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La Juventus tratta la rescissione con Pogba | Ma potrebbe essere utile a Thiago Motta?

Pogba
PAUL POGBA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La notizia è che Paul Pogba sta trattando la risoluzione con la Juventus. Perché dopo la sentenza del TAS che, di fatto, riporterebbe il francese tra i disponibili da marzo prossimo, il suo stipendio dovrebbe alzarsi a poche migliaia di euro all’anno fino ai 10 milioni lordi che percepisce per ancora un anno e mezzo. Una cifra che la Juventus non ha intenzione di mettere in conto, ma non è l’unico problema attuale. Perché oltre a quello economico c’è una questione tecnica che andrebbe snocciolata.

Per Pogba c’è spazio dappertutto | Ma quale Pogba sarà?

Ci sarebbe spazio per Paul Pogba in questa Juventus? Costruita a immagine e somiglianza di Thiago Motta, con la sensazione che il francese non sarebbe mai rientrato dalla finestra. I bianconeri devono risolvere il dubbio Douglas Luiz e hanno riscoperto un Fagioli regista d’eccezione. Poi Thuram, McKennie, Locatelli… a centrocampo la coperta è tutt’altro che corta e Pogba sarebbe una presenza ingombrante e difficile da far convivere.

Pogba vuole continuare a giocare | La risoluzione potrebbe complicarsi

Farà quindi la fine di Wojciech SzczesnyPer il polacco la risoluzione era costata tanto salvo poi risparmiarne quattro perché ha firmato subito dopo con il Barcellona. Pogba ha già detto più volte che non si vuole ritirare, quindi potrebbe esserci un ostacolo in più sulla risoluzione.

La Lazio di Baroni continua a vincere | Vola sulle spalle di Nuno Tavares

serie a enilive 2024 2025: lazio vs milan
NUNO TAVERES IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Lazio di Baroni è la vera sorpresa di questo avvio di stagione. Dopo un avvio contornato dalle polemiche, intorno alla società, al mercato e alla scelta del tecnico, ora i tifosi sognano. Sia in Europa League che in campionato, la squadra biancoceleste sta inanellando prestazioni importanti, dimostrando una convinzione e una fiducia nel lavoro del proprio tecnico importantissima. Una delle note più positive è sicuramente l’inserimento dei nuovi acquisti, o almeno di una parte. Dia e Nuno Tavares su tutti, ma anche Dele Bashiru e Noslin, stanno dando una grande mano a Baroni nelle rotazioni. E poi, il più grande merito di Baroni, è aver conquistato da subito anche il gruppo storico, dandogli una fiducia impressionante. Lo testimonia l’avvio di Castellanos, l’anno scorso un po’ oggetto misterioso molto criticato, anche per il peso di essere il vice-Immobile, e quest’anno trascinatore della Lazio. Lo testimoniano le prestazioni di Rovella, rivitalizzato dalla cura del tecnico ex-Verona, che con Guendouzi sta formando una cerniera di centrocampo molto efficace in entrambe le fasi. Lo testimoniano soprattutto i risultati.

La Lazio vola sulle spalle di Nuno Tavares | Già cinque assist per il portoghese, come Yamal e Palmer

Ma il vero crack in questo avvio di stagione della Lazio è Nuno Tavares, terzino sinistro ex Arsenal e Marsiglia arrivato un po’ in sordina, tra lo scetticismo della piazza per i continui problemi fisici degli ultimi anni, e che in questo avvio sta veramente facendo la differenza ogni volta che viene chiamato in causa. I numeri parlano chiaro, sono già 5 gli assist dell’esterno portoghese in questo avvio, alla pari di giocatori del calibro di Cole Palmer, Lamine Yamal e Ousmane Dembele, tantissimi considerando il ruolo che svolge, di terzino sinistro. Ma oltre agli assist, Nuno Tavares è un fattore per il costante stato di apprensione in cui tiene le difese avversarie, preoccupate dalla sua fisicità straripante e dalla sua velocità da centometrista. Insomma, il meccanismo della squadra di Baroni sembra essere più che oliato in questo avvio, e il terzino portoghese sta aggiungendo a questo quel tocco di imprevedibilità che molto spesso risulta fondamentale per scardinare le difese avversarie. E Lotito e Fabiani continuano a godersi le proprie intuizioni di mercato.

