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Mancini: “Il pubblico è l’arma in più. De Rossi ha portato freschezza e nuove idee”

serie a tim 2023 2024: roma vs inter
GIANLUCA MANCINI MANDA BACI VERSO LA CURVA SUD DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Brighton ha parlato Gianluca Mancini, dicendo la sua sulla Roma di De Rossi e sul match attende i giallorossi. Queste le parole del centrale giallorosso.

Un altro pienone dell’Olimpico, quanta carica vi dà?
“Diciamo sempre che il pubblico è sempre l’arma in più, ma in campo andiamo noi e dobbiamo noi trascinarli. Non dobbiamo chiedere nulla a loro. Devono fare quello che fanno tutte le domeniche, siamo contenti di questo, speriamo di farli cantare di più alla fine dei 90′”.

C’è la possibiltà di giocare a destra?
“Il fatto di sapere ricoprire più ruoli è un vantaggio per me stesso e la squadra. Con Fonseca l’ho fatto perché mancava tutto il centrocampo. A oggi, siamo in parecchi a centrocampo, in difesa siamo tanti, tutti forti e secondo me è giusto così: alza il livello di allenamento. Poi sta al mister prendere le sue decisioni. L’importante è allenarsi forte e andare forte la domenica e il giovedì per la Roma”.

Cosa ha portato De Rossi?
“Il mister ha portato freschezza, perché quando c’è un cambiamento ha portato idee nuove, del suo calcio. Noi calciatori cerchiamo di capire quello che ci chiede, lo stiamo capendo, anche se non abbiamo fatto ancora nulla, perché in due mesi non vinci campionati o competizioni. Ogni allenatore ha le proprie idee. Una cosa che ha portato è un po’ la serenità che ci poteva mancare, ma non per Mourinho, ma perché i risultati non stavano andando bene. Quindi ha lavorato sulla nostra testa e quando l’ha messa a posto ci ha dato le sue idee e da lì siamo partiti”.

Come hai vissuto il passaggio alla difesa a 4?
“Mi sono trovato bene, perché come ho detto più volte i nostri compagni e io abbiamo giocato a quattro. Capire e credere in quello che ti dice l’allenatore e cercare di assimilare in fretta quello che ti chiede. Non è la difesa a quattro che ti ha portato a vincere 6/7 partite, ma è un insieme di cose. A volte non domini e vinci, a volte domini e porti a casa 0 punti. L’importante è che tutti i giocatori tirano dritti verso un obiettivo”.

Come stai con la pubalgia?
“La portavo avanti da tempo. Sapete benissimo il periodo passato 3 mesi fa, in cui non avevamo difensori disponibili. Ho dovuto stringere i tempi, ma non voglio passare da eroe. Quando è arrivato il mister ho preso il giallo a Milano e ho avuto la possibilità di stare fermo 10-12 giorni e con un percorso di cure e palestra sono arrivato a un punto in cui non sento più il dolore”.

De Rossi: “Noi giochiamo per vincere ma domani sarà complicato. Bilancio? Saranno due mesi di fuoco”

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DANIELE DE ROSSI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuti in sala stampa a Trigoria, Daniele De Rossi ha analizzato il Brighton di Roberto De Zerbi, avversario di Europa League di domani.

De Rossi: “Difesa a 3 o a 4? Non lo dico..”

Cosa pensi del Brighton? Che difficoltà ti aspetti? Il tuo rapporto con De Zerbi?
“Ho una bel rapporto con De Zerbi sin da quando ero calciatore. Dopo le prime partite da allenatore chiacchieravamo ed esprimevo la mia ammirazione nei suoi confronti per il tipo di gioco che proponeva. De Zerbi ha idee brillanti, è un allenatore innovativo. Il Brighton ha tanti giocatori bravi, sarà una partita complicata”.

L’Olimpico sold out può rappresentare un’arma in più?
“Dobbiamo regalargli un’altra notte felice. L’unione delle due cose sarà molto importante, per qualsiasi calciatore venire a giocare in quest’atmosfera sarà bello, ma anche il Brighton è abituato a giocare in stadi caldi. Qui però troveranno maggiore passione e calore”.

