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Lazio, paura in casa Zaccagni | Ecco cosa è successo

MATTIA ZACCAGNI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Furto in casa Zaccagni nella notte. Secondo quanto riporta Repubblica.it, nella notte alcuni malviventi si sono introdotti nell’abitazione dell’esterno della Lazio e della moglie Chiara Nasti. Fortunatamente, durante l’accaduto non era presente nessuno nell’immobile. I ladri hanno portato via una refurtiva da 70 mila euro tra gioielli, borse Gucci e Vuitton oltre al portafoglio del calciatore con i documenti e carte di credito.

Lazio, le parole della moglie del calciatore

Chiara Nasti, moglie del calciatore della Lazio, nel pomeriggio ha rotto il silenzio sulla vicenda, rilasciando una storia Instagram che recitava: “Grazie per i messaggi!! Io, Thiago e Mattia stiamo bene, per il resto si occuperà chi di dovere. L’unica cosa che mi preoccupa è che mi è già successo prima dell’estate di essere stata rapinata e nonostante questo non gira qualche pattuglia in più per controllare la zona. Ma nell’abitazione è una cosa schifosa che non auguro a nessuno!

Verso Juventus-Inter, le condizioni degli infortunati: il punto sulla squadra di Allegri

Allegri
LA GRINTA DI MASSIMILIANO ALLEGRI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Juventus si sta preparando in vista del derby d’Italia di domenica sera. I bianconeri oggi si sono allenati con la Next Gen e secondo quanto riporta TMW, con i vari rientri a Torino dei nazionali si è fatto il punto della situazione sugli infortunati. Buone notizie per Miretti, le cattive invece arrivano da Locatelli e Danilo.

Juventus, Miretti in gruppo. Danilo e Locatelli a parte

Miretti porta buone notizie, il calciatore già nella giornata di ieri si è allenato in gruppo ed è quindi pienamente recuperato per la sfida contro l’Inter. Le cattive, come anticipato, arrivano da Locatelli e Danilo che anche oggi hanno lavorato a parte. Del resto Weah sarà out fino a dicembre, mentre Alex Sandro è tornato anche lui in gruppo da ieri e McKennie oggi ha lavorato parzialmente in gruppo. Adesso si attendono solo i rientri degli ultimi nazionali così che Massimiliano Allegri potrà lavorare con il gruppo al completo per preparare il big match di domenica sera.

Furlani: “L’Arabia una buona cosa per tutti. Milan, se vinci lo scudetto pareggi il bilancio..”

Calciomercato Milan

Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, è intervenuto in un intervista spiegando il progetto di crescita del club rossonero. Di seguito l’intervista rilasciata al Social Football Summit e riportata da Tuttomercatoweb.com:

“Il nostro è un progetto si basa sul successo sportivo. Sono convinto che debba essere così, nel medio periodo gli interessi del tifoso e dell’azionista sono gli stessi. Il successo sportivo crea un successo finanziario. E’ strano dirlo e ripeterlo. Ma le risorse che vengono create dal business vengono reinvestite nel prodotto calcio per avere più successo”.

Sul Decreto Crescita: “Noi ci troviamo come calcio italiano in una situazione in cui abbiamo tante forze contro di noi. Impossibilità di fare stadi è una, la pirateria è un’altra. Poi ci sono cose più piccole che rendono il calcio italiano meno competitivo rispetto agli altri top campionati. Il Decreto Crescita è unica leva per rendere competitivo il campionato rispetto ad altri. Il calcio non è un giocattolo. E’ un’industria che attrae capitali stranieri, grazie al Decreto Crescita le squadre italiane sono tornate ad attrarre talenti che prima non riuscivamo a permetterci e grazie a questi abbiamo avuto successo in Europa. Quindi a me sembra un totale controsenso andare a cambiare una norma che è quella che ci permette di andare verso la strada giusta e che insita nella parola ha ‘crescita’. Mi sembra una pazzia. Tristemente non abbiamo fatto i Mondiali nel 2018 e nel 2022. Ma mi sembra difficile dire che la Nazionale non vada a bene a causa del Decreto Crescita. Se guardiamo le giovanili poi le nazionali hanno fatto benissimo. Se c’è una preoccupazione, come ho sentito, che il Decreto Crescita impatti i vivai, allora dico di sederci attorno a un tavolo e parliamone. Cerchiamo di affrontare questo problema. Noi come Milan siamo disposti a impegnarci nello sviluppo dei nostri calciatori. Tagliare il Decreto Crescita però vuol dire ridurre le risorse che sarebbero tolte anche dai settori giovanili”.

