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Brighton-Manchester United, probabili formazioni e dove vederla

ANDRE’ ONANA IN USCITA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Queste le probabili formazioni di Brighton e Manchester United in vista della sfida di domani delle 13:30 con Zirkzee alla prima da titolare, autore dell’ultimo gol in Premier League. La gara del Falmer Stadium andrà in onda su Sky Sport.

Brighton-Manchester United, le probabili formazioni:

Brighton (4-2-3-1): Steele; Veltman, Van Hecke, Dunk, Hinshelwood; Milner, Wieffer; Mitoma, Joao Pedro, Adingra; Welbeck. Allenatore: Hurzeler.

Manchester United (4-2-3-1): Onana; Dalot, Maguire, Lisandro Martinez, Mazraoui; Mainoo, Casemiro; Diallo, Mount, Rashford; Zirkzee.

Becali: “Morutan potrebbe essere ceduto a titolo definitivo al Pisa”

Pippo Inzaghi nella conferenza stampa pre Pisa-Palermo ha riferito che nelle prossime partite opererà un ampio turn over per poi decidere se negli ultimi giorni di calciomercato poter rinforzare la squadra. Ad Inzaghi mancano effettivamente un centrocampista ed un esterno d’attacco e per questo l’attualità rilancia la vecchia idea Olimpu Morutan.

Morutan si sta riprendendo dal suo infortunio, e per vederlo in opera bisognerà attendere la fine di ottobre, ma il suo agente Becali nelle scorse ore ha fatto questa dichiarazione: “Non so quando recupererà, potrebbe andare al Pisa se intende andare in Serie A con un contratto di 4 anni ma con l’opzione per il giocatore di avere lo stesso contratto dal Galatasaray”.

Negli scorsi giorni, voci non confermate riferivano che il Pisa avrebbe richiesto la tabella clinica di Morutan, per valutare un suo eventuale acquisto.

Non resta che attendere dopo il match con il Cittadella, e poi potrebbe esserci per la tifoseria nerazzurra un lieto ritorno.

Nainggolan: “Contento per Dybala, fa la differenza. Bove mi piace ma porterei a casa Frattesi”

Radja Nainggolan ph: Salvatore Fornelli/KeyPress

Intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo, l’ex centrocampista della Roma, Radja Nainggolan, ha parlato del no di Dybala all’Arabia, di Daniele De Rossi, Bove e tanto altro.

Nainggolan: “Dybala ha sentito l’affetto dei tifosi”

Sei ancora un idolo dei tifosi della Roma. Cosa hai provato quando hai saputo che Dybala restava?
”Sono contento perché è un giocatore che può fare la differenza. Da tifoso sono felice, come tutti i romanisti. Grandi nomi veri non ce ne sono più nel calcio italiano, averne uno a Roma è un orgoglio.”

A proposito di orgoglio, Dybala ha rifiutato offerte faraoniche per restare. Conta la voglia di un calciatore di dire la sua nel calcio europeo?

“Oggi è facile dire che ha rifiutato tutto, ma non sappiamo le dinamiche. Magari all’inizio l’offerta era stata accettata. Bisogna vedere la realtà dei fatti. Anch’io ho avuto momenti in cui potevo andare in Cina, ma ho scelto di restare a Roma per giocare la Champions. L’affetto della gente fa tanto, non sono tante le piazze che ti danno questo. Penso che Dybala abbia sentito questo affetto, la follia che c’è stata a Trigoria. Sono cose che danno motivazione”.

Conosci bene De Rossi. Molti lo considerano un aziendalista, uno yes man. Cosa ne pensi?
”La gente chiacchiera. Finché non sai la realtà dei fatti non puoi parlare. Io lo conosco, è un uomo diretto. Ha dimostrato di tenere alla Roma andandoci l’anno scorso per niente. Il fatto che non voglia Dybala sono chiacchiere. De Rossi rispetta tutti, ma vuole far bene e non accontenterà tutti.”
Se potessi portare un solo giocatore alla Roma, chi sceglieresti?
”Mi terrei El Shaarawy, tutta la vita. Ce l’hai in casa. È un giocatore che capisce il calcio, salta l’uomo. Non capisco perché si parli di prendere un esterno sinistro.

