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Catanzaro-Cremonese, le probabili formazioni e dove vederla in TV

Si gioca questa sera alle ore 20.30 al Ceravolo l’anticipo della 6^ giornata di Serie B tra Catanzaro e Cremonese. Caserta deve rinunciare a Pontisso, in avanti Pittarello sarà supportato da Compagnon, Iemmello e Buso, mentre Stroppa propone in attacco la coppia Johnsen-Nasti.

 

LE PROBABILI FORMAZIONI

CATANZARO (4-2-3-1): Pigliacelli; Cassandro, Brighenti, Antonini, Situm; Coulibaly, Petriccione; Compagnon, Iemmello, Buso; Pittarello. Allenatore: Caserta.

CREMONESE (3-5-2): Fulignati; Antov, Ravanelli, Bianchetti; Zanimacchia, Vazquez, Castagnetti, Collocolo, Sernicola; Johnsen, Nasti. Allenatore: Stroppa

DOVE VEDERLA IN TV

La partita tra Catanzaro e Cremonese sarà possibile vederla in Tv sui canali di DAZN, con inizio alle ore 20,30.

ESCLUSIVA – D’Agostino: “Via De Rossi scelta non legata ai risultati. Sarri maggior indiziato per il dopo Fonseca, Juve attenta alle ripartenze del Napoli”

Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, Gaetano D’Agostino, ex centrocampista di Roma e Udinese, ha parlato dell’esonero di De Rossi, della sfida tra due delle sue ex squadre di domenica alle ore 18, ma anche dei due big match ovvero Juventus-Napoli e Inter-Milan.

D’Agostino: “Mi piace Juric e ho sempre apprezzato Baroni”

Queste le sue parole:

Che idea si è fatta sull’esonero di Daniele De Rossi? E cosa ne pensa poi della scelta ricaduta su Ivan Juric, ex tecnico di Genoa, Verona e Torino?

“La scelta di mandare via De Rossi non è legata ai risultati o alle prestazioni, è successo qualcosa che va aldilà che può essere l’empatia con la dirigenza, che magari si è andata a deteriorare nel tempo oppure una discussione più accesa. Se firmi un contratto di tre anni e poi vieni mandato via significa che non è stata detta la verità a livello di programmazione e quindi non l’esonero non è legato ai risultati. La scelta di Juric da quello che si dice, la Roma ha ricevuto qualche no da qualche allenatore più blasonato e non mi dispiace, bisognerà vedere come si misurerà con la piazza di Roma, soprattutto dopo questa situazione. Mi piacciono le sue idee, gasperiane, rivisitate e personalizzate e poi vedremo cosa riuscirà a portare sul campo Juric”. 

Domenica ci sarà Roma-Udinese e l’esonero di De Rossi porterà qualche cambiamento in casa giallorossa anche a livello tattico. Che partita si aspetta, e che clima ci sarà?

“Io credo che ci sarà un ambiente bollente, i tifosi credo non perdoneranno niente ai giocatori, soprattutto alcuni. Mi aspetto e mi auguro che la Roma possa vincere anche se incontra una squadra in salute, prima in classifica e che viaggia sulle ali dell’entusiasmo. Sono una squadra fisica e organizzata, la Roma deve stare attenta alle ripartenze perchè hanno ottimi elementi e stanno in salute, rispetto ai giallorossi che fino al Genoa non stavano bene, quindi mi aspetto di tutto domenica”.

Abbiamo parlato dell’esonero di De Rossi. Domenica ci sarà il derby di Milano con Fonseca che un po’ come il tecnico giallorosso rischia il posto visto che  si parla di Allegri o Sarri sulla panchina del Milan con l’allenatore di Livorno che però aspetterebbe un progetto più solido. Cosa si aspetta dai rossoneri?

“Il Milan ha fatto un mercato importante, non so quanto funzionale in base al lavoro di Fonseca, credo che però la figura di Ibrahimovic sia a livello d’impatto e carismatico e alcune volte può esere ingombrante perchè attira più di Fonseca nel bene o nel male. Su Sarri, se dovesse essere esonerato Fonseca, parliamo di un allenatore che conosciamo,  non vedo la novità. Il Milan lavora a 4 dietro e l’allenatore ex Lazio può essere il maggior indiziato però lui è uno che ha grande carattere, il suo gioco richiede tempo, e poi mi domando: “Ma il Milan ha tutto questo tempo per aspettare Sarri?”. Io credo che in Italia la parola progetto la dobbiamo debellare dal nostro vocabolario, non gli si dà parola, pensiamo sempre e solo ai risultati. Da una parte è giusto, anche se l’allenatore non può stare così con l’ansia, ma dall’altra stiamo dando troppa importanza ai giocatori, che devono pensare a giocare e a stare zitti, anche perchè non tutti i calciatori possono poi fare gli allenatori ma fanno i fenomeni come atteggiamento. Bisogna essere umili”.

