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Juventus, 7 punti nelle ultime 8 | Allegri è alle corde e sbotta contro i giornalisti

Allegri
MASSIMILIANO ALLEGRI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Un periodo nero, nerissimo, per la Juventus di Massimiliano Allegri, che non vince da quasi un mese (Juventus-Frosinone 3-2, del 25/2) e che continua a non trovare brillantezza ed efficacia in mezzo al campo. La crisi bianconera, si può dire, è stata aperta dal gol di Baldanzi all’ultimo secondo della partita in casa contro l’Empoli, un fulmine a ciel sereno seguito dalla sconfitta a Milano con l’Inter che ha chiuso ogni speranza di ambire allo scudetto. Da quel momento, la Juventus priva di troppe ambizioni, ha iniziato a faticare trovando solo 6 punti nelle seguenti 6 partite.

Allegri con la sua solita capacità comunicativa ha provato a tenere alto il morale dei suoi giocatori, inventando calcoli strani e distanze dal quinto posto, ridimensionando gli obiettivi della Juventus in campionato e trovando alibi in un periodo in cui alla Juventus sembra girare tutto male. Gli infortuni pesanti a centrocampo di Mckennie e Rabiot, quasi in contemporanea e ancora non al meglio della condizione, hanno complicato il cammino bianconero.

Momento più difficile per Allegri alla Juventus, ora ci vuole tutta la sua esperienza

Ma mai come nel post-partita di ieri Massimiliano Allegri si è mostrato così tanto in difficoltà a spiegare le ragioni di questa crisi prolungata e, sentendosi attaccato dallo studio di Sky, ha risposto in maniera sgarbata e irritata alle domande dei giornalisti sulle ragioni tattiche che inducono la sua squadra ad avere difficoltà in fase realizzativa. Evidentemente la pressione che si avverte in questo momento nell’ambiente Juve è altissima, con Allegri costantemente messo in discussione e ‘odiato’ da buona parte dei suoi stessi tifosi per la scarsa qualità di gioco offerta dalla squadra. Ma se vuole rimettere in sesto la Juventus, Allegri non pul lasciarsi andare a isterismi e polemiche da quattro soldi. La Juventus deve ritrovare compattezza e serenità in uno dei momenti più difficili della sua stagione, ma per farlo ha bisogno di tutta l’esperienza e la calma di un allenatore esperto come Allegri.

Inter-Napoli, Inzaghi: “C’è delusione. Scudetto più vicino? C’è questa speranza ma..”

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L’URLO DI SIMONE INZAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato ai microfoni di Dazn, Simone Inzaghi, tecnico dell’Italia, ha analizzato la partita di San Siro. “C’è un po’ di delusione per la partita che hanno fatto i ragazzi contro la squadra campione d’Italia. Abbiamo fatto primo tempo e inizio secondo molto buoni, una leggerezza ci è costata la vittoria. Per come è andata c’è delusione, abbiamo perso le distanze ma nonostante questo siamo stati ordinati. Il Napoli ha avuto più possesso, ma Sommer è rimasto inoperoso”.

Inter-Napoli, Inzaghi: “Dalle sconfitte si possono prendere cose positive”

Darmian dice di non aver toccato il pallone sul corner del pareggio.
“C’è da rivederlo, penso che l’arbitro abbia fatto un buona gara e non era semplice. In campo c’è stata grande educazione da parte dei giocatori”.

La squadra era stanca?
“Veniamo da una settimana che avevamo cerchiato in rosso sul calendario, ho fatto i complimenti ai ragazzi perché abbiamo avuto un giorno e mezzo dopo aver giocato 120 minuti. C’è dispiacere per i nostri tifosi, visto che ci hanno riservato un’accoglienza da brividi. Ci sarebbe piaciuto regalargli la vittoria, ma ogni volta c’è qualcosa da imparare. Sul pareggio potevamo sicuramente fare meglio, ma anche quello sarà un insegnamento”.

Eccesso di foga?
“Probabilmente abbiamo sbagliato qualche scelta, anche all’ultimo. Potevamo fare meglio ma non dimentichiamo che contro l’Inter ci sono sempre gli avversari, organizzati e pieni di talento Juan Jesus ha fatto un intervento meraviglioso su Barella e lì la partita sarebbe finita”.

Che giorni sono stati?
“Sono stati tre giorni di analisi, nelle sconfitte si possono prendere cose positive anche se la delusione era forte. Si è finito alla lotteria dei rigori e hanno vinto loro, ma si possono imparare tante cose. Siamo abituati alle critiche, abbiamo una bella corazza”.

