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Bagni: “Conte a Napoli sta facendo bene, Gasperini un allenatore straordinario”

Durante un’intervista a Il Mattino l’ex Inter e Napoli ha rilasciato interessanti commenti sulla Serie A, in particolare Bagni si espresso sugli ottimi risultati di Antonio Conte al Napoli, elogiando inoltre il lavoro di Gasperini alla Dea, senza dimenticare la Lazio e la Fiorentina.

Bagni, Lazio e Fiorentina le sorprese di questa Serie A

In merito all’andamento delle due squadre e al lavoro dei loro rispettivi allenatori, l’ex calciatore ha dichiarato:

“L’Inter partiva favorita, poi potevano esserci Napoli e Juventus e invece ecco Fiorentina e Lazio che si stanno esprimendo bene ed hanno allenatori che fanno giocare bene le proprie squadre. Entrambi avevano fatto un ottimo lavoro già a Monza e Verona: due tecnici che tendono a giocare ed a considerare tutti gli elementi della rosa sullo stesso livello. Credono in quello che dicono, insomma”

Per poi aggiungere:

“Dovevano farsi conoscere e lo hanno fatto bene. Parliamo di tecnici che hanno inciso cambiando volto e identità alle proprie squadre. Stanno giocando bene stanno facendo risultati. Il compito più difficile però era quello di Conte in una piazza depressa dalla delusione post scudetto. Per Antonio era una missione quasi impossibile all’inizio e invece sta facendo benissimo. E poi non bisogna dimenticare Gaperini”

Bagni, L’Atalanta ha il miglior gioco del campionato

Infine, Bagni ha commentato anche le recenti prestazioni positive della Dea, precisando:

“Il Gasp è un allenatore straordinario. L’Atalanta gioca il miglior calcio in serie A, una meraviglia da vedere. La squadra che ci fa divertire di più. Se ci credono
possono essere la vera sorpresa fino a fine stagione, anche se pure loro hanno la Champions e non hanno certo la rosa della Juve o dell’Inter o del Napoli”

Slovan Bratislava-Milan, le ultimissime sulle formazioni

milan calcio
TAMMY ABRAHAM GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Conte affossa la Roma, ma le altre vincono tutte. Milan e Juventus non si fanno male

Ranieri
Claudio Ranieri ph: Fornelli/Keypress

Inter a valanga, ma il Napoli piega la Roma e resta al comando

Meno di trenta minuti sono stati sufficienti ai campioni d’Italia per mettesi in tasca il bottino pieno in quel di Verona contro un Hellas che dopo un iniziale sfuriata, culminata con l’occasione fallita da Tengstedt, ha piegato arrendevolmente la testa di fronte alla forza impetuosa dei nerazzurri che hanno trovato nell’insolita coppia Correa – Thuram il grimaldello efficace per scardinare la difesa avversaria. In particolare l’argentino di scorta, fin qui rimasto ai margini, ha dato segnali importanti al suo tecnico, ponendo una seria candidatura ad essere impiegato con maggiore continuità anche in futuro, mentre Taremi, fin qui molto deludente, resta al momento il “titolare di coppa”.

Alla formazione di Inzaghi ha risposto domenica sera quella di Conte che affrontava al Maradona la Roma, all’ennesimo cambio di conduzione tecnica; i giallorossi sono apparsi un po’ più squadra rispetto alle ultime desolanti apparizioni ma la mancanza di personalità e spirito di gruppo sembrano ancora i punti più dolenti di una situazione che lo stesso Ranieri, non del tutto scevro da errori ed equivoci tattici al suo esordio, potrebbe faticare a risolvere. Quanto al Napoli di certo gli azzurri non incantano dal punto di vista estetico ma si confermano molto pragmatici e consci dell’obbiettivo prefissato nonché della maniera più diretta per raggiungerlo.

Atalanta, Fiorentina e Lazio non si fermano e staccano Juventus e Milan

La spartizione dei punti tra Milan e Juventus allontana entrambe dal gruppone delle seconde ma a fare specie è soprattutto la pochezza mostrata in campo tra due delle formazioni più accreditate della vigilia e considerate ancora tra le possibili candidate al titolo. I rossoneri in particolare cominciano ad accusare un distacco piuttosto evidente dalle prime e, sia pure con una partita da recuperare (contro il Bologna), l’avanzare del calendario non depone certo a loro favore; Fonseca, appare più solido rispetto al passato ma non essere riuscito ad avere la meglio nei confronti di una Juventus ridotta all’osso dagli infortuni e presentatasi al Meazza senza uno straccio di punta non è certo un viatico positivo per il futuro. Quanto a Motta, detto che del “suo” calcio per ora non se n’è visto poi molto, crediamo che un pochino di coraggio in più potrebbe e dovrebbe mostrarlo considerando che guida la squadra più titolata del nostro movimento; restare imbattuto in campionato è senz’altro un pregio ma il sistema dei tre punti premia molto più chi azzarda per vincere, magari rimediando qualche sconfitta, rispetto a chi specula sul punticino e la classifica comincia a languire.

