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Lazio, Sarri: “Arrivavamo con motivazioni forti stasera. Insigne? La situazione…”

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L’ESULTANZA URLO DI MAURIZIO SARRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, Sarri: “Ritornare all’Olimpico davanti ai tifosi è stato emozionante”

L’Olimpico ha vissuto una serata di rottura, quasi una liberazione. Dopo mesi di digiuno casalingo, la Lazio ha ritrovato la vittoria e lo ha fatto nel segno del ritorno di Maurizio Sarri, che per la prima volta ha riassaporato l’abbraccio del suo stadio. Non c’era aria di entusiasmo, anzi: la vigilia era stata segnata da dubbi e critiche, dall’assenza di rinforzi estivi e dal passo falso di Como. Ma il campo ha ribaltato le sensazioni, restituendo immagini di una squadra capace di imporsi con forza e qualità. Il 4-0 al Verona ha avuto il sapore di un messaggio: i biancocelesti non sono disposti a recitare un ruolo marginale. A fine partita, Sarri ha espresso le sue riflessioni, tra emozione e lucida analisi del nuovo cammino. Ecco le sue parole:

La Lazio vista a Como non poteva essere la Lazio vera. La reazione l’ha sorpresa?
“Arrivavamo con motivazioni forti stasera, perchè aldilà della brutta partita fatta a Como, per per i ragazzi era pesante il fatto che non stessero vincendo una partita in casa da Febbraio. Tutto va preso per quello che è in questo momento, siamo ancora ad agosto e tutte le squadre alternano prestazioni positive a prestazioni negative. Pensiamo ad allenarci e provare a crescere”.

È stata una partita speciale anche per lei. Come l’ha vissuta?
“L’ho vissuta con emozione, però durante la partita il mio pensiero era riportare la vittoria a questo popolo, perchè penso che stare sette mesi senza vincere una partita in casa sia stato pesante. Quindi il mio pensiero era più rivolto a riportare la vittoria a questa gente chè alla soddisfazione del momento”.

Lei che è un esteta del calcio, ha apprezzato l’assist di rabona di Castellanos o avrebbe preferito che giocasse quel pallone di sinistro?
“Lui questi colpi ce li ha ogni tanto, è per questo che dico che lui fa solo gol belli. ha in canna qualche gol in piu di quelli che ha fatto l’anno scorso. Aspettiamo perche sta crescendo, per adesso ci prendiamo quanto fatto di buono di stasera, ma con tutte le cautele del caso”.

Quando è entrato dia gli ha dato due colpetti sul collo. Che gli ha detto?
“Stavo parlando con Belahyane e lui gli stava traducendo sottovoce e io non stavo capendo cosa stesse facendo. Ma poi mi ha spiegato e tutto si è risolto”

È stata un estate complicata per tanti motivi ma ora è uscita questa voce di insigne:
“La mia posizione è di assoluta ignoranza rispetto a questi regolamenti. La società mi ha detto che non può aumentare il monte stipendi finche non sarà liberata dalla sanzione. Non so assolutamente risponderti, chiedi alla società. L’ultima cosa che voglio è studiare la finanza sportiva”.

Inter, Chivu: “Bisogna imparare a gestire i momenti. Juve? Non ci voglio pensare”

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L’URLO DI CRISTIAN CHIVU CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, Chivu: “La partita si era messa bene. Non siamo stati fluidi”

Un’Inter disordinata inciampa a San Siro nella seconda giornata di Serie A, lasciando solo un ricordo sbiadito di quanto si era visto nel debutto stagionale contro il Torino, che aveva regalato ai tifosi neroazzurri una notte stellare grazie ai cinque gol che avevano steso la furia del toro di Baroni.

Questa sera, infatti, dopo il vantaggio siglato da Dumfries al 17′, l’equilibrio dell’Inter è crollato, e insieme ad esso quanto di buono costruito fino a quel momento, con i gol di Davis e Atta, che hanno chiuso il match al quarantesimo in favore dell’Udinese, che con una prestazione difensiva perfetta, ha respinto ogni minaccia offensiva interista. Unica eccezione il gol del 2-2 di Dimarco, annullato dal VAR per il fuorigioco di Thuram, autore dell’assist per il numero 32.

