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Moggi sicuro: “Non avrei mai riportato Pogba a Torino. Se domenica vince l’Inter..”

Moggi

Intervenuto a “Cose di Calcio” su Radio Bianconera, Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, è tornato a parlare dei bianconeri in vista della partitissima contro l’Inter.

Moggi: “Rapporto Pogba-Juve finito”

Il rapporto fra Poga e la Juventus oggi?
“Pogba ha un rapporto agli sgoccioli con la Juventus. È evidente che, se viene squalificato per un determinato periodo, la Juventus potrebbe dargli solo 2.000-3.000 euro o rescindergli il contratto. Io cosa avrei fatto? Io, per principio, non lo avrei riportato alla Juventus. Se si pensa al giovane che hai lasciato andare e che stava benissimo e si pensa a questo giocatore, che non giocava nel Manchester United, parliamo di due calciatori diversi. Eventualmente, però, avrei potuto chiedere i danni, perché la società è stata fortemente danneggiata nella fattispecie. Fattualmente non l’ho mai fatto, però”.

I ricordi verso Juventus-Inter?
“Moratti mi ha stufato per quello che ha detto. Dopo quello che gli ho detto è rimasto zitto. Juventus-Inter? Se vince l’Inter di Marotta e Ausilio, sarebbe un successo meritato. Se parliamo di Moratti, parliamo di un presidente che ha cacciato venticinque allenatori. Addirittura ne ha cacciati cinque in un anno…E prendeva anche Hakan Sukur…”.

Come vede Chiesa e Kean?
“Il Chiesa visto in Nazionale è tornato in condizioni perfette: adesso è tornato a essere determinante. Più in generale, con un Chiesa così e con la squadra che ha, Allegri dovrebbe giocare in contropiede. Io partirei con cautela e con Chiesa che guida le ripartenze rifinite da Rabiot e compagni. Schiererebbe anche Kean? Siccome gli attaccanti della Juventus devono crearsi azioni da soli, Kean è forse l’unico a poter fare tutto ciò…”.

Oscar Gloukh, il talentino Israeliano che ha stregato Milan, Inter, Juventus e Roma

IL PALLONE DELLA SERIE A TIM 2023-2024 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Oscar Gloukh, centrocampista offensivo israeliano classe 2004, sta rapidamente emergendo come uno dei talenti più promettenti nel panorama calcistico europeo. Il suo percorso, iniziato al Maccabi Tel Aviv e sbocciato al Red Bull Salisburgo, ricorda le orme di numerosi calciatori che sono esplosi proprio sotto la guida del club austriaco. Le sue prestazioni non solo attirano l’attenzione, ma stanno generando un interesse concreto tra i top club europei.

Calciomercato, tutti vogliono Gloukh

Il percorso calcistico di Gloukh ha attirato l’attenzione del Red Bull Salisburgo, portando ad un trasferimento da 7 milioni di euro nel gennaio 2023. Da quando si è trasferito, Gloukh si è rivelato un diamante da sgrezzare, contribuendo in modo significativo con gol e assist e mostrando un’intelligenza calcistica non proprio comune alla sua età. Principalmente impiegato come centrocampista offensivo centrale, la versatilità di Gloukh gli consente di operare efficacemente in varie posizioni d’attacco.

L’interesse dei top club di Serie A..

La rapida ascesa del talentino israeliano non è passata di certo inosservata nel calcio Italiano. Squadre del calibro di Milan, Inter, Juventus e Roma stanno seguendo da vicino le sue prestazioni, con un interesse sempre più marcato. Ognuna di queste top squadre sta valutando attentamente il giovane israeliano, con l’obiettivo di capire come potrebbe inserirsi nei propri progetti futuri.

Effetto Red Bull Salisburgo

Il Red Bull Salisburgo è rinomato per essere una fucina di talenti come Sadio Mane, Erling Haaland e Karim Adeyemi. Gloukh è su un percorso simile, migliorando le sue abilità in un ambiente che sembra avere il tocco magico per sviluppare giovani talenti. La sua maturità e le prestazioni in campo suggeriscono che potrebbe essere la prossima grande stella emergente dalle file del Salisburgo​​. Questo quanto riportato da TMW.

