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Cremonese – Napoli 0-2: Hojlund show, doppietta e messaggio all’Inter

serie a enilive 2025 2026: napoli vs pisa
Rasmus Winther Hojlund punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dopo la vittoria della Supercoppa il Napoli riparte forte in campionato con il suo bomber Rasmus Hojlund che mette a segno una doppietta nel primo tempo prima al 13′ sfruttando il tiro deviato di Spinazzola e poi al 45′ con un pallone spizzato sul secondo palo che col destro il danese mette in porta. Lo spartito rimane lo stesso per tutta la durata del match con la Cremonese che prova a gestire i tempi di gioco ma è il Napoli ad avere le occasioni migliori con uno straripante Hojlund. Con questa vittoria il Napoli scavalca momentaneamente l’Inter e vola a -1 dalla vetta occupata dal Milan.

Tabellino del match

Reti: 13′ 45′ Hojlund

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti (82′ Floriani); Barbieri (60′ Johnsen), Zerbin (77′ Bonazzoli), Grassi (77′ Bondo), Payero, Pezzella; Sanabria (60′ Moumbagna), Vardy. All. Nicola

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano (89′ Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Spinazzola (46′ Gutierrez); Neres (73′ Buongiorno), Hojlund (89′ Lucca), Elmas (51′ Lang). All. Conte

Ammoniti: 34′ Juan Jesus, 45+3′ McTominay, 58′ Barbieri, 84′ Bonazzoli

Milan-Verona 3-0: i rossoneri dilagano a San Siro, gialloblù mai in gara

Pulisic
Christian Pulisic ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

A San Siro è appena terminato il match Milan-Verona valido per la 17esima giornata di Serie A Tim. La partita finisce 3-0 per i rossoneri con gol di Pulisic e doppietta di Nkounkou.

Milan-Verona, il tabellino

Il primo tempo il Verona riesce a contenere il Milan, ma dura giusto un tempo. Verona gestisce in modo bello e ordinato la gara nel primo tempo, dove il il MILAN finisce in gabbia, ben domato dagli Scaglieri. Il primo tempo finisce con il vantaggio del Milan con gol di Pulisic. Nel secondo tempo il Diavolo piazza altri due colpi ad inizio ripresa dopo una clamorosa occasione nel primo tempo. Sconfitta amara per il Verona, con il Milan che si trova a gestire e palleggiare nella parte finale di gara. Gialloblù quasi non pervenuti sotto la porta di Maignan. Il Verona è pallido, non riesce ad entrare nella partita e non sfonda. Verso il finale Nelsson commette un evitabilissimo fallo da rigore su Nkunku che stappa la gara dei rossoneri.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (86′, Odogu),  De Winter, Pavlović; Saelemaekers (76′, Athekame), Loftus-Cheek (71′, Fofana), Modrić (70′, Jashari), Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic (75′, Ricci). A disp.: Terracciano, Torriani; Athekame, Estupiñan, Odogu; Fofana, Jashari, Ricci; Castiello. Allenatore: Allegri.

HELLAS VERONA (3-5-1-1): Montipò; Núñez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke (75′, Serdar), Niasse, Elmusrati, Bernède, Bradarić (56′, Valentini); Giovane (46′, Orban),  Mosquera (46′, Sarr). A disp.: Perilli, Toniolo; Ebosse, Fallou, Valentini; Gagliardini, Harroui, Kastanos, Serdar, Slotsager, Yellu; Ajayi, Orban, Sarr. Allenatore: Zanetti (squalificato, in panchina Bertolini).

Arbitro: Fabbri di Ravenna.

Reti: 45′, Pulisic; 48′ Nkounkou, 53′, Nkounkou.
Ammonizioni: 43′, Al Musrati (V).
Espulsioni:

 

Atalanta-Inter, le ultimissime sulle formazioni

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CRISTIAN CHIVU PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Le probabili formazioni di Atalanta-Inter

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Zappacosta, Ederson, de Roon, Zalewski; De Ketelaere, Pasalic; Scamacca. All. Palladino.

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Chivu

Finale da incubo, il libro di Antonio Grasso: “Analogie tra Piazza San Carlo e l’Heysel? Entrambe hanno segnato un prima e un dopo”

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Antonio Grasso, giornalista, poeta e aforista, è stato intervistato in esclusiva da Sportpaper.it per parlare del suo libro Finale da incubo, il primo e unico testo che ripercorre e analizza la tragica notte di piazza San Carlo del 3 giugno 2017. Un racconto che nasce da uno degli episodi più drammatici del calcio italiano recente, segnato da vittime e numerosi feriti, e che invita a riflettere sulle responsabilità, sulle dinamiche collettive e sulle conseguenze di quella serata.

Antonio Grasso: “Le tre stragi di Torino seguono gli stessi numeri esoterici. Durante quelle sere, lo shock collettivo ha alimentato le tragedie.”

Come nasce questo libro?

Il libro nasce, come suggerisce il titolo, dalla sera della finale di Cardiff, una vera e propria notte da incubo. Da un lato c’è stata l’ennesima sconfitta della Juventus in una finale di Champions League, dall’altro i fatti ben più gravi di piazza San Carlo, che hanno segnato profondamente Torino. Essendo un grande appassionato di astrologia, ho iniziato a notare una serie di collegamenti tra la città e tragedie come quella del 2017, dell’incendio del Cinema Statuto e andando ancora più indietro nel tempo, la strage di Superga. In particolare, mi ha colpito la ricorrenza di alcuni numeri — 3, 7, 11 e 17 — presenti in entrambi gli eventi, un dettaglio che ha alimentato la mia riflessione e il percorso che mi ha portato alla scrittura del libro.