Cosa le è piaciuto di più stasera?
“La concentrazione che hanno avuto i ragazzi, abbiamo passato tre giorni ad analizzare non con i sorrisi come eravamo abituati a fare da nove mesi a questa parte”.

Scudetto più vicino?
“C’è questa speranza, ma dobbiamo ancora lavorare perbene, mancano ancora due mesi alla fine. Non dobbiamo mollare e mantenere sempre questa attenzione”.

Cosa è successo tra Acerbi e Juan Jesus?
“Me lo stava dicendo ora l’addetto stampa, non ho materiale per dire qualcosa. Conosciamo il ragazzo, lo dirà lui”.

Inter-Napoli, Calzona: “Siamo rimasti in partita fino all’ultimo. E’ mancata lucidità sotto porta”

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I GIOCATORI DEL NAPOLI FANNO GRUPPO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato a Dazn, l’allenatore del Napoli Calzona ha parlato del pareggio contro l’Inter: “Non solo l’orgoglio, abbiamo messo anche la qualità restando in partita fino all’ultimo. Abbiamo concesso solo dieci minuti all’Inter e sono contento perché la squadra ha fatto una ottima gara”.

Calzona: “I nuovi acquisti ci torneranno utili”

Cosa è mancato negli ultimi metri?
“Ci abbiamo provato fino all’ultimo, è stata una partita dura perché l’Inter ti mette alle corde. Forse un po’ di lucidità sotto porta, però sono contento della prestazione perché penso che questa squadra si sia ritrovata”.

Dai nuovi si aspetta qualcosa di più?
“Chiaro che le vicende di quest’anno hanno influito sulla crescita dei ragazzi, la situazione non li ha favoriti ma stanno crescendo da quando sono qui. Penso che da qui alla fine ci torneranno utili”.

Per la continuità cosa serve?
“Alla fine abbiamo fatto solo sette allenamenti di squadra, giocando tante partite in pochi giorni. Avremmo bisogno di allenarci di più per limare il gap, cercheremo di mettere dentro qualcos’altro nella pausa. Abbiamo bisogno di un po’ di tempo”.

Come gestirete questa pausa?
“A Napoli resta uno staff nel quale ho piena fiducia, sono molto tranquillo. Cercheremo di tenere in forma chi resta, non sono preoccupato sotto questo aspetto. Posso seguire l’allenamento col drone”.

Ha visto cosa è accaduto tra Juan Jesus e Acerbi?
“No, onestamente no. Juan Jesus l’ho visto solamente trenta secondi e non ho avuto modo di parlarci, magari glielo chiederò dopo”.

Inter-Napoli 1-1: Juan Jesus rovina la festa a Inzaghi. Settimana da dimenticare per i nerazzurri

SIMONE INZAGHI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’intensità è alta fin dai primi minuti di gioco con le due squadre che cercano di non far giocare gli avversari. Al 13′ tripla occasione Inter prima con Darmian che riceve un cross da Dimarco ma Meret, in controtempo, riesce a respingere poi arriva in scivolata Lautaro che trova ancora la risposta del portiere e infine la palla resta lì ma Barella calcia altissimo. Trova il vantaggio l’Inter al 43′ grazie a un ottima gestione del pallone in contropiede con Bastoni che sulla fascia sinistra mette in mezzo un cross basso per Darmian che tutto solo al centro dell’area di rigore non sbaglia davanti a Meret.

L’Inter non trova i tre punti per “colpa” dell’ex Juan Jesus

Cominciano forte i nerazzurri con un paio di occasioni prima con Lautaro e poi con Dimarco su punizione indiretta, in entrambi i casi ottime parate del portiere partenopeo. Il Napoli ci crede e inizia ad attaccare con coraggio e viene premiato al 81′ con Juan Jesus che spinge in porta il pallone di testa da un metro su una spizzata di un giocatore dell’Inter su calcio d’angolo. Finisce 1-1 il match di San Siro tra Inter e Napoli.

