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Chelsea-Los Angeles FC, le probabili formazioni e dove vederla

Giroud
OLIVIER GIROUD PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il lunedì del Mondiale per Club FIFA si chiuderà con Chelsea e Los Angeles FC, le quali si affronteranno nel modernissimo Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, Georgia. Le due squadre fanno parte del girone D, insieme a Esperance Tunis e Flamengo. I freschi vincitori della UEFA Conference League si affidano agli uomini migliori e Maresca punta tutto su Cole Palmer, Pedro Neto e Madueke alle spalle di Nkunku. Nei losangelini l’ex della partita, Olivier Giroud, partirà dalla panchina e al suo posto salgono le quotazioni di Bouanga. La partita, in programma lunedì 16 giugno alle 21:00 (ora italiana) verrà trasmessa su Italia 1 e gratuitamente su DAZN. 

Chelsea-Los Angeles FC, le probabili formazioni

CHELSEA (4-2-3-1): Sanchez; James, Adarabioyo, Colwill, Cucurella; Caicedo, E. Fernandez; Pedro Neto, Palmer, Madueke; Nkunku. All. Maresca

LOS ANGELES FC (4-3-3): Lloris; Palencia, Segura, Long, Hollingshead; Delgado, Igor Jesus, Tillman; Ordaz, Ebobisse, Bouanga. All. Cherundulo

Sampdoria-Salernitana, le ultime sulle formazioni

Evani
Alberico Evani ph: Fornelli/Keypress

Evani punta sul 3-5-2. Possibile coppia d’attacco composta da Coda e Sibilli in casa blucerchiata. In mezzo al campo Vieira, Yepes e Meulensteen, sostenuti da Depaoli e Ioannou sulle fasce. Nella Salernitana, diversamente, resta in vantaggio Simy in attacco, al centro con Caligara e Tongya sulle corsie laterali.

Sampdoria-Salernitana, le probabili formazioni:

SAMPDORIA (3-5-2): Cragno; Riccio, A. Ferrari, Veroli; Depaoli, Vieira, Yepes, Meulensteen, Ioannou; Coda, Sibilli. All. Evani.

SALERNITANA (3-4-3); Christensen; Ruggeri, G. Ferrari, Lochoshvili; Ghiglione, Hrustic, Amatucci, Corazza; Caligara, Simy, Tongya. All. Marino.

 

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Calciomercato Serie A: Çalhanoğlu verso la Turchia, Dzeko o Immobile alla Fiorentina, Di Francesco va a Lecce

Calciomercato Serie A, le ultime sulle trattative

Il Galatasaray vuole Hakan Çalhanoğlu. Il turco potrebbe torna in madrepatria. I nerazzurri avrebbero fissato un prezzo di partenza di circa 40 milioni di euro. Si attendono contatti tra la squadra di Istanbul e l’agente del calciatore, Gordon Stipic.

Per il mercato in entrata nerazzurro sguardo su Rasmus Hojlund, come riferisce La Gazzetta dello Sport. Il norvegese piace all’Inter e potrebbe lasciare Manchester per una cifra intorno ai 45 milioni di euro.

Nuno Tavares è finito nel mirino della Juventus. Il calciatore piace a Igor Tudor, che ha già allenato l’esterno brasiliano al Marsiglia. La Lazio ha già respinto una prima richiesta di 25 milioni dall’Al-Hilal. La domanda dei biancocelesti è di 40 milioni di euro. In casa Lazio potrebbe uscire in direzione Torino, sponda granata, anche Noslin.

Nuova pista in attacco per il Milan, che guarda verso Liverpool per l’attacco, piace Darwin Núñez, su cui c’è anche l’interesse del Napoli. I partenopei puntano anche Ademola Lookman, valutato 50 milioni dall’Atalanta.

La Fiorentina guarda in Turchia per rinforzare il reparto offensivo. Nel mirino due vecchie glorie Serie A: Edin Dzeko e Ciro Immobile, in uscita rispettivamente da Fenerbahçe e Besiktas. In chiave allenatore è vicina la firma di Stefano Pioli. Direzione Lecce per Eusebio Di Francesco.

 

Ufficiale, Gattuso è il nuovo allenatore dell’Italia

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Gennaro Gattuso ph: Fornelli/Keypress

Gattuso nuovo allenatore dell’Italia, è ufficiale

La FIGC comunica di aver conferito l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale italiana a Gennaro Gattuso. L’allenatore calabrese sarà presentato giovedì 19 giugno, alle ore 11, presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.

“Gattuso è un simbolo del calcio italiano – dichiara il Presidente della FIGC Gabriele Gravina -, l’azzurro per lui è come una seconda pelle. Le sue motivazioni, la sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare al meglio i prossimi impegni della Nazionale. Consapevoli dell’importanza dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, lo ringrazio per la disponibilità e la totale dedizione con cui ha accettato questa sfida, condividendo il progetto della FIGC di sviluppo complessivo del nostro calcio, nel quale la maglia azzurra riveste una centralità strategica”.

