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Verso PSG-Inter, Inzaghi: “Petto in fuori, sabato grande partita. Futuro? Ho in mente solo l’Inter”

Inzaghi
SIMONE INZAGHI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Simone Inzaghi, in occasione del Media Day in programma oggi ad Appiano Gentile, parla della sfida di sabato col PSG e di futuro, queste le parole come riportate da mediaset.

LE PAROLE IN CONFERENZA STAMPA DI SIMONE INZAGHI

Qual è la sua emozione nell’arrivare in finale di Champions per la seconda volta in tre anni? Ha uno slogan per questa sfida?
In me c’è ancora grandissima emozione per il traguardo di due anni fa, ma sappiamo tutti che abbiamo fatto un ottimo percorso ma che ci manca l’ultimo passo per coronare un sogno ed entrare nella storia. Inutile negare che c’è sofferenza per aver perso lo scudetto, ma è giusto fare i complimenti al Napoli per aver vinto un campionato giocato punto a punto. Bisogna saper perder e saper vincere nel caso, purtroppo ci è mancato qualcosina in Serie A e non è giusto parlare d’altro. Non parliamo di campionato perché non voglio rischiare di sminuire il lavoro di un’altra squadra.

Che differenze ci sono nell’avvicinamento rispetto a due anni fa? E quanto conta quell’esperienza?
Le sensazioni non le ho ancora perché la nostra settimana inizia da oggi, fino a venerdì eravamo impegnati sul campionato. Ho la speranza di avere tutti a disposizione, sono fiducioso per Pavard e Zielinski, proveremo ad avvicinarci nel migliore dei modi. Siamo concentrati e sappiamo che avversario affronteremo.

Avete superato le aspettative: quanto sarà importante gettare il cuore oltre l’ostacolo in questa partita?
Il cuore sarà determinante, ma questa squadra ha fatto vedere che l’ha sempre messo in campo. Sono orgoglioso di allenare questo gruppo, affronteremo un grandissimo avversario come contro Bayern e Barcellona, ma dovremo affrontare i momenti di difficoltà che ci saranno gestendoli bene. Siamo una squadra esperta, ma anche il Psg arriva da una finale di Champions persa.

Meglio arrivare con la pancia piena come il Psg o come voi con la voglia di conquistare il primo titolo?
Fare due finali nel giro di tre anni con l’Inter è qualcosa di storico, ma per scriverla veramente bisogna cercare di vincere. Incontriamo una super squadra che però incontrerà l’Inter che ha un obiettivo identico, cercheremo di fare una grande partita.

Il Psg è una squadra da affrontare più difficile rispetto a Barcellona e Bayern?
E’ un’ottima squadra, con ottime individualità e un allenatore che stimo molto che ha saputo dare principi di gioco precisi. Sappiamo cosa troveremo di fronte e che ci vorrà una grande Inter per provare a vincere.

Le voci sul tuo futuro rischiano di far perdere concentrazione?
La mia società mi conosce bene. Ogni anno ci sono richieste per me, dall’Italia, dall’estero e dall’Arabia. In questo momento sarebbe folle pensare a quello. Il giorno dopo la finale ci siederemo e parleremo come abbiamo sempre fatto in questi anni, con un unico obiettivo che è il bene dell’Inter. Se ci saranno i presupposti andremo avanti in armonia come abbiamo sempre fatto in questi anni. Ma non voglio parlarne oggi, è una cosa che non esiste.

Come fai a gestire la pressione?
La notte tra venerdì e sabato non sarà una notte come le altre. Prima di una finale di Champions non può essere come le altre volte. A non tutti gli allenatori capita di giocarla, nemmeno a tutti i giocatori me compreso. Cercheremo di fare il massimo. La pressione fa parte del gioco come critiche ed elogi, ci siamo abituati.

Vale di più vincere la Champions da giocatore come Filippo o da allenatore come te?
Speriamo di avere il problema di decidere. Chiederò ai miei genitori quale sarà stata la soddisfazione maggiore.

Che differenza si aspetta tra il Psg e le altre squadre affrontate come Bayern e Barcellona?
Sono tutte grandi squadre, ognuna con i propri principi di gioco come li ha l’Inter. Non cambia nulla, affronteremo una squadra di grande qualità, con una rosa molto ampia e completa. Anche loro però dovranno stare attenti all’Inter perché abbiamo meritato di essere in finale con un grande percorso alle spalle. Mancano gli ultimi 90 minuti in gara secca, dovremo essere bravi a indirizzare gli episodi dalla nostra parte.