Tabellino del match

Reti: 43′ Darmian, 81′ Juan Jesus

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard (46′ Bisseck), Acerbi, Bastoni; Darmian (84′ Buchanan), Barella (71′ Frattesi), Chalanoglu, Mkhitaryan, Dimarco (79′ Dumfries); Thuram, Lautaro (79′ Sanchez). All. Inzaghi

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera (74′ Mario Rui); Anguissa, Lobotka, Traorè (70′ Cajuste); Politano (91′ Ngonge), Raspadori (75′ Simeone), Kvaratskhelia (91′ Lindstrøm). All. Calzona

Arbitro: Federico La Penna

Ammoniti: 36′ Pavard, 52′ Lobotka, 54′ Barella

Roma-Sassuolo, De Rossi: “Abbiamo l’obbligo di lottare per la Champions League. Pellegrini? Su di lui non mi posso lamentare”

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Ballardini e De Rossi ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )

Intervenuto ai microfoni di Dazn, Daniele De Rossi, tecnico della Roma, ha commentato la vittoria dei giallorossi, che ora si trovano a -3 dal Bologna.

Roma-Sassuolo, De Rossi: “Pellegrini? Non basta la fascia per essere capitano”

Quanto era importante questa vittoria?
“Fondamentale vincerle tutte, abbiamo iniziato questa rincorsa e non tutti ci credevano come lo facevamo noi . Quando vince tante gare qualcuna la vince passeggiando e altre fai più fatica. Sono stati bravi loro, meno brillanti noi e più statici dopo il primo possesso palla. Per la Roma non è la prima volta che le vince grazie alla giocata dei propri campioni”.

Pellegrini cosa è per De Rossi?
“Non mi posso lamentare in questi due mesi, ha segnato praticamente in tutte le partite. Pellegrini è il capitano della roma e non è facile fare il capitano a Roma, Roma ti porta mugugni, rottura di scatole quando le cose non vanno bene, sei il primo a essere bersagliato e io ci sono passato. La gente ora mi ama qui, mi regala striscioni ma ci sono stati momenti difficili in cui andavo sotto l’occhio del ciclone. Lui porta questa fascia con una serenità che mi ha stupito, l’ho lasciato che era giovane e ora ho trovato un capitano e non è facile. Non basta portare la fascia per essere capitano. Lui è positivo e professionale, è fortissimo, una mezzala che hanno in pochi e sono contento anche che va in Nazionale perché quello è il suo livello”.

La qualificazione in Champions League?
“Ho sempre detto che parecchi fosse uno slogan per andare in Champions. La Roma non ha una squadra nettamente più forte di tutti, ma una squadra che deve lottare per quel traguardo. Non è inferiore, a parte al Milan, Juve, Inter, alle altre con le quali ce la possiamo giocare. Abbiamo realtà che ci portano a pensare che il calcio non sono solo numeri, monte ingaggi e costo del cartellino, sennò il Bologna sarebbe decimo. Bisogna credere a noi stesse, non lo facciamo noi poi è difficile fare punti”.

Quanto ti rende orgoglioso aver vinto una gara così di sofferenza? Questa squadra ha sempre più margine di miglioramento?
“Ho fatto parte di gruppi della Roma dove facevamo campionati bellissimi, record di punti e secondo posto, in queste galoppate c’erano anche queste partite. Le partite vincenti col gioco e in altre con giocate dei singoli, la Roma ha i singoli . Il Sassuolo è una rosa con tanti giocatori forti, la classifica non rispecchia il loro valore in campo. Ci sono gare che vinci così, abbiamo avuto occasioni per chiuderla ed andata così, non vincerla sarebbe stata una mazzata prima della sosta”.

Si aspettava una situazione più difficile da gestire?
“Non è facilissimo, mi dicono tutti che non ho esperienza e così pensavo. Magari c’è bisogno di qualche capello bianco in più quando l’atmosfera è calda, invece sono stato fortunato a trovare questa opportunità di lavoro, non l’ho guadagnato con i risultati. Sono stato fortunato a trovare una società e giocatori che si sono fidati di me e hanno creduto in me. Manca tantissimo ancora purtroppo o per fortuna, facciamo in tempo a fare meglio e a rovinare tutto se non siamo pronti in questi due mesi”.

Il ricordo più bello in questi due mesi?
“Non lo so, oggi ho ricevuto un coro, uno striscione, un abbraccio dai tifosi che già me ne hanno dati 1000. Ricevere tutto questo sotto un’altra veste non ti lascia indifferente, la prima partita è stata quella più emozionante forse, l’abbraccio negli spogliatoi con i giocatori e staff, anche quella con il Brighton in casa. Ce ne sono stati tanti, anche nella quotidianità: a Trigoria c’è una bella atmosfera”.