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Punto GG – Un tris sul tavolo tricolore; Roma e Juventus cedono il passo

L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lautaro non sbaglia un colpo; Conte sbrana la Lazio, Leao doma i sardi

Pur con una partita da recuperare (ma il Milan se la vedrà col Como…), il terzetto di testa prende il largo e lancia lo sprint per il platonico titolo d’inverno, da sempre preludio, sia pure non scontato, alla vittoria del tricolore.

Ultima a scendere in campo ma prima in classifica è l’Inter di Chivu che domina la sfida non certo semplice sulla carta con il Bologna che però nelle ultime settimane ha imboccato decisamente una strada non propriamente priva di imprevisti. Lautaro ormai timbra il cartellino con impressionante regolarità interpretando al meglio il ruolo di capitano e di terminale letale per il gioco offensivo della formazione nerazzurra che pare in costante crescita di rendimento. Merito al quasi esordiente tecnico rumeno l’aver recuperato pienamente alla causa meneghina il talentuoso Zielinski, quasi eclissatosi la scorsa stagione tra un infortunio ed un’esclusione di troppo.

Appena un punto sotto si conferma l’altra formazione milanese; anche a Cagliari i rossoneri non esaltano per qualità di gioco e privi di Pulisic (entrato solo nel finale perché non al meglio) ritrovano in Leao il loro alfiere. Una prodezza del portoghese, che come al solito si accende ad intermittenza ma quando ci riesce si scopre decisivo, chiude i conti con un Cagliari non certo arrendevole e che forse avrebbe meritato qualcosa di più. Allegri sta riuscendo a tenere testa ad avversari più quotati nella speranza che la società (che ha già preso Fullkrug) gli metta a disposizione qualche pedina in più e che trovandosi in primavera a stretto contatto col vertice possa poi sfruttare il vantaggio di non giocare le coppe, proprio come riuscì al Napoli di Conte nella passata stagione.

Dal suo canto il tecnico salentino passeggia all’Olimpico sui resti della Lazio, sfiancata nel fisico e nella testa. I biancocelesti spuntati più che mai (perso anche Castellanos al momento non sostituito), sono parsi demoralizzati e vittime di un nervosismo indotto che ormai ne caratterizza e penalizza le prestazioni. Migliore in campo senza dubbio Politano, un calciatore poco reclamizzato e forse meno considerato di quanto realmente valga.

Roma e Juventus si bloccano; risale l’Atalanta e il Como vola

Perdono terreno in zona Champions la Juventus e la Roma che ora procedono a braccetto (ma i bianconeri hanno il vantaggio di aver vinto lo scontro diretto); la squadra di Spalletti a dire la verità avrebbe meritato ampiamente la vittoria ma ha trovato sulla sua strada un portiere, Falcone, in grande spolvero ed ormai pronto per saltare in una big (al posto proprio di Di Gregorio non lo vedremmo affatto male…) oltre alla dabbenaggine di David, davvero inguardabile in ogni suo gesto “tecnico”, che sugella una prestazione zeppa di errori con un calcio di rigore degno di entrare nella galleria degli orrori che resero famosa la trasmissione “Mai dire gol”.

La Roma invece incappa nell’ennesima sconfitta contro una formazione di livello pari o superiore al suo; i ragazzi di Palladino, in piena risalita verso l’Europa, vincono con merito anche se la gara passerà alla storia per le decisioni bizzarre e quasi incomprensibili del collegio arbitrale, capace di concedere ed annullare reti senza che nessuno in campo e fuori riesca a darsi delle spiegazioni plausibili. Per Gasperini occorre senza dubbio un attaccante di peso che abbia un fiuto del gol maggiore di quelli a disposizione ma l’insufficiente produzione offensiva della sua squadra preoccupa a prescindere.

Continua anche nel 2026 la favola del Como. I lariani, con Paz inizialmente in panchina per un problema fisico, piegano anche la resistenza dell’Udinese e ormai non si possono più nascondere.

 

 

ESCLUSIVA – Attilio Romero: “Un Torino da centro classifica. Fu difficile esonerare Simoni”

Oggi ai nostri microfoni abbiamo avuto l’ex presidente del Torino Attilio Romero con il quale abbiamo parlato di attualità ma anche di passato e dei granata.

Le sue dichiarazioni:

Cosa ha rappresentato e cosa rappresenta per lei ancora oggi il Torino?