Tiago Pinto: “Il tempo ci dirà cosa farà la Roma. Ho incassato 150 milioni ma..”

TIAGO PINTO PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervenuto durante il Social Football Summit, evento internazionale che  si svolge all’Olimpico dal 2018, Tiago Pinto, GM della Roma, è intervenuto per parlare di questa manifestazione ma ha anche detto la sua su Mourinho, i Friedkin, Dybala, Lukaku e la corsa Champions.

Tiago Pinto: “Noi con la Premier facciamo fatica”

Queste le sue parole riportate da Laroma24.it:

Non sei solo un ds ma un general manager. Un po’ di tempo fa il ds gestiva alcune dinamiche di spogliatoio mentre ora c’è una super specializzazione. Come è cambiato il tuo lavoro?
“Buonasera a tutti e grazie per l’invito. Penso che questa cosa è cambiata tanto negli ultimi anni anche in Europa. Basta guardare i 20 club di Premier League, il calcio è evoluto tanto. Se non parli le lingue è difficile fare il direttore sportivo perché il mercato è globale. Se non hai conoscenze legali non puoi chiudere la trattativa e se non sai i numeri non sai gestire il FFP. Il mercato incide per il 20-30% sul risultato. Il resto dipende dalle persone che lavorano in una squadra. Ci sono tanti dipartimenti che influiscono sul risultato finale. Tu come gm o ds devi avere le giuste skill, altrimenti è molto difficile”.

Poi ci sono giovanili e squadra femminile…
“Io mi fido molto di questa prospettiva olistica del calcio e penso che ogni singolo dettaglio può aiutare a vincere. Io seguo tutto della Roma ma non faccio tutto. La miglior decisione che ho preso nella femminile è stata ingaggiare Bavagnoli per gestire il progetto. Il settore giovanile è diverso, per me è la luce dei miei occhi. Nella mia strategia sportiva è una pietra fondamentale. Quando sono arrivato ho preso Vergine mentre ora abbiamo Gombar, De Rossi e Conti che gestiscono il quotidiano ma c’è una piramide che porta alla prima squadra. Quella area mi piace molto”.

Il settore giovanile della Roma è sempre stato florido. Stai pensando alla squadra B?
“Il settore giovanile della Roma ha sempre prodotto ottimi giocatori. Farli esordire come abbiamo fatto noi in prima squadra non è scontato. Questo è un grande lavoro che ha fatto anche José Mourinho. Bisogna avere coraggio nel metterli in campo. Sì, è vero, siamo una piazza con tanti grandi giovani ma questa vicinanza con la prima squadra è nuova. Creare ricavi con la vendita dei giocatori è stato merito anche del tecnico e del suo staff. Io vengo da una realtà dove la squadra B è fondamentale ma i miei dubbi sono oggi in Italia con i regolamenti. La prima cosa è che servono tanti soldi per fare la squadra B. Dal mio punto di vista poi c’è l’obiettivo di portare la squadra dalla C alla B. Credo che la seconda squadra possa servire anche a far giocare chi è fuori dal progetto. Io ho trovato a Roma 40 tesserati che non entravano nel gruppo di Mourinho e li abbiamo mandati in prestito. Abbiamo fatto operazioni che ci hanno aiutato ad incassare e tenere percentuali sulla futura rivendita. Nel contesto italiano non sono convinto della squadra B”.

I dati ed il Fair Play Finanziario hanno cambiato il calcio?
“Oggi comanda la parte economica ed è importante trovare il bilanciamento tra i club ed i paletti interni di Lega e Uefa. Questo sta cambiando molto. I dati? Noi ogni giorno cerchiamo di capire cosa ci possa aiutare a vincere e fare bene. Secondo me è più una cosa che può aiutarci rispetto ad essere fondamentale. Non voglio fare nomi ma anche quei club che dicono che lavorano con i dati e fanno bene prendono giocatori sbagliati come fa Tiago Pinto. Io ho lavorato anche nella Polisportiva del Benfica e i dati sono un cosa che ci aiuta ma errare è umano”.

