Home Blog Pagina 1540

Zaniolo: “L’Atalanta è una certezza. Alla Roma avevo bisogno di cambiare, Gasp adatto a me”

nicolo zaniolo
NICOLO ZANIOLO TORNA IN ITALIA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto alla presentazione del suo acquisto, Nicolò Zaniolo, nuovo calciatore dell’Atalanta, ha parlato davanti ai cronisti presenti.

Zaniolo: “Gioco dove il mister decide. Sulla Juventus..”

Queste le parole riprese da TMW:

Qui c’è Gasperini che ti ha voluto fortemente. 
“In primis buon pomeriggio a tutti, ci tenevo di ringraziare il presidente, il direttore, il mister e lo staff per questa possibilità, di vestire una prestigiosa maglia. Appena ho saputo l’interesse di questa società non ho più sentito nessun’altra squadra, non ho esitato a scegliere questo progetto. Per me è il passo più adatto alla sua carriera. Sappiamo quanto il mister sia bravo a valorizzare i giovani, a tirare fuori il meglio da ogni atleta”.

Come ti vedi collocato tecnicamente? 
“Io penso innanzitutto a giocare, ogni parte del campo il mister decide. Davanti posso fare tutti i ruoli, da punta a trequartista”.

Due anni fa voleva andare alla Juventus, è andata com’è andata. L’Atalanta può essere la tua Juventus?
“Lo sta dimostrando anno dopo anno che non è più una realtà, è una certezza, noi dobbiamo essere bravi come abbiamo fatto gli anni precedenti, i risultati sicuramente arriveranno”.

Sul rientro in gruppo.
“Stiamo lavorando mattina e pomeriggio, mi sento molto meglio, sono stato fermo un mese e mezzo, due, l’infortunio è alle spalle e la frattura a posto. Non mi pongo obiettivo a lungo termine ma a breve, giorno dopo giorno il focus è quello di essere a disposizione”.

Il reparto è affollato…
“La concorrenza fa parte dello sport, più alzi l’asticella più i compagni sono forti. Sono contento di far parte di questo reparto offensivo. Conoscevo già tutti prima, sono grandi giocatori, non vedo l’ora di potere iniziare con loro e far vedere quello che sono capace di fare”.

Due parole di Percassi sulla nuova acquisizione del centro sportivo. 
“Sapete bene quanto ci teniamo negli investimenti delle infrastrutture, siamo orgogliosi dello stadio che si sta completando. Quando c’è stata l’occasione di allargare il centro sportivo l’abbiamo colta. Faremo il decimo campo del centro sportivo per far sì che questo diventi ancora più gradevole per tutti i ragazzini che fanno la trafila e le famiglie che possano essere accolte. Siamo particolarmente contenti, stavamo seguendo da tempo questa situazione”.

Arriva da un anno turbolento… Può essere l’ultima possibilità?
“Io non sento pressioni, devo dare il massimo, fare gli allenamenti a mille. Seguire in tutto e per tutto ciò che ci consiglia. Non è l’ultima possibilità ma una possibilità, la voglio prendere al volo”.

Sugli ultimi due anni.
“Quando sono andato via dalla Roma volevo fare un’altra esperienza, all’estero, perché ti fa maturare come persona e come uomo. Avevo bisogno e volontà di voler cambiare, ciò non vuol dire che cancellerei tutto di questi due anni. Tante cose negative, ma anche positive. Ora sono felice di essere tornato in Italia e non vedo l’ora di iniziare”.

Ha parlato con Scamacca e Carnesecchi?
“Con Gianluca e Marco ho un rapporto da molto tempo, con il primo ancora più approfondito perché ci vedevamo fuori dal campo. Quando è uscita l’Atalanta a chiamarmi è stato lui, dopo l’interesse la mia volontà era questa. Ho valutato che fosse l’opportunità più importante e da prendere”.

