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Vigilia Lazio-Juventus, Allegri: “Kean farà bene. Non è il momento di pensare al mio futuro”

Juventus Sassuolo, risultato, tabellino e highlights
Massimiliano Allegri - ph KeyPress

Massimiliano Allegri parla in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Juventus. Tanti i temi trattati dal tecnico livornese, dalla partita di domani alla situazione dei bianconeri.

La conferenza stampa di Allegri

Sulle condizioni della squadra

“La squadra è tornata bene. Qualcuno ha raggiunto l’Europeo come Szczesny e gli altri hanno fatto solo amichevoli. Domani parte il rush finale che ci porterà fino al 25 maggio”.

Su Kean e Iling-Junior

“Mi aspetto molto da Kean. Ha l’obiettivo di far bene per guadagnarsi un posto all’Europeo. Domani sicuramente farà una buona partita, giocherà titolare. Iling-Junior ha giocato molto quest’anno, sta facendo un bel percorso di crescita e sono molto contento”.

Sul periodo della Juventus

“Nel calcio si vivono anche questi momenti. Bisogna rialzarci e fare dei risultati per arrivare in Champions. I ragazzi devono restare sereni perché hanno fatto 59 punti. Alla squadra non rimprovero nulla, ma dobbiamo fare qualche risultato in più per ritrovare entusiasmo per il finale di stagione. C’è voglia di lavorare e la squadra non ha mai smesso di provare a fare bene”.

Sugli errori commessi

“Il calcio è difficileda spiegare. Noi cerchiamo di vedere gli errori che facciamo. In questo momento parlare non serve a niente, bisogna cercare di invertire questa tendenza e possiamo farlo solo noi”.

Sulle 500 panchine in Serie A

“In questo traguardo vedo la voglia, la passione e l’amore che ho per questo sport. Sto diventando diversamente giovane e sono contento di quello che ho fatto, ma ho ancora tanta voglia di divertirmi e stare sul campo. Ora l’importante è pensare a domani e a questi 55 giorni in cui dobbiamo fare il massimo”.

Sul suo futuro

“Non è il momento. Abbiamo sprecato molti punti di vantaggio sulle quinte, nel girone di ritorno stiamo facendo male a livello di risultati e dobbiamo focalizzarci sul presente. Ci attendono molti scontri diretti con inseguitrici che si sono avvicinate”.

Sulla nuova Lazio di Tudor

“Una squadra che cambia allenatore ha grandi stimoli. Proveranno a tornare alla vittoria, ma noi proveremo a controbattere, dovremo giocare molto bene tecnicamente. Tudor ha fatto molto bene a Marsiglie e Verona. Non so se due settimane bastano o no, è quasi impossibile spiegare il calcio. Dobbiamo aspettarci una Lazio molto offensiva, hanno giocatori di grande qualità”.

Sugli attaccanti

“Chiesa e Yildiz stanno bene. Con il rientro di Vlahovic e spero anche di Milik abbiamo un parco attaccanti che dovrà portarci tanti gol”.

Sulle parole di Scannavino

“Le sue parole mi hanno fatto piacere perché rappresenta la società. Nel calcio è così: se vinci sei un bravo ragazzo, se non vinci…”.

Verso Fiorentina-Milan, Pioli: “Out Kjaer. A fine stagione dirò cosa vorrò per il prossimo anno”

serie a tim 2023 2024: lazio vs milan
LA GRINTA DI STEFANO PIOLI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Stefano Pioli, ha parlato in vista della sfida di domani contro la Fiorentina.

Milan, la conferenza stampa di Pioli

Sulla sfida contro la Fiorentina dopo la scomparsa di barone: ”Purtroppo non è la prima situazione del genere che succede alla Fiorentina. Firenze e i tifosi sono fantastici quando si tratta di unirsi e compattarsi in questi momenti. Quando colpiscono questi lutti diventano una grande famiglia. Ci aspetterà un ambiente particolare all’inizio. Il ricordo è vivo, ha fatto molto bene in questi anni. Però poi ci sarà la partita e ci sarà da giocare”.

