Il momento no dell’Inter e la crisi dello scommettitore

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Momento nero per lo scommettitore, complici i nerazzurri

L’Inter finalmente ritrova la vittoria contro il Bologna interrompendo così, pur non senza sofferenze e senza mostrare grossi progressi dal punto di vista del gioco, la serie negativa di ben 8 partite senza vittorie culminata con il pari interno contro il Crotone, che aveva eguagliato quanto fatto la scorsa stagione da Stefano Pioli, che a differenza di Spalletti pagò con l’esonero un così vertiginoso crollo di risultati. Protagonista del match è stato il giovane Karamoh, arrivato quest’estate tra l’indifferenza dei non addetti ai lavori, e rivelatosi ventata di aria fresca per la fascia destra, fin qui regno incontrastato di un Candreva al quale la concorrenza interna non potrà fare che bene.

Chiuso il mercato con i soli arrivi di Lopes e Rafinha che hanno creato parecchio malumore nei tifosi, non tanto per gli arrivi in quanto tali, ma per una serie di nomi dati per certi ed invece sfumati sostanzialmente per ragioni economiche, a fronte di cessioni di giocatori importanti nell’economia di questa rosa come Nagatomo ed in misura inferiore Joao Mario. A ciò si deve aggiungere un atteggiamento di squadra completamente cambiato rispetto a soli due mesi fa, caratterizzato da mancanza di mordente ed incapacità di reagire ai momenti di difficoltà e sofferenza che si presentano in una partita, che altro non ha fatto che acuire le critiche del sempre esigente pubblico di San Siro verso alcuni calciatori e culminate nella scorsa partita con la polemica di Brozovic al momento della sostituzione.

La situazione della squadra neroazzurra è per certi aspetti molto simile a quella di uno scommettitore professionista in crisi, e vado subito a spiegarvi il motivo. Diventare uno scommettitore professionista richiede l’approfondimento di due aspetti, uno tecnico, dato dalla applicazione costante di una o più tecniche dalla comprovata qualità, che in maniera lenta e costante portano all’incremento dei nostri guadagni. L’altro aspetto invece è strettamente mentale, e consiste da un lato nella obiettività e concentrazione al momento di effettuare le proprie giocate, e dall’altro nella lucida gestione delle perdite, per non cadere vittime dell’ansia da recupero, che altro non porta che a scelte precipitevoli, poco obiettive e nella maggior parte dei casi sbagliate.

Questo è un po’ quello che è successo all’Inter. Ad inizio stagione Spalletti ha valutato il materiale che aveva a disposizione cercando di cucire addosso alla rosa quello che secondo lui era l’abito più adatto dal punto di vista tattico. L’Inter non aveva una grande varietà, faceva poche cose ma le faceva bene : gioco devastante sulle fasce di Candreva e Perisic ad innescare un Mauro Icardi in versione “Re Mida” che trasformava in gol tutto quello che toccava, centrocampo di rottura e contenimento più che di fantasia, difesa più o meno solida con Skriniar muraglia quasi insuperabile e Handanovic pronto a mettere una pezza nel momento del bisogno. Salvo qualche sporadico episodio, la squadra non ha mai fatto sgranare gli occhi per il gioco espresso, ma grazie a grinta, applicazione ed aiuto reciproco tra i giocatori, i risultati erano dalla sua. Si è quindi ha perseverato su questo dettame, proprio come uno scommettitore che vedendo che la propria strategia porta a risultati soddisfacenti, ben se ne guarda dal discostarsi da essa.

Purtroppo per i neroazzurri però, qualcosa si è inceppato a partire dalla partita con la Juventus, terminata si con un discreto pareggio esterno, ma senza che la banda Spalletti desse mai l’impressione di poter portare a casa la partita con un atteggiamento eccessivamente remissivo da parte di tecnico e giocatori. Dalla gara al cardiopalma con il Pordenone di Coppa Italia e dalla seguente sconfitta interna con l’Udinese si è aperta poi ufficialmente la crisi attuale. E’ come se a causa di un paio di risultati a sorpresa la serie positiva del nostro scommettitore si sia interrotta inaspettatamente, e questi non sia stato in grado di reagire in maniera corretta alle perdite subite.

Il Mister di Certaldo ha tentato in qualche modo di porre subito rimedio alla situazione tentando qualche variazione tattica, per esempio forzando in maniera ancora più accentuata il possesso palla a partire dalla difesa, che altro non ha fatto che rendere ancora più lenta ed imprevedibile la manovra, oppure buttando nella mischia giocatori fin lì poco considerati come Cancelo o investendo di responsabilità maggiori gente come Brozovic, che quando non gioca si lamenta ma poi in campo ha lo stesso entusiasmo del marito che accompagna la moglie al centro commerciale il sabato pomeriggio. A ciò si aggiunga un drastico calo di forma da parte di alcuni giocatori chiave, eccessivo nervosismo da parte di qualche elemento, il calciomercato che in queste situazioni certo non aiuta, un po’ di sfortuna ed il gioco è fatto.

C’è da dire che al momento la classifica di serie A grazie agli inciampi altrui tiene l’Inter ancora pienamente in corsa per il quarto posto, obiettivo minimo stagionale, ma bisogna invertire immediatamente il ritmo ed uscire dalla crisi prima che sia davvero troppo tardi. Uno scommettitore per uscire da una situazione difficile ad un certo punto deve tirare una riga e ripartire dal basso, scegliere quella che secondo lui è la migliore tecnica ed iniziare a crederci, guadagnando pian piano fino a rientrare delle perdite subite. In un certo qual modo è quello che deve fare anche la squadra neroazzurra, ovvero ripartire da un’idea tattica ben precisa e che non è detto sia necessariamente la stessa di inizio campionato, ma soprattutto ritrovare compattezza e spirito di sacrificio. Che sia Rafinha la chiave di volta della stagione ? Il neo acquisto si è fin da subito rivelato giocatore dalle indiscusse qualità, in grado di mettere ordine ad una manovra ormai troppo compassata e di spaccare il gioco con accelerazioni, assist e giocate importanti a favore dei compagni. L’unico dubbio riguarda la tenuta fisica del ragazzo, che al momento non ha ancora sufficiente autonomia per reggere una partita intera.

Il tutto passerà dalle scelte di Mister Spalletti, che a dirla tutta in questa stagione spesso è sembrato troppo solo e lasciato al suo destino, senza il supporto incondizionato di una società forse troppo distante da Milano per poter far sentire la sua presenza concreta, senza che si riesca a capire bene tra chi fa e cosa fa, e chi parla e basta. Supporto che invece di certo non manca al nostro amico scommettitore, che può fortunatamente trovare un utile e prezioso supporto in numerosi siti specializzati sulle Scommesse Online, gestiti da personale appassionato e competente, e grazie ai quali si può sempre rimanere aggiornati su bonus e promozioni, sui migliori siti online e su tutte le ultime novità nel mondo del gambling.

Scritto da Furini Davide