Queste le parole di Cristian Chivu:

Sulla prestazione:
“La partita si era messa bene, ma non eravamo fluidi: non riuscivamo a trovare la giocata giusta e facevamo fatica a costruire e a creare superiorità. Poi, alla prima situazione difficile, è arrivato il rigore contro e da lì abbiamo perso lucidità e motivazione. Si faceva fatica e siamo andati in difficoltà. Nel secondo tempo meglio: più voglia, più grinta, più giocate, ma con il tempo abbiamo perso lucidità e non siamo riusciti a far gol dalle occasione che eravamo riusciti a creare”.

Cosa ha chiesto all’intervallo:
“Serve trovare più lucidità, muoversi di più e fare corse diverse rispetto a quanto avevamo fatto nel primo tempo: di girar più velocemente la palla, di trovare di più la verticalità, di allargare i terzi. Fin quando abbiamo avuto lucidità siamo riusciti a farlo, ma poi è diventata una partita alla ‘vediamo cosa succede’. Abbiamo messo quattro attaccanti per sfruttare qualche cross, ma Kristensen e Soler oggi hanno fatto una grande prestazione”.

Provate sempre a fare una partita pulita, ma ogni tanto bisogna saper giocare anche sporco
“Sono i momenti che bisogna imparare a gestire. Se si può giocare “bello” si fa il bello, ma se bisogna giocare sporco, bisogna imparare a farlo. A volte un pallone buttato dietro la linea fa piu male di una giocata bella o di una combinazione, ma l’ho ribadito, non siamo migliorati dopo la prima giornata e non siamo diventati piu scarsi dopo stasera. Siamo un cantiere aperto. Bisogna trovare la motivazione giusta e lavorare sodo perche il campionato è ancora lungo”

Come si prepara il Derby D’Italia con la pausa Nazionali in mezzo:
“Non ci voglio neanche pensare perche mancano due settimane. Rimarranno pochi giocatori perchè molti saranno in Nazionale. Io spero che questa pausa, dopo questo risultato, dia ai miei ragazzi un po di serenità e un po di lucidità. So per esperienza che quando vai in Nazionale stacchi dal club e torni con più motivazione e più carico. Poi ci aspetta subito la partita contro la Juve che è molto importante”.

Juventus, Tudor: “La squadra mi piace. Terzo attaccante? Il mercato…”

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IGOR TUDOR E DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus, Tudor: “Vlahovic? In questo mese e mezzo è sempre stato sul pezzo”

La Juventus chiude la seconda giornata di Serie A con un successo pesantissimo a Marassi, piegando il Genoa 1-0 e confermando il cammino a punteggio pieno. Decide ancora una volta Dusan Vlahovic, entrato nella ripresa e capace di firmare la seconda rete consecutiva in campionato con un colpo di testa che ha indirizzato la partita. Nonostante le tante occasioni create nel primo tempo, i bianconeri hanno dovuto soffrire fino all’ultimo, trovando nella compattezza difensiva e nelle parate di Di Gregorio la chiave per respingere il forcing finale dei rossoblù. Due su due per Igor Tudor, che guida i suoi alla sosta con sei punti e una solidità crescente in vista della prossima tappa, che sarà il Derby d’Italia contro l’Inter. Nel post partita l’allenatore croato ha analizzato la prova dei suoi, soffermandosi su aspetti positivi e margini di crescita. Ecco le parole riportate da TMW:

Squadra con le idee chiare.
“La squadra mi piace. Ho detto ai ragazzi che ho una bellissima sensazione di una squadra che è sul pezzo. Chi è entrato, prima della gara, avevano una bella energia. Venire qua a Genova devi guadagnare tutto e non concedere nulla. Due clean sheet, bene”.

Vlahovic?
“Io dico quello che ho già detto: in questo mese e mezzo di preparazione è sempre stato sul pezzo, ha lavorato da esempio. Comolli ha detto che rimane e io sono contento. E’ un giocatore forte e speriamo tenga questa media che non è da poco”.

Juve in corsa per lo scudetto?
“Sono passate due partite. Io voglio andare gara per gara e fare il meglio la prossima. Stare sul pezzo e allenarsi bene, poi vediamo dove ci porta questo modo di fare e pensare”.

I cambi sono stati fatti perché si faceva poco bene?
“Se cambi è perché pensi che hai altre opzioni. Se si fa cambio non si fa solo perché non si fa bene”.

