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Inter, fiato sospeso per Taremi e De Vrij: gli ultimi aggiornamenti

Taremi
L’ISRAELIANO DEL PORTO MEHDI TAREMI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In casa Inter ancora con il fiato sospeso per l’infortunio a due giocatori. A circa due settimane dall’esordio in campionato, i nerazzurri sono alle prese con due tegole: infortunio a Taremi e De Vrij.

Inter, attesa degli esami per De Vrij, Taremi verso il recupero

Infortunio non grave, ma di origine muscolare quello accusato da Stefan de Vrij nell’amichevole di Monza di due giorni fa. Le condizioni del centrale olandese destano preoccupazione. Nel pomeriggio l’olandese si sottoporrà agli esami strumentali e lo staff medico nerazzurro potrà vederci più chiaro. Il giocatore potrebbe esserci per il debutto in Serie A se non dovessero esserci gravi lesioni.

La preoccupazione per l’ex attaccante del Porto, che si era fermato una settimana fa per un risentimento muscolare al bicipite femorale della coscia sinistra, desta preoccupazione maggiore. Forzare i tempi di recupero metterebbe a rischio ancora di più il giocatore. Difficile per lo staff medico restituire Taremi a Inzaghi per l’esordio di Genova, si potrebbero compromettere le cose a lungo termine. Al momento l’iraniano sta seguendo il programma di recupero senza spingere troppo. Tutti sperano di vederlo presto in campo, soprattutto mister Inzaghi che nelle amichevoli ha avuto modo di vedere le qualità dell’attaccante che ha messo a segno 6 gol.

Milan, Fonseca avrà il terzino che manca: rossoneri vicini a Emerson Royal

paulo fonseca
PAULO FONSECA SALUTA ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Il Milan è a lavoro per prepararsi alla nuova stagione, i rossoneri domani riprenderanno gli allenamenti. Intanto la dirigenza si concentra sul mercato ed è vicina alla chiusura della trattativa con Emerson Royal.

Milan, la conclusione della trattativa per Emerson e vicina

Il terzo colpo estivo del Diavolo arriva prima della breve sosta di Ferragosto, quando mancheranno appena nove giorni dall’esordio in campionato a San Siro del Milan. Il nome del nuovo acquisto in arrivo nell’organico nelle mani di Paulo Fonseca e Emerson Royal. Il Milan aveva bisogno di un terzino di qualità, che facesse la differenza, non poteva contare solo su capitan Calabria, adesso arriverà un altro terzino di qualità e spinta.

La trattativa tra le parti sta andando avanti da tempo, parecchio distanti fino a pochi giorni fa. L’ostacolo principale è il prezzo degli Spurs, il Milan che offriva poco più di dieci milioni, il Tottenham che ne chiedeva 25. Nelle ultime settimane , grazie anche al desiderio del giocatore brasiliano di voler approdare in Serie A, rossoneri e inglesi si sono avvicinate fino a trovare un’intesa intorno ai 15 milioni di euro, con trattativa a parte sui bonus. La conclusione è a un passo.

L’ultimo test della Lazio si chiama Cadice | Le probabili formazioni

VALENTIN CASTELLANOS E KAMADA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Torna in campo la Lazio di Baroni, che domani sarà impegnata nell’ultimo test amichevole contro il Cadice aspettando il campionato. Torna Nuno Tavares sulla fascia mentre davanti toccherà ancora una volta a Castellanos e capitan Zaccagni. Lotito intanto pensa a regalare quelle ultime due pedine che mancano a Baroni per completare il mercato.

Cadice-Lazio, le probabili formazioni:

CADICE (4-3-3) Caro; Zaldua, Glauder, V. Chust, Matos; Mari, Kouame, Fernandez; Gimenez, Sobrino, Ocampo.

LAZIO (4-3-3) Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Guendouzi, Rovella, Vecino; Tchaouna, Castellanos, Zaccagni.

Pellegrini: “Mourinho? Non l’ho più sentito, ma ci siamo chiariti. Dovbyk mi ricorda Vieri”

serie a tim 2023 2024: roma vs juventus
LORENZO PELLEGRINI PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Intervistato da “Il Messaggero”, Lorenzo Pellegrini, capitano della Roma, torna a parlare di Jose Mourinho ma soprattutto in vista del prossimo campionato, quello che dovrà consacrare il club giallorosso verso la Champions, che manca da troppo tempo.

Pellegrini: “Con Mou ho avuto un rapporto meraviglioso”

Pellegrini, vogliamo subito toglierci il dente?
“E togliamocelo (sorride)”.

Ha sentito Mourinho ultimamente?
“No, non c’è stata occasione. Tra me e lui comunque non ci sono problemi, ci siamo chiariti. Quello che dovevamo dirci ce lo siamo detto”.

Ecco, siccome tra anelli e lettere negli armadietti se ne sono dette di tutti i colori, ci regala la sua versione visto che della vicenda non ne ha mai parlato?
“Non l’ho fatto perché le cose all’interno dello spogliatoio devono rimanere tali. Poi visto che sono purtroppo uscite, voglio soltanto dire che con José ho sempre avuto un rapporto meraviglioso. A lui erano state dette delle cose sul mio conto che non erano assolutamente vere. E per come l’ho letta io, in un momento di profonda amarezza dettata dall’esonero, ha creduto a queste voci”.