Venendo all’altra sponda del Tevere, cosa ne pensa di Baroni. Come giudica il lavoro del tecnico della Lazio?

“A me sta piacendo, pur partendo in sordina ha fatto un mercato intelligente prendendo gente di fisicità e con buona tecnica, ha iniziato con i riflettori spenti e sta facendo un buon inizio di campionato. Baroni l’ho sempre apprezzato, a Verona ha fatto un miracolo ora sta facendo bene, sempre volando basso e quando c’è un lavoro mediatico dove non attiri tutte quelle informazioni alla fine puoi lavorare in maniera più tranquilla rispetto alle altre squadre”.

La prossima giornata vedrà oltre al derby di Milano anche Juventus-Napoli. Secondo lei chi sarà la favorita?

“Sarà una bella partita, secondo me anche più bella del Derby di Milano, perchè abbiamo di fronte due allenatori che giocano, che non sono in difficoltà nonostante la Juventus venga da due pareggi, e credo che potremmo quindi vedere una bella gara. Vedo favoriti leggermente i bianconeri a livello di presenza in campo anche se dovranno fare attenzione alle ripartenze del Napoli nonostante il risultato bugiardo contro il Cagliari visto che la squadra sarda 1-2 gol li meritava. Mi sembra di rivedere  in campo la gente affamata dello Scudetto di Spalletti, perchè Conte a livello agonistico è anche quello e sabato si daranno Juve e Napoli daranno filo da torcere”. 

Raya para il rigore a Retegui ed evita l’impresa Atalanta. Al Gewiss Stadium finisce 0-0

esultanza atalanta ( foto di salvatore fornelli )
ESULTANZA ATALANTA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Avvio con qualche difficoltà per l’Atalanta che fa fatica a uscire dalla propria metà campo e viene salvata dal proprio portiere che effettua un grande salvataggio sulla punizione di Saka. Da questo momento in poi prende fiducia la squadra di Gasperini e crea i presupposti per portarsi in vantaggio sull’ottima sponda di Retegui per De Ketelaere ma da dentro l’area il belga spedisce fuori.

L’Atalanta non va oltre il pari in casa contro l’Arsenal

Al 51′ Ederson si guadagna un calcio di rigore per fallo di Saliba sul brasiliano, dagli undici metri si presenta Retegui ma Raya lo ipnotizza prima indovinando l’angolo e poi sulla ribattuta con un riflesso fulmineo evita lo svantaggio dei Gunners. Tra il 74′ e il 75′ un’occasione per parte: prima Cuadrado ci prova di collo da fuori area a giro col pallone che termina di poco a lato e successivamente Sterling imbuca Martinelli che tutto solo davanti a Carnesecchi calcia alto. I nerazzurri ottengono un ottimo punto al debutto stagionale in Champions League contro l’Arsenal.

Tabellino del match

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Zappacosta (70′ Bellanova), De Roon, Ederson, Ruggeri (89′ Pasalic); De Ketelaere (60′ Cuadrado), Lookman (89′ Samardzic); Retegui (70′ Zaniolo). All. Gasperini

ARSENAL (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Timber (73′ Calafiori); Havertz, Partey (58′ Jorginho), Rice; Saka (73′ Sterling), Jesus (58′ Trossard), Martinelli. All. Arteta

Arbitro: Clement Turpin

Ammoniti: 12′ Ederson

Atalanta-Arsenal, le scelte di Gasperini e Arteta

ademola lookman
Ademola Lookman ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le scelte di Gasperini e Arteta in vista del match di stasera tra Atalanta e Arsenal. Diversi i cambi per le due squadre, che puntano su Havertz e Retegui, all’esordio in Champions League.

Atalanta-Arsenal, le probabili formazioni:

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi – Djimsiti, Hien, Kolasinac – Zappacosta, de Roon, Ederson, Ruggeri – De Ketelaere, Lookman – Retegui. All. Gasperini.

Arsenal (4-3-3): Raya – White, Saliba, Gabriel, J. Timber – Partey, Rice, Trossard – Saka, Martinelli, Havertz. All. Arteta.

Conte: “Ogni santa partita è un esame, un’emozione tornare a Torino. Thiago Motta pesante erede di Allegri”

Antonio Conte ph: KeyPress

Intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro la Juventus, Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato del big match dello Juventus Stadium. “Prima di iniziare vorrei rivolgere un piccolo pensiero per la scomparsa di Totò Schillaci, a soli 59 anni viene a mancare un calciatore ed una persona soprattutto per noi del Sud che è un po’ l’emblema, una persona che ce l’aveva fatta ad arrivare in alto, rappresentava per noi tutti un grande esempio. Sono davvero rattristato e dispiaciuto, ho avuto la fortuna di giocare con lui alla Juve quando avevo 21 anni, lui era già affermato. Un pensiero alla famiglia per la perdita di un’ottima persona”.

