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Malta-Ucraina, le ultimissime sulle formazioni

Serhij Kryvcov Ucraina ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sfida importante anche per gli azzurri quella tra Malta e Ucraina. Rebrov ripropone il 4-2-3-1 con Zabarnyi e Matvienko al centro della difesa, davanti a Trubin, sostenuti sulle fasce laterali da Konoplya e Mykolenko. Centrocampo affidato alla coppia composta da Zinchenko e Stepanenko, dietro a Zubkov, Sudakov e Mudryk posti sulla trequarti. In attacco l’unica punta, il classe 1997 in forza al Girona, Dovbyk.

Le probabili formazioni:

MALTA (5-3-2): Bonello; Attard, S. Borg, Muscat, Pepe, Shaw; Kristensen, Guillaumier, Yankam; J. Mbong, Montebello. CT. Marcolini.

UCRAINA (4-2-3-1): Trubin; Konoplya, Zabarnyi, Matvienko, Mykolenko; Zinchenko, Stepanenko; Zubkov, Sudakov, Mudryk; Dovbyk. CT. Rebrov.

Milan, i rossoneri chiamano Ibra: lo svedese ci pensa

ZLATAN IBRAHIMOVIC SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

I contatti tra il Milan e Zlatan Ibrahimovic, vanno avanti e sono stati confermati a più riprese da entrambe le parti. La persona che sta spingendo di più per il ritorno dello svedese, stavolta in veste dirigenziale, è Gerry Cardinale, il quale proprio nelle scorse ore ha parlato di questo argomento ai microfoni di ClassCnbc, esprimendosi così al riguardo: “Zlatan è una leggenda, un leader nato. Abbiamo bisogno di persone simili intorno a noi. Abbiamo una squadra giovane e credo che uno come Ibra potrebbe essere efficace come consigliere per me, sia come spirito guida per tutta la squadra. Dipende da lui, ma stiamo discutendo e mi piace molto“.

Milan, Cardinale rivuole Ibra

Parole che testimoniano la voglia del numero uno di RedBird di riabbracciare lo svedese e di inserirlo nella dirigenza milanista. Come spiegato stamattina da Tuttosport, lo stesso Ibra non ha mai chiuso la porta ad un ritorno al Milan, anche se ha dettato le sue condizioni: “Se entro in qualcosa, voglio fare la differenza essendo me stesso, non voglio entrare in una situazione come simbolo“. I dialoghi tra le parti vanno avanti e, come ha spiegato anche lo stesso Cardinale, tutto dipende dalla decisione che prenderà Ibrahimovic: “Ho avuto qualche meeting col Milan. Parliamo, vediamo dove si arriva. È il momento di conoscerci” ha dichiarato l’ex attaccante svedese.

 

Verso Inghilterra – Italia; tre foto da Wembley tra emozione e nostalgia

LA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Tra Inghilterra e Italia è una sfida infinita

Stasera alle 20.45 andrà in scena l’ennesimo capitolo della sfida, ormai quasi centenaria, tra la nostra nazionale e quella di coloro che si sono da sempre autodefiniti “gli inventori del calcio”, almeno nell’accezione moderna di questo sport. Il bilancio tra le due compagini è al momento in perfetta parità, con 11 vittorie a testa e nove gare finite in pareggio, ma quella tra Italia e Inghilterra è sempre stata molto di più che una semplice contesa sportiva, ed anche stasera in fondo sarà così. Se poi ci soffermassimo soltanto sulle gare disputate a Londra, nell’affascinante “teatro” di Wembley, peraltro completamente ricostruito alcuni anni fa in barba a tutti gli ostacoli burocratici che ostacolano ogni tentativo di ristrutturazione o costruzione degli impianti sportivi in Italia, la cronaca lascerebbe immediatamente spazio ai ricordi e alla nostalgia, fino a sconfinare ai limiti della leggenda.

Campioni d’Europa dopo il Covid

La prima foto appare nitida perché più recente, ma è forse anche la più toccante: si tratta di un abbraccio che non vede protagonisti due ragazzi in calzoncini e maniche corte, ma due uomini, ormai maturi, in giacca e cravatta. Due ex compagni di squadra rimasti sempre uniti, indipendentemente dalle maglie indossate una volta dismessa quella blucerchiata che li vide patire insieme, proprio sotto quello stesso cielo, la più grande delusione calcistica della loro vita. In quell’essere un tutt’uno, in quel riconoscersi stima reciproca e affetto sentito, sta forse la chiave di quella vittoria inaspettata quanto meritata; l’immagine simbolo dell’Italia Campione d’Europa!