Chivu: “Chiamata dell’Inter una sorpresa, sono pronto”

chivu

Chivu, idee chiare per la nuova Inter, le parole del tecnico nerazzurro

LA CONFERENZA STAMPA come riportata da mediaset

Emotivamente ha già realizzato di essere allenatore dell’Inter?
“Ero già stato allenatore dell’Inter a livello giovanile, l’orgoglio e la responsabilità ti fanno dare sempre qualcosa di importante. In prima squadra ho un grande senso di responsabilità come il primo giorno che Piero Ausilio mi portò qui da giocatore. Il senso di responsabilità di accompagna da un bel po’, da 13 anni, a parte la piccola parentesi a Parma”.

Altri giocatori del Triplete le hanno fatto gli auguri?
“Abbiamo una chat storica da tanti anni. Siamo un bel gruppo, siamo amici per tutta la vita perché i risultati ti portano a farlo. Mi ha fatto piacere ricevere tutti quei messaggi, ovviamente rimangono tra me e loro. Ma mi fa piacere vedere la felicità negli occhi di persone che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Inter”.

In che cosa ha avuto coraggio l’Inter a fare questa scelta?
“Non so, penso sia tornare un po’ alle origini dell’interismo. Per me sono 13 anni e questa parola l’ho sempre avuta in meno, l’orgoglio. L’Inter è una delle squadre più forti d’Europa. Bisogna portare avanti le cose fatte bene, nel calcio si può vincere e si può perdere”.

Quanto sarà importante fare bene subito in questa competizione?
“È un nuovo-vecchio progetto, bisogna essere consapevoli che una squadra come l’Inter ha bisogno di questo tipo di atteggiamento e ambizioni, l’asticella è stata alzata. Bisogna avere molta fiducia e autostima per mantenere la squadra dov’è in questo momento”.

È chiamato a prendere tante decisioni in poco tempo.
“Conosco la squadra e la società da tanto tempo, fin dalle giovanili. Per me non c’è problema, so delle qualità umane che ci sono nello spogliatoio. Quello che sto cercando di dire loro che la strada che hanno percorso è fantastica. Non devono dimenticarsi di tutto questo”.

Come utilizzerà Mkhitaryan vista l’età?
“Non conta l’età ma le qualità umane. La carta d’identità nel calcio non conta. Non è giusto parlare dell’età di Mkhitaryan, perché quello che ha mostrato anche in allenamento non si può discutere. Spero che trovi la stessa energia, per me conta questo. Quello che è importante è lavorare duro per la squadra e i tifosi e la società”.

Ci può raccontare i giorni che l’hanno portata all’Inter? Si è sentito con Simone Inzaghi?
“Per me è stata una sorpresa, il mio progetto era continuare a Parma. Poi è arrivata la chiamata dell’Inter dove mi hanno chiesto un incontro e ho chiesto il permesso a Federico Cherubini. Chiaro che quando chiama l’Inter è un orgoglio. In questo momento sono qua, quindi le parole contano poco. Con Simone ho un bel rapporto, l’ho sempre avuto sin dai tempi dell’Under 19. Con Simone ho un bel rapporto, l’ho chiamato prima che mi chiamasse l’Inter quando ho saputo che non continuava con l’Inter, poi non l’ho più sentito”.

Come si fa a ricaricare i giocatori dopo il finale della scorsa stagione?
“Non dimentichiamo il percorso fatto, non si valuta il valore di una squadra per non aver alzato il trofeo dopo essere arrivata in fondo. Il dovere di una squadra è provarci fino in fondo, poi si vince e si perde. Per me non è una stagione fallimentare, pensiamo a quando ha eliminato Bayer e Barcellona, cosa si diceva dell’Inter. Il fallimento non esiste nel calcio, esiste solo quando si guardano scuse e alibi. Non mi è sembrata proprio una squadra che cerca colpevoli”.

Con la società ha parlato di obiettivi?
“La stagione non è ancora finita, dobbiamo portare avanti il nome dell’Inter nel mondo. Siamo qua a onorare questa competizione e a fare del nostro meglio. Del futuro parleremo più avanti quando questa competizione sarà finita”.

Cosa potrà dare Chivu all’Inter?
“Dal punto di vista umano tutto quello che ho: rispetto, riconoscenza, interismo. Perché questa società mi è rimasta nel cuore e mi ha fatto innamorare. Dal punto di vista professionale direte voi se sono bravo o no”.

Come si fa a far assorbire il colpo della finale persa? E ha sentito Mourinho?
“Perdere una finale di Champions fa male. Anch’io prima di quella del 2010 pensavo ‘e se la perdo?’ Ma ai ragazzi ho detto di concentrarsi sul percorso che hanno fatto, l’Inter ha l’obbligo di ambire a cose importanti. Mourinho l’ho sentito al telefono, abbiamo parlato”.

Cosa pensi del Monterrey e dei club messicani?
“Ho molto rispetto per il calcio messicano, ha fatto grandi investimenti su giocatori giovani e anche più esperti. Ovunque gli standard sono alti”

Sette partite e si arriva in finale. Come si lavora questa competizione?
“È una competizione internazionale, ha il suo fascino, c’è imprevedibilità e si affrontano squadre più spensierate. La nostra squadra ha una certa esperienza, è arrivata in fondo alle competizioni europee negli ultimi anni”.

Che impressione ha avuto al debutto in A con il Parma l’anno scorso?
“Ho provato a dare il meglio per raggiungere un obiettivo, che era la salvezza. È stato bello e intenso, nelle difficoltà impari a non lamentarti, tappare i buchi e andare avanti, perché questo fa un allenatore, altrimenti sarebbe troppo facile stare in poltrona”.