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Mourinho svela: “Ho parlato coi Friedkin ma non di rinnovo. Totti? Scelta della società”

JOSE MOURINHO PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Sogno un’altra finale. Ho parlato con Friedkin a non di rinnovo, è tutto aperto. Il ritorno di Totti? È una questione che riguarda lui e la società”. E’ questa un’anticipazione del TG1 che svela alcune dichiarazioni importanti di Josè Mourinho riguardo il suo rinnovo, la corsa alla Champions e tanto altro.

Francesco Totti?
“Totti è il numero uno della storia della Roma”.

Sarebbe stato molto bello collaborare con lui.
“Capisco la tua domanda, ma devo risponderti in modo difensivo: è una cosa tra Francesco e la società”.

Terza finale consecutiva per la Roma?
“Per la Roma due finali europee di fila sono state la prima volta, immagina la difficoltà. Se pensi a quali club hanno fatto tre finali consecutive sono tutte squadre mitiche. Proviamo”.

Mourinho resta qui?
“Non lo so”.

Con i Friedkin avete parlato?
“L’ultima volta ho parlato con Dan 10 minuti dopo la gara contro la Lazio. Poi ha parlato anche con Ryan. Abbiamo parlato del lavoro di oggi, non del rinnovo”.

Furlani spaventa i tifosi del Milan: “Decreto crescita? Follia toglierlo. Sul cedere un big vediamo”

Milan

Intervenuto nel corso di un evento dove era presente anche Marotta, il CEO del Milan, Giorgio Furlani, ha parlato della questione stadio e non solo ai cronisti presenti.

Furlani: “Sullo stadio ci siamo buttati su San Donato”

Queste le parole del CEO: “La società Milan non era sostenibile come lo è oggi e sì, era vicina al fallimento. Come Elliott abbiamo dovuto fare un grande turn around, che si è basato su quattro colonne fondamentali: per primo il successo sportivo, perché non c’è progetto nel calcio e nel Milan che non abbia alla base il successo sportivo, per secondo l’aggiustamento dei costi, soprattutto quelli relativi ai calciatori che erano troppo alti per le performance, per terzo gli investimenti nell’area commerciale per avere ricavi commerciali da reinvestire e per quarto – ahimé – il nuovo stadio”.

A che punto è la questione stadio?
“Abbiamo provato a fare il progetto San Siro, ora ci siamo buttati su San Donato”.

Qual è il vostro ideale di investimento?
“Una volta generare risorse, le reinvestiamo per la crescita della rosa con l’investimento per i calciatori”.

Qual è il prossimo passaggio del Milan?
“Abbiamo fatto il primo utile con l’ultimo bilancio dopo 17 anni e ciò si inserisce in un contesto di risanamento partito da Elliott e di una fase di crescita con RedBird. Nell’ultimo anno abbiamo potenziato la parte business con nuovi sponsor, nuovi e rinnovi di partnership, e-commerce, collaborazioni con realtà come i NY Yankees. Ovviamente il successo economico si sposa con il successo sportivo. Competitività sì, ma non competitività ad ogni costo. Siamo competitivi e attenti sui costi. I risultati sportivi portano ricavi, ma salta tutto se venisse tolto il Decreto Crescita; senza il decreto sarebbe la distruzione del calcio italiano. Da quando c’è il Decreto Crescita ci siamo trovati a fare grandi risultati in Europa come calcio italiano, perché noi siamo business di talento: siamo sotto altri mercati a livello economico, siamo in un contesto difficile… Ma guardiamo: è impossibile fare un progetto stadio, ci sono limiti su extra-comunitari, contratti più corti… L’unica leva che ci rende competitivi con gli altri campionati europei è il Decreto Crescita. I nostri sponsor sono capitale straniero che entra in Italia e che poi noi investiamo, i progetti extra-calcio sono tutti finanziati da soldi esteri: nel momento in cui non riesci ad offrire un buon prodotto senza i migliori attori non ha senso fare progetti. A me sembra una follia a livello di economica nazionale togliere il Decreto Crescita”.

La cessione di Tonali indica la strategia di voler cedere ogni anno un big per poi fare mercato? i big rimarranno?
“Non lo so, vediamo”.

Serie A, De Siervo: “Abbiamo un problema fondamentale, dobbiamo superare l’esame stadi nel 2027…”

Pallone Serie A
il pallone della Serie A Tim 2021-2022 ph: Fornelli/Keypress

L’amministratore delegato della Serie A Luigi Di Siervo ha rilasciato delle dichiarazioni al Social Summit Football di Roma, sugli stadi e sulla scelta di giocare la Supercoppa italiana all’estero.

Di seguito le parole di Di Siervo.

Le dichiarazioni

Abbiamo un problema fondamentale, gli stadi. Speriamo che supereremo l’esame degli stadi della Uefa nel 2027, altrimenti la candidatura con la Turchia per Euro 2032 cadrà. Abbiamo un’emergenza assoluta, abbiamo anche chiesto al governo di aiutare le società nel superare la parte burocratica.

