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Lotito: “Su Greenwood Napoli e Juventus, sembra che ci stiano tutti gufando. Castellanos resta”

IL PRESIDENTE DELLA LAZIO CLAUDIO LOTITO PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto a “Il Messaggero”, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha parlato della situazione acquisti, dal possibile arrivo di Greenwood, esterno del Manchester United fino alla permanenza di Castellanos.

Lotito: “Crediamo in Castellanos”

Questo uno stralcio delle sue parole:

Sul talento classe 2001: “Ho offerto 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita, più bonus e commissioni. Eppure si sono infilate diverse società per fare azioni di disturbo. Dopo la Juventus il Napoli, sembra che tutti stiano gufando. Forse sono terrorizzati dal fatto che possiamo prenderlo e vogliono far saltare tutto”.

Castellanos sarà il futuro della Lazio?
“Ci hanno offerto tanto per il Taty, ma non lo cediamo perché ci crediamo. E pensiamo che possa finalmente sbloccarsi e dimostrare tutto il suo valore, senza il naturale peso di avere davanti chi aveva fatto la storia della Lazio”.

Inter, sondaggio del Monza per Correa | Lo scenario

Correa
Correa - ph: KeyPress

Inter, Correa vorrebbe rimanere in Italia

Joaquin Correa sembra essere destinato a partire. L’argentino si sta allenando ad Appiano Gentile, ma secondo Simone Inzaghi per la prossima stagione non ci sarà spazio per lui. E molte squadre sono interessate all’attaccante tra cui il Monza che ha cominciato ad effettuare i primi sondaggi. Il tucu preferirebbe rimanere in Italia dopo l’esperienza dello scorso anno al Marsiglia come rivela Tuttomercatoweb. Nelle scorse ore c’è stato l’interessamento anche dell’Aek Atene.

Roma, in arrivo il vice Svilar: Mathew Ryan | Alle 18:45 il suo approdo nella capitale

roma calcio
MILE SVILAR IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In una trattativa a grande sorpresa la Roma piazza il suo terzo acquisto della nuova stagione. Mathew Ryan arriva dall’Az Alkmaar e sarà il secondo portiere per la prossima stagione. Il portiere australiano ha 32 anni e può essere considerato una risorsa d’esperienza vista l’uscita di Rui Patricio. Con i giallorossi firmerà un contratto di una sola stagione con opzione per altre due stagioni.

Roma, Ryan arriverà nella capitale nel pomeriggio

Ryan si sta imbarcando da Amsterdam e arriverà all’aeroporto di Fiumicino alle 18:45 secondo quanto rivela vocegiallorossa.it. L’estremo difensore con la nazionale Australiana ha fornito ottime prestazioni partecipando a tre mondiali consecutivi, e vincendo la Coppa d’Asia nel 2015 venendo eletto miglior portiere del torneo. Ora svincolato dall’Az Alkmaar è pronto a calarsi nella nuova avventura a Roma.

Lautaro Martinez eroe dei due mondi | Decisivo con l’Inter, decisivo con l’Argentina

Lautaro Martinez
LA GRINTA DI LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lautaro Martinez sta vivendo probabilmente il miglior momento della sua carriera. Dopo lo scudetto vinto con l’Inter da assoluto protagonista e il titolo di capocannoniere della Serie A conquistato, è arrivato per lui anche il trionfo in Copa America nella notte, con gol decisivo in finale contro la Colombia e, anche in questa competizione, la palma di miglior marcatore del torneo. Ora per lui il meritato riposo, con vacanze lunghe che finiranno intorno al 7 agosto quando tornerà ad Appiano Gentile a 10 giorni dall’inizio del campionato. Prima dell’inizio della nuova stagione tra l’altro, firmerà il rinnovo di contratto con l’Inter fino al 2029, con ingaggio da top player assoluto vicino ai 9 milioni a stagione.

La parabola di Lautaro Martinez, fame, spirito di sacrificio e voglio di migliorarsi sempre

Ma la parabola ascendente di Lautaro Martinez merita sicuramente di esser celebrata, dal suo arrivo a Milano quando era ancora acerbo alla sua crescita esponenziale anno dopo anno, sempre con la 10 dell’Inter sulle spalle. La personalità al ragazzo non è mai mancata, anche se qualcuno è stato in grado di metterla in dubbio per qualche rigore sbagliato di troppo (senza ipotizzare che la battuta dei rigori non fosse tra le sue prerogative principali) e l’ha sempre dimostrata nel rettangolo verde. Da Milano all’Argentina, passo dopo passo, sempre obbligato a dimostrare di valere determinati palcoscenici, senza mai deludere le aspettative. E ora a 26 anni Lautaro Martinez è il capitano e giocatore simbolo dell’Inter, in virtù di annate sempre più importanti, ed è finalmente riuscito a prendersi anche la sua Argentina.

Lautaro Martinez si è preso l’Argentina, ora vuole continuare a trascinare l’Inter

Dopo il mondiale vinto in Qatar nel 2022, in cui Lautaro aveva oggettivamente deluso, mugugni e giudizi si erano levati contro di lui, reo di non esser riuscito ad integrarsi nel gioco della “scaloneta” e di non esser riuscito a segnare i gol che da lui ci si aspettano. Ma nessun compagno in nazionale ha mai messo in dubbio il suo talento e la sua importanza e Lautaro è ripartito, dopo esser diventato campione del mondo senza brillare, con ancora più fame di prima. E piano piano si è preso l’Argentina, e l’albiceleste ora si gode il talento del suo numero 9. Lautaro decide la Copa America, regala a Messi un altro titolo internazionale con la sua Seleccion, e ora non vede l’ora di tornare a far gioire i tifosi dell’Inter.