Pulisic-Fonseca: lo scontro dopo l’uscita dal campo dell’americano

milan calcio
CHRISTIAN PULISIC E PAULO FONSECA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Fiorentina-Milan è stata un partita folle, caratterizzata da molti episodi arbitrali che faranno discutere e non poco, durante questa sosta per le nazionali. Oltre a questi episodi di campo, saranno oggetto di discussione anche le parole di Pulisic rivolte a mister Fonseca ,apparso visibilmente contrariato dopo la sostituzione; una scelta criticata anche da opinionisti e tifosi in quanto l’ex Chelsea e Dortmund sembra essere l’uomo in più per i Rossoneri in questo inizio di stagione.

Pulisic tuona dopo la sostituzione

Secondo il quotidiano sportivo ‘Tuttosport’ sembra che l’Americano si rivolga al mister dei Rossoneri con ‘Perché, Perché?!’. Il tecnico Rossonero, spiegherà poi al termine della partita che la sostituzione di Pulisic è stata una scelta conservativa, in quanto il giocatore in settimana aveva sentito un leggero fastidio al flessore e di conseguenza non voleva rischiare di perderlo per un periodo di tempo lungo.

Inter, buone notizie dall’infermeria per Inzaghi | Buchanan vicinissimo al rientro

tajon trevor buchanan ( foto di salvatore fornelli )
Tajon Trevor Buchanan ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’infermeria dell’Inter sta per svuotarsi e in questo senso, la sosta può aiutare più del previsto. Oltre al rientro di Nicolò Barella già in programma per la prossima giornata di campionato, l’Inter potrebbe finalmente riavere a completa disposizione Tajon Buchanan: l’esterno canadese non gioca un minuto dal 30 giugno di quest’anno per via di un infortunio alla tibia rimediato in Coppa America. Ma tra operazione, riabilitazione e tappe verso il rientro, in meno di 4 mesi l’ex Bruges può aver recuperato.

Inter, Buchanan rientrerà nelle rotazione già nella partita contro la Roma

Queste due settimane di sosta nazionali permetteranno a Simone Inzaghi e al suo staff di tenerlo sotto osservazione per valutarne la forma fisica, visto che alla ripresa del campionato ci saranno degli impegni importanti per l’Inter. Roma, Young Boys e Juventus. Buchanan punta di tornare in panchina già contro i giallorossi, il 20 ottobre, come riporta la Gazzetta dello Sport.

E lì le turnazioni sugli esterni muteranno. Darmian e Dumfries per la fascia destra, Dimarco-Buchanan sull’out mancino, Carlos Augusto invece potrà variare anche nel ruolo di braccetto sinistro, come già ampiamente dimostrato.

Totti: “De Rossi ama la Roma come me. Non mi rispecchio in altri calciatori, le bandiere non esistono più”

amichevole latina vs roma
Francesco Totti ph: Fornelli/Keypress

Intervistato e Ambasciatore di Betsson Sport, Francesco Totti, ex capitano della Roma, ha risposto alle domande dei tifosi fatte su Google: “L’ho fatto perché penso che era doveroso che la indossasse lui. Per me lui è la storia del calcio, è stato il calcio, e lo sarà per sempre”, ha spiegato con emozione, “anche se giocavamo all’Olimpico, per me era importante che l’avesse lui, per me era il numero uno al mondo”.

Totti: “Balotelli? Tornassi in dietro non lo rifarei”

“Adesso ho paura” è un’altra celebre frase molto ricercata su Google. “E continuo ad averne” scherza il Capitano. “Era una frase che ho detto durante la mia ultima partita, il mio addio al calcio. L’ho sentita, l’ho pensata e ancora la penso veramente, è una cosa normale. Noi calciatori, dopo anni di agonismo, dopo anni di momenti piacevoli, abbiamo un pò paura di lasciare questo sport, perché quando lasci una cosa che conosci, non sai mai quella che trovi”, spiega.

