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Serie B: i risultati della 7^ giornata. Pisa flop, Palermo TOP

Alessio Dionisi
L'allenatore dell'Empoli Dionisi

Si è chiusa ieri sera con due posticipi la 7^ giornata del campionato di Serie B, con il Palermo che vince a Bolzano contro il Sudtirol, mentre il Brescia batte 3-2 una spenta Cremonese. Il Palermo si rilancia con i tre punti in zona playoff, e piano piano Dionisi sembra che stia riuscendo a trovare la quadra, il Brescia si rialza e nel primo tempo rifila tre reti as una Cremonese senza anima, che nella ripresa accorcia le distanze e rende la sconfitta meno pesante, ma Stroppa deve lavorare per evitare cali di rendimento. Il Pisa perde la prima partita, ed ora è lo Spezia l’unica imbattuta, a Castellammare nessuno si salva, ma l’assenza di Tramoni pesa eccome, e per sabato l’attaccante di origini corse è in forte dubbio.

I risultati

Venerdì, ore 20:30 Cittadella-Frosinone 1-2. Marcatori: 35’ Oyono (F), 63’ Partipilo (F), 70’ Cassano (C).

Sabato, ore 15:00 Sassuolo-Spezia 0-0.

Sabato, ore 15:00 Carrarese-Reggiana 0-0.

Sabato, ore 15:00 Bari-Cosenza 1-1. Marcatori: 39’ Pucino (B), 87’ Fumagalli (C).

Domenica, ore 15:00 Salernitana-Catanzaro 0-0.

Domenica, ore 15:00 Modena-Sampdoria 1-3. Marcatori: 57′ Ioannou (S), 76′ Tutino (S), 79′ Coda (S), 83′ Beyuku (M).

Domenica, ore 15:00 Juve Stabia-Pisa 2-0. Marcatori: 12′ Varnier, 83′ Artistico.

Domenica, ore 15:00 Cesena-Mantova 4-2. Marcatori: 5′ Shpendi (C), 21′ Kargbo (C), 43′ Prestia (C), 58′ Redolfi (M), 70′ Tavsan (C), 84′ Ruocco (M).

Lunedì, ore 19:30 Sudtirol-Palermo 1-3. Marcatori: 20′ Baniya (P), 51′ Casiraghi (S), 63′ Diakité (P), 81′ Insigne (P).

Lunedì, ore 20:30 Brescia-Cremonese 3-2. Marcatori: 6′ Bessaggio (B), 34′ Borrelli (B), 39′ Verreth (B), 70′ Nasti (C), 81′ Buonaiuto (C).

La classifica

  1. Pisa 16
  2. Spezia 13
  3. Brescia 12
  4. Sassuolo 12
  5. Cesena 11
  6. Palermo 11
  7. Juve Stabia 11
  8. Cremonese 10
  9. Mantova 10
  10. Bari 9
  11. Reggiana 9
  12. Sudtirol 9
  13. Modena 8
  14. Sampdoria 8
  15. Salernitana 8
  16. Catanzaro 7
  17. Cittadella 7
  18. Frosinone 6
  19. Cosenza 5
  20. Carrarese 4

*Cosenza -4 punti di penalità

Boniek: “So come lavora Conte, Inter e Napoli davanti. Lukaku fa sempre la differenza”

romelu lukaku
ROMELU LUKAKU MANDA BACI VERSO IL CIELO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto a Radio Kiss Kiss, Zbigniew Boniek, ex calciatore di Roma e Juventus, ha parlaato della lotta Scudetto e non solo.

Boniek: “Juventus dietro Inter e Napoli”

“Il Napoli quest’anno mi piace moltissimo perché mi piace Conte, lo conosco e so come lavora. Una griglia scudetto per me vede davanti Inter e Napoli, con la Juventus leggermente dietro perché deve ancora lavorare tanto. Però conclusioni dopo sei giornate è difficile, anche se la Juventus ancora non ha subito gol e questo è molto importante. Anche il Napoli ha una buona difesa, ma ha un centravanti (Lukaku, ndr) che in Italia fa sempre la differenza, anche se come condizione atletica a volte fa fatica, perché adora la ‘carbonara’ (ride, ndr)”. Queste le sue parole.

ESCLUSIVA SPORTPAPER TV – Tiribocchi: “L’Inter e la Roma? Un rimpianto. Per l’Atalanta era giunto il momento di cambiare”

Simone Tiribocchi, ex calciatore di Atalanta, Lecce e Torino, è intervenuto a SportPaper TV, con Roberta Pedrelli, su RadioRoma News e Bom Channel.