Come sta Lautaro Martinez?
Sta bene, era già disponibile per la partita di Como. Farà una settimana di lavoro normale e anche a Como se ci fosse stato bisogno sarebbe sceso in campo. Ho deciso di aspettare il rientro, ma sia lui che Frattesi mi hanno dato garanzie di recupero al 100%.

Il Psg per molti è favorito: come potete sovvertire la situazione?
Con organizzazione e spirito, sicuramente è qualcosa che potrà aiutarci. In finale ovviamente si trovano grandi avversari come lo è stato il Manchester City due anni fa. In una gara secca non c’è modo di rimediare, quindi ci vorranno corsa, determinazione e grinta come abbiamo già dimostrato di avere.

Come si fa a far capire alla squadra che la finale di Champions va oltre lo scudetto appena perso?
Per questi quattro anni i ragazzi sono stati fantastici, a loro non posso dire nulla. Hanno tutti un grande senso di appartenenza e la società è d’accordo con me. Hanno gioia nelle vittorie e lacrime nelle sconfitte, come venerdì che non è stato un giorno semplice con un campionato perso difficile da mandare giù. Guardiamo avanti, petto in fuori e testa alta. Li ho rivisti oggi per la prima volta, abbiamo pranzato insieme perché dopo Como li ho lasciati tranquilli. Abbiamo una grande partita di fronte e questo gruppo mi ha sempre emozionato e lo farà anche sabato.

Per qualcuno quattro anni fa questa squadra non aveva futuro: quali sono i presupposti per andare avanti insieme?
Tra me e la società c’è una bella unione. Ho un contratto con l’Inter e sto benissimo qua. Parleremo, ma il focus principale è l’Inter. Ora conta solo la partita di sabato e va oltre ogni discorso su Inzaghi…

Cosa pensi delle parole di Conte secondo cui il campionato premia la regolarità mentre la Champions è più legata ad episodi…
Ognuno ha le proprie idee, l’importante è che ci sia onestà intellettuale. Io non sono d’accordo, ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo tanto in campionato quanto in Champions e per questo entrambe le competizioni possono essere condizionate da un rigore, una squalifica o un’ultima giornata di campionato più facile rispetto ad un’altra.

Qual è stato il ruolo di Carlos Augusto in questa Champions e quale sarà in finale?
Bisogna fare i complimenti alla società perché è stato un acquisto valutato buono, ma meno di quanto ha reso. Ha fatto due ottimi campionato con fisicità e tecnica, può fare il terzo di difesa o il quinto a centrocampo. Allenandolo ho capito che era ancora più forte di quanto pensassi. Mi posso fidare di lui in ogni ruolo e sono sicuro che Ancelotti lo seguirà con attenzione.

Voi siete lo stesso gruppo di Istanbul in pratica, il Psg è cambiato molto dalla sua finale: quanto conta la volontà di rivalsa rispetto a Istanbul?
Può essere una risorsa, perché averla giocata può aiutare. Sappiamo però che nel Psg ci sono giocatori che hanno fatto finali, hanno vinto un Mondiale e un allenatore che ha già raggiunto questi traguardi. Ci giocheremo la partita.

In questa finale l’Inter è arrivata con uno status europeo consolidato: come cambia nella preparazione della partita?
Sicuramente ci arriviamo con la delusione di aver perso il campionato. Potevamo fare qualcosa di più nonostante tutto quello che ci è successo, ma che non voglio commentare più. Nemmeno il percorso per arrivare a Istanbul fu semplice, ma sono stati due percorsi abbastanza simili per arrivare in finale. Ora il passato non conta, pensiamo al futuro.

Quanto può e deve cambiare i discorsi futuri la vittoria della Coppa?
Sappiamo che vincere o meno fa tutta la differenza del mondo, ma il percorso dei ragazzi è stato straordinario in questa stagione. Abbiamo dato tutto sul campo senza fare scelte, pur con qualche imprevisto e senza cercare alibi.

Sylvinho si coccola Asllani: “Sta facendo benissimo, siamo orgogliosi di lui”

Asllani
Kristjan Asllani pensieroso ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il tecnico dell’Albania Sylvinho, con alle spalle un’esperienza sulla panchina dell’Inter al fianco di Mancini, parla del momento di Asllani. Di seguito le parole del ct in ritiro con la Nazionale in vista della sfida tra Albania e Serbia.

Asllani impegnato con l’Inter sabato nella finale tra PSG e Inter, cosa ne pensa? Le parole di Sylvinho ai microfoni IMinter.it: “Asllani rappresenta l’Albania, sta facendo benissimo. Mi piace tantissimo, in Nazionale ha disputato ottime gare, si allena benissimo ed ha grande carattere. Sabato spero avrà la fortuna di giocare la finale e vincere, siamo fieri di Asllani. Da calciatore so cosa significa una partita come quella di sabato, probabilmente la più bella del mondo”.