Come stanno i giocatori dopo la pausa nazionali: “Chi è rimasto a casa ha recuperato e lavorato molto bene, chi è andato via – a parte Kjaer che non sarà convocato per un affaticamento ma è solo precauzione – stanno tutti bene. L’unico che ha faticato tanto è stato Pulisic, lo valuterò bene ma mi sembrava in ottime condizioni”.

Sul razzismo: ”Diventa difficile giudicare l’episodio, perché non ho tutto sotto mano. Nel 2024 però tutti dobbiamo essere contro agli episodi di razzismo”.

Sul rush finale: “Comincia finalmente il periodo decisivo. Quanto fatto fino a oggi è importante, ma dipende tutto da come finisce la stagione. Saranno due mesi importanti”.

La distanza dall’Inter: “Loro hanno fatto un campionato eccezionale, noi negli ultimi due o tre mesi ci siamo avvicinati tanto a livello di gioco, siamo molto competitivi e vogliamo esserlo fino alla fine”.

Su Reijnders: ”Tijjani è tornato carico e soddisfatto dall’Olanda. Sta lavorando in maniera diversa in fase di non possesso e quello deve essere il suo obiettivo. È sorridente, sereno e un grande lavoratore. Migliorerà grazie alla sua qualità e disponibilità”.

Sul futuro: “Ci sta che parliate molto del mio futuro, forse un po’ troppo ma io non devo pensare al futuro, devo pensare a domani e fare il meglio possibile per rendere questa stagione al più positiva possibile. A fine stagione ti dirò cosa vorrei fare o non fare, adesso pensiamo alla Fiorentina, poi Lecce, Sassuolo, Roma…ci sono tante partite da giocare”.

Su Theo: “Theo mancherà tanto, il suo rendimento negli ultimi mesi è stato devastante, ci dà tante soluzioni ma adesso dovremo cercare di sfruttare le caratteristiche di Florenzi che può darci altro.”

Sulle condizioni di Bennacer: “Ha sfruttato bene questa settimana, sta bene e potrebbe giocare dall’inizio, così come no. Devo valutare.”

Sulle voci di mercato su Giroud: “Giroud è carico, determinato e sereno. Sta bene, nessuno sta pensando al futuro, siamo tutti concentrati sul presente perché sappiamo che è un periodo decisivo”.

Sulla Fiorentina: ”La Fiorentina è una squadra forte che in casa ha perso solo con l’Inter immeritatamente. Qui abbiamo sempre fatto fatica ma domani vogliamo fare meglio”.

Milan, Furlani: “Leao vuole restare, io e Ibra siamo complementari”

milan calcio
RAFAEL LEAO PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Giorgio Furlani ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, toccando vari temi come: l’inchiesta della Procura di Milano sul passaggio di proprietà da Elliott a RedBird, il mercato e il futuro di Pioli in rossonero.

Milan, le dichiarazioni di Furlani

Sull’inchiesta della procura di Milano: ”La temiamo zero, il proprietario del Milan è RedBird dall’agosto del 2022. Elliott ha concesso un vendor loan che è uno dei tanti modi possibili per concludere un’operazione di questa portata. Non c’è niente di nascosto, è tutto molto trasparente, i fatti sono facilmente verificabili. Giusto che le autorità facciano il loro dovere, rimaniamo pienamente collaborativi. L’unico desiderio è che si faccia in fretta, nell’aria è inevitabile un po’ di fastidio. L’ingresso di un nuovo azionista? Premesso che il vendor loan , di cui tanto si parla, scade nella seconda metà del 2025, non c’è niente di imminente. Sul tema socio non ci sono trattative in corso. In ogni caso il controllo del Milan è e rimarrà di RedBird”.