Cosa le ha lasciato il campionato in Premier League.
“Quando tu cambi nazione, lasci casa, la tua famiglia, la comfort zone… Vuoi o non vuoi maturi, quindi sono andato in Inghilterra, la cultura era diversa, il modo di vivere anche. Mi sento molto maturato, la Premier è un campionato diverso dalla A, nel mio bagaglio si è aggiunta questa esperienza”.

Obiettivi di gol?
“Voglio essere al 100% per il Real Madrid, ho degli obiettivi ma di squadra, di prestazione, di miglioramento. Sui gol… Sono importantissimi, ma a lungo periodo mi sembrano poco realistici”.

Sullo stadio.
“Giocare qui non era per niente facile, con la Roma. Le partite erano sempre sentite, lo stadio è caldo, pieno di passione, i tifosi mi hanno fatto sentire il calore, il loro apprezzamento. L’ho visto, è molto bello”.

L’Atalanta sta diventando un Ital-anta…
“Anche per i nuovi arrivi è più semplice, sono italiano e mi sono ambientato molto bene nel gruppo. Ci sono anche stranieri che sono la colonna portante di questa squadra. Il gruppo è grande, affiatato, remano tutti nella stessa direzione”.

Sul rapporto con il padre.
“Mi dà molti consigli, mi ha sempre detto che l’allenatore adatto per me era Gasperini. Quando si è presentata questa opportunità non ci ho pensato due volte. Con Vecchi ho avuto un grande rapporto”.

Milan, De Rossi pensa a Calabria: può essere la contropartita per Abraham

roma vs milan
TAMMY ABRAHAM E DAVIDE CALABRIA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

BR

Il nome di Tammy Abraham continua ad essere molto caldo tra Milan e Roma. Il club milanese continua il pressing per portare via dalla capitale l’attaccante inglese. La dirigenza di Via Aldo Rossi non ha ancora avanzato offerte che spingono a trattare i giallorossi, nonostante il giocatore sia in uscita dalla capitale.

Milan, per Abraham scambio con Calabria

Mentre la Roma vuole fare cassa per poi investire in qualche nuovo rinforzo, il Milan starebbe pensando a delle contromosse: tra queste, ci sarebbe la volontà di inserire il cartellino di Davide Calabria, per limare verso il basso le richieste economiche dei capitolini.

Per Tammy sono necessari circa 25 milioni di euro. L’idea Abraham nasce dalla difficoltà di arrivare a Emerson Royal, tutto dipende anche da questo, che potrebbe chiudere spiragli di titolarità al capitano rossonero. Calabria e il nome preferito di Daniele De Rossi, ma il Milan ha pensato, in queste settimane, anche ad altri nomi, per esempio OkaforOrigi Jovic,

Inter, infortunio Taremi: prima tegola per Inzaghi | I tempi di recupero

Taremi
L’ISRAELIANO DEL PORTO MEHDI TAREMI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Prima tegola per Simone Inzaghi: Mehdi Taremi si è fermato. La punta iraniana, presa a parametro zero in estate, ha rimediato un risentimento muscolare di primo grado alla coscia sinistra. Si valutano le condizioni fisiche dell’attaccante dell’Inter.

Inter, Taremi out almeno due settimane

L’iraniano dovrà saltare l’amichevole di domani contro il Pisa, in programma all’Arena Garibaldi alle 19,30. La notizia ufficiale e arrivata dalla stessa società nerazzurra con un comunicato: “Mehdi Taremi si è sottoposto questa mattina a risonanza magnetica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra. La sua situazione sarà rivalutata la prossima settimana”. L’attaccante rischia un paio di settimane di stop. L’obbiettivo, ora, e la sfida contro il Genoa prevista per il 17 agosto, gara di debutto stagionale dell’Inter in Serie A. 

Simone Inzaghi perde il giocatore che fino ad oggi era stato il migliore del precampionato nerazzurro: 5 gol in 3 partite (due doppiette). Inzaghi tiene le dita incrociate,la speranza è di averlo a disposizione per il 17 agosto.