Siamo riusciti a trasformare la Lega Serie A, che organizzava un campionato ma non svolgeva nulla internamente, una vera e propria media company. Il primo traguardo quindi lo abbiamo raggiunto. Ora entriamo in una seconda fase, con l’obiettivo di intrattenere il più possibile i tifosi. Il calcio italiano sta crescendo, lo testimoniano i risultati europei raggiunti e speriamo, il prossimo anno, di avere 5 squadre in Champions“.

La Supercoppa in Arabia?
È giusto fare la Supercoppa fuori i confini italiani. Le critiche sono sbagliate. Penso alla NFL e alla NBA, che vogliono giocare in Europa. Noi andiamo fuori dal ‘94, abbiamo giocato anche in Libia. L’Arabia ha mostrato grande interesse per il calcio, è un interlocutore con cui dobbiamo continuare a parlare perché ospiterà il Mondiale per Club e il Mondiale del 2034″.

Marotta a 360 gradi: “San Siro è datato. Zhang non abbandonerà mai l’Inter, e sulla Superlega..”

Intervenuto nel corso di un evento durante il DLA Piper Sport Forum, Beppe Marotta, ad dell’Inter è tornato a parlare dei temi nerazzurri, dalla questione stadio fino ad arrivare al futuro societario del club di Zhang.

Marotta: “Il FPF ha portato grosse difficoltà”

Queste le sue parole:

“Mi fate domande capziose… Parliamo di un’icona della storia del calcio nazionale, di un luogo che ha dato tante soddisfazioni ai club e alla Nazionale. Tante parole vanno spese in positivo, poi è normale che se si parla di innovazione c’è anche il rendere gli stadi funzionali al calcio di oggi, che non è solo un fenomeno sportivo e sociale, ma anche delle vere attività d’impresa e di business. Questo rappresenta uno degli strumenti fondamentali al fine di aumentare la redditività. San Siro è datato, e come tutte le cose datate ha lati positivi, quali il romanticismo, ma anche negativi: non si può nascondere che i club hanno tentato di valorizzare questo impianto, così come è giusto e doveroso guardarsi attorno”.

Quando i capitali in Italia non entrano più, bisogna inventarsi qualcosa di nuovo.
“Nelle caratteristiche di un manager moderno servono creatività e coraggio. Io ho avuto la fortuna di vivere l’evoluzione del mondo del calcio, ho potuto assistere alla trasformazione che ha portato un cambiamento: nei tempi passati l’obiettivo era vincere e poi ripianare le perdite, attraverso il modello del mecenatismo che non esiste più. Oggi siamo davanti al concetto di sostenibilità. L’ingresso del FPF e del settlment agreement ha portato difficoltà a livello di gestione. Bisogna raggiungere l’obiettivo, non attraverso continue iniezioni di denaro, ma attraverso le opportunità che il mercato ti offre, tra cui sono compresi i parametri zero. Come il creare uno zoccolo duro di italiani: visto che l’obiettivo è vincere lo scudetto, creare uno zoccolo duro di italiani rende più facile vincere lo scudetto”.

La Superlega?
“Quel tentativo è nato soprattutto come una forma di grande difficoltà in cui erano tanti club, era una reazione istintiva. È stato sbagliato momento e modo e l’abbiamo archiviata. Ma c’è tema di grande difficoltà, di un sistema in difficoltà perché c’è una grande contrazione finanziaria ed economica degli investitori. Parlavamo di modelli che sono cambiati, in Italia non ci sono più mecenati. Bisogna andare oltre e vedere i rimedi, a partire dalla competenza. Il core business deve essere quello calcistico e deve essere accompagnato dalla competenza. L’equazione che chi più spendi più vinci non funziona. È chiaro che aiuta, ma non è automatica”.

In primavera scadrà il finanziamento tra Suning e Oaktree.
“Devo dire che i nostri tifosi possono stare tranquilli, la famiglia Zhang ha a cuore le sorti del club nel rispetto della storia e dei tifosi. Ha dimostrato di avere profuso tanti investimenti, non è giusto si tirino fuori soldi ogni anno. la sostenibilità la puoi ottenere anche con un management coraggioso e creativo. Mai la famiglia Zhang abbandonerà l’Inter in difficoltà, siamo sereni sulle prospettive. Massimo rispetto per la famiglia Zhang, la garanzia di continuità c’è assolutamente”.

Lazio, bilancio dolceamaro dopo la sosta: i precedenti di questa stagione

Sarri
MAURIZIO SARRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Per la Lazio di Maurizio Sarri, c’è da fare i conti con la scomoda posizione in classifica attuale e con i risultati altalenanti dell’ultimo periodo. Giunta al termine la terza sosta della stagione, la squadra biancoceleste si appresta a tornare in campo in trasferta contro la Salernitana sabato alle 15. Finora, i match successivi giocati dalla Lazio dopo la pausa per le nazionali hanno una doppia faccia.

Lazio, i tifosi biancocelesti si augurano una cosa

Nei due precedenti dopo la sosta, la Lazio ha raccolto la sconfitta per 3-1 a Torino contro la Juventus e la vittoria per 2-0 a Reggio Emilia in casa del Sassuolo. Insomma un bilancio a metà per la squadra della capitale con i tifosi che sperano possa essere bissato il risultato ottenuto a Reggio Emilia, dato che la squadra biancoceleste giocherà ancora in trasferta.