Ode a Bolelli: il Lucky Loser meno fortunato al mondo

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ROLAND GARROS 2018, ODE A BOLELLI – Avere la possibilità di scendere sul centrale a Parigi, il Court Philippe Chatrier, non è roba da tutti i giorni. Soprattutto se ti chiami Simone Bolelli e appena 4 giorni prima avevi concluso l’esperienza al Roland Garros sotto i colpi di un Giraldo qualunque.
Ma la vita, si sa, garantisce sempre una seconda occasione. Nel caso di specie il forfait di Dolgopolov ti spiana la strada: ecco quindi il ripescaggio come “Lucky Loser”. Mica tanto lucky a dir la verità, perché nel momento in cui la fortuna implica giocarsi il primo turno dell’Open di Francia dinnanzi a sua Maestà Rafa Nadal, che di Coppe dei Moschettieri in camera ne ha un decina, significa che il concetto stesso di fortuna andrebbe leggermente ridimensionato. Fosse anche solo per il fatto che appena 96 ore prima il 315 del ranking non ti ha dato modo di esprimerti. Figurarsi il numero 1. Alla faccia del Lucky.
In realtà i fortunati sono stati diversi nelle giornate del 28 e del 29 maggio. 14.840 con precisione, più quelli che da casa si erano sintonizzati su Eurosport “perché gioca Nadal”.
È vero, il maiorchino ha giocato, ma in pochi avrebbero pensato che anche il suo avversario, un certo Bolelli, avrebbe giocato (riuscendo nell’impresa di soffiargli ben 13 game). E a tratti meglio del Re della terra rossa. Con quel rovescio a una mano ormai in via d’estinzione e quel dritto in grande spolvero in grado di disegnare traiettorie capaci di far storcere il naso a uno dei migliori ricevitori del circuito. Il classico match da raccontare un domani ai nipoti (a discapito del 3-0 finale)…
…È vero, forse sto correndo un po’ troppo avanti nel tempo, ma impensierire l’impensieribile, mister 80 vittorie in carriera al Roland Garros, non è roba da tutti i giorni. Nemmeno se ti chiami Simone Bolelli.