Che partita ti aspetti rispetto a Brighton? Il nono posto del Brighton in campionato quanto può valere considerando la Serie A? Giocherà a 3 o a 4 in difesa?
“Non è facile fare il paragone sul loro nono posto e in che posizione sarebbero in Italia. Il Brighton è un club emergente, è stato bravo Potter a creare qualcosa, ma ora De Zerbi sta dando un’impronta ancora più riconoscibile. In Italia il Bologna è quarto, è una storia simile. De Zerbi ha creato una cosa simile ai tempi del Sassuolo, non è facile arrivare a quei livelli. Questo traguardo è ripetibile solo se si hanno grandi idee e un società che può investire. Difesa a 3 o a 4? Non te lo dico”.

Domani la Roma deve essere più istintiva o riflessiva?
“Si può essere istintivi stando bassi e difendendo in maniera disordinata e si può essere riflessivi cercando di portare la loro squadra a difendere. La Roma è una grande squadra, ma deve rispettare il Brighton anche se la Roma è la Roma. Sarà una bella partita, il Brighton mette a giocare nella propria metà campo per alcuni il Manchester City, l’Arsenal e il Liverpool, a volte però prende imbarcate contro Fulham e Luton. Ci saranno tante partite all’interno della partita, dobbiamo essere bravi a giocarle e a vincerle entrambe sia quando avremo il possesso del pallone sia quando lo avranno loro”.

Il ranking può rappresentare una motivazione extra per eliminare il Brighton e conquistare il quinto posto per la Champions?
“Noi giochiamo per vincere e passare il turno, magari possiamo guardare le vittorie delle altre squadre italiane e potrebbero avere un sapore speciale, perché potrebbero avvicinare l’Italia ad avere il quinto posto per la Champions. Bisognerà arrivare quarti o quinti, il ranking lo guardiamo il giusto, come una storiella ‘Se vi comportate bene vi facciamo questo regalo’. Non possiamo fare cose diverse oltre a vincere le partite, ma se le altre italiane vincono potrebbe rappresentare un vantaggio anche per noi”.

Come sta Karsdorp? L’alternanza Spinazzola-Angelino è legata a necessità tattiche?
“Karsdorp? Vediamo oggi come starà, ha alternato giorni in cui si sentiva bene ad altri in cui non era al top. Impazzisco per Spinazzola e Angelino, sono due giocatori di altissime livello. Sono diversi tra di loro, a volte la scelta può dipendere dall’avversario, altre volte però è legato al turnover o alle mie sensazioni. Non ci sono strategie preparate prima. Ora stanno bene fisicamente, posso contare al 100% su entrambi”.

Per Bove hai immaginato qualche ruolo differente? Ad esempio sulla fascia..
“Prima di Monza leggevo che Bove aveva con Mourinho una media di 62 minuti a partita, mentre con me 59, quindi non ci sono grandissime differenze. Ovviamente ha iniziato meno partite con me, ma nella mia prima partita in Serie A è stato il migliore in campo. Ho grandissima fiducia in lui, al suo fianco ci sono Cristante, Paredes e Pellegrini, i quali stanno giocando molto bene e per questo motivo sta trovando meno spazio. Non vedo Bove esterno di fascia, vorrei giocator più offensivi di lui in quel ruolo. In un futuro non troppo lontano lui potrebbe essere un buon mediano davanti alla difesa, tecnicamente è molto meglio di quanto si pensa, deve solo lavorare tanto sui tempi di gioco e sulla lettura delle azioni e lo stiamo facendo a fine allenamento. Ha una capacità di corsa che gli permette di coprire tanto campo, ha anche dei piedi buoni, deve solo mettere la sua capacità tecnica all’interno della partita per capire quando fare due tocchi o quando portare palla. Queste cose le migliori con il tempo, io da giocatore inizialmente ero un box to box, poi sono diventato un pensatore. Spero che nessuno gli metta fretta, deve rimanere con questa testa, come essere umano è il ragazzo da far sposare alle proprie figlie. Si sta comportando bene dal punto di vista professionale, è sempre il più sorridente quando vinciamo anche se gioca di meno. Non potrei essere più contento di lui. Nel suo percorso alla Roma ci sta essere la prima riserva, non è una cosa della quale deve vergognarsi. Nel percorso di miglioramento c’è questo suo bisogno di migliorare alcune cose, ma quando entra gioca sempre bene e conto molto su di lui. A Rotterdam ha giocato titolare e lo ha fatto benissimo”.