Molti dicono che alla Roma serve un Nainggolan a centrocampo.
”E dove lo trovi? Mica ho smesso! (ride)”

Frattesi è un giocatore che ti piace?
”Sì, è forte, ha il fiuto del gol. È bravo negli inserimenti, ha gamba, sa giocare a pallone. Ovviamente in fase difensiva è meno forte, è più offensivo. Ma ha 25 anni, può ancora migliorare. Lo porterei a casa.”

Che idea hai su Edoardo Bove?
”Mi piace perché ha un po’ di tutto. Non eccelle in una qualità particolare, ma è completo. Si dà da fare in fase difensiva e offensiva. Penso che piaccia anche a De Rossi, ma con Pellegrini, Cristante e Paredes è normale che non sia titolare. Può fare un percorso simile a Pellegrini, che quando stava con noi non giocava e oggi è capitano.”
 
Pellegrini divide molto i tifosi. Cosa ne pensi?
”Capisco il perché. Ha qualità importanti, ma da un capitano ti aspetti qualcosa in più nei momenti di difficoltà. L’anno scorso con De Rossi è rinato, le sue caratteristiche sono uscite fuori. Ma prima di De Rossi steccava un po’. È importante per la squadra, ma deve sentire la fiducia.”

Tu hai rappresentato lo spirito dei tifosi in campo. Mancini rappresenta oggi quello che rappresentavi tu? 
”Sì, per la voglia e la cattiveria che ci mette. C’è solo una differenza: ogni volta che ha un dolorino si dice che gioca con dolore. A me queste cose non piacciono, anch’io ho giocato stirato ma nessuno lo sapeva. È come cercare una scusa. Però lo spirito che mette è importante, piace alla gente, sono caratteristiche di Roma e lui ce le ha dentro.”

Quanto è cambiato il calcio rispetto a quando giocavi tu?
”A me il calcio oggi non piace proprio. Ho visto Cagliari-Roma, due tiri in porta, due azioni in tutto. Poca roba. Non vedo una squadra come la Roma che dovrebbe dominare. Vedo anche l’esempio di Mourinho, la gente dice “ha vinto la Conference”, ma la Conference è la coppa dei settimi posti, è come vincere niente. Se arrivi settimo non meriti neanche di giocare in Europa. Oggi portare un trofeo a Roma è incredibile, ma se vedi le partite… l’anno scorso sono andato a vedere Roma Salernitana 2-2. Se portassi mio figlio allo stadio direbbe “ma non ti importa?”. Noi giocavamo con 15.000 persone, arrivavamo in semifinale di Champions con 75.000 perché ce le conquistavamo. Oggi vedo 65.000 persone e la Roma non fa un tiro in porta. A me non piace andare a vedere una partita così, per questo oggi non mi piace guardare il calcio, non c’è più il vero calcio.”
Il calcio è bello perché ci si divide. Sulla Conference la penso all’opposto, la Roma l’ha vinta perché è arrivata settima l’anno prima”.

”Sono d’accordo, ma noi giochiamo la semifinale di Champions e non vinciamo niente. Arrivando settimi e vincendo la Conference faccio meglio per la gente?”
È il discorso della bacheca. Quello che avete fatto voi nel 2018 rimane, era una semifinale che poteva essere vinta.
”Sì, ma l’anno scorso a Budapest con Taylor… quello è un furto. La Roma meritava di andare in finale? Con il Leverkusen non facevano tiri in porta. Però l’anno precedente con lo Shakhtar… sono episodi. Merita di vincere la finale? Sono d’accordo con te. Ma di passare ai quarti o in semifinale?Per me no. Però arriva Mourinho che ha vinto tanto e la gente pensa solo a vincere senza pensare a come.