Fabiani è sicuro: “Per Castellanos offerta rispedita al mittente. James non lo prenderò mai”

lazio calcio
IL DIRETTORE SPORTIVO DELLA LAZIO ANGELO MARIANO FABIANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto ai canali ufficiali del club, il ds Fabiani ha fatto il punto di mercato dalle offerte per Castellanos fino ad James Rodriguez. “Vanno rimesse le cose al proprio posto, se ne sentono tante di sciocchezze e questo disorienta il popolo laziale. È giusto di tanto in tanto dire come stanno le cose”, l’introduzione dell’uomo mercato biancoceleste in risposta alle tante voci degli ultimi giorni.

Fabiani: “Alla Lazio c’è un clima sereno”

Queste le parole riprese da TMW:

Cosa ha lasciato l’esperienza in Messico alla primavera?
“Peccato il cucchiaio, ma è stata una grandissima esperienza per i ragazzi che si sono misurati con settori giovanili importanti e hanno ben figurato. È un’esperienza che rimarrà impressa nei ricordi dei ragazzi. Da qualche anno abbiamo avviato un processo di rinnovamento e di meritocrazia all’interno del settore giovanile. Stiamo lavorando su profili che possano dare qualcosa anche per il futuro. Da due anni a questa parte se parliamo della primavera ma anche le altre categorie sono arrivate alle fasi finali, la primavera è andata oltre ogni aspettativa arrivando alle semifinali e peccato che non ci siamo giocati al meglio la semifinale con la Roma. Il calcio è fatto di questi eventi negativi che ti danno spunti e ti fanno guardare avanti con fiducia, se la squadra avesse vinto la semifinale avrebbe poi battuto in finale il Sassuolo”.

Sono partite alcune colonne dello scorso anno in primavera, c’è stato anche il saluto di Sardo.
“Ci troviamo di fronte a delle norme che non tutelano i settori giovanili, a qualsiasi livello. Dal dilettantismo al professionismo tu cresci un calciatore in casa per anni poi all’improvviso può decidere autonomamente di prendere un’altra strada senza che tu possa opporti. Prima il vincolo durava fino ai 14 anni, adesso è cambiato tutto con i famosi apprendistati che ancora non si sa come verranno regolarizzati. Chi trae beneficio sono quei giocatori mal consigliati, un ragazzo come Sardo che può essere un prospetto futuro ha deciso di fare un qualcosa di veramente strano, andando a giocare in Germania per eludere il vincolo. Fa un giro ponte sapendo già dove andrà a finire, mi auguro che lo facciano nei tempi giusti e non in sei mesi perché altrimenti si verificherebbe un raggiro nella norma. Vai in Germania e poi sei mesi dopo si può andare, dico una società a caso, al Milan. Sarebbe un raggiro della norma e ci difenderemo nei luoghi opportuni. Il ragazzo voleva andare a giocare in Serie C al Milan, c’è stata questa fuga di notte e poco possiamo fare. Sono norme che andrebbero riviste, saremo vigili perché ritengo questa fuga una fuga ponte, andare all’estero per poi tornare in Italia. Ce ne saranno altri, non solo alla Lazio. All’Atalanta stanno facendo dei ricorsi che credo verranno respinti, le norme interne di un paese non valgono a livello FIFA. Ci sono delle cose che dobbiamo fare, non per una vittoria singola, ma per tutela dell’immagine della società. Ci saranno tanti altri casi, il calcio purtroppo è un mondo particolare. Molti investivano in borsa, poi hanno capito che nel calcio si guadagnava di più illudendo questi ragazzi. Presterei molta attenzione e direi ai genitori di pensarci due volte prima di fare queste scelte. Viviamo in un paese dove vige la democrazia, ognuno può fare ciò che ritiene più opportuno ma non permetteremo di sbeffeggiare il nome della Lazio. Non è un problema economico, ho rifiutato 400 mila euro da una squadra italiana perché ritengo che la Lazio non sia figlio di un dio minore”.