“È la mia squadra del cuore, io sono tifoso da molto tempo del Torino e rappresenta uno dei miei affetti”.

Come sta vedendo la Serie A?

“La Serie A sia sinonimo di Inter, Milan e Napoli, non so se ci sarà un inserimento della Juventus o no. La squadra del Torino è da centro classifica”.

Secondo lei perché oggi in Serie A ci sono fondi e non più presidenti attivi?

“Non ci sono più le famiglie che investono, una volta c’erano i Rizzoni, i Moratti, i Berlusconi. Era un calcio che pur avendo delle cifre molto alte era sopportabile dalle grandi famiglie. Adesso anche le grandi famiglie fanno fatica e sono ai margini. C’è ancora la Juventus attraverso Exor ed Elkan altrimenti il destino è nelle mani dei fondi”.

Nella sua esperienza da presidente come viveva le partite prima del derby?

“Le vivevo con grande tensione perché la rivalità principe era la Juventus. Abbiamo fatto anche dei grandi risultati come il famoso 3-3 che perdevano 3-0, il girone di ritorno 2-2 con un errore arbitrale di Paparesta. Erano le partite che vivevo con la massima tensione da bambino e da presidente”.

Durante la settimana dei derby lei andava al centro sportivo e cosa diceva?

“Non dicevo nulla perché sono partite facili da preparare e non c’è bisogno da ricordare ai giocatori l’importanza del match”.

Un allenatore che le è dispiaciuto esonerare?

“È stato Simoni perché aveva sempre fatto bene ovunque, però eravamo partiti molto male e il mio azionista riteneva che era il caso di cambiare. Visti i risultati io non mi ero opposto, poi Camolese fece benissimo ci portò in A battendo tutti i record”.

Un acquisto che lei voleva fare e non è riuscito? Uno a cui è legato?

“Particolarmente legato De Ascentis fece molto bene, Galante me lo ritrovai. Avrei voluto prendere il primo Recoba non quello che arrivò dopo. Oppure dicendo una cosa eretica Nedved mi piaceva tantissimo”.

Oggi giorno cosa ne pensa del malumore nella piazza tra i tifosi e Cairo?

“Guardi la squadra è sempre in quella zona grigia che va dal 10 al 13 posto. Che i tifosi siano scontenti è fuori discussione. Non ci sono mai segni si svolta. Detto questo sa i tifosi del Torino non sono facilissimi come tutte le tifoserie, quando le squadre non vanno bene”.

 

C’era una volta lo United di Ferguson: ufficiale l’esonero di Amorim

Manchester United
Manchester United-Milan, Principality Stadium

C’era una volta il Manchester United, quello vero, quello che faceva paura già solo a sentirne il nome, quello di Sir Alex Ferguson, di Old Trafford come Teatro dei Sogni e di una mentalità vincente impressa a fuoco nella storia del calcio. Oggi, invece, lo United è di nuovo qui: a ricominciare, ancora una volta. È ufficiale l’esonero di Ruben Amorim, l’ennesimo allenatore finito nel tritacarne di una società che da anni sembra aver smarrito identità, direzione e soprattutto anima. 

Amorim-United, ennesimo progetto fallimentare dei Red Devils

Poco più di un anno fa i Red Devils, per ingaggiare Amorim e liberarlo dallo Sporting Lisbona dove stava facendo benissimo, hanno versato i 10 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria, più un ulteriore milione per assicurarsi alcuni membri dello staff tecnico. Arrivato a Manchester con idee moderne, carisma e una solida reputazione costruita sul campo, Amorim si è però scontrato con una realtà ormai evidente: allo United nulla attecchisce davvero. I problemi vanno ben oltre la lavagna tattica. Sono strutturali, dirigenziali, culturali. Cambiano i nomi, non cambiano i risultati. Dal ritiro di Ferguson, nell’ormai lontano 2013, lo United ha vissuto di ricordi e illusioni. Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskjaer, Ten Hag, Amorim: filosofie diverse, premesse diverse, stesso epilogo. Un club che un tempo dettava legge in Inghilterra e in Europa oggi sembra schiavo della propria storia, incapace di trovare un vero equilibrio. Basti pensare che dal momento dell’addio di Sir Alex la squadra allora più titolata del Regno Unito non è più riuscita a trionfare in Premier League, registrando soltanto un piccolo e timido sussulto con la vittoria dell’Europa League nel 2017, con lo “Special One” in panchina. Il confronto con l’era Ferguson è impietoso non solo per i trofei, ma per ciò che lo United rappresentava: fame, continuità, rispetto. Oggi Old Trafford non è più una fortezza, ma uno stadio tracotante di nostalgia e frustrazione. L’esonero di Amorim non è una notizia shock, bensì la conferma di un ciclo che si ripete. Allenatori bruciati, giocatori strapagati, progetti mai realmente sostenuti fino in fondo. E mentre il calcio evolve, lo United resta prigioniero del proprio passato glorioso. C’era una volta lo United di Ferguson, ma oggi la domanda che risuona nei pressi della Matt Busby Way è una sola e fa male a ogni appassionato di questo sport: questo glorioso club tornerà mai ai fasti di un tempo?