Cosa non vedono i dati?
“Il successo o l’insuccesso del giocatore dipende da tanti fattori. I dati ti danno tante cose ma serve anche l’occhio. A me non vedrete mai parlare dei talenti scoperti come fanno altri. Il nostro lavoro è trovare il potenziale nel lavoro degli altri. Tutti sapevano chi fossero Endrick o Kvaratskhelia. Il lavoro però viene bene con una somma di fattori. Lo scouting è fondamentale come i dati. Prendere il potenziale è il 20-30% ma farlo emergere è un’altra cosa. Ci sono giocatori considerati fenomeni che però non fanno bene poi”.

Tu come gm della Roma vedi prima la tecnica o la parte economica?
“Io prima ho detto che facevo il lavoro al 50% di un Ceo e Lina (Souloukou, ndr) si è arrabbiata. Nello scouting della Roma ci sono 4 livelli per dividere gli obiettivi: il primo i campioni, il secondo quelli che potrebbero fare i titolari nella Roma, il terzo che riguarda i calciatori utili ma non più forti di quelli in rosa e il quarto quelli che non servono alla Roma. Nel nostro database abbiamo 5mila giocatori. Io penso che il 50% della lista A non la possiamo prendere. Negli ultimi 3 anni ho dovuto cercare l’equilibrio tra le richieste del tecnico e le capacità finanziarie che abbiamo. Ci sono cose che abbiamo gestito bene come Dybala o Lukaku. Il parametro economico ora è più importante”.

Bisogna prima vendere e poi comprare?
“Io sono portoghese (ride, ndr), si vende sempre prima. Considerando la rosa che abbiamo ereditato con tanti calciatori cronici di infortunio e over 30, più tanti fuori rosa, credo che fare in 3 anni più di 150 milioni di vendita è un buon risultato”.

Non ti dà fastidio che questo non venga sottolineato?
“Il tempo ci dirà come è andata la Roma. Quello dimostrerà il nostro lavoro nella Roma negli ultimi 3 anni. Non siamo fenomeni ma fare 150 milioni di vendite e portare tanti giovani in prima squadra così come Dybala, Matic, Wijnaldum e Mourinho è molto difficile. Ognuno giudica come vuole ma io avevo un grande compito: lasciare la Roma meglio di come l’ho trovata. Finanziariamente non c’è dubbio e continuando così in due anni sarà molto meglio. Penso che anche la rosa sia migliore di quella che ho trovato. Rispetto l’opinione di tutti ma non ci sono dubbi”.

La Roma ha preso Dybala e Lukaku che tutti davano in altre squadre. Possiamo dire che siete stati pronti a sfruttare le occasioni?
“Siamo stati fortunati e gli altri non li volevano (ride, ndr). Secondo me questi due esempi che hai fatto, ed aggiungo anche Mourinho, fanno capire l’ambizione della proprietà nonostante i paletti che abbiamo. Siamo stati bravi nel timing delle tre situazioni. Non voglio parlare di questo ma siamo stati molto svegli ed intelligenti nel timing. Quello che ha fatto la differenza è il lavoro di squadra con la proprietà e l’allenatore. Non voglio fare il paracu*o ma giocatori come Paulo e Romelu o Mourinho sanno che la passione che c’è a Roma non la trovano da altre parti”.

Il timing come è arrivato?
“Ho sempre paura a parlare di queste cose che sono da backstage. Nel caso di Paulo e Romelu, se avessimo lottato con i club nella parte iniziale del mercato non ce l’avremmo fatta. In tutti e due i casi abbiamo chiuso la trattativa in 5 giorni. Serve essere veloci per non farsi superare da club con una parte economica maggiore. Ho avuto anche un po’ di fortuna”.

Si parla troppo di soldi?
“Il calcio è un business importante e genera sponsor e tanti soldi. Normale che si parli di questo anche tra i tifosi. Come si vede con l’Arabia e la MLS questo può sviluppare anche un progetto sociale. Oggi però è impossibile non parlare di soldi”.

