, forse per una sorta di antagonismo precoce, mi scoprii genoano contro mio padre e mio fratello che erano accesi torinisti. […] Mi pare che il Genoa avesse anche perso e in questo senso anticipai una mia tendenza che si sarebbe poi rivelata frequentando le scuole medie: ho sempre avuto un debole per i troiani e una forte antipatia verso gli achei e in questo sono confortato dall’opinione che anche il vecchio Omero la pensasse così, malgrado fosse probabilmente greco” – racconta nei suoi diari il giovane Faber.

Ricordava bene, Fabrizio. Il Genoa perse 2-3, andando addirittura sotto di tre reti – con gol di Ossola, Grezar e Ferraris per gli ospiti; Verdeal e Trevisan per i rossoblù. Perse proprio come il giorno della sua nascita, il 18 febbraio 1940. A Novara, in quel freddo pomeriggio invernale, in cui Grifone uscì sconfitto per 3-1.

Storia di un impiegato: i diari e l’ossessione

Da quel momento, i diari del cantautore si costellano di formazioni reali e probabili, sognate e concrete, di numeri, statistiche, scontri diretti, conteggi per arrivare alla salvezza. Un rapporto maniacale, stretto, intimo. In loro c’è l’atto di fede “laica” e quel bisogno di “schierarsi a favore di un partito” che è il tifo, la necessità di “identificarsi in un gruppo che ha come fine la lotta per la vittoria contro altri gruppi”, quella costante di scontro tra “classi” che si può ritrovare nel suo racconto e nei suoi personaggi. Dunque, De André si identifica nel Genoa, la squadra della sua città, e il Genoa, da lì, comincerà ad identificarsi in De André.

Hotel Supramonte con vista sul Ferraris

Il 29 agosto 1979 Fabrizio De André e Dori Ghezzi vengono rapiti in Sardegna. Durante il periodo di prigionia l’amore di Faber per il Genoa non si dissolve, anzi, ne amplifica le fattezze, diventando la finestra verso il modo esterno, lontano dalle sofferenza. Dori racconta: “In prigionia praticamente non potevamo fare nulla, non ci davano la possibilità né di leggere i giornali, né di ascoltare radio, perché non ci arrivassero notizie che in qualche modo potessero riguardarci, però se il Genoa vinceva o perdeva quello ce lo dicevano. Perché lo facevano? Perché lo chiedeva Fabrizio! Gli chiedeva: “Ditemi che ha fatto il Genoa”” (Il Grifone Fragile. Fabrizio D’André: storia di un tifoso del Genoa, Tonino Cagnucci, 2013).

Verranno a chiederti del nostro amore

L’amore ha l’amore come solo argomento, ma il coinvolgimento emotivo mette Faber di fronte alla necessità di non scrivere nulla sul suo Genoa.

“Al Genoa avrei scritto una canzone d’amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo”.

A 26 anni dalla morte del cantautore genovese e genoano, arrivata l’11 gennaio 1999, il suo popolo continua a ricordarlo ed omaggiarlo e lo farà domani prima della gara contro il Parma, a sottolineare quanto Fabrizio De André sia diventato simbolo di quei colori e di quella gente.

 

 

 

Lazio, Ibrahimovic sempre più vicino

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I tifosi della Lazio della curva nord ph: Fornelli/Keypress

Lazio, in chiusura l’affare Ibrahimovic

Trattativa in fase avanzata tra Bayern Monaco e Lazio per Arijon Ibrahimovic. Il calciatore kosovaro, nella passata stagione in prestito al Frosinone, è in procinto di vestire la maglia biancoceleste. Stando a quanto riferisce LaLazioSiamoNoi, l’esterno classe 2005 passerà alla Lazio in prestito con diritto di riscatto a “poco meno di 10 milioni di euro”.

 

Roma, Pellegrini allontana le voci di addio: “Mai pensato di lasciare i giallorossi”

amichevole roma vs olympiakos
LORENZO PELLEGRINI ESULTA DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma, Pellegrini: “Non sono uno che scappa”

Nelle ultime settimane si erano rincorse voci su un possibili addio del capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista giallorosso ha riposto prontamente andando in rete nell’importantissimo derby del 5 gennaio. Pellegrini ha parlato a La Gazzetta dello Sport, allontanando possibilità su un approdo in altri club. Il calciatore ha dichiarato: “Ha mai pensato di lasciare la Roma? Mai, non sono uno che scappa. Davanti alle difficoltà bisogna assumersi le proprie responsabilità, ed è quello che mi ha detto Ranieri prima del derby. Roma vive di passione e io la voglio vivere al cento per cento”.