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Manchester City-Wolverhampton, le ultimissime sulle formazioni

Manchester City Real Madrid, risultato, tabellino e highlights

Con una vittoria quest’oggi, il Manchester City potrebbe vincere e superare l’Arsenal, impegnata quest’oggi contro il Bournemouth.

Manchester City-Wolverhampton, le probabili formazioni:

MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Ortega; Walker, Akanji, Aké, Gvardiol; Rodri, Kovacic; Bernardo Silva, De Bruyne, Foden; Haaland.

WOLVERHAMPTON (4-1-4-1): José Sa; Semedo, Kilman, Toti Gomes, Doherty; Traoré; Hwang, Joao Gomes, Lemina, Ait-Nouri; Cunha.

Gudmudsson si promette all’Inter | Pronto il piano per l’attaccante

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Albert Gudmundsson ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Sostenibilità. Questa la parola attorno alla quale è ruotato e continuerà a ruotare il mercato dell’Inter, che negli ultimi anni ha sempre chiuso la stagione con un bilancio positivo, raggiungendo anche picchi di +110 milioni come nel 2021/22, ma riuscendo sempre a mantenere una rosa molto competitiva che negli ultimi 4 anni è riuscita a conquistare due Campionati e una finale di Champions League.

Inter, Gudmudsson dà priorità all’Inter

Proprio sulla scia di questa politica aziendale che sta continuando a portare i suoi frutti, la dirigenza neroazzurra sta studiando le prossime mosse da fare nella finestra estiva di mercato, in cui si prevede un’ampia gamma di cessioni, soprattutto nel reparto offensivo, dove rientreranno dal prestito vari esuberi e giocatori che possono portare cifre importanti alle casse dell’Inter, come Valentin Carboni, Correa, Oristanio ed Esposito.

Con l’idea di riuscire a monetizzare quanto più possibile da questi calciatori, Marotta vorrebbe sfruttare questo tesoretto per portare alla corte di Mister Simone Inzaghi una delle principali sorprese di questa stagione: Albert Gudmudsson, che sembrerebbe aver dato ai neroazzuri la sua parola.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Dello Sport infatti: “Avanti con calma, ma con uno scambio di promesse che gettano basi importanti per la buona riuscita dell’affare. L’Inter ha chiesto tempo ad Albert Gudmundsson e l’islandese si è impegnato a dare la priorità ai campioni d’Italia. Anche se sullo sfondo ci sono sempre le squadre della Premier che hanno mezzi economici e pure ascendente, se è vero che il biondo prima o poi vorrà emulare il bisnonno omonimo, con un passato anche nell’Arsenal“.

Inter, Correa potrebbe tornare dal prestito al Marsiglia | Ipotesi cessione per monetizzare

Joaquin Correa ph: Fornelli/Keypress

Joaquin Correa a fine stagione potrebbe tornare all’Inter. Il Marsiglia potrebbe riscattare l’argentino solo il caso di qualificazione in Champions League e arriverebbe solamente con la vittoria dell’Europa League. Per questo motivo i nerazzurri pensano alla sua cessione se dovesse tornare ad Appiano Gentile.

Inter, Inzaghi potrebbe tenere Correa come quinto attaccante

L’Inter spera in una cessione a 7 o 8 milioni magari in qualche campionato al di fuori dell’Europa come l’Arabia Saudita, per cercare poi di andare a prendere una quarta punta come scrive “Tuttosport”, anche se potrebbe aprirsi uno scenario in cui l’attaccante potrebbe anche rimanere come quinto slot nell’attacco con il benestare di Inzaghi.

Richieste alte di rinnovo e troppi infortuni: il Milan pensa a sacrificare Maignan per fare cassa

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MIKE MAIGNAN PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Mike Maignan quest’anno ha avuto una stagione di alti e bassi, tra ottime partite e parate il portiere del Milan ha offerto anche delle prove decisamente non all’altezza nell’arco della stagione. Tanti gli infortuni con cui ha dovuto fare conto, come scrive il “Corriere dello Sport” i rossoneri ragionano proprio sul suo futuro.