L’ingresso dell’Arabia cambia il mercato?
“A fine anni ’90 o inizio 2000 l’Italia aveva tutti i migliori giocatori del mondo e nessuno diceva che era prepotente. Ora vediamo che la Premier prende tutti quelli che vogliono e nessuno dice che sono prepotenti. La Saudi Pro League per me è una cosa normale con un mercato un po’ diverso. Nelle prossime sessioni di mercato ci sarà anche un effetto sociale tra i calciatori. Oggi il giocatore può andare lì sia per soldi sia per il fatto che molti altri giocatori forti sono già lì. Ibanez aveva anche altre offerte ma quando ha visto che Firmino, Mahrez e altri sono andati lì, ha deciso di andare in quel club”.

A te è cambiato il mercato?
“La Roma non può prendere i calciatori che vanno lì. Io se voglio competere con il Brighton faccio fatica. Prima dell’Arabia il gap tra la Premier ed altri aumentava. Ora la Saudi Pro League è un nuovo competitor. Questo è normale, il mercato funziona così”.

Oggi che c’è uno staff molto nutrito è cambiato il ruolo del ds nei confronti della prima squadra o nel supporto al tecnico?
“Con l’allenatore devi essere l’amico critico. Bisogna essere insieme quando le cose vanno male e bisogna avere la capacità di capire come vanno le cose. Una delle cose difficili, almeno per me da gestire, è la diversità di cose da fare nel quotidiano e ci sono dei giorni che arrivi alla fine e ti chiedi quanto sei stato con tecnico o con gli scout. Non è semplice, ma penso che sia un ruolo insostituibile”.

L’anno prossimo sarai ancora a Roma?
“Questa è la domanda meno importante (ride, ndr). Come sai nel pre-partita me lo chiedono sempre, ma come ha detto Mourinho ieri sono molto difensivo. Il rinnovo non è importante, ne parliamo internamente. L’importante è la Roma e come strategia stiamo facendo cose importanti per il futuro”.

 

 

Dybala rientra a Roma: “Quello che è successo in Brasile una vergogna. Ora pronto per Mou”

LA GRINTA DI JOSE MOURINHO CHE DA INDICAZIONI A PAULO DYBALA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Rientrato in Italia, Paulo Dybala ha raccontato quello che è successo in occasione della sfida di ieri tra Brasile e Argentina. “Quello che è successo – le parole di Dybala – è una vergogna. Fosse successo in Argentina ci sarebbero state una marea di polemiche. E’ una vergogna – ribadisce l’attaccante della Roma – quello che è successo con la nostra gente e con la gente in generale”.

Dybala: “Su Scaloni non ce lo aspettavamo”

E poi ancora: “Non ce lo aspettavamo – ammette Dybala – specie dopo una partita così importante. Speriamo possa ripensarci, è stata una sorpresa per tutti noi. Vedremo cosa succederà, adesso torniamo nei nostri club e ci concentriamo sulle nostre squadre. Sono pronto”. Non c’è notizia migliore per i tifosi giallorossi e Josè Mourinho visto che la ‘Joya’ non è sceso in campo con la Seleccion.

Calciomercato Inter, i nerazzurri vogliono chiudere un colpo in difesa: ma che concorrenza

Marotta e Ausilio
GIUSEPPE MAROTTA E PIERO AUSILIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Secondo quanto riporta FcInterNews.it, il difensore del Lille Tiago Djalò è nel mirino dell’Inter da tempo. Considerato il profilo ideale per il sistema difensivo di Simone Inzaghi, il club nerazzurro si è già mosso in anticipo per tentare di affondare il colpo: pronto un contratto da 2-2,5 milioni di euro a stagione per il centrale che arriverebbe a parametro zero la prossima estate. Ora però bisogna guardarsi attorno, visto la ghiotta occasione altri club stanno prendendo in considerazione il giocatore creando una concorrenza importante.

Calciomercato Inter, anche Juventus e Psg sul portoghese

Al momento c’è anche la concorrenza di Juventus e Psg. I bianconeri hanno intenzione di mettere sul piatto un’offerta simile a quella dei nerazzurri, mentre il club parigino ha intenzione di mettere sul piatto una cifra più allattante. L’Inter, per questo motivo vuole giocare d’anticipo, con i nerazzurri che si sono mossi concretamente con tanto di bozza sul contratto e con la speranza di chiudere l’affare entro fine gennaio.