Chi non lesina energia è senza dubbio l’Atalanta, passata anche a Parma; i nerazzurri di Gasperini volano grazie al tandem offensivo al momento più efficace del torneo; Retegui e Lookman sembrano a tratti ripetere le gesta dei famosi e lontani “gemelli del gol” che ancora affascinano le memorie dei sostenitori granata e non solo…

Ottimo anche il cammino di Lazio e Fiorentina; entrambe brillano meno del solito ma alla fine si disfano delle “pratiche” Bologna e Como proseguendo la loro striscia di risultati positivi. Se nei viola spicca la vena realizzativa di Kean, forse sbolognato troppo in fretta dalla Juventus, è il collettivo a fare la differenza per i capitolini che trovano ancora una volta risorse inaspettate dalla panchina: sono già 9 in stagione, infatti, le reti realizzate da calciatori che avevano cominciato la gara seduti accanto a mister Baroni.

Giampaolo che esordio! Di Francesco addio?

Comincia con un pareggio l’avventura di Viera, subentrato, abbastanza inspiegabilmente a Gilardino sulla panca del Genoa; il punto serve più al Cagliari che da continuità dopo la bella prestazione col Milan prima della sosta. Parte decisamente meglio Giampaolo che prende il posto di Gotti e bagna l’esordio con una preziosissima vittoria in laguna; detto che i padroni di casa avrebbero meritato di più e che Dorgu sta diventando un fattore determinante (e per questo già oggetto dei desideri per il prossimo mercato), diventa sempre più traballante la posizione di Di Francesco al quale non basteranno le intemerate televisive per salvare la panca…

Young Boys-Atalanta, le scelte di Magnin e Gasperini: le formazioni

Gasperini

Trasferta in Svizzera per l’Atalanta di Gasperini. Il tecnico nerazzurro opta per la difesa a tre con Hien, Djimsiti e Kolasinac. In mezzo al campo Pasalic con De Roon, supportati da Bellanova e Ruggeri sulle fasce. In avanti la coppia LookmanRetegui, con Samardzic sulla trequarti.

Young Boys-Atalanta, le probabili formazioni:

YOUNG BOYS (4-4-2): von Ballmoos; Blum, Benito, Lauper, Athekame; Colley, Niasse, Ugrinic, Males; Ganvoula, Imeri. All. Magnin.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Pasalic, Ruggeri; Samardzic; Lookman, Retegui. All. Gasperini.

Peruzzi: “Un mio ritorno alla Lazio? Perchè no. Con Baroni abbiamo giocato alla Roma, servono i valori”

Peruzzi

Intervenuto a Lazialità, Angelo Peruzzi, ex calciatore e dirigente della Lazio, ha aperto ad un possibile ritorno in biancoceleste e ha detto la sua su Baroni.

Peruzzi: “I calciatori oggi sono aziende”

Questo uno stralcio delle parole riprese da Lalaziosiamonoi.it:

Su un suo ritorno alla Lazio: “Perché no, ci mancherebbe. I quattro anni passati alla Lazio da dirigente mi sono piaciuti tantissimo, poi ci son state incomprensioni. Altrove? Lo prenderei in considerazione, ma ci penserei un po’ di più”.

Su Baroni: “Abbiamo giocato insieme per un anno alla Roma, quando avevo 18 anni. Non servono scienziati per il calcio, le persone fanno vincere. Ci vogliono i valori, oggi c’è molto cinema. Se sai fare calcio pian piano vieni fuori. La Lazio ora sta facendo bene perché c’è voglia, se hai giocatori forti ma poi non si sentono coinvolti e non pensano al gruppo poi non riesci a fare bene coralmente. Il calciatore è egoista per antonomasia, ma deve avere passione e se ti diverti le cose vengono da sole. Oggi i calciatori sono come aziende. Prima le società comandavano, ora è il contrario. Vanno gestiti bene, non basta più il metodo bastone e carota. Non conta più avere il contratto quinquennale, se il giocatore vuole andare via, andrà via”.