Milan, l’entourage di Maignan chiede 7 milioni a stagione per il rinnovo

Maignan in tre stagioni ha saltato 39 gare praticamente un’intero campionato, salterà sicuramente anche le prossime due giornate, per non contare che a giugno ci sarà l’Europeo con il portiere francese che vorrà viverlo da protagonista, per recuperare al meglio potrebbe anche saltare le ultime due di campionato. Sul fronte rinnovo il calciatore ha il contratto fino al 2026 con 2,5 milioni di euro l’anno di ingaggio. L’entourage del francese come ipotesi di rinnovo chiede 7 milioni di euro a stagione, il Milan dalla sua parte vorrebbe trattenere Maignan ma non a quelle cifre. Se non dovesse esserci un accordo per cercare di mediare ed arrivare a un compromesso, visti anche i recenti infortuni i rossoneri potrebbero cedere l’ex Lille per monetizzare.

De Rossi: “Il Leverkusen deve essere la nostra fonte di ispirazione. Allegri? Grande rispetto e simpatia per chi ha vinto tanto”

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DANIELE DE ROSSI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Daniele De Rossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Juventus.

De Rossi: “Vogliamo arrivare in finale di Europa League”

A che punto è la gestione del recupero fisico della squadra?

“Al punto iniziale, anche se manca poco. Oggi dovremo fare altre analisi della condizione fisica e di qualche problemino. Quando giochi giovedì e domenica è tosta prepararla tecnicamente, tatticamente e fisicamente. Questa però è una squadra abituata, dobbiamo essere pronti a fare altre grandi partite, è il brutto e il bello di arrivare in Europa. Oggi valuteremo queste condizioni, il giorno dopo una sconfitta senti qualche dolorino in più. Ma non credo ci siano infortuni veri e propri”.

Come si affronta una Juve forte nei singoli ma meno di squadra?

“Si affronta con grande rispetto per Allegri che ha fatto la storia del calcio italiano. Provo simpatia per lui perché giocava con mio padre e me lo ha raccontato. Risultatisti-giochisti non esiste, alleno da pochi mesi e vincere una partita è difficile, non potrei mai avere meno del rispetto che ho per allenatori come Allegri, Mourinho e Ancelotti. Si affronta con preparazione e conoscenza, devi avere in mente chi hai di fronte. Non ha avuto un buon periodo di risultati, ha alternato partite buone e meno buone, sicuramente vorranno mettere il punto sul discorso Champions. Abbiamo bisogno di punti noi, giocheremo in casa, abbiamo bisogno che i tifosi ci spingano per altre 4-5 partite, arriveremo in fondo come sempre spalla a spalla con loro”.

Come sta Dybala?

“A volte non mi nascondo, non so ancora come stanno i ragazzi. Oggi faremo un allenamento non troppo pesante, domani mattina ci prenderemo un’altra mezz’oretta per una rifinitura che di solito non facciamo. Faremo le ultime due-tre cose, mi tengo il riserbo anche con i giocatori sulla formazione. Paulo è un ex ma sta benissimo, è triste come tutti, fisicamente sta avendo prestazioni importanti, mi sta stupendo tantissimo da quel punto di vista. Tecnicamente lo conosciamo tutti, abbiamo visto cosa ha combinato in questi mesi”.

Avete in mente di scegliere una competizione per una migliore gestione fisica?

“Sarà un’impresa ancora più difficile, dovremo fare un risultato già difficile contro una squadra che non perde da 47 partite. Sarà un’impresa tosta, ma si può fare, lo possiamo fare, nel calcio tutto può essere. E vedendo la partita dell’andata, se gli episodi iniziali fossero girati al contrario lo scenario sarebbe stato diverso. E anche lì, se facciamo gol nella prima mezz’ora chissà cosa può succedere. Siamo in semifinale, non facciamo questi calcoli. Per noi e i tifosi è un sogno, sappiamo quanto ci tengono senza fare ragionamenti strani. Dobbiamo gestire le forze, faremo delle scelte, non potranno giocare gli stessi 11 di giovedì e così giovedì prossimo. Ma non molliamo nessuno dei due obiettivi”.

C’è un ricordo che ti lega alla Juve da calciatore?