E a quel punto cosa è accaduto?
“È inutile negarlo, quando ho visto la sua reazione (restituzione dell’anello donato per i 60 anni e lettera, ndr), ci sono rimasto male. Dopo tutte le emozioni che avevamo vissuto insieme, avrei preferito che fosse venuto a parlarmi di persona. Allora, ho fatto l’unica cosa che potevo fare in quel momento visto che aveva lasciato Trigoria: prendere il cellulare e chiamarlo. Abbiamo chiacchierato a lungo e ho capito quello che stava vivendo. Non mi va di entrare nello specifico di quello che ci siamo detti ma ci siamo chiariti, questa è la cosa che conta. E per me Mourinho rimarrà un tecnico che ringrazierò sempre”.

Vedendola allenarsi in ritiro, sembra più tranquillo rispetto al recente passato.
“È vero, l’ultimo anno non è stato semplice. L’unica cosa di cui non posso rammaricarmi è il fatto di non aver dato tutto. Mi dispiace che questo mio modo di essere, che non cambierà mai per niente e per nessuno, venga scambiato per poca personalità. Non penso che la personalità si dimostri platealmente o fingendo di esser quello che non sei. Io sono me stesso e vi assicuro che quando mi metto in testa una cosa la raggiungo. Fidatevi di me, sono uno che le cose le porta sempre a termine”.

La fascia condiziona quindi i giudizi?
“No, probabilmente no. Non è questione di essere o meno il capitano, di numero di maglia, ma di quello che sei. Dovrei forse aprirmi di più ma non posso snaturarmi”.

Lo sa che è una delle critiche le vengono mosse sui social è che non ride mai?
“(Sorride) Chi mi conosce sa che è una stupidaggine. In campo è più difficile, certamente non mi aiuta il fatto di essere un ragazzo riservato. Sono una persona semplice, che viene da una famiglia altrettanto semplice. Però, glielo assicuro, sono soltanto me stesso. A me non serve baciare la maglietta per dimostrare che amo la Roma perché quel gesto può farlo anche uno che è arrivato da cinque minuti. L’amore per questa squadra l’ho dimostrato tante volte. Come quando ho voluto a tutti i costi giocare un derby che poi mi è costato, per non essermi fermato per un problema al flessore, gli Europei vinti a Wembley. Ma avevo dato la mia parola al tecnico d’allora (Fonseca, ndr) e non potevo tirarmi indietro”.

A proposito di infortuni, perché nell’ultimo anno e mezzo ha faticato a trovare continuità?
“A livello di condizione, la passata stagione è stata la più complicata della mia carriera. Mi sono fermato subito dopo la seconda partita, quando stavo in nazionale. Un infortunio banale, roba di 2-3 settimane. Appena rientro, segno con il Frosinone e con il Servette e mi devo rifermare subito. Così è stato come prepararsi, fermarsi e riprepararsi nuovamente. Il problema però è che quello che hai fatto prima lo perdi e devi ricominciare da capo. Ci vuole tempo a quel punto. Da agosto a dicembre sono stato sempre male, mi sono ripreso per un paio di mesi e a giugno inevitabilmente mi sono spento di nuovo”.

E Dovbyk?
“Tecnicamente più di Lukaku mi ricorda Vieri. Il lavoro che faceva Romelu lo può anche fare ma lui vive proprio per il gol. È uno che vuole stare negli ultimi 16 metri o almeno avvicinarsi ad una zona dove sa che può segnare. Ama giocare in profondità. E poi è una bestia. Oggi abbiamo fatto la panca inclinata, ha fatto i pettorali con 35 chili…”.

Per venire incontro a chi mastica poco di tattica: trequartista, alto a sinistra?
“Sì qualcosa di simile l’ho fatto anche in Nazionale e ha creato qualche vocina… È normale che io non posso fare l’esterno, sono un centrocampista. Ma anche con Spalletti l’idea è che avrei ricoperto quella posizione nella fase difensiva e poi quando avevamo la palla dovevo entrare dentro al campo e lasciare spazio al terzino che saliva. E quindi mi trasformavo in quello che sono, un centrocampista offensivo”.

Juventus, quattro acquisti per il futuro. | E Chiesa resta sempre in uscita

atalanta calcio
Teun Koopmeiners saluta i tifosi dell’ Atalanta ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

“Koopmeiners, Todibo, Galeno, Conceicao, la Juventus vuole chiudere queste 4 operazioni. Per Chiesa le piste italiane sono sempre quelle”. Sarebbero questi gli acquisti chiesti da Thiago Motta, come riportato da Paolo Paganini su X.

Juventus all-in su Koopmeiners

Nessuna novità invece per quanto riguarda il futuro di Federico Chiesa, che interessa a Roma(su tutte), Lazio, Napoli e Inter(che vorrebbe però il giocatore a parametro zero per la prossima stagione). Intanto continua il braccio di ferro con l’Atalanta per Koopmeiners, che vuole lasciare la squadra di Gasperini per approdare alla Juventus.