Quanto pesa il fattore esperienza in queste gare? Il gap con la Premier si è assottigliato?
“L’Italia si sta rilanciando dopo anni in cui la Premier sembrava irraggiungibile per valore, anche se probabilmente lo è ancora per incassi. Quando ci sono calciatori senza esperienza ci può essere un contraccolpo in queste partite, ma in quel momenti ti aggrappi al campo e alle cose che conosci. Il gap di esperienza che ha il Brighton con noi sarà colmato dalla conoscenza che hanno del campo, quindi noi dovremo mettere altrettanta conoscenza e intensità per dimostrare sia per l’esperienza sia per il valore dei giocatori di portare a casa la vittoria. Non possiamo aspettarci che loro si mettano paura dello stadio e che ci regalino la vittoria, potranno anche essere emozionati, ma sanno cosa fare in campo. Sarà una partita difficile”.

Hai esordito in Champions League e hai realizzato l’ultimo gol della Roma in Champions. Ora ti si chiede di portare nuovamente la Roma in Champions.
“Nell’ultima partita giocata dalla Roma in Champions c’ero io in campo e io ho smesso da 20 anni (ride, ndr). Questo è inaccettabile, la Roma deve stare a quei livelli. Ora a livello societario stiamo meglio rispetto a quando ho lasciato la Roma, sia come investimenti sia come giocatori sia come monte ingaggi. La Roma deve sempre provare ad arrivare in Champions e una volta che ci arriva fa grandi annate arrivando agli ottavi e ai quarti. Il mio destino non è incrociato con questo, la Roma può lottare per la Champions qualsiasi sia l’allenatore. I valori che ci sono nella squadra non sono da squadra sotto il quarto posto”.

Dybala, parole al miele per Roma: “E’ magica. Il Colosseo Quadrato sorpresa incredibile”

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L’ESULTANZA DI PAULO DYBALA CHE FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto nel nuovo format della Serie A chiamato “Campioni made in Italy”, Paulo Dybala ha parlato della sua esperienza alla Roma e non solo.

Dybala: “Gli italiani molto simili agli argentini”

Queste le sue parole:

La città di Roma?
“Tutto ciò che ha a che fare con l’Impero Romano ha sempre attirato l’attenzione, forse ero romano in un’altra vita (ride, ndr). Roma è magica. Da bambino vivevo in Argentina e vedevo Roma nei film, la mia impressione era che fosse una città enorme. Il primo giorno che arrivai in Italia andai a Roma, per me è stato un sogno diventato realtà”.

L’amore per il calcio?
“Gioca a calcio da sempre. Dire che il calcio sia tutto può sembrare esagerato, ma è proprio così. I ricordi più belli che ho sono spesso legati al calcio. Non avrei mai pensato che sarebbe diventato qualcosa di così importante e grande, perché uno può sognare e immaginare, ma quando i sogni diventano realtà è incredibile. Il calcio è in ogni momento della mia vita. A noi argentini prima ci danno il ciuccio e poi il pallone (ride, ndr)”.

Il Colosseo?
“Quando ero piccolo passavo molto tempo a guardare film, il mio preferito è ‘Il Gladiatore’. Il Colosseo è uno dei migliori stadi del mondo. Sarebbe bello fare una partita qui”.

Il tuo rapporto con il cinema?
“Eravamo negli studi cinematografici di Roma, ci dicevano che i migliori film sono stati fatti qui. Tutto ciò che fa parte del mondo del cinema lo lego al calcio. Penso che siano molto simili, ci sono gli attori principali, che siamo noi giocatori, e ognuno di noi ha un ruolo differente. Tutti lavorano insieme affinché quando arriva il momento, ognuno possa dare il meglio. Se dovessi paragonare un film a una partita penso che la finale del Mondiale sarebbe un film perfetto”.

Il Colosseo Quadrato?
“Qui è dove tutto ha avuto inizio… Il primo giorno è stato una sorpresa, è stato incredibile. Il club aveva organizzato un grandissimo evento ed è venuta tantissima gente, è stato davvero spettacolare. Ogni volta che passo qui penso sempre a quella serata, è stata indimenticabile”.