Ma se con Mourinho ci sono 75.000 persone allo stadio, voi cosa meritavate?
”È vero, noi giocavamo un calcio diverso, avevamo Totti, De Rossi… eravamo più forti, parlo di idoli. Con Totti e De Rossi avevamo 25.000 persone con la Sampdoria, 15.000 con il Genoa, 10.000 con l’Empoli.”
Il problema era il rapporto con la proprietà, non si è mai creato un legame con la tifoseria.
”Sì, ma ogni anno arrivavano grandi giocatori: Rudiger, Szczesny, Manolas, Alisson, Salah… non come oggi con Dovbyk, che neanche conoscevo. Erano colpi per dare entusiasmo. C’erano piazze che non venivano viste come riferimento, ma c’era Sabatini, c’era Pallotta.”

Quando hanno venduto Strootman lo spogliatoio ha reagito male.
”Io non c’ero più, sono andato via nell’estate 2018.”
Quell’estate Monchi voleva vendere tutti i giocatori presi da Sabatini. ‘
‘Esatto, voleva farsi la sua squadra. Se avessi saputo che se ne sarebbe andato sei mesidopo non sarei mai andato via. Ma non potevo restare con uno che voleva sbarazzarsi di tutti. Offriva i giocatori alle squadre turche… Quando ha venduto Strootman non poteva più fare mercato in entrata e lo spogliatoio ha subito il contraccolpo. Kevin contava tanto”
Il discorso sulla Conference divide. Tu ne parli in modo schietto.
”Sì, perché se noi fossimo arrivati sempre settimi saremmo stati fischiati. Con Garcia il primo anno c’era contestazione perché l’anno prima era andata male. Perché non succede l’ultimo anno quando arrivi settimo? Perché giochi in Europa. La Roma è diventata una squadra d’Europa a prescindere da come gioca.”

E manca la Champions…
”Io ho la soluzione.”

Dicci…
”Da quando sono andato via, la Roma non ha più giocato la Champions.”

Come stai a fiato?
”Sto bene, mi alleno, aspetto una nuova sfida. Mi sento ancora un giocatore, posso dare ancora qualcosa. Se vedo chi gioca in Serie A dico “posso giocare tranquillamente.”

Conte: “La gara col Bologna più importante del mercato. Qui ho un impegno a prescindere dai nuovi acquisti”

Antonio Conte ph: KeyPress

Intervenuto nel corso della sua conferenza stampa, Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha fatto il punto della situazione tra la sfida col Bologna e il mercato, visto che l’allenatore ha chiesto un piccolo sforzo in vista della chiusura della campagna acquisti.

Conte: “Voglio parlare solo del Bologna”

Queste le parole riprese da TMW:

Si aspettava questa situazione della rosa e del centravanti?
“Indirizziamo subito la conferenza. Settimana scorsa abbiamo fatto una conferenza in cui s’è parlato solo di mercato. Ho ricevuto zero domande sul Verona, o forse una, non s’è parlato di calcio, ed è successo quello che è successo. Sul mercato dovete chiedere alla società, ma vedo che siete abbastanza informati perché leggo anche io tramite voi. Tramite loro dovete sapere la situazione. Io voglio parlare del Bologna, come sapete, è una partita… sapete cosa ha fatto l’anno scorso. Incentriamo tutto sul discorso partita, è più importante per me!”.