Juve più concreta che bella?
“Cosa è bello e cosa non è bello ne possiamo parlare per un’ora. Cosa vuol dire quando una squadra è bella? La squadra deve essere sempre lo specchio di un allenatore guardando tutto ciò dove un tecnico può influire nelle due fasi. Poi c’è la mentalità della squadra che deve essere concentrata e umile. Queste cose sono sempre state caratteristica di questo club e non si devono mai mettere in forse”.

Kalulu?
“E’ un terzino destro a quattro. Allora può giocare braccetto a tre e quinto. Finora ha giocato da braccetto, lui ha caratteristiche particolari e questo ruolo lo può interpretare senza fare grandi cose. Mi è piaciuto Joao Mario a sinistra”.

Serve ancora un terzo centravanti con David e Vlahovic?
“Io penso ad allenare”.

Però si aspetta qualcosa dal mercato?
“Io non aspetto niente. Sono contento”

L’Inter cade a San Siro, passa l’Udinese in rimonta (1-2)

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ACERBI E THURAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter sconfitta in casa

Dumfries illude l’Inter, i nerazzurri di Chivu rimediano la prima sconfitta stagionale a San Siro. Prima Davis su rigore, poi Atta ribaltano il risultato. Non basta alla formazione di casa il forcing e le quattro punte messe in campo da Chivu. Passa l’Udinese, Inter da rivedere.

IL TABELLINO
INTER-UDINESE 1-2
Inter (3-5-2): Sommer 5,5; Bisseck 5,5, Acerbi 5,5 (38′ st Bonny 6), Bastoni 6; Dumfries 5,5, Barella 5,5 (38′ st Zielinski sv), Calhanoglu 5 (23′ st Esposito 6), Sucic 5 (18′ st Mkhitaryan 5,5), Dimarco 5 (38′ st Carlos Augusto); Lautaro Martinez 5,5, Thuram 6.
A disp.: Di Gennaro, Martinez, Pavard, De Vrij, Luis Henrique, Frattesi, Diouf, Darmian, Palacios. All.: Chivu 5,5
Udinese (3-5-2): Sava 6; Bertola 6 (1′ st Goglichidze 6), Kristensen 7, Solet 7; Ehizibue 6 (35′ st Modesto sv), Piotrowski 6,5 (25′ st Zarraga 6), Karlstrom 6, Atta 6,5, Zemura 6; Davis 7 (25′ st Ekkelenkamp 6), Bayo 5,5 (18′ st Buksa 5,5).
A disp.: Nunziante, Venuti, Lovric, Kamara, Bravo, Kabasele, Camara, Miller. All.: Runjaic 7
Arbitro: Marchetti
Marcatori: 17′ Dumfries (I), 29′ rig. Davis (U), 40′ Atta (U)
Ammoniti: Lautaro (I); Bertola, Sava, Zarraga (U)
Espulsi: –

La Lazio cala il poker, Verona battuto 4 a 0 all’Olimpico

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IL GOL DI MATTEO GUENDOUZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Vince e convince la Lazio di Sarri, all’Olimpico nulla da fare per il Verona. I biancocelesti si impongono 4 a 0 grazie alle reti di Guendouzi, Zaccagni, Castellanos, e Dia. Tre punti pesanti, la squadra di Sarri si gode la vittoria.

IL TABELLINO
LAZIO (4-3-3) – Provedel 6; Marusic 6 (40′ st Hysaj sv), Gila 6.5, Provstgaard 6.5, Nuno Tavares 6 (22′ st Pellegrini 6); Guendouzi 7, Rovella 7, Dele-Bashiru 6.5 (33′ st Belahyane 6.5); Cancellieri 6.5, Castellanos 7.5 (33′ st Dia 6.5), Zaccagni 7 (22′ st Pedro 6). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Noslin, Basic, Lazzari, Cataldi. All. Sarri.
HELLAS VERONA (3-5-2) – Montipò 5.5; Unai Nunez 5, Nelsson 4.5, Ebosse 5 (1′ st Frese 5.5); Cham 5 (1′ st Bella-Kotchap 5.5), Suat Serdar 5.5, Bernede 4 (25′ st Belghali 5.5), Harroui 6 (1′ st Al Musrati 5.5), Bradaric 5; Giovane 5, Sarr 5 (33′ st Mosquera 5.5). A disposizione: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Niasse, Slotsager, Kastanos, Ajayi, Vermesan. All. Zanetti.
Arbitro: Crezzini
Marcatori: 2′ Guendouzi (L), 10′ Zaccagni (L), 42′ Castellanos (L), 37′ st Dia (L)