Sul ruolo di Ibra: “A livello formale Zlatan non ha deleghe con cui poter decidere, ma il nostro approccio al lavoro non è ‘formalistico’. C’è un gruppo che opera e decide in piena collegialità. Il mio rapporto con Ibra è fantastico e sono fortunato ad averlo vicino, è curioso, conosce tante realtà e sa che cosa è il calcio di oggi. Siamo complementari, lui è uomo di campo, io un manager. Io non posso parlare a Maignan con il suo stesso linguaggio. Io al Milan ci tengo, ci tengo proprio. Ribadisco, le condizioni in cui si era trovato a essere il club hanno accentuato in me una forte attenzione, responsabilità e avversione agli azzardi che mi impediscono di essere irrazionale. Quando mi è stata offerta l’opportunità di far parte della società, mi sono fatto una domanda: ‘Sul letto di morte mi pentirò di averlo fatto o no?’. Ho risposto di no. Per me non è questione di carriera, c’è solo il Milan: il club a cui sono legato oggi e per sempre. Non cerco la ribalta nel calcio, non andrò mai in nessun’altra società. Sul mercato Ibra sceglierà i giocatori e io definirò l’aspetto contrattuale? Non scordiamo Moncada: Geoffrey è il numero uno. Ibra stesso è il primo che si rivolge a Geoff per scambiare opinioni sui profili dei giocatori. Io non decido sulla scelta tecnica, ma sugli aspetti connessi e correlati all’investimento: se hai 100, non ne metti 80 su un solo giocatore. Su chi punteremo? Non spetta a me discutere di nomi o ruoli”.

Sul futuro Pioli: “La nostra stagione fin qui è stata buona, ma come l’anno scorso c’è stata un’altra squadra che è andata oltre le previsioni. Ieri il Napoli, oggi l’Inter. Pioli al Milan ha una storia decisamente positiva, ha riportato la squadra in Champions e ha vinto lo scudetto. Spesso viene criticato ma ha fatto risultati importanti. Nessuno dalla società ha mai parlato di panchina a rischio. Ora sarebbe ingeneroso valutarlo in base al futuro percorso in Europa League o all’esito del derby, per quanto importante sia”.

Sul mercato in uscita:Leao? Rafa ha una clausola rescissoria da 175 milioni ma prima ancora ha il desiderio di restare al Milan. Qui sta benissimo, dovrebbe essere lui a chiederci di voler andare ma non vuole proprio. Lunga vita a Leao al Milan. Theo e Maignan? Hanno un contratto fino al giugno 2026. Si parla di vendere o comprare ma spesso sono i giocatori a decidere del loro futuro. Theo e Mike sono due campioni, speriamo restino con noi il più a lungo possibile e facciano ancora la differenza”.

Inter, Acerbi: “Avevo fiducia nella giustizia. Parlerò con Spalletti”

serie a tim 2023 2024: roma vs inter
FRANCESCO ACERBI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Francesco Acerbi, difensore dell’Inter e della Nazionale, parla al Corriere della Sera. Lo fa in uno dei momenti più difficili della sua carriera, dopo l’episodio avvenuto la sera del 17 marzo, quando durante la partita a San Siro contro il Napoli ha scambiato qualche parola di troppo con Juan Jesus. L’accusa di aver proferito una frase razzista ha fatto avviare un’indagine della Giustizia Sportiva, conclusasi con l’assoluzione dell’italiano data la mancanza di prove. Ovviamente si continua a parlare della vicenda, e il giocatore ha detto la sua.

Le Parole di Acerbi

Francesco Acerbi, dopo più di dieci giorni nella bufera, terminati con l’assoluzione dalle accuse di razzismo, come si sente?

“Sono triste e dispiaciuto: è una vicenda in cui abbiamo perso tutti. Quando sono stato assolto le persone intorno a me hanno reagito come se fossi uscito dalla galera dopo dieci anni: sono state giornate molto pesanti”.

Perché parla solo oggi?

“Perché avevo fiducia nella giustizia e non volevo rischiare di alimentare un polverone già enorme. Adesso c’è una sentenza e voglio dire la mia, senza avere nulla contro Juan Jesus, anzi sono molto dispiaciuto per lui. Ma non si può dare del razzista a una persona per una parola malintesa nella concitazione del gioco. E non si può continuare a farlo anche dopo che sono stato assolto”.