Dopo il Verona con realismo ha detto ‘ci vergogniamo, il mio cuore sanguina, spero anche ai calciatori’. Ora è più la sua squadra?
“Pure col Verona vanno divise le due partite, nel primo tempo il Napoli ha fatto il Napoli, ha comandato, non hanno mai tirato ed abbiamo creato delle situazioni ma senza riuscire a fare gol. E’ un po’ quello che vorremmo fare, nel secondo invece è stato tutto diverso, sembrava essere tornati all’anno scorso e non essere la prima giornata. Il secondo tempo dà preoccupazione, ha risvegliato vecchi scheletri ed è inevitabile a fine partite essere delusi per ciò che avevamo proposto, anche in rapporto al lavoro che facciamo ogni giorno. Ha riportato tutti indietro, anche i tifosi, quel secondo tempo. Io pensavo invece che tante cose fossero cancellate, ma sono riemerse. Io posso dire che la rinascita l’ho basata su un gruppo storico di 10-12 giocatori, hanno scritto una pagina importante di storia e devo dire che sono ragazzi super perbene, li vedi allenarsi e c’è poco da dire, c’è grande applicazione, voglia, entusiasmo, responsabilità, sono i primi ad aver capito il disagio anche di quel secondo tempo. Abbiamo lavorato e lo faremo anche domani bene, come abbiamo fatto anche in precedenza, come lavoriamo non mi dà preoccupazione, mi ha fatto piacere che hanno preso coscienza di ciò che è successo e sono convinto che loro sono i primi a non voler ripetere certe situazioni. Ho la loro disponibilità e sono molto contento. La base è solida, io so di averlo, sono professionisti che hanno a cuore Napoli, ho fiducia in loro e loro in me, fiducia che invece fatico ad avvertire nell’ambiente e nei media, giustamente anche perché il 2° tempo ci ha riportato indietro. Dobbiamo avere fiducia nel lavoro ed in questi ragazzi, sono basi importanti”.

Buongiorno ha parlato di tanti duelli individuali contro il Bologna. Come si affronta il Bologna di Italiano? Buongiorno ci sarà?
“E’ un’ottima squadra, in Champions con 15 punti sopra. L’ultima hanno vinto al Maradona e ci deve far capire la difficoltà. E’ una squadra fisica, intensa, esterni forti uno contro uno ed in ripartenza, servirà attenzione. E’ una gara che deve essere giocata al 110%, tutto l’ambiente ed il Maradona stesso faccia il Maradona. I ragazzi hanno bisogno di sentire fiducia, tutti hanno bisogno di questo! Capisco le difficoltà, il secondo tempo di Verona può lasciare strascichi, ma non abbiamo tempo in campo e sugli spalti. C’è una partita importante, 3 punti, e tutti dobbiamo dare un segnale. Buongiorno si sta allenando, valutiamo giorno per giorno, per noi è un giocatore importante, avete visto l’impatto che ha avuto in questo primo periodo, contiamo di recuperarlo”.

Neres che alternative le dà lì davanti?
“Ha grande qualità, fantasia, bravo ad attaccare lo spazio che a fare assist e gol. Può giocare sia nella posizione di Politano che di Kvara, è quella la sua posizione. L’abbiamo preso dopo un bel corteggiamento, durante un bel po’, siamo contenti, ha bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi, ma è un ragazzo e verrà con noi col Bologna e vedremo”.

Nel 2° tempo un problema mentale legato al passato o anche fisico per i carichi di lavoro?
“Quando le cose non vanno bene ci si rifugia nei carichi di lavoro per non vedere la realtà, se si vedono i dati fisici noi abbiamo corso come loro, col 70% di possesso, quando uno non ha la palla corre di più, noi nonostante il pallone abbiamo corso quanto loro, giusto per dire un dato. Si parla di niente, ma preferisco rispondere per chi pensa qualcosa di sbagliato. Sicuramente il secondo tempo è stato diverso, non abbiamo vinto i duelli, abbiamo iniziato a subire i tiri, al secondo ci han fatto gol ed abbiamo dimostrato di non essere pronti a prendere un cazzotto. Al primo cazzotto siamo andati giù, i cazzotti si prendono, ma si sta in piedi, se cadi ti rialzi… poi devi darlo tu il cazzotto. Noi invece al primo ricevuto siamo andati giù, abbiamo provato a rialzarci e ne abbiamo preso altri due. Dobbiamo lavorare su un aspetto che non potevo conoscere, dal di fuori… dopo un mese di ritiro e di amichevoli non hai partite che contano. Forse è stato un bene che sia arrivato questo cazzotto subito, ci ha riportati alla realtà, me, l’ambiente, i calciatori forse, e ripeto ciò che mi fa piacere è aver percepito che i calciatori hanno capito bene cos’è successo, ho visto in loro grande motivazione per ripartire ed uscire da queste difficoltà. Quando le cose vanno bene, sono tutti bravi, nelle difficoltà si vedono gli uomini veri. Noi abbiamo bisogno di trovare cose importanti dentro di noi, l’organizzazione, una parola tra noi, anche un litigio tra noi per provocare una scintilla che accende tutto. Questo è un gruppo storico che ha buona qualità, persone perbene, lavoratori, quando accade questo sono il primo ad essere dispiaciuto. Noi possiamo anche perdere, ma non in quella maniera”.

