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Sconfitta onorevole per la Juventus. Decide il match Bellingham

bellingham in azione ( foto di salvatore fornelli )
BELLINGHAM IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Juventus esce a testa alta dal Santiago Bernabeu, perde 1-0 grazie alla rete di Bellingham nella ripresa, ma deve mordersi le mani per le due clamorose occasioni da rete sprecate da Vlahovic ed Openda.

Inizia bene la squadra di Tudor riuscendo a tenere alti i suoi uomini, ed è insidiosa con un tiro dal limite di Mckennie, poi il Real inizia a prendere le redini del gioco e sfiora la rete con Diaz, che si ripete al 37′ ma salva tutto Cambiaso. Mbappè si fa vivo al 40′, ma Di Gregorio para in tuffo.

Nella ripresa c’è la clamorosa occasione per Vlahovic in contropiede, ma solo davanti a Courtois riesce a sprecare, ed al 57′ il Real passa in vantaggio con Bellingham che raccoglie una conclusione calciata sul palo da Vinicius. Di Gregorio compie poi due miracoli su Mbappè e Diaz, poi Openda a cinque dal termine spreca l’occasione per il pareggio.

Il tabellino

Real Madrid-Juventus 1-0

REAL MADRID (4-3-3): Courtois; Valverde, Militao, Asencio (dal 43′ st Gonzalo), Carreras; Diaz (dal 38′ st Fran Garcia), Tchouameni, Bellingham, Arda Guler (dal 29′ st Camavinga); Bellingham, Mbappé, Vinicius (dal 38′ st Mastrantuono). A disposizione: Lunin, Gonzalez, Camavinga, Endrick, Rodrygo, Gonzalo, Fran Garcia, Mendy, Mastrantuono, Pitarch. Allenatore: Xabi Alonso

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Rugani, Kelly; Kalulu, Thuram (dal 17′ st Conceiçao), McKennie, Cambiaso (dal 43′ st Kostic); Yildiz (dal 29′ st Openda), Koopmeiners (dal 29′ st Locatelli); Vlahovic (dal 29′ st David). A disposizione: Perin, Fuscaldo, Locatelli, Conceiçao, Zhegrova, Adzic, Kostic, Openda, Miretti, Joao Mario, David. Allenatore: Tudor

Reti: al 12′ st Bellingham

Ammonizioni: Diaz

Recupero: 1′ pt, 5′ st

Napoli, sorpresa Lang: “Conte? Ci ho parlato una volta sola. Meglio stare in silenzio…”

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ANTONIO CONTE AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

È calato il gelo a Napoli. L’ultimo a parlare è stato Lang. L’attaccante olandese ci è andato giù pesante contro il tecnico degli Azzurri. La sconfitta contro il PSV non è andata giù a nessuno e vige forte il nervosismo in casa dei partenopei. Le dichiarazioni dell’olandese.

Napoli, è rottura con Lang. Le dichiarazioni dell’olandese

Anche Lang è uscito molto deluso per la pesante sconfitta e per lo scarso impiego in campo: Noa Lang parla del 6-2 rimediato dal suo Napoli contro il Psv Eindhoven in Champions League. L’attaccante olandese partito dalla panchina ed entrato solo al 58′ al posto di Gilmour, è stato spettatore protagonista dei secondi tre gol incassati dalla formazione di Conte.

A fine match l’olandese ha rilasciato un’intervista a caldo alla tv locale Ziggo: “Ogni calciatore vuole giocare, per noi è tutto, non so cos’altro fare. È meglio non dire nulla. Ho firmato un contratto qui (fino al 2030, n.d.r.) e devo accettarlo così com’è. Non ho altra scelta”. Poi, su Antonio Conte: “Ci ho parlato una volta, ma ora è più importante la partita, quello che abbiamo fatto è stato scandaloso. Siamo stati semplicemente surclassati”. Evidentemente l’attaccante olandese, che ha raccolto solo 6 presenze in gare ufficiali con il Napoli, per un totale di appena 110 minuti in campo, non è soddisfatto.

Tonali, nessun ritorno in Serie A: rinnovo con il Newcastle fino al 2029

uefa nations league 2025: italia vs belgio
SANDRO TONALI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Rivedere Sandro Tonali in Serie A sembra impossibile, almeno fino al 2029, anno in cui terminerà il suo contratto con il Newcastle. Juventus e Milan le due società con maggior interesse nei riguardi del giocatore che al momento continuerà a giocare in Premier League.

Tonali, rinnovo con il Newcasle fino al 2029 con opzione 2030

Sembra allontanarsi il possibile ritorno in Italia di Sandro Tonali a farlo sapere sono i principali media inglesi, secondo i quali l’azzurro ha prolungato il proprio contratto con i Magpies, portando la scadenza dal 2028 al 2029, con opzione di rinnovo fino al 2030 a favore del club.

La notizia è nuova solo per noi, in realtà tra le parti sembra già esserci un accordo da tempo. Tonali ha firmato con gli inglesi già durante la lunga squalifica. La novità è trapelata solo nelle ultime ore.