Conte: “Stiamo lavorando sodo per trovare la quadra. Su Motta..”

Queste le parole riprese da TMW:

Questa partita arriva troppo presto per testare il livello della sua squadra?
“Come ho detto prima del Cagliari, un po’ per tutte le squadre, col mercato che è finito così tardi, c’è una fase di assestamento. Alcuni nuovi sono arrivati da pochi giorni e devi fronteggiare poi tre partite con chi è partito. Stiamo tutti lavorando sodo per trovare la giusta quadra, chi ha tempo non aspetti tempo, ogni partita vale tre punti. Stiamo cercando tutti la quadra ma c’è anche la necessità di vedere buone prove e fare punti perché questi valgono a fine anno. Mi aspetto di dare continuità, di crescere, sotto tanti punti di vista, non fermarci a pensare cosa è stata l’ultima partita e non illuderci perché ogni santa partita per noi è un test”.

Gara particolare per tutti, anche per lei, per la città, per la squadra. E’ esagerato definirlo già un esame?
“Ogni gara è un esame, lo è stato a Cagliari per alcuni aspetti, temperamentali, su un campo difficile a livello ambientale. A volte può essere un esame a livello tattico, ambientale, temperamentale. Dobbiamo affrontarlo con la massima serietà al di là di chi c’è di fronte”.

Napoli in ricostruzione, Juve reduce dal terzo posto ed ha speso 200mln.
“Ci auguriamo possa essere una sfida che conti qualcosa, sia per loro che per noi, oggi è presto per dirlo. Partiamo su due livelli diversi, rispetto all’anno scorso ci sono 18 punti da recuperare, ma sicuramente entrambe avranno voglia di rivalsa. Non penso che una squadra come la Juve possa accontentarsi di arrivare terza ed a distanza siderale dall’Inter, noi non possiamo pensare di finire 20 punti dietro loro, il Milan e 40 dall’Inter. Partiamo da differenti livelli di partenza, ma ci auguriamo al ritorno in casa nostra che si possa parlare con maggiori certezze”.

Ci racconta dal punto di vista emotivo se si è abituato ad affrontare la sua ex squadra da giocare ed allenatore?
“E’ inevitabile, la mia storia parla chiaro, 13 anni alla Juve da calciatore, sono stato capitano per diversi anni, vincendo praticamente tutto. Ho avuto la possibilità di allenare 3 anni in un periodo difficile della Juve, aprendo un ciclo di 9 anni di Scudetti. Faccio parte della storia della Juventus per ciò che ho fatto e dato, è inevitabile da calciatore per ognuno di noi è più semplice, puoi anche scegliere di restare per sempre. Mi riferisco qui a Bruscolotti a Napoli, Maldini, Baresi, Antonioni, Totti ecc. Da allenatore è molto difficile, impossibile che sia tu a decidere la tua carriera. Ho allenato la Juve per 3 anni, la carriera mi ha portato in piazze diverse, che ho onorato diventando il primo a difendere i colori per queste squadre, oggi ho il piacere davvero immenso di allenare una squadra come il Napoli, per me che sono del sud è orgoglio e soddisfazione. Ci sarà grande emozione nel tornare in quello stadio, c’è stata l’inaugurazione con me, sarà la prima volta con i tifosi perché tornai col Covid, lo sarà sempre così come sarà in futuro tra molti anni affrontare il Napoli da avversario, mi auguro da un bel po’ però (ride, ndr)”.

Ci sarà un abito diverso per il Napoli?
“Dobbiamo indossare un bell’abito, ho il piacere con i ragazzi di offrire sempre un bello spettacolo. Durante le partite devi essere pronto con il tuo bell’abito, appena uscito dal sarto, a sporcartelo perché senza la giusta cattiveria… devi farlo, anche se hai un bell’abito. E’ il connubio vincente per le grandi squadre, ci sono diversi momenti della partita. Anche l’Inter ieri, è andata in casa del City ed ha alternato momenti in cui ha giocato a calci ed altri in cui era in 25 metri tutti dietro a difendere dimostrando di essere una squadra con la S maiuscola, non si può indossare solo un abito e dobbiamo capirlo. L’anno scorso si pensava spesso ad attaccare e c’era disequilibrio o non c’era voglia feroce di riconquistarla o di ricompattarsi, noi su questo stiamo lavorando”.