 

UEFA EURO 2024, riflessioni ad alta voce: la valigia è pronta e l’America è lontana

amichevole di calcio italia vs turchia
IL CT AZZURRO LUCIANO SPALLETTI E NICOLO FAGIOLI PENSIEROSI ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

UEFA EURO 2024, giovani e nobili decadute: la Germania deve essere un punto di partenza per molti

Riflettere su questo Europeo provoca rimpianti, delusioni, ma offre spunti di riflessione importanti, che potrebbero essere fondamentali per ripartire. Appagamento, maledizione dei campioni in carica, chiamiamola così, e la confusione l’hanno fatta padrone nelle dichiarazioni Spalletti e nelle facce dei calciatori, con animo completamente diverso all’esperienza di UEFA EURO 2020. Naturalmente, se ci si sofferma a parlare dei campioni bisogna concretamente porsi dinanzi ad un sistema calcistico rinnovato, che già aveva portato i primi frutti, di semi posti tempi addietro, nella scorsa edizione della competizione continentale, interrotta in semifinale proprio contro l’Italia di Mancini, e nelle due Nations League, l’ultima conquistata a Rotterdam contro la Croazia nello scorso giugno. Procediamo per gradi, la Spagna, a seguito dell’esperienza non positiva in Qatar, perde la certezza Luis Enrique e porta sulla propria panchina un allenatore, de la Fuente, che conosce benissimo il mondo delle giovanili della Roja, dato il lungo percorso nelle nazionali minori, dove mette in bacheca diversi titoli, tra cui l’Europeo Under 21 (a dimostrazione che il CT ha compiti diversi da un allenatore di club, ma altro ragionamento). Non a caso, il punto di avvio della spedizione tedesca delle Furie Rosse sono i giovani, supportati da quella necessaria esperienza, in aiuto alla crescita di questi. Se si parla di Yamal non si può trascurare Morata, o Rodri, o Carvajal – secondario nella vecchia nazionale, primario nella nuova –  così come se non si parla di Nico Williams, non si può trascurare la crescita esponenziale dell’ex Napoli, Fabian Ruiz, pilastro del centrocampo spagnolo e del PSG, o di Cucurella, arrivato tra le critiche, come ad esempio quella di Neville (con cui si è tolto più di qualche sassolino dalle scarpe al termine della gara), e uscito da autore dell’assist al gol vittoria. L’unione aiuta e porta una nuova coppa in bacheca, a sottolineare l’ottimo lavoro dei settori giovanili dei club spagnoli e della nazionale. Dall’altro lato c’è un’Inghilterra che sbatte contro un muro, ancora una volta. Il trofeo è proprio ciò che manca al lavoro di Southgate, bravo a riportare in auge una nazionale sempre promettente, ma mai efficace, si guardino le grandi aspettative dal 2006 in poi, o le generazioni di campioni finite nel baratro di una serie di partecipazioni negative. Il CT dei Tre Leoni punta sulla cattiveria e sul cinismo, che mescolato a talento e buona dosa di fortuna, non guasta mai. Non è tutto da buttare, l’Inghilterra deve ripartire dalla criticità maggiore: la poca incisività e voglia di vincere nei momenti chiave; le forze non mancano, i calciatori ci sono, un Bellingham e un Kane sono invidiati da chiunque, ma manca quel qualcosa, quel passo in più verso la gloria. Insomma, una tradizione non positiva, come una sorta di maledizione dal ’66, non può continuare a condizionare una formazione con l’appeal dell’Inghilterra. Poi ci sono le semifinaliste: la Francia, mai uguale a sé stessa, che soffre l’assenza, non fisica di un calciatore come Mbappé, completamente trasformata, in atteggiamento a tattica, rispetto al cammino mondiale, e l’Olanda, figlia di due semifinali, Europeo e Nations League, con tante ambizioni e prospetti futuri. Buona prova per la Svizzera, la Germania, delusa dall’episodio arbitrale della gara contro la Spagna, ancora lontana dalla gloria del proprio nome, ma che mostra segni di ripresa, e il Portogallo. Tra le nobili decadute c’è l’Italia, su cui si è detto tanto. Dunque, fine di un campionato europeo, si apre una nuova avventura, quella a cui gli azzurri non possono proprio mancare: il Mondiale 2026. Bissare una competizione iridata sarebbe il tracollo senza fondo per una squadra con il blasone dell’Italia. Si esca dalla mentalità delle critiche, si entri in quella di una ricerca di soluzioni, le scuse devono divenire fattive realtà, valori concreti. Un barlume di luce c’è, si veda la finale di Coppa del Mondo Under 19, si vedano le altre nazionali minori, le stesse su cui si è costruita, appunto, l’ossatura dei Campioni d’Europa. Il futuro riparta da qui, con la Spagna come esempio da seguire e con un torneo che ha rimarcato un problema: il mancato attaccamento di giocatori e tifosi alla maglia azzurra. Sì, l’America è lontana, “dall’altra parte della luna”, citando Dalla, ma arrivarci diventa fondamentale. Lì dove manchi il fenomeno, si cerchi il gregario, si costruisca il gruppo, e si guardi il futuro.