Quali sono le principali similitudini e differenze con la strage dell’Heysel?

Tra le similitudini c’è innanzitutto la presenza della Juventus in una finale di Coppa dei Campioni. Entrambi gli avvenimenti hanno rappresentato uno spartiacque, segnando un prima e un dopo soprattutto per quanto riguarda le normative sull’ordine pubblico e la sicurezza negli stadi. Le differenze, invece, sono evidenti e riguardano innanzitutto la drammatica sproporzione nel numero delle vittime: le tre di piazza San Carlo a fronte delle trentanove dell’Heysel. Va inoltre ricordato che, dopo i disordini del 1985, la UEFA impose ai club inglesi il divieto di partecipare alle competizioni europee, un’esclusione che si protrasse dal 1985 al 1990.

Cosa ha innescato le due stragi?

Essendo presente la sera del 3 giugno, e come confermato anche dalle indagini della Procura, tutto ebbe origine da un tentativo di rapina compiuto con l’uso di spray urticante. Un episodio molto simile a quanto accaduto circa un anno dopo nella discoteca di Corinaldo, durante il concerto del rapper Sfera Ebbasta. Nel libro, grazie anche al prezioso contributo della psicoterapeuta Laura Sola, vengono analizzati i meccanismi di terrore che in entrambe le circostanze si sono innescati all’interno della folla, dando vita a uno shock collettivo. Per quanto riguarda invece la tragedia del 1985 all’Heysel, si parla di un evento causato sì da una frangia di tifosi violenti, gli hooligan, ma anche dall’inadeguatezza strutturale dello stadio e da una gestione inefficace dell’ordine pubblico da parte delle autorità belghe. Allo stesso modo, si può affermare che l’ordine pubblico in occasione dell’evento di piazza San Carlo sia stato gestito con criticità simili.

Dopo questi avvenimenti cosa è cambiato a livello normativo?

Fortunatamente, dopo gli avvenimenti di piazza San Carlo, sono cambiate diverse condizioni legate all’ordine pubblico. Prima di quella tragedia, ad esempio, non esisteva l’obbligo di garantire vie di fuga. Oggi, grazie alla circolare Gabrielli del 7 giugno 2017, è fondamentale, nonché obbligatorio che ogni piazza o luogo pubblico disponga di adeguate vie di ingresso e di uscita. È inoltre vietata la somministrazione di bottiglie di vetro o di plastica: quella sera, infatti, i cocci di vetro e i bicchieri a terra hanno aggravato la situazione, diventando per le vittime una pericolosa insidia durante la fuga. Anche il rapporto tra la capacità di un’area e il numero effettivo di persone presenti è cambiato. Quella sera in piazza San Carlo erano presenti circa 30.000 persone, un numero sicuramente sproporzionato rispetto alla reale capacità di contenimento dell’area. Una volta innescato lo shock collettivo, il fuggi fuggi generale ha trasformato la serata in quell’incubo che tutti ricordiamo. In risposta a tragedie come quella dell’Heysel nel 1985, il Consiglio d’Europa elaborò la Convenzione europea sulla violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, in particolare le partite di calcio, impegnando gli Stati membri a collaborare e a adottare misure preventive, come il controllo dei biglietti, la regolamentazione dell’alcol, la presenza di forze di polizia e il miglioramento delle infrastrutture. In Italia, questo portò all’introduzione del DASPO.

Magia Miretti, Kalulu e Yildiz stendono 2-0 il Pisa. Juve a -1 dalla vetta

serie a enilive 2025 2026: pisa vs juventus
KALULU ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La prima frazione di gioco regala tanti duelli fisici e poche emozioni. Juve spenta e senza idee contro un buon Pisa che ha l’occasione migliore dei primi 45 minuti con la traversa di Moreo sul cross di Aebischer. Riparte fortissimo il Pisa nel secondo tempo arrivando a colpire un altro legno di testa con Tramoni tutto solo in area al 60′. Pochi minuti dopo è la Juve a colpire il palo con Kelly che scarica un bolide col mancino sul palo del portiere. La partita è finita sui binari della Juventus dall’entrata di Zhegrova ed è lui a inventare per Cambiaso che serve sulla destra dell’area McKennie in mezzo per Kalulu che da punta vera e con l’aiuto involontario di Calabresi fa 0-1. Al 92′ David conduce il contropiede della Juve serve Miretti che con la suola mette a sedere difensore e portiere del Pisa ma si allunga il pallone, per sua fortuna c’è Yildiz che a porta vuota chiude il match. Con due partite in più i bianconeri si portano a -1 dalla vetta occupata dall’Inter.

Tabellino del match

Reti: 74′ Kalulu, 92′ Yildiz

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi (84′ Buffon), Caracciolo, Canestrelli; Tourè, Leris (78′ Lorran), Aebischer (78′ Marin), Vural (65′ Hojholt), Angori (65′ Bonfanti); Moreo, Tramoni. All. Gilardino

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; Cambiaso (86′ Kostic), Locatelli (60′ Zhegrova), Thuram, McKennie; Koopmeiners (86′ Miretti), Yildiz (93′ Joao Mario); Openda (60′ David). All. Spalletti

Ammoniti: 6′ Angori, 52′ Vural, 53′ Locatelli, 76′ Caracciolo, 86′ Tramoni