Sul rapporto con De Rossi: “Uno dei miei amici più importanti. Una persona straordinaria, un ragazzo d’oro. Ama la Roma come me”.

Il cucchiaio a Van de Sar: “Era altissimo, ma la follia ha prevalso. Ho scelto il cucchiaio ed è andato bene”

La battuta su Del Piero tranviere: “Siamo talmente tanto amici che possiamo dirci tutto, Materazzi poi sta sempre col telefono e ha voluto riprendere tutta La battuta è diventata virale, ma è vero che assomigliava a un tranviere”.

Quando è comparsa la parola “selfie”, Totti ha sorriso. “Una delle scene più belle della mia carriera. Era la doppietta al Derby, 2-2, e avevo già deciso che se avessi segnato avrei scattato una foto verso la Curva Sud. Avendone fatti due, fortunatamente, il selfie rimarrà per sempre nella storia del Derby.”

Molto cercato su Google anche il diverbio con Tudor: “Avevo preso una gomitata sul braccio e non me lo sentivo più, così  istintivamente ho fatto quel gesto, non per prenderlo in giro, ma noi romani abbiamo questi sfottò…”.

Francesco Totti ha risposto poi alle altre domande dei fan:

Hai mai pensato di allenare qualche squadra? “Non ho mai pensato di fare l’allenatore”.

Qual è stato il goal più bello della tua carriera? “Ancora non lo so. Ne ho due in mente: quello contro la Sampdoria a Genova, al volo, e il pallonetto contro l’Inter a Milano. Devo ancora decidere, due goal bellissimi ma diversi, quindi non è facile scegliere.”

Il momento più alto nella carriera? “Dal 2001 al 2013, mi riusciva tutto”.

Se Materazzi non fosse stato espulso contro l’Australia probabilmente non saresti entrato. Credi nel destino? “Credo al destino, penso che se Marco non fosse stato espulso sarei entrato ugualmente. Il destino ha voluto che, una volta entrato, è successo quello che è successo”.

Cosa pensavi in quel momento? “Ho pensato di tutto. Dal tragitto fino al dischetto ho pensato di fargli il cucchiaio, poi arrivando lì ho visto che il portiere era grosso. Ho pensato ‘meglio tirare forte’. È stato il primo gol dopo l’infortunio, se non segnavo rischiavo”.

Esistono ancora le bandiere? “Non esistono più, forse è rimasto solo il manico (ride, ndr)”.

Il difensore dell’Inter che hai temuto di più? “Ne sono passati tanti, Cannavaro, Materazzi, Samuel. Ognuno era diverso. Giocare a Milano era complicato”.

Sull’invasione dei tifosi in Roma-Parma hai avuto paura? “Non mi sono preoccupato di nulla, l’unica preoccupazione era vincere. L’invasione è la normalità, a Roma non si vince tutti gli anni, ci poteva stare. Roma è una piazza calda e tutti aspettavano quel momento. Se avessero cambiato il risultato, avrebbero smobilitato tutto, ma non è mai successo nella storia del calcio. Quella volta rimasi in mutande, ci furono 5 minuti di panico”.

In quale giocatore ti rispecchi di più della Roma attuale? “Obiettivamente nessuno, casomai è il contrario. Per 25 anni ho fatto quello che ho fatto, ora bisogna trovarne un altro che faccia lo stesso. Non è facile, ma non solo per la Roma anche per il calcio italiano”.

Sugli allenatori… “In 25 anni ho avuto tanti allenatori, ognuno di loro ha lasciato un’impronta importante. Non posso non ricordare Zeman, che mi ha cresciuto tatticamente e fisicamente. Da tutti ho imparato tanto, e ciascuno ha contribuito a fare di me il giocatore che sono, permettendomi di mantenere alti livelli di prestazione.”

Poi sull’episodio con Balotelli: “Se potessi tornare indietro, non farei il gesto brutto a Balotelli”, spiega. “Il rispetto e l’agonismo verso il giocatore avversario sono importanti e bisogna dare il giusto esempio ai ragazzi che vogliono seguire la carriera sportiva”.