La bellezza della città di Roma?
“Incredibile quanta storia ci sia qui, è una cosa unica. Mi piace vedere la città, soprattutto di notte, è tutta illuminata e questo la rende più bella. Di notte la città è un’altra cosa”.

I primi ricordi legati al calcio?
“Ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni, giocavo in una scuola calcio vicino casa e con gli amici. A 10 anni mi papà mi portò a Cordoba per un provino all’Instituto Cordoba. Ricordo quei sette anni con molto affetto, anche se ci sono stati momenti difficili per motivo familiari. Poi ho esordito tra i professionisti, era il mio sogno da bambino. E lì è iniziato tutto. Serve un po’ di fortuna, il duro lavoro non sempre basta, ma bisogna fare sacrifici e allenarsi duramente. Se è quello che ti piace non sembra un sacrificio”.

Riesci a camminare per Roma?
“Il problema è che vieni riconosciuto. Se qualcuno ti ferma, tutti gli altri fanno lo stesso. All’inizio si vergognano o hanno paura, ma se ti fermi con una persona devi farlo con tutti”.

Che importanza ha avuto l’Italia nella tua vita?
“Ha avuto un ruolo molto importante, vivo qui da più di 10 anni. Ho conosciuto persone incredibili, questo paese mi ha cresciuto e insegnato molte cose. A Roma mi hanno trattato benissimo sin dal primo giorno. Sarò sempre argentino, ma l’Italia è la mia seconda casa e spero che continui a esserlo per molto tempo”.

I tifosi?
“Gli italiani sono molto simili agli argentini, i tifosi anche. La passione per il club, l’amore per la maglia. Guardavo spesso le partite della Roma, ma se non sei dentro è difficile capire cosa significa e cosa prova la gente”.

Inter, le condizioni di Frattesi e Calhanoglu

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DAVIDE FRATTESI PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il “Corriere dello Sport” scrive oggi che lInter sta attraversando un momento straordinario, ma ci sono preoccupazioni anche per la situazione di alcuni giocatori nerazzurri. In vista della sfida di Champions League contro l’Atletico Madrid di mercoledì prossimo, sono infatti da verificare le condizioni sia di Frattesi che di Calhanoglu.

Inter, il punto sugli infortunati

Il primo verrà sottoposto ad una risonanza magnetica dopo il fastidio di lunedì sera, poco prima di entrare contro il Genoa. Invece, i piani di recupero del centrocampista turco, si stanno allungando rispetto ai tempi previsti, dopo aver riportato un lieve infortunio all’adduttore destro prima della partita contro il Lecce. Sicuramente è escluso che oggi Calhanoglu torni ad allenarsi in gruppo dopo la giornata di riposo. A questo punto il suo ritorno contro i rossoblù nella partita di sabato non è più così scontato.

Juventus, spunta l’idea Merino: blitz di Giuntoli in Spagna

merino real sociedad ( foto di salvatore fornelli )
Merino real sociedad ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Secondo la Gazzetta dello Sport, martedì Cristiano Giuntoli è volato in Spagna, più precisamente a San Sebastian per assistere alla partita di Champions League tra Real Sociedad e PSG, per vedere da vicino Mikel Merino.

Juventus, nuova idea per il centrocampo

Lo spagnolo, classe 1996, è sotto contratto con il club fino al 2025, il che potrebbe rendere interessante il suo prezzo in assenza di prolungamento. L’impressione è che, un po’ per struttura e un po’ per caratteristiche (il suo piede preferito è il sinistro), potrebbe diventare un’opzione concreta qualora Adrien Rabiot decidesse di lasciare la Vecchia Signora a fine stagione. Occhi aperti quindi, anche se il favorito della Juventus resta Koopmeiners dell’Atalanta. La DEA ha finora fissato il prezzo del giocatore a 60 milioni, ma in assenza di ricche offerte dall’estero non è da escludere che possa scendere anche a circa 50. Questo è esattamente ciò che sperano i bianconeri. Sullo sfondo restano vive anche le candidature di Lewis Ferguson (Bologna), Georgiy Sudakov (Shakhtar Donetsk) e Lazar Samardzic (Udinese).