Tiribocchi: “L’attaccante in cui mi rivedo di più è Krstovic”

Napoli primo, con Conte e le coppe da non affrontare, può essere la favorita?

“Sicuramente è una forte rivale dell’Inter, che ha ancora una marcia in più, nonostante la partenza non esaltante. Non avere le coppe, dato il grande dispendio che ne consegue, può essere un vantaggio. Conte, che conosco, darà filo da torcere alle avversarie”.

Tante partite e aumento importante, un suo punto di vista.

“Sono d’accordo? Dobbiamo esserlo, non c’è mai stato un sondaggio. Se vogliamo vedere società che fanno un certo tipo di mercato allora dobbiamo adattarci. È vero che ci sono troppe partite, ma non vi sono alternative. A me piaceva giocare. Io non ho mai fatto le Coppe, ma, ad esempio, durante la settimana di Coppa Italia prediligevo giocare, piuttosto che allenarmi. Normale che a gennaio-febbraio si possa essere un po’ stanchi, così come è come al rientro da infortunio. Tuttavia, ora sono tutte rose da 25-26 giocatori. I turnover durano fino a dicembre, poi iniziano le partite importanti e chi non ha dimostrato non gioca”.

Un episodio: una trattativa con la Roma saltata e un no all’Inter?

“Ho parlato con i dirigenti della Roma, mentre la seconda volta è stata un’iniziativa popolare promossa da una radio. Ricordo che i tifosi chiesero di portare a Roma tutti coloro i quali che fossero nati a Roma o che tifassero Roma. Una petizione che poi non ha funzionato. Mi sarebbe piaciuto, sono romano, vengo da una famiglia romanista. È una big, è come se avessi detto di sì a Milan, Inter…Con l’Inter, invece, era una decisione da prendere sul momento. C’era un match imminente di Coppa Italia e non avevano attaccanti, mi proposero di andare, anche se dopo sarebbero tornati sia infortunati che altri in Coppa d’Africa, ma non me la sono sentita. Si tratta dell’Inter di Mancini, nel 2005. In quel momento avrei giocato quella singola partita, poi il campo l’avrei visto con il binocolo, era un attacco strepitoso. Decisi di restare al Chievo e un mese dopo mi operai per un problema di ernia al disco”.

Tra i bomber di oggi ce ne sono molti criticati, come, ad esempio, Vlahovic. Deve essere l’allenatore a mettere l’attaccante in condizione, o viceversa?

“Quando si parla di un giocatore così forte c’è una via di mezzo. Dopo tanti anni di Juventus, che ci sia ancora aperto il caso Vlahovic vuol dire che anche il calciatore non si è messo da parte. Sicuramente non è mai stata costruita una squadra attorno a lui. Si è ritrovato ad avere responsabilità enormi ed è stato uno dei tanti, mentre a Firenze era unico. Altro aspetto è il carattere, ossessionato dal gol, dalla prestazione, dall’essere il migliore, che lo porta a sbagliare troppo ed essere troppo nervoso. Non si riesce a sistemare la questione. Nessuno mette in dubbio il suo talento, ma per il giocatore che è ci si aspetta di più. Mettiamo anche che Motta ha messo fuori Nzola a La Spezia e Arnautovic a Bologna, prime punte con caratteristiche simile, e alla Juve non può farlo”.

Come vedi questa Roma? Con Juric è tornata la concentrazione?

“La cosa più importante è vincere. La cosa migliore in queste partite è il risultato. È pur vero che i ragazzi sono passati da un tecnico accentratore e difensivista come Mourinho ad uno molto amico dei giocatori e offensivo quale De Rossi, per poi cambiare verso un allenatore molto duro, che gioca un altro calcio ed è molto esigente, che è Juric. Nel giro di pochi mesi è cambiato tanto. Le prestazioni non sono all’altezza, ma i risultati sì. Qualora quest’ultimi fossero stati negativi si sarebbe alimentata una contestazione, pronta dietro l’angolo”.

Un parere sul Torino e su Vanoli.

“Torino è una piazza strepitosa. La contestazione contro il presidente non dava tranquillità. I tifosi granata sono pazzeschi. Già con Juric il Toro ha fatto un percorso importante, è andato vicino all’Europa. Vanoli è stato con Conte e si vede. Sa come lavorare, dove vuole arrivare. Ha fatto bene a Venezia, in entrambi gli anni. Il Torino fa capire che ci capisce. Hanno preso giocatori forti e hanno scelto bene gli ultimi due tecnici. Ciononostante, si può lottare sino ad un certo punto, poi sei costretto a fermarti”.