“Ne ho giocate tante, non me l’aspettavo questa domanda. Giocavamo al Delle Alpi, abbiamo pareggiato all’ultimo con Zebina. Ero molto giovane, tutti questi risultati importanti in stadi così erano una cosa nuova per me, un sogno. Poi ne ricordo una sotto la neve in Coppa Italia, tanti episodi e tante partite perse. Ma ho bei ricordi. Forse quella in negativo una partita persa in cui si è dimesso Spalletti. Abbiamo perso contro Felipe Melo, Diego, segnai io, fu una settimana tanto tosta. Non ho una grandissima memoria, ma è bello sfidare la Juve all’Olimpico con i nostri tifosi, sappiamo che la posta in palio è altissima”.

Dopo il Leverkusen si è parlato di lezione di calcio di Xabi Alonso all’Olimpico. Cosa ne pensa?

“Ho letto lezione di calcio mia a Pioli, con una partita equilibratissima. Poi ho letto De Rossi ammazza De Zerbi e ho detto che non c’erano quei quattro gol di differenza. Ho letto De Rossi ingabbia Tudor e abbiamo vinto 1-0 una partita equilibrata, pur meritando di vincere. A me questo lavoro non mi cambierà, non vengo a tessere le mie lodi da solo, a gonfiare il petto se le partite sono equilibrate. So che c’è una gestione dell’analisi della partita molto poco tecnica, ma il risultato orienta e sposta tantissimo, a volte offusca o a volte dà l’assist a un giornalista per dire quello che vuole dire. Dopo l’1-0 col Milan a San Siro ho visto quanta voglia avessero di andare addosso al mister, e fanno passare un 1-0 come lezione di calcio perché ho spostato El Shaarawy sulla fascia. Come se fossi lo scienziato del giorno. A volte c’è chi vuole farlo, altri non hanno gli strumenti per andare a fondo a livello calcistico. Lo dico senza presunzione, anzi con la presunzione di sapere di calcio, ma senza offendere. Il vento del risultato spinge, orienta, dà la forza a chi voleva scrivere che un allenatore è stato surclassato di farlo. Poi il Bayer è molto forte, ma per la prima mezz’ora ho visto meglio la mia squadra e il gol ci ha dato una mazzata. Dobbiamo lavorare, si può subire senza perdere l’ordine in campo. Io sono orgoglioso della prova dei giocatori, di tutti, anche di chi ha sbagliato”.

Avete alternative in attacco per far turnover?

“Le alternative in attacco ci sono. Considero alcuni giocatori indispensabili per lo stato e la costruzione della nostra squadra. Ci sono pochi giocatori che saltano l’uomo, che vanno in velocità, che hanno l’uno contro uno devastante che vediamo in alcuni elementi del Bayer. Dybala finché sta in piedi lo faccio giocare, pur non essendo veloce come Frimpong con la sua classe crea superiorità, può creare un gol in un centimetro quadrato. Non è che le riserve non siano all’altezza, ma ci sono giocatori talmente forti e con certe caratteristiche che insisto. Poi vedremo se avrò fatto bene o no”.

Il modello del Bayer può essere di ispirazione anche per la Roma del futuro?

“Assolutamente sì, ho parlato con i presidenti, anche ieri. La parola modello è quella che ho usato io. Non aveva mai vinto niente il Bayer, ha sempre fatto ottime squadre rivendendo per alimentarsi. Però ha lavorato in una direzione giusta e corretta. Quando parlo di modello parlo anche di caratteristiche fisiche, di gamba, tecniche, possono essere cose che chiederò a giugno. Ma questo è prematuro, la squadra che ho io ci può permettere di andare in fondo. Le prestazioni non le dimentico, per media punti e minutaggio, questa rosa la devo rispettare. Poi se si cambierà è perché un allenatore vuole certe caratteristiche. Non è che quelli del Bayer sono tutti più forti, ma essere abituati a fare costantemente l’uno contro uno in entrambe le fasi mi piace molto. Non a caso tra i giovani della Primavera tengo sempre Joao Costa, perché quando parte col pallone punta tutti e calcia, è sfrontato, mi piace. I miei mi hanno portato qui, hanno fatto cose clamorose che non dimentico. Poi non io, ma qualsiasi allenatore che va a programmare una stagione chiederà determinate qualità sul mercato”.