Sull’Arabia Saudita: “Da economista dico che non può non essere una cosa buona. Il suo ingresso è un’opportunità per tutti”

Furlani s’è poi così espresso sul progetto stadio: “Preferisco non fare pronostici, fare progetti stadi in Italia non è facile. San Siro 2 è abbandonato, ora puntiamo su San Donato”.

Il Milan tra tre anni?: “E’ un percorso continuo di crescita, vogliamo implementare il business. Odio fare pronostici prima delle partite anche a tre anni. Spererei di aver avanzato di più il progetto stadio”.

Più facile vincere lo Scudetto o arrivare al pareggio di bilancio?: “Son tutte e due difficili. Ma se vinci lo scudetto più facile pareggiare il bilancio”.

Lazio, parla Immobile: “Serve continuità. Luis Alberto? Il più forte”

CIRO IMMOBILE ABBRACCIA LUIS ALBERTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Ciro Immobile torna a parlare della sua Lazio, intervenendo ai microfoni ufficiali del club. Ecco di seguito l’intervista rilasciata dal bomber biancoazzurro presso Lazio Style Channel e riportata da Tuttomercatoweb.com.

“I 200 gol sono un traguardo molto importante. I miei gol sono stati tutti belli e importanti. Questo ancor di più perché era il duecentesimo. Mi ha fatto piacere festeggiarlo insieme al mister e a tutto lo staff. Sono davvero orgoglioso di questo traguardo. Esteticamente il gol più bello è stato quello di Cagliari. Di brutti ce ne sono stati tanti, forse tra i più brutti qualche palla che mi è rimbalzata addosso”.

Cosa ha in comune con la Lazio?
“Il non arrendersi mai e il raggiungere gli obiettivi anche nei momenti difficili. La Lazio ha avuto tanti top player nella sua storia. Mi sarebbe piaciuto giocare con Signori o con Salas. Dico Signori perché gli piaceva fare gol, ma anche passare la palla al compagno”.

Qual è la sua migliore versione?
“L’Immobile del 17-18 e quello della Scarpa d’Oro sono tutti e due forti. Riuscivo a sfruttare al meglio le occasioni nell’area avversaria. Ero una macchina infallibile. Mi è piaciuta anche la prima stagione con Sarri, quella dei 27 gol in campionato. Sono riuscito a dare il massimo sia con Sarri che con Inzaghi”.

Qual è il punto di contatto tra Sarri, Zeman e Inzaghi?
“Sono molto diversi. Quello più indecifrabile è Zeman. Quando tutto sembrava andare bene, per lui era tutto sbagliato. Era anche divertente come cosa. Ognuno di loro mi ha insegnato tante cose, ho cercato di prendere il meglio”.

Chi fuma di più tra Zeman e Sarri?
“È una bella lotta”.

Il difensore più difficile da affrontare chi è stato?
“Chiellini, oltre alle qualità da difensore è uno che non molla mai. Molte volte noi attaccanti aspettiamo momenti di defaillance del difensore, con Chiellini questo era veramente complicato”.

Quanto è importante il suo ruolo da capitano?
“Con Romagnoli ho fatto un bel lavoro. Abbiamo parlato molto per convincerlo a venire alla Lazio. Anche con la società spesso ci siamo confrontati sugli aspetti comportamentali. Loro potevano scegliere 4-5 prospetti da comprare. La differenza la faceva se noi gruppo squadra esprimevamo un giudizio favorevole o contrario. Io ho molti amici nel calcio, ho sempre cercato di avere buoni rapporti con tutti. La prima amicizia è stata con Maniero, un bravissimo ragazzo di Napoli. Poi con Lorenzo Insigne, Pellegrini della Roma, Mattia Zaccagni”.

Chi l’ha impressionata di più in allenamento?
“Nani era fortissimo, mi ha subito colpito. Luis Alberto è stato eccezionale nel lavoro che ha fatto per riprendere se stesso e la Lazio. All’inizio ha fatto tanta fatica ad ambientarsi. Poi, con il lavoro e il sacrificio è venuto fuori il calciatore che conosciamo ora. In allenamento subito si capiva che fosse gran calciatore”.

Il sacrificio più grande che hanno fatto i suoi genitori?
“Lasciarmi andare da piccolo. Per la mentalità di mia