La Roma ha cambiato tre allenatori in 8 mesi. Perché i giovani nel secondo tempo sono già al limite delle proprie forze. Qual è la causa?

“Credo sia una pesantezza mentale. Quando cambi allenatore sei l’unico responsabile. A Roma non è facile andare in campo e metterci la faccia. Non è una questione fisica, nonostante ci sia da correre di più. Ci sono le caratteristiche tecniche che vanno rispettate, Baldanzi non sarà come Pellegrini, così come Koné non sarà come Cristante. La Roma ha lottato sempre in Europa, la rosa giallorossa è arrivata sempre alla fine delle coppe. Un po’ di stanchezza ci può stare”.

In quale attaccante dell’attuale Serie A ti rivedi? Dovbyk?

“Dovbyk è molto più fisico. Il gol in diagonale di sinistro è simile a un mio gol. Era una fisicità diversa. Invece, quello che mi si avvicina di più Krstovic, o Castro. Dovbyk farà gol”.

L’Atalanta può essere competitiva?

“Non ha la continuità di questi ultimi anni. È partita prima per la preparazione, in vista della Supercoppa Europea. Vincere l’Europa League non è scontato, è il trofeo più importante che si potesse vincere. Era il momento giusto per chiudere un ciclo, ripartire da zero. La società si muove bene ed era necessario ricostruire. Naturalmente, è difficile ragionare senza Gasperini e comprendo la scelta. La squadra ora è stanca, l’allenatore chiede ritmi alti. Non è facile”.

 

Fonseca: “Difficile che giochi Morata. Buon rapporto con Ibra, apertura totale da parte di Leao”

Paulo Fonseca
PAULO FONSECA CARICA I SUOI RAGAZZI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia della sfida contro il Bayer, Paulo Fonseca, tecnico del Milan, ha parlato delle condizioni di Morata e non solo: “Morata? Difficile che giochi. Non voglio prendere rischi perché non sta totalmente bene, sebbene oggi si sia allenato”.

Fonseca: “Come sostituirà Morata? Non posso dirlo..”

La sensazione è che al Milan sia cambiato il vento. Lei se ne è reso conto a Milanello?
“Di sicuro è cambiata la fiducia all’interno del club, dei tifosi e degli stessi giocatori. La squadra però non è ancora vicina a quello che voglio io, dobbiamo migliorare molto il nostro gioco posizionale, le decisioni e tanto altro. Abbiamo spazio e tempo per migliorare”.

Giocare a viso aperto con una squadra che ha perso solo due volte nel 2024. Domani si prepara più psicologicamente o tatticamente la partita?
“Anche l’Inter aveva perso solo due partite lo scorso anno. Loro hanno una grande identità, ma come dico ai miei giocatori queste partite sono delle opportunità e vanno sfruttate”.

Il rapporto con Leao cresce e migliora. Come si sta trovando con lui?
“Leao è una persona che ascolta e vuole imparare, sin dal primo giorno in cui ci alleniamo insieme. Ho un’apertura totale da parte sua”.

Come sostituirà Morata?
“Non posso dire tutto, ma Loftus-Cheek è la più grande possibilità che abbiamo per sostituirlo”.

Lei ha sentito la fiducia della società nel periodo difficile prima del derby? Il suo riferimento chi è? Ibrahimovic o direttamente la proprietà?
“Ho un buon rapporto con tutti loro. Zlatan viene spesso a Milanello e parlo con lui, ma anche con Moncada, Furlani e Cardinale. Tutti mi hanno trasmesso fiducia e calma sempre, mai nulla di diverso”.

Slovan Bratislava-Manchester City, probabili formazioni e dove vederla

Manchester City Real Madrid, risultato, tabellino e highlights

Il pareggio contro il Newcastle non ha lasciato certo di sasso il Manchester City, che domani vuole riprendere il cammino con i 3 punti. La gara delle 21 andrà in onda su Sky Sport.

Slovan Bratislava-Manchester City, le probabili formazioni:

SLOVAN BRATISLAVA (4-3-3): Takac; Blackman, Kashia, Wimmer, Medvedev; Tolic, Szoke, Gajdos; Barseghyan, Strelec, Weiss. All. Weiss.

MANCHESTER CITY (3-2-4-1): Ederson; Akanji, Ruben Dias, Gvardiol; Lewis, Kovacic; Savinho, Bernardo Silva, Gundogan, Doku; Haaland. All. Guardiola.