Pantani, è giallo. Non c’è pace per il pirata

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Pantani

Non c’è pace per Marco Pantani, l’uomo che ha fatto riavvicinare con le sue imprese molti sportivi al ciclismo, lo sportivo che con le sue scalate e le sue vittorie ha fatto parlare dell’Italia in tutto il mondo. Sono lontani, lontanissimi i tempi in cui il Pirata correva e vinceva, esaltando uno sport troppo spesso andato al tappeto e che ha dovuto rialzarsi nei confronti dell’opinione pubblica, proprio come il campione di Cesena. A 10 anni dalla morte, non si placano le notizie ed i colpi di scena su un fatto che, oggi come allora, tiene ancora accesi i riflettori della cronaca.

Secondo quanto riportato da SportMediaset, infatti, due infermieri giunti nel residence di Rimini dove è morto il campione del ciclismo italiano raccontano dell’assenza della mollica di pane e cocaina al fianco del corpo di Pantani, elemento che invece risultava essere presente nella prima indagine: un dettaglio che risulta essere non di poca importanza. Questa testimonianza degli infermieri, giunti sul luogo prima dell’arrivo della polizia e che, sempre secondo SportMediaset, guardarono il corpo del Pirata per oltre quaranta minuti, è già stata depositata dall’avvocato della famiglia Pantani, Antonio De Rensis.

Questo ulteriore colpo di scena sa del clamoroso, e viene riscontrato anche dal parere del perito della famiglia, il professor Avato, che da sempre ha affermato che quella pallina chiara non poteva essere uscita dalla bocca del Pirata. Nuove ombre, quindi su una morte che ancora oggi risulta piena di dubbi e di mistero. Come faccia una mollica di pane – si chiede ancora SportMediaset, che ha presentato anche un documento fotografico – gettata in mezzo ad una pozza di sangue, rimanere perfettamente candida e bianca ha dell’impossibile così come i segni del trascinamento del corpo, in evidenza tra le macchie ematiche sul pavimento, rendono incompatibile la posizione della pallina con quella del corpo di Pantani.

Insomma, ancora pagine da scrivere su una storia che ha scosso tutti gli sportivi italiani, appassionati di ciclismo e non, che sperano che prima possibile possa essere messa la parola fine a tutto ciò per tenere vivo il ricordo di Marco Pantani, il Pirata.