0 gol tra Modena e Verona, sta studiando qualcosa di diverso?
“I dati vanno valutati. Due partite condotte da noi, 75% e 70% di possesso, ma c’era anche l’anno scorso. Noi siamo finiti decimi col maggior possesso palla, un dato molto strano. E’ successo anche in queste due partite. Sono dati importanti, abbiamo avuto occasioni ma bisogna essere più cattivi, feroci sotto porta, quando ti capitano devi avere la freddezza, la cattiveria. E’ un dato che ci portiamo dall’anno scorso, pure l’anno scorso era da quartultimo posto l’efficienza”.

Rafa Marin che indicazioni le ha dato? Lo vedremo nelle prossime gare?
“E’ un giovane, ha avuto l’esperienza importante con l’Alaves, lui stesso ha detto che lì era un calcio molto difensivo, qui abbiamo bisogno anche di calciatori bravi in costruzione perché comandiamo le partite, proponiamo noi calcio, fisicamente è migliorato molto, il primo mese in tante situazioni faceva fatica, sta migliorando, ha prospettive, l’abbiamo preso anche per farlo crescere, mi aspetto che cresca, è un ragazzo serio che ha voglia di migliorare, sta sul pezzo”.

Ha detto più volte gruppo di persone perbene, ma è un complimento nel calcio di oggi?
“Io parlo di uomini perbene, a volte puoi trovare anche delle merde. Qui ci sono uomini veri, persone vere, con le loro difficoltà e debolezze, ma sono uomini. Ed è importante, quando hai uomini ne esci, quando non ha uomini ti buttano ancora di più nella difficoltà. Perciò lo sottolinea, poi durante la partite se sei perbene non significa che non dai dei calci. Parlo a livello umano, con gli uomini superi le difficoltà. Se in un gruppo hai 2-3 non uomini e ti avvicini più al termine usato prima, e mi dispiace se a qualcuno ha dato fastidio, lì non ne esci. Perciò ho fiducia in questi ragazzi, lavorando ogni giorno possiamo migliorare per tornare competitivi. Poi non so se lo faremo in una settimana, un mese o un anno, ma ci sono le basi”.

Ha parlato di sfiducia nell’ambiente, ma domani saranno in 45mila.
“Ci potrà essere un presidente o un altro, un allenatore o un altro ed un giocatore o un altro, ma a Napoli nessuno ammazzerà mai l’entusiasmo dei tifosi e la loro passione. Questo è chiaro, sono venuti a Dimaro in tantissimi e lo sappiamo, ma è inevitabile visto quanto successo l’anno scorso ed a Verona, può capitare che al primo errore ed al primo stop sbagliato possa esserci qualche mormorio. Per la partita, dall’inizio alla fine, sono sicuro che i tifosi ci staranno vicini. Non mettiamo la testa sotto la sabbia pensando che in 7 giorni tutto rifiorisca, ma se saremo tutti uniti nelle difficoltà, allora avremo possibilità di uscirne anche vittoriosi”.

Il Napoli gioca tanto, ma non segna tanto. Spesso ci sono arrivati i centrocampisti. Ha altre soluzioni?
“3-4 delle occasioni le hanno avute Lobotka ed Anguissa con un colpo di testa ed una traversa. Io le vedo le statistiche, perciò cerchiamo un gioco con soluzioni alternative per avere più gente che possa riempire il tabellino. Ai miei due centrocampisti chiedo l’occupazione delle seconde palle o l’inserimento di Frank, ma questo è un dato che va migliorato, lui spesso si butta dentro mentre Lobo più al limite, l’hanno fatto”.