La sentenza non è stata una liberazione?

“Lo è stata, ma sono comunque triste per tutta la situazione che si è creata, per come era finita in campo, per come ci hanno marciato tutti sopra senza sapere niente. Anche dopo l’assoluzione ho percepito un grandissimo accanimento, come se avessi ammazzato qualcuno”.

Il razzismo resta comunque una piaga e il calcio viene accusato di non fare abbastanza per combatterlo.

“Ma questa non è lotta contro il razzismo, non c’è stato nessun razzismo in campo e io non sono una persona razzista: il mio idolo è George Weah e quando mi fu trovato il tumore ricevetti una telefonata a sorpresa da lui che ancora oggi mi emoziona”.

Se non è lotta al razzismo, allora cos’è?

“Si sta solo umiliando una persona, massacrando e minacciando la sua famiglia, ma per che cosa? Per una cosa che doveva rimanere in campo e che non c’entra nulla col razzismo. Il razzismo è una cosa seria, non un presunto insulto”.

Il campo non deve essere una zona franca.

“Non dovrebbe esserlo, ma si sente un po’ di tutto, anche se ci sono quaranta telecamere. Però finisce sempre lì, altrimenti diventa tutto condannabile, anche gli insulti ai serbi, agli italiani, alle madri”.

Lei che ha avuto un cancro e una recidiva si è mai sentito discriminato?

“Certo, per questo ritengo che se uno sbaglia è giusto che paghi, come io ho pagato la multa quando ho mostrato il dito medio ai tifosi della Roma che mi urlavano “devi morire”. In migliaia lo gridavano a uno che è guarito due volte da un tumore ed è testimone dell’Airc”.

È stato più complicato gestire questa vicenda rispetto alla malattia?

“Non c’è paragone, quella in confronto è stata una passeggiata. L’accanimento atroce che ho visto nei miei confronti in questi giorni mi ha ferito. Ho fatto tanto per diventare un esempio di costanza e professionalità e ho rischiato di perdere tutto in un attimo”.

Ha temuto per la sua carriera?

“Se ti danno dieci giornate e passi per razzista cosa succede? Sarei stato finito non come calciatore, che mi interessa fino a un certo punto, ma come uomo. Tutti avevano già emesso la sentenza ancora prima che uscisse. E per tanti sono razzista anche adesso: non ci sto, le gogne mediatiche non servono a nulla. Il problema del razzismo esiste e non voglio sminuirlo”.

È contento che lunedì si giochi a San Siro? Avrebbe temuto la reazione dei tifosi avversari se fosse rientrato in trasferta?

“Sono contento di giocare, volevo esserci se e quando arriverà lo scudetto della seconda stella. Quello che dicono i tifosi avversari non mi interessa”.

Si aspetta di essere convocato per l’Europeo?

“Non mi aspetto niente. Per adesso preferisco non dire nulla sulla Nazionale, è giusto che prima ne discuta con Spalletti. Sono stanco, dopo oggi metto un punto sulla vicenda. E non voglio parlarne mai più”.

Lazio-Juventus, la classifica parla chiaro | Le ultime

Rabiot
MASSIMILIANO ALLEGRI PARLA CON ADRIEN RABIOT ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

LazioJuventus, occhio alla classifica. Biancocelesti e bianconeri in campo del big match della giornata, con una classifica da rivitalizzare. La Juve punta al secondo posto occupato ora dal Milan, la Lazio sotto la guida di Tudor spera di conquistare un posto in Europa. Un match che si ripeterà in Coppa Italia, un Lazio-Juventus che vale doppio, non solo la classifica.

Lazio-Juventus, le probabili formazioni

Probabile formazione Lazio (3-4-2-1): Mandas – Gila, Romagnoli, Casale – Lazzari, Guendouzi, Cataldi, Felipe Anderson – Zaccagni, Luis Alberto – Immobile. All. Tudor.

Probabile formazione Juventus (3-5-2): Szczesny – Gatti, Bremer, Danilo – Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic – Chiesa, Kean. All. Allegri.