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Juventus, al Mondiale per Club alla guida ci sarà Tudor

serie a enilive 2024 2025: lazio vs juventus
IGOR TUDOR PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sarà Igor Tudor l’allenatore della Juventus al Mondiale per Club. Lo ha confermato il suo agente Anthony Seric. Sembrava già lontano dalla Juve prima del match contro il Venezia, ma dopo la vittoria e la qualificazione ottenuta, tutto sembra cambiato.

Juventus, sarà Tudor a guidare i bianconeri negli USA

Seric ha dichiarato: “Quello di ieri è stato uno sfogo da parte di Tudor dettato dalla tensione per l’obiettivo raggiunto non senza difficoltà, ma in un clima di grande serenità all’interno del club. Igor ha un ottimo rapporto con Giuntoli e tutte le componenti del club: dopo le interviste a caldo poi lui e Cristiano si sono parlati e Igor rispetterà l’impegno preso di guidare la Juve al Mondiale per Club”.

Al momento il tecnico croato continuerà a guidare i bianconeri, ma senza mettere alcuna fretta alla società sulla scelta futura. spera chiaramente di poter ancora essere l’allenatore della Juve nella prossima stagione e ne rispetterà i tempi della scelta. Nulla di diverso infatti gli è stato comunicato. Mentre tutti sognato l’arrivo di Antonio Conte sulla panchina, era prevedibile la difficoltà a portare il tecnico del Napoli a sedersi subito sulla panchina bianconera, soprattutto in una competizione così importante. Al momento è Tudor che si prende quindi questa responsabilità, sperando di portare i bianconeri il più lontano possibile nella manifestazione che si terrà negli USA.

Igor Tudor sarà l’allenatore della Juventus al Mondiale per Club

juventus calcio
L’URLO DI IGOR TUDOR ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus, Seric (ag. Tudor): “Quello di ieri è stato uno sfogo”

Tudor sarà l’allenatore della Juventus anche al Mondiale per Club. A confermare, anzi, a smentire quanto aveva anticipato il tecnico croato a margine della gara contro il Venezia, è stato l’agente, Anthony Seric, il quale, ai microfoni di Sky Sport, ha dichiarato: “Quello di ieri è stato uno sfogo da parte di Tudor dettato dalla tensione per l’obiettivo raggiunto non senza difficoltà, ma in un clima di grande serenità all’interno del club. Igor ha un ottimo rapporto con Giuntoli e tutte le componenti del club, dopo le interviste a caldo poi lui e Cristiano si sono parlati e Igor rispetterà l’impegno preso di guidare la Juve al Mondiale per club. E non metterà nessuna fretta alla società sulla scelta futura perché spera chiaramente di poter ancora essere l’allenatore della Juve nella prossima stagione e ne rispetterà i tempi della scelta. Nulla di diverso infatti gli è stato comunicato. Tudor si sente juventino dentro, ha lavorato con grande passione e professionalità in questi mesi a dimostrazione del grande legame che ha con il mondo Juve”.

Roma, obiettivo Fabregas: pronti all’assalto finale

serie a enilive 2024 2025: lazio vs como
L’URLO DI CESC FABREGAS CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cesc Fabregas è il nome che mette d’accordo tutti. Sono tanti i club pronti ad offrire un contratto all’attuale allenatore del Como, ma soprattutto a Trigoria c’è gran voglia di portare il tecnico in panchina. Tra società e allenatore non c’è ancora nessun accordo, o almeno non quello definitivo. La Roma ci proverà nei prossimi giorni.

Roma, pressing per Fabregas, ma c’è una clausola

L’allenatore spagnolo ha aperto ai capitolino dopo aver capito che il Napoli aveva fatto altre scelte e che il Como è una realtà che forse oggi gli sta stretta, considerando l’assenza di grandi progetti, soprattutto europei. La Roma si è mossa in forte pressing la scorsa settimana per chiudere subito, ma di fronte ha trovato il muro del club comasco che vorrebbe trattenere Fabregas ancora una stagione. Ciò che preoccupa è una clausola difficilmente aggirabile.

Nessuna clausola può fermare la volontà di un uomo, ovviamente conta anche il parere dell’allenatore, ma tutto dipende anche dalla società capitolina e cosa offrirà al tecnico per convincerlo. Se non dovesse andare in porto con lo spagnolo, il profilo giovane piace a Ghisolfi e ai Friedkin, in seconda fila resta il nome di Gasperini che si è preso qualche giorno per decidere e che sembra aver riaperto al rinnovo con l’Atalanta. Ma il suo nome è poco gradito alla piazza, un aspetto questo che i Friedkin tengono in considerazione.