Qualcuno dice che se non viene accontentato Conte può prendere decisioni diverse, ma lei è un po’ il condottiero?
“Al di là di ciò che succederà sul mercato, io ho preso un impegno morale ed umano, non solo con i napoletani che mi fanno sentire grande affetto ed entusiasmo senza aver dato ancora niente, ma ho preso un impegno umano anche nei confronti dei calciatori sui quali voglio ricostruire questo progetto calciatori che ho fortemente voluto che restassero, alcuni potevano andare altrove, ho un impegno umano per quest’anno e deve essere chiaro qualsiasi cosa accadrà sul mercato. Faremo il possibile e l’impossibile per ridare lustro al Napoli, riportarlo dove merita. Un po’ di pazienza, stiamo lavorando e prima o poi il lavoro verrà fuori. Dobbiamo essere positivi e credere in ciò che facciamo, seppur nelle difficoltà che capitano a tutti. Ci stiamo facendo davvero… ci stiamo rompendo la schiena, io, lo staff, tutti, i ragazzi. Ecco perché sono fiducioso, li vedo! Vedo l’ambiente, tutti che soffrono e non vedono l’ora di uscirne, ma vi ho anche detto che sono chiaro e vi dissi era difficile partire a 2mila, questo non significa che non arriveremo a 2mila, ma dobbiamo migliorare, servirà un gruppo forte ed unito”.

Baroni: “Udine trasferta complicata. Dia e Castellanos possono giocare insieme ma..”

serie a enilive 2024 2025: lazio vs venezia
MARCO BARONI CARICA TATY VALENTIN CASTELLANOS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dopo la bella vittoria contro il Venezia, Marco Baroni, tecnico della Lazio, vuole dare continuità ai risultati in attesa del mercato.

Baroni: “Dele-Bashiru va costruito”

Queste le sue parole:

Quali sono i progressi che spera di vedere dalla Lazio?
“Facciamo gli auguri a Luca di riprendersi presto, fortunatamente sta bene e quindi da parte mia e di tutto lo staff e della squadra un augurio. Stiamo lavorando, per noi ogni giorno è prezioso. Abbiamo messo alle spalle la gara passata e studiato questa trasferta complicata, la squadra ha lavorato molto bene”

Cosa può significare questa partita?
“Per noi è un bel test, giochiamo contro una squadra che ha struttura fisica e un calcio verticale. Lavora su una pressione importante, ci saranno delle difficoltà e la squadra è preparata a questo. Ci servirà una partita accesa, dal punto di vista nostro dobbiamo migliorare nella manovra e nella velocità, la squadra sta facendo bene e sta lavorando con dedizione. Questa è la cosa importante, tutti da chi è andato in campo a chi è rimasto fuori stanno lavorando bene e nella giusta direzione”.

Ci dobbiamo abituare a una Lazio che crea tanto e concede anche tanto?
“Dobbiamo trovare maggior compattezza ed equilibrio, ci serve aggressività e pressione in avanti. La squadra mi è piaciuta dal punto di vista mentale, non è facile andare sotto dopo tre minuti per una situazione evitabile. La squadra è rimasta dentro la partita e non si è scomposta, chiedo sempre alla squadra di rimanere in partita perché la gara può cambiare in qualsiasi momento e portare gli episodi dalla tua parte”.

Quali sono le differenze tra Rovella, Cataldi e Vecino in regia?
“Non dobbiamo migliorare nella manovra, ma nella velocità della manovra. Abbiamo fatto tanti passaggi e questo lo richiedo, avere velocità ci permette di creare ancora di più. Rovella e Vecino sono giocatori diversi, c’è anche Cataldi e sto valutando a seconda della partita chi far giocare. Rovella ha fatto molto bene secondo me, è rientrato da un infortunio e aveva perso mobilità, ho messo Vecino che è entrato molto bene perché è un giocatore importante, così come Cataldi. Cerco di gestire al meglio la rosa, non dobbiamo pensare a undici titolari perché quando ogni giocatore sa quello che deve fare sul campo ci saranno partite in cui si possono fare leggeri cambiamenti, anche in base all’avversario”.