Durante la sosta Tonali aveva parlato apertamente di un suo possibile ritorno in Serie A, tenendo aperte tutte le porte, anche perché pagando la cifra chiesta dagli inglesi, chiunque può portarlo via dai Magpies. La squadra italiana che maggiormente ha messo gli occhi sull’ex Brescia è la Juventus, ma non è un mistero. I bianconeri hanno puntato l’obiettivo Tonali già da oltre un anno, ma l’ostacolo è sempre stato il prezzo del cartellino che, stando ai più informati, si aggira intorno ai 150 milioni di euro. Attualmente è impossibile per una società come la Juve spendere tutti questi soldi, inoltre, con il contratto prolungato sarà ancora più lontana l’idea.

Le parole di Gasperini alla vigilia della sfida della Roma in Europa League

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GIAN PIERO GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA CON ZEKI CELIK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il tecnico della Roma Gasperini analizza l’ultima uscita dei giallorossi contro l’Inter e annuncia le scelte in vista della sfida in programma domani in Europa League.

La conferenza stampa di Gasperini come riportata dai colleghi di tuttoasroma.it: Qual è la condizione generale della squadra? Chi non ci sarà? Qual è la situazione di Angelino? “No, su Angeliño c’è il comunicato medico: stanno effettuando degli accertamenti e non posso entrare nel merito. Dovete fare affidamento a quanto riferiscono i medici. Tutti ci auguriamo che possa essere disponibile al più presto. Per il resto, incrociando le dita, in questo momento siamo praticamente tutti a disposizione”.

Come sta Bailey? Può giocare titolare?
“Per me – e mi ripeto per l’ennesima volta – i titolari sono tutti quelli che giocano: sia chi parte dall’inizio sia chi subentra. Chi va in campo è un titolare. Purtroppo, oltre a quelli consentiti dal regolamento, gli altri non possono giocare. Nel caso specifico, è difficile che possa partire dall’inizio, perché è stato fermo a lungo. In questo momento la cosa più importante è che sia guarito dal punto di vista fisico. Andrà recuperato con calma: ci vorrà qualche settimana, non so esattamente quante, per farlo arrivare alla migliore condizione possibile. Però, per spezzoni di partita, è sicuramente in grado di giocare”.

Quanto è importante la partita di domani? “È una partita importante perché abbiamo bisogno di vincere per risalire in classifica. Questo è un girone sicuramente non tra i più semplici, considerando il livello della competizione, quindi dobbiamo cercare di ottenere punti partita dopo partita per migliorare la nostra posizione. Come ho visto già lo scorso anno, con questa nuova formula la classifica è sempre molto corta: tra la qualificazione, il nono posto, il ventiquattresimo e i primi otto la differenza di punti è davvero minima. Ogni partita, dunque, diventa fondamentale sotto questo aspetto. La cosa più importante per noi, però, è tornare a vincere dopo la sconfitta contro il Lille”.

C’è qualcosa che si può fare per migliorare la fase offensiva? “Credo invece che proprio la partita con l’Inter ci abbia dato una fiducia diversa. Come dice lei, abbiamo tirato dieci volte da dentro l’area contro una squadra forte come l’Inter, che difende molto bene: è un segnale importante, soprattutto rispetto ad altre partite in cui avevamo costruito meno. Poi, certo, dobbiamo migliorare nella qualità dei tiri e nella precisione, ma abbiamo giocatori come Dybala, Bailey (quando rientrerà), Soulé e Dovbyk che hanno le qualità per farlo. Lo stesso vale per altri: ad esempio, di testa abbiamo creato situazioni pericolose con Hermoso, Ndicka, Cristante e anche Zeki. In generale, diversi giocatori hanno avuto occasioni per andare al tiro, e questo è già un primo passo. È chiaro che possiamo essere più precisi, ma contano anche gli episodi: nelle ultime due gare in casa abbiamo perso per dettagli, tra rigori e occasioni a porta vuota. Non è solo una questione di qualità, ma anche di momenti. Tuttavia, se la squadra riesce ad arrivare con continuità al tiro e a creare molte occasioni da gol, credo sia un segnale molto positivo”.

Parlando di centravanti il campo dirà se c’è un titolare e una riserva o continuerà la rotazione continua? “Il turnover tra gli attaccanti sono ormai una necessità in tutte le squadre, in Italia come in Europa. Basta osservare le sostituzioni che vengono fatte: domenica, per esempio, nell’Inter è entrato Esposito, e così accade in ogni partita. Con le cinque sostituzioni, almeno un paio riguardano quasi sempre il reparto offensivo. È l’effetto del calcio post-Covid, da quando è stato introdotto questo nuovo regolamento. Per questo non si può più parlare di titolari e riserve: i titolari sono quelli che vanno in campo, e le scelte possono variare di volta in volta. Giocando ogni tre giorni, c’è la possibilità – nell’arco della stessa partita – di coinvolgere più giocatori, perché le gare vanno valutate nei 90 minuti e non solo nei singoli spezzoni. In attacco, in particolare, è il reparto in cui si interviene più spesso: basta guardare il mercato di tutte le squadre o i tabellini delle partite per rendersene conto. Le sostituzioni in avanti servono sia quando devi rimontare una gara, sia quando vuoi chiuderla. È una tendenza ormai strutturale del calcio moderno”.