Quanto ha inciso l’aspetto fisico? 5 giocatori sopra 1.90, il Napoli ha cambiato taglia rispetto all’anno scorso.
“Qualcosa è cambiato rispetto all’anno scorso, c’erano 12-14 giocatori in uscita, 7 in entrata, è cambiata la scelta di alcune caratteristiche. L’aspetto fisico è importante nel calcio di oggi. Il calciatore top deve essere forte, veloce e resistente, la qualità non la consideri perché deve esserci. Noi dobbiamo essere una squadra forte, veloce e resistente, ci stiamo lavorando, ci sono stati cambiamenti, ci sono elementi nuovi che stiamo inserendo su quella base di 10-12 giocatori che abbiamo scelto col club di confermare”.

Molti sottolineano il vantaggio di non aver giocato in Coppa. E la Juve a che punto è?
“Thiago Motta raccoglie un’eredità pesante, un allenatore che ha scritto parecchie pagine di storia come Allegri. Non è una cosa banale allenare lì, c’è richiesta di vittoria, come al Milan o all’Inter. E’ stato un mio calciatore con la nazionale agli Europei, mi fa anche sorridere, ma anche rattrista un po’ perché sto diventando vecchio (ride, ndr). E’ un ragazzo serio, bravo, a Bologna ha fatto benissimo e quindi gli auguro il meglio dal punto di vista umano, non nelle partite contro di noi. Sulle coppe sapete che io dico sempre la verità: c’è un vantaggio e uno svantaggio. Per me che sono al primo anno mi dà modo di lavorare di più, altrimenti con 3 partite il lavoro è ridotto, quando arrivi in un nuovo club hai bisogno di tempo per lavorare sulle tue idee e dopo tanti giocatori arrivati all’ultimo. Non nego che c’è l’aspetto positivo di lavorare, lo svantaggio è che senza coppe fai una rosa che non è competitiva come quelle per l’europea. Anziché 25-26 elementi ne hai 17-18”.

 A che punto è l’inserimento di McTominay, Gilmour e Neres?
“Più tempo passa e più entrano dentro la nostra idea, con David abbiamo lavorato durante la sosta, dieci giorni con Billy e Scott, è stato positivo, stanno capendo l’idea di calcio che vogliamo fare. Si adattano alla tipologia di lavoro anche dal punto di vista fisico, metabolico, di forza, cosa chiede il tecnico, sono contento perché sono ricettivi e possono darci un buon contributo”.

E’ preoccupato dalle tante palle gol lasciate a Cagliari e Parma? Ci sarà qualche accorgimento tattico per coprire la squadra?
“Tutti vorremmo la partita perfetta, far 4 gol e non far tirare gli avversari, mi auguro di arrivarci a questo dominio senza lasciare occasioni, ma è difficile. Il campionato italiano è molto tattico, tutti studiano gli avversari, ci sta di lasciare agli altri di attaccare, fa parte del gioco. Io metterei la firma per subire però un solo gol nelle ultime tre partite come è successo”.

Kvara oggetto di falli ripetuti e sistematici, a Verona costretto ad uscire, a Cagliari non sanzionati.
“Odio il gioco violento, anche da calciatore non mi sono mai permesso di fare un’entrata per far male, non è da uomo. Mai mi sono permesso ad un mio calciatore ‘dagli subito un calcio che così lo spaventi’, e prima era più rustica la situazione. Forse è quello che è capitato a Cagliari dopo 30 secondi con un fallo intimidatorio, lì gli arbitri non devono aver paura di dare il giallo. Può accadere dopo un secondo o al 95′, è un fallo intenzionale dove metti a rischio l’incolumità del giocatore. Non penso volesse fargli male, non lo voglio neanche pensare, ma il giallo c’era e bisogna in quei casi sanzionare anche per difendere chi ha talenti ed il gioco”.

Un aneddoto o un ricordo su Schillaci.
“Io appena arrivato a Torino da persona del sud, da Lecce, avevo molto legato con lui, fu molto disponibile. L’aneddoto è che io quando arrivai, per me erano tutti campioni, davo del voi a tutti per rispetto, lo vedevo come un idolo anche se lui era molto molto umile e si mise a disposizione”.

Spirito di gruppo ritrovato che ha esaltato anche i nuovi come Buongiorno ed ha fatto riemergere anche Di Lorenzo e Anguissa.
“L’arma vincente non solo del Napoli di due anni fa, sarà sempre quella di tutti i gruppi che puntano a qualcosa di importante. Lo spirito di gruppo, l’unione, soprattutto nei momenti di difficoltà… io vi dissi che ho trovato un gruppo perbene, senza chi pensa con egoismo e quindi su questo è molto più semplice cercare di insistere su alcuni tasti e lo spirito di gruppo si costruisce nel percorso, soprattutto nelle cadute e c’è da tirare fuori lì le cose negative ed affrontarle, come accaduto a Verona con onestà. Meglio una brutta verità che una bella bugìa che alla fine viene a galla, quando ci incontreremo dopo anni dovremo sempre guardarci negli occhi, come dico sempre ai ragazzi”.