Tavares e Castrovilli come stanno? Quali sono gli step che deve fare la squadra?
“Noi si lavora ogni giorno per migliorarsi, ogni settimana c’è una verifica del lavoro svolto. È impossibile fare tutto insieme, la squadra deve arrivare alla partita con quell’atteggiamento voglioso e desideroso di essere presente dentro la partita. La cosa principale è avere la possibilità di condurre la gara con l’aggressività che sto chiedendo. Castro e Nuno stanno lavorando, mettiamo dentro settimane di lavoro per raggiungere la miglior condizione fisica e sono vicini”.

Come ha trovato Dia? Può essere una soluzione vicino a Castellanos?
“Intanto sta bene, ha lavorato a parte 2-3 giorni dopo la partita di coppa con la Salernitana. Sta bene e lo stiamo portando dentro le nostre richieste, si è calato molto bene perché ha le caratteristiche che ricerchiamo, ha grande mobilità, attacca la profondità e sa fare gol. Non escludo una sua coesistenza con Castellanos, ci dobbiamo lavorare”.

In cosa ha lavorato con Castellanos in questa settimana?
“Per me è un giocatore forte che deve giocare con ferocia, questo lo sa e lo sta facendo. Lavora molto bene per la squadra, credo che l’ultima partita oltre al gol che è stato cercato ha fatto bene. Ha indotto l’avversario all’errore, ha avuto altre due occasioni ed è stato presente dentro la partita. Lì davanti sanno che devono portare le prime pressioni, sul campo è voglioso e desideroso. Quando parlo di ferocia per l’attaccante è questo che fa la differenza, si segna solo con questa cattiveria”.

Affrontare una squadra fisica come l’Udinese così presto è un vantaggio?
“L’Udinese è una società che stimo, è lungimirante e lavora con una programmazione. All’interno ci sono giocatori strutturati e bravi, l’allenatore nuovo che abbiamo visto. C’è una ricerca di un calcio diverso e più verticale, ci sono le condizioni per far bene ma dipende tutto da noi. Sono molto curioso perché ci aspetta una partita complicata”.

Dia e Castellanos possono giocare vicini o in verticale? C’è una gerarchia sugli esterni?
“Come ho sempre detto io parto da come far gol, ho giocato spesso anche con quattro attaccanti. Il problema non è il numero degli attaccanti ma il lavoro che fanno, se stanno fermi non possono giocare in quattro. Se portano pressione e hanno mobilità ci possiamo arrivare, senza equilibrio non si può giocare a calcio. Non metto un giocatore o un altro perché vado sotto, stiamo cercando l’equilibrio e lo troveremo nel lavoro. Abbiamo attaccanti forti che cercano occasioni e noi gliele daremo. Non mi piace parlare di gerarchia, la gerarchia la fa l’allenamento. Chi si allena forte e dimostra di voler andare in campo va in campo. Questo è rispettoso verso i calciatori e alza il livello della competizione, tutti sanno che chi si allena forte gioca”.

Quanto è difficile preparare una partita contro un collega che conosce poco?
“Lo conoscete poco voi, io l’ho studiato ed è un allenatore che tendenzialmente gioca 3-4-3 o 3-4-2-1, in caso 3-5-2. Sicuramente troveremo una partita difficile ma sono convinto che la squadra sia pronta”.

Come ha visto Dele-Bashiru dopo l’esordio con il Venezia?
“Non ho forzato, il ragazzo va costruito. Ha delle potenzialità fisiche e tecniche importanti, va costruito perché viene da un calcio e un modo di allenarsi diverso. Quando parlo di forzare è chiaro che parlo di fiducia, senza fiducia non si va da nessuna parte, specialmente per un calciatore. Ho visto una crescita importante nell’applicazione e nella ricerca di fare le cose che chiediamo. Ho anticipato, non ho forzato perché sembra quasi una parola brutta, se l’è conquistato con il lavoro sul campo e mi aspetto tanto anche dagli altri. Quando dico che non abbiamo tempo, spesso abbiamo visto campioni che hanno avuto bisogno di sei mesi o un anno di adattamento. Qui non c’è tempo, dobbiamo anticipare le tappe e ho bisogno di partecipazione”.