Calciomercato Roma, spunta l’emergenza in difesa: i nomi sulla lista di Massara

serie a enilive 2025 2026: roma vs bologna
FREDERIC MASSARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il calciomercato Roma si dirige anche a risolvere la piena emergenza In fase difensiva. Oramai, oltre alla fase offensiva, il punto nevralgico riguarda soprattutto la difesa. Gasperini è disperato, tra infortunati e squalificati, bisogna correre ai ripari.

Calciomercato Roma, Massara lavora su più fronti

Con l’apertura del calciomercato invernale, il club giallorosso cercherà di venire incontro alle esigenze del tecnico per fare fronte alle sue lacune e ad arrivare a fine stagione con gli obiettivi da raggiungere. Gian Piero Gasperini nel prossimo match di Serie A dovrà fare a meno dell’intero terzetto titolare. Gianluca Mancini e Mario Hermoso sono squalificati, mentre Evan Ndicka è ancora impegnato in Coppa d’Africa. Un colpo pesante per il reparto che fin qui aveva garantito maggiore solidità. Il tecnico della Roma valuta le alternative: resta il dubbio se dare ancora fiducia a Jan Ziółkowski dopo la prova negativa di Bergamo oppure arretrare Bryan Cristante al centro della difesa.

L’emergenza, però, rafforza un concetto già chiaro alla società di Trigoria: sul mercato di gennaio servirà intervenire anche per la difesa. In cima alla lista c’è Radu Dragusin, ma salgono di quota anche Denis Vavro del Wolfsburg e soprattutto Jayden Oosterwolde del Fenerbahce. Massara proverà a muoversi quanto prima e meglio che può per dare al Gasp gli innesti giusti.

Calciomercato Lazio, pronte le valigie per Guendouzi: Sarri sogna Loftus-Cheek

Ruben Loftus-Cheek in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il calciomercato Lazio assisterà all’uscita di 2-3 giocatori importanti. Tra i due-tre c’è anche Guendouzi, chiesto fortemente da due club turchi: Fenerbahçe e Galatasary. Intanto a Formello, Maurizio Sarri chiede rinforzi, in prima linea c’è Loftus-Cheek, poi Raspadori.

Calciomercato Lazio, il sogno resta Loftus-Cheek per Sarri

Uno dei pallini fissi di Maurizio Sarri è Giacomo Raspadori, l’attaccante costa 22 milioni, Lotito chiede 35 (per avere 30) per Guendouzi. Non facile trovare la strada giusta. Guendouzi vuole partire e la Lazio ha aperto alla cessione in Turchia, dove il Fenerbahçe può offrire al massimo 27 milioni. Poi ci sarebbero club dalla Spagna e dalla Premier.

Oltre a Raspadori, l’altra richiesta di Sarri è Loftus-Cheek, centravanti e mezzala del Milan che darebbe una scossa al centrocampo biancoceleste. Intanto Loftus-Cheek sembra blindato dal Milan, ma un mese fa Allegri lo considerava in uscita. L’inglese ha dato anche l’ok al ricongiungersi con Sarri. Il problema è sempre l’ingaggio, 4 milioni di euro che andrebbero divisi in vari slot. Intanto che si cercano soluzioni per le due richieste del tecnico, che per adesso non contempla altre soluzioni, la società continua con altre proposte: Pinamonti del Sassuolo, Piccoli della Fiorentina e Lucca del Napoli, Samardzic dell’Atalanta e Fabbian del Bologna.