Il magico Zola

La seconda ha i contorni meno chiari ma è a colori. I colori azzurri della maglia di Gianfranco Zola, che infligge la seconda e per ora ultima sconfitta casalinga agli inglesi con una delle sue prodezze, una delle sue fantastiche invenzioni che proprio li in Inghilterra, con la maglia del Chelsea, gli sono valse il soprannome di “Magic Box”, la scatola magica. E’ appena il 20’ quando il piccolo sardo aggancia col sinistro un lancio di Costacurta e poi col destro trafigge Walker sul primo palo; ci penserà poi Peruzzi a conservare il vantaggio, regalando a Cesare Maldini un’emozione forse seconda soltanto a quella provata quando, nel 1963, era stato il primo capitano di una squadra italiana ad alzare al cielo, proprio il cielo di Wembley, la Coppa dei Campioni!

La prima volta a casa loro

L’ultima foto è invece sbiadita, le immagini sono in bianco e nero e ci riportano all’ormai lontano 1973; la nazionale di Valcareggi fatica a tornare grande dopo il controverso secondo posto di Città del Messico e l’amichevole contro gli albionici che non abbiamo mai battuto a casa loro è pregna di significati, anche sociali e morali. “Squadra di camerieri” ci definirono i tabloid inglesi, sbeffeggiando così i numerosi emigranti italiani che si trovano a Londra svolgendo anche i lavori più umili. E’ l’Italia di “Pane e Cioccolata”, l’Italia uscita dal boom, caduta in depressione economica e che si sta infilando nel tunnel degli anni di piombo e delle stragi. Ma in quella fredda sera di novembre è soprattutto l’Italia di Zoff, Facchetti, Rivera e Riva; l’Italia di Giorgio Chinaglia che sfonda sulla destra caracollando alla sua maniera e poi dal fondo con una bordata costringe Shilton alla fatale respinta corta che Capello appoggia in rete a quattro minuti dalla fine. I “camerieri” ribaltano il tavolo ed è significativo che il protagonista sia stato proprio Chinaglia, che emigrante lo era stato per davvero e qualche anno prima era giunto in Galles, a Cardiff, viaggiando da solo in treno a soli otto anni, con un biglietto cucito sul petto con scritte sopra le sue generalità e l’indirizzo di destinazione. Quella vittoria, la prima in terra inglese, è la rivincita di tutto un popolo, che ritrova improvvisamente in quei 90’ il senso di appartenenza, la consapevolezza e l’orgoglio di sentirsi tale, il coraggio di alzare la testa con fiducia dimenticando la fatica e le umiliazioni della vita quotidiana.

Ecco perché Inghilterra – Italia non sarà mai una gara come tutte le altre..

Calciomercato Inter, pista ancora viva per l’attacco: altro sgarbo al Milan ?

Milan Inter
Inter-Milan - ph Scali/KeyPress

Il Chelsea è pronto a vendere Armando Broja, attaccante albanese classe 2000. Il giocatore è stato in prestito al Southampton la scorsa stagione, dove ha segnato 9 gol in 30 partite. I Blues valutano il giocatore intorno ai 30 milioni di euro.

Calciomercato Inter, Broja per il futuro

L’Inter è una delle squadre interessate a Broja. I nerazzurri sono alla ricerca di un nuovo attaccante per colmare il buco in attacco a causa dell’infortunio di Arnautovic e le scarse prestazioni di Sanchez. L’albanese è un giocatore giovane e di talento, con un buon fiuto del gol. Potrebbe essere un’ottima aggiunta alla rosa dell’Inter. Altri club interessati sono il Milan, il Tottenham e il Borussia Dortmund.

Marusic su Milinkovic: “È stata la spina dorsale della squadra. È un’assenza importante”

ADAM MARUSIC IN AZIONE DAVANTI A MAURIZIO SARRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Adam Marusic è stato intervistato da Sportklub dove gli è stato domandato dell’addio di Milinkovic-Savic: “Non è facile sopperire alla mancanza di Sergej, ha giocato otto anni nella Lazio, è stato la spina dorsale della squadra e uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Adesso è passato un po’ di tempo, i nuovi arrivati ​​si sono adattati al gioco sistema e credo che registreremo risultati migliori. Abbiamo perso le prime due partite contro avversari più deboli sulla carta, ma col tempo abbiamo iniziato a giocare meglio. Sono arrivati ​​tanti nuovi giocatori, era necessario che si adattassero al sistema di gioco di mister Sarri”.

Il rapporto tra Marusic e Milinkovic

Sul rapporto che c’è stato tra i due ha poi risposto: “Quando sono arrivato al club, Sergej mi ha accolto e mi ha aiutato ad adattarmi e di questo sono grato. Abbiamo passato sei anni insieme, dentro e fuori dal campo ogni giorno. Siamo usciti molto e lui significava molto per la squadra. Mi dispiace che sia andato in Arabia,  ma ha accettato un’offerta che non poteva rifiutare. Abbiamo giocato l’uno contro l’altro diverse volte in passato, prima nella Nations League nel 2018, e ora nelle qualificazioni per l’Europeo. Spero che nel prossimo duello, dopo il fischio finale, il Montenegro festeggi”.