A che punto siamo con la prima squadra?
“Anche qui se ne sono dette e scritte tante, spesso e volentieri anche notizie fuori luogo e destituite di qualsiasi fondamento. Ho sentito parlare di subbuglio nello spogliatoio, questi opinionisti occasionali dovrebbero fare attenzione alle fonti e dare uno sguardo anche alle norme e alle regole. Dico questo rifacendomi al discorso di prima, la squadra ha fatto un ritiro straordinario, sono stato in continuo contatto con chi era in ritiro, ho visto le immagini degli allenamenti e ho parlato col mister. C’è un clima straordinariamente sereno e soddisfacente, qualcuno ha detto che da tanti anni non si respirava un’aria così positiva. Da qui a parlare di spogliatoio in subbuglio ce ne passa”.

Tutta colpa della storia della fascia?
“Per saper comandare bisogna prima saper ubbidire, questo concetto non è riferito al nostro Cataldi per il quale c’è grande stima per la sua lazialità. Quando si parla di nuovo modus operandi, nulla togliendo al vecchio metodo che ha portato risultati, ma quando si cambia a livello di concetti per il futuro vuol dire che bisogna adattarsi al nuovo metodo. Non mi stancherò mai di dire che la Lazio deve riappropriarsi della Lazio. Io sono un dipendente della Lazio e tutti devono essere al servizio della Lazio, prima direi che tutti si erano impossessati di un pezzettino della Lazio. Dico ai tifosi che quando parlano con qualche dirigente e giocatore devono prestare attenzione a ciò che pensano, non a ciò che dicono perché ciò che dicono non corrisponde al pensiero. Mi dispiace quando si parla di un Fabiani che dice qualcosa per prendere in giro i tifosi, questo non lo tollero. Sono abituato a sottostare a delle regole, se viviamo al di sopra delle regole diventiamo qualunquisti e nel qualunquismo si infilano i furbacchioni. Spiego la battuta sui consigli del diavolo, il diavolo è tentatore e la volpe è furba, difficilmente possono passare. Io amo proteggere le persone leali, le persone che quando parlano esprimono il loro pensiero”.

La società è soddisfatta di questo processo di cambiamento nelle scelte fatte?
“Siamo a un buon punto perché è evidente come si fosse chiuso un ciclo. Del resto ci sono state attribuite responsabilità circa i due tecnici che si sono dimessi. Per arrivare a un atto estremo della divisione ci deve essere qualcosa. A Coverciano dicono che la parola d’ordine è non dimettersi. Le cose non stavano come venivano raccontate anche dall’interno dello spogliatoio. Io ho 63 anni e sono nato a Roma, conosco la città e non è facile per un dirigente lavorare nella propria città, ma da un lato ti agevola perché conosci il pensiero di tutti. Quando lo scorso anno dissi di prestare attenzione a tutti quanti perché a fine anno avrei dato le pagelle, questo significa che avevo capito come qualcosa non stesse funzionando. Oggi qualcuno mi sottoponeva una dichiarazione di Luis Alberto, verso il quale va tutta la stima calcistica e professionale, ma non bisogna prendersela sempre con il presidente. Ho fatto una forzatura per il rinnovo di Luis Alberto, il presidente segue le direzioni mie e dopo sei mesi lo spagnolo dimostra di non avere più gli stimoli. Se si chiude un ciclo e si sceglie di guadagnare di più è giusto dirlo. Nel calcio l’ingratitudine è il sentimento principale, ma c’è sempre un limite”.

I tifosi si chiedono se questa società capisce quali errori sono stati commessi.
“Soltanto chi dorme in casa tutto il giorno non commette errori. Il tema è un altro, va fatta salva la professionalità e l’idea di fare le cose fatte bene. Possiamo prendere un giocatore che ha fatto venti gol lo scorso anno e poi non gliene va bene una. Di errori ne abbiamo fatti e lo sappiamo, io però non parlerei di ridimensionamento ma di rilancio. Ci vorrà tempo, dall’oggi al domani non si ricostruisce nulla, stiamo ricostruendo un qualcosa di importante per il prossimo triennio e per consegnare ai tifosi una squadra che li faccia divertire. Io parlo di modelli come Atalanta e Feyenoord, andare su giovani con certe caratteristiche anche con esperienza europea. Qui se prendiamo un giocatore retrocesso viene giù il finimondo, questo appartiene però anche ai tifosi. Sono più esperti di noi e conoscono i giocatori perché vedono partite h24. Se invece un giocatore retrocesso lo prende un’altra squadra si fanno manifestazioni, io non capisco questa diversità. I tifosi però hanno capito cosa stiamo facendo, c’è qualche trombone che è anche anti-laziale e sta facendo il gioco di altri”.