Ha fiducia di poter tornare nella sua comfort zone? “Ci sto già tornando.  Ho sempre detto che i principi restano gli stessi: bisogna semplicemente rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non trovo grandi differenze nel mio modo di allenare, di lavorare e di interpretare le partite. Sono molto soddisfatto di gare come quella dell’altra sera, perché – come ho già detto – a volte sono più utili certe sconfitte che alcune vittorie che non lasciano nulla. Sappiamo bene che dobbiamo essere più concreti e più precisi, altrimenti il risalto della prestazione sarebbe stato diverso. La stessa partita, giocata nello stesso modo e con le stesse situazioni create, con un po’ più di precisione avrebbe potuto portare a un pareggio o persino a un altro risultato, visti i numeri. Non avrebbe comunque cambiato le indicazioni generali: cerco di lavorare al di là del risultato, concentrandomi sulla crescita della squadra e dei singoli giocatori”.

Bailey è solo un esterno o può fare il centravanti? “Per emergenza si può fare tutto, non credo abbia le caratteristiche di un centravanti. C’è da dire che, teoricamente, gli attaccanti possono ricoprire diversi ruoli. In certi momenti possono adattarsi, perché nel reparto offensivo si vede un po’ di tutto. È sicuramente un giocatore offensivo, e i giocatori offensivi devono pensare soprattutto ad attaccare. Credo che lui, per abitudine, soprattutto in Inghilterra, abbia giocato spesso largo, molto esterno, più a destra che a sinistra, essendo mancino. Negli ultimi anni il suo ruolo principale è stato quello. La mia intenzione, per come giochiamo noi, è di portarlo un po’ più centralmente, più vicino alla porta, come è successo con Soulé e con altri giocatori. Anche per lui, dunque, l’idea è questa. Però non è un giocatore abituato a interpretare quel tipo di posizione, quindi dovremo scoprirlo insieme e valutare meglio le sue caratteristiche”.

Si aspettava qualcosa di diverso da Dybala contro l’Inter? “La partita è stata condizionata dal gol subito molto presto. L’intenzione era quella di giocare con un tridente leggero, tecnicamente abile e capace di non dare riferimenti, come in parte era successo nel finale a Firenze. Era un tipo di partita che, nella fase iniziale, poteva essere interpretata in quel modo, e sono comunque soddisfatto di ciò che abbiamo cercato di fare. In quel momento andava bene così, ma il gol preso subito ci ha inevitabilmente creato qualche problema. Nel secondo tempo la gara è cambiata: un po’ per merito nostro, un po’ perché l’Inter si è abbassata. Ecco perché dico sempre che le partite vanno viste nei 90 minuti: in una sola gara possono esserci due o tre fasi diverse, che portano anche a variare l’atteggiamento. Sarebbe stato difficile iniziare con lo stesso schieramento con cui abbiamo chiuso, mi sembra piuttosto improponibile. Le partite hanno sempre una loro evoluzione, e anche ciò che succede dopo è spesso figlio di quello che è accaduto prima. Non è una questione legata a Dybala: per me Dybala sta bene, sta ritrovando la condizione e può giocare, come ho già detto, in tutti i ruoli dell’attacco. L’importante è che stia bene”.

Atalanta-Slavia Praga, probabili formazioni e dove vederla in tv

atalanta bc vs ac milan
il gol di Charles De Ketelaere (foto KEYPRESS)

In occasione della terza giornata della fase campionato di questa Champions League, a Bergamo andrà in scena Atalanta-Slavia Praga. Le due formazioni si affrontano oggi allo “Stadio di Bergamo” dove cercano punti utili per la qualificazione ai playoff. La squadra di Ivan Juric è reduce dal pareggio casalingo per 0-0 in campionato contro la Lazio e in Champions si trova al momento in 22esima posizione, in piena zona playoff, a quota 3 dopo la vittoria dell’ultima giornata con il Bruges, che ha riscattato il pesante ko per 4-0 dell’esordio con il Psg. A 1 invece lo Slavia Praga dopo il pareggio con il Bodo Glimt e la sconfitta con l’Inter.

Atalanta-Slavia Praga, probabili formazioni

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Bellanova, De Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere, Sulemana; Lookman. All. Juric.

SLAVIA PRAGA (4-5-1): Stanek; Hashioka, Zima, Chaloupek, Vlcek; Provod, Sadilek, Zafeiris, Dorley, Doudera; Kusej. All. Trpisovsky.

Dove vedere la partita

Atalanta-Slavia Praga sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull’app SkyGo e su NOW.
Sui canali Sky Sport, a partire dalle ore 21, con pre gara dalle 20 su Sky Sport 24.

Il match Atalanta-Slavia Praga si potrà seguire anche in streaming, con servizio attivo su Sky Go e Now, le cui applicazioni mobili sono disponibili gratuitamente su Play Store e App Store.