Come si convive con certi modelli e la diffidenza che c’è in città?
“Non è questo il punto, non voglio entrare nel merito delle contestazioni al presidente perché Lotito non ha bisogno della mia difesa. Non so perché ci siano determinate contestazioni, se la devo dire tutta non è un problema che mi riguarda. Certo mi dispiace, conosco il presidente e ho già detto che non mi ha mai fatto forzature. Sono 11-12 anni che mi sento a mio agio, sto cercando di portare migliorie. Lotito non tira fuori i soldi è un’altra bestemmia, Lotito di soldi nella Lazio ne ha messi tanti. Non voglio inimicarmi nessuno perciò andiamo all’estero. Io mi vergognerei a vincere un trofeo slealmente, la cosa bella è vincere con le proprie forze e per questo quando accettai di occuparmi della prima squadra dissi al presidente che c’erano tante cose da rivedere. Bisognava rivedere tutta l’organizzazione, non ultima quella tecnica e sportiva. Sono un ambizioso per natura, sono nel mondo del calcio da anni. Qualcuno mi rimprovera di non aver vinto, nella vita non conta vincere materialmente ma la mentalità che è una cosa diversa”.

Il mercato è finito?
“No, il mercato non è finito. L’ho paragonato al dio danaro e non dorme mai. Va fatta una riflessione senza prendere in giro nessuno. Ci sono purtroppo delle norme che impongono determinate azioni. La lista non l’ho inventata io, hai 22 elementi in lista in campionato, in Europa ne devi addirittura scalare uno e quindi rischi di prendere giocatori in esubero. Se prendo due over 22 devo farne uscire due dalla lista, chi faccio uscire Zaccagni e Romagnoli? Isaksen e Tchaouna? È difficile fare il mercato, quindi si cerca di andare su giocatori nati dopo il 2003 perché non rientrano nella lista. Trovare giocatori così giovani all’altezza della situazione non è facile, poi prontamente esce sui social e lo prendono altre squadre. Avevo individuato un centrocampista, come è arrivato qualche quotidiano lo ha preso il Monaco. Questo fa capire quelle che sono le difficoltà, sono costretto a non far circolare i nomi. Quando viene accostato alla Lazio i procuratori si presentano da altre società e lì nasce competizione. Tu puoi essere competitivo fino a un certo punto, poi devi sapere quelli che sono i tuoi parametri e non puoi competere con colossi internazionali. I procuratori chiamano giornalisti per pubblicizzare il loro prodotto e far lievitare i costi. Bisogna saper navigare in queste acque”.

I tifosi dicono che non sono interessati al fair play finanziario, cosa si risponde?
“Alcune squadre non possono fare le coppe europee, è accaduto in Italia e accade all’estero. Queste norme non le ha inventate la Lazio, la Lazio le rispetta. Poi se qualcuno non le rispetta è doping sportivo, ma questo non riguarda la Lazio. Noi dobbiamo preservare l’integrità della Lazio nel rispetto dei tifosi”.

Se il problema lista dovesse resistere, la strada porterà solo degli under come nuovi acquisti?
“Se possiamo migliorare lo faremo, anzi siamo in dovere di farlo. Nel calcio di una volta c’erano pochi procuratori, adesso invece arriva gente che non conosci e ti dà del tu proponendoti cinquanta giocatori e devi anche osservarli perché sia mai venga fuori il giocatore giusto”.

C’è il dato abbonamenti che è positivo.
“Il tifoso laziale è un malato terminale, di cosa vogliamo parlare? Stiamo parlando del nulla inserito in un contesto del nulla. Molte critiche anche giuste che ci hanno rivolto dei tifosi sono state critiche nate sul volersi fidare di quei soggetti che predicavano bene e razzolavano male. Non si può nascondere che qualche tifoso ha contatti con Fabiani, con il magazziniere o con qualche giocatore. Bisogna vedere quale verità è stata riportata a loro, qualche verità distorta può essere emersa. Io ho avuto buoni rapporti con tutti e non faccio nomi, io accetto tutto. Se qualcuno ritiene di aver fatto il suo tempo, deve andare via. Non ci sono altre situazioni. Poi oggi il mondo dei social è folle, guardate Sana Fernandes. Ti prendo tre anni fa a 16 anni, ti rinnovo il contratto dopo averti pagato 500 mila euro, ti porto in ritiro e stiamo per portarti in prima squadra, fai quel post dettato da qualche persona che lo ha consigliato male. Poi ha capito di aver fatto una cazzata, Sana Fernandes è un bene della Lazio e se qualcuno lo vuole deve farci capire quali sono le sue intenzioni e venire nel mio ufficio. C’è un contratto stipulato tra le parti, non è una situazione come quella di Sardo. Ieri ho visto questo post di un ragazzo del 2006 e subito è stata attribuita alla società una colpa che non ha. Torno a ripetere, la Lazio non è figlia di un dio minore, tutt’altro”.

Può tornare sull’operazione Greenwood?
“Greenwood lo volevamo già lo scorso anno, poi c’è stato un intoppo con il calciatore. Sapete tutti la problematica di Greenwood qual è stata. Un agente quest’anno ci ha paventato l’idea di Greenwood in Italia, gli abbiamo dato un tempo limite, da lì si è scatenata un’asta e ho ritenuto di poter andare fino a un certo limite. Abbiamo offerto 22 milioni di sterline per il 50% del giocatore, parliamo circa di 26 milioni di euro. Ha preferito prendere un’altra strada e io dico che i migliori affari sono quelli che non si fanno. Io voglio Rovella, Zaccagni, giocatori che amano l’ambiente dove lavorano. Questi mercenari non li voglio, è una fortuna non fare certi affari. Potrei vendermi per 50 mila euro in più ma ho dei valori che mi hanno trasmesso i miei genitori. Se ha intrapreso un’altra strada auguriamo a Greenwood le migliori fortune”.

Come si colloca l’operazione Castrovilli nella strategia estiva?
“Parliamo di un giocatore straordinario che non scopro io. Ha avuto due operazioni delicate, quando ci è stato proposto abbiamo fatto tutte le verifiche del caso e dopo aver accertato la stabilità del ginocchio ci hanno dato le più ampie assicurazioni. Certo che la preparazione che sta ultimando visto che è arrivato in ritardo fa pensare a qualcuno che Castrovilli possa avere un deficit. Ha fatto un lavoro talmente pesante sull’arto operato che è diventato più forte fisicamente dell’altro arto, questo può portare degli scompensi. Castrovilli insieme al suo agente è stato correttissimo, ha scelto di mettersi in discussione firmando per un anno firmando il secondo, il terzo e il quarto in bianco”.

Si ripartirà da Castellanos?
“L’offerta è arrivata, ma l’abbiamo rispedita al mittente perché andremmo contro il nostro nuovo metodo. Poi è chiaro che viviamo in un mondo dove circola il denaro, davanti a un’offerta irrinunciabile la valuteremo. I parametri economici che ci hanno offerto non ci fanno vacillare. Come primo anno Castellanos ha fatto discretamente, è chiaro che deve dimostrare il proprio valore nel prossimo futuro. Siamo vigili ad osservare la crescita se ci sarà. Oggi l’allenatore ha detto esplicitamente di volere Castellanos e Noslin nella rosa, Noslin sarà anche prima punta e all’occorrenza anche come esterno. Il mister si sente tranquillo nel ruolo di prima punta e ci ha chiesto eventualmente un esterno che corrisponda a determinate caratteristiche. Da qui a fine agosto possono accadere tante cose”.

I progressi della squadra sul campo?
“Ci sono difficoltà oggettive legate alla preparazione, Baroni ha un modo di preparare la squadra piuttosto duro. Sono stati fatti carichi di lavoro straordinari, un conto è fare questi carichi a un brevilineo come Pedro e un conto è farli a giocatori forti fisicamente come Dele-Bashiru, Tavares o Romagnoli. Si sta facendo un ottimo lavoro e oltre a questa mole di lavoro svolto si sono visti pochi ragazzi ai box”.

Su James Rodriguez?
“Non lo prenderò mai e spiego anche il perché. È un ragazzo di 33 anni e negli ultimi anni non ha mai superato le 12-13 partite l’anno, ha fatto l’ultima Copa America discretamente bene, ma se c’è un nuovo metodo che va verso giovani importanti prendere questo ragazzo per uno o due anni ci porterebbe contro ogni logica. Tutto il rispetto per il giocatore, ma dobbiamo fare valutazioni a 360 gradi sia anagrafiche che sul minutaggio degli ultimi anni. State tranquilli che il giocatore che vuole Fabiani non lo sa neanche Fabiani, figuratevi se qualcuno sui social o sulla stampa sa quale sarà l’obiettivo”.

Ci può fare anche un punto sulla squadre femminile?
“Il desiderio della proprietà è costruire una squadra competitiva per mantenere la categoria, qui mi preoccupa di più la situazione perché c’è quel pizzico di scetticismo di calciatrici e procuratori verso una neopromossa. Stiamo cercando ragazze con un curriculum importante, dobbiamo individuare ancora 2-3 elementi in ruoli chiave. Siamo arrivati in Serie A e dobbiamo rimanerci, la squadra femminile viene seguita con grande affetto. Abbiamo una struttura all’avanguardia e vogliamo attestarci nel massimo campionato e diventare anche competitivi”.

Vuole chiudere con un’ultima analisi?
“Lo scorso anno ci fu una richiesta di rinnovo da cinque milioni, parlammo con Sarri e ci disse che saremmo stati folli a rinnovare quel contratto. Quei cinque milioni li investiamo sulle infrastrutture, su questo studio radiofonico, sul costruire una casa degna e funzionale per i settori giovanili e la femminile, se poi scappano non ci importa. La Lazio deve dare un servizio a questi ragazzi che sono ancora in fase di crescita e dobbiamo fare un discorso sociale”.

Juventus, idea Nico Gonzalez: nell’operazione potrebbero entrare anche McKennie e Rugani

fiorentina calcio
NICO GONZALEZ PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

L’ultima idea della dirigenza dei bianconeri per portare rinforzi a Thiago Motta è Nico Gonzalez della Fiorentina, che potrebbe arrivare a Torino a un prezzo decisamente più contenuto delle altre idee di mercato, tra l’altro non semplici da mettere in porto.

Juventus, inserimento di una contropartita per portare Gonzalez a Torino

Non si perde tempo a Torino, nella giornata di ieri ci sono stati i primi contatti tra le due parti, con il giocatore argentino che ha aperto a un possibile trasferimento verso la Madama. Pronti allo step successivo, adesso bisogna pensare a quale potrebbe essere la formula giusta per mettere la trattativa in porto. Tra le strategie della Juventus c’è anche il possibile inserimento di una o più contropartite. Si potrebbe mettere sul piatto due giocatori per cui i viola in passato avevano chiesto informazioni: Weston McKennie e Daniele Rugani. 

La Juve ha grandi possibilità di portare il giocatore brasiliano a Torino; Nico Gonzalez, infatti, non viene ritenuto fondamentale dal nuovo tecnico Palladino. La Viola valuta il giocatore ad una cifra superiore ai 30 milioni di euro. Giuntoli e il suo staff proveranno a muoversi quanto prima, perché sull’esterno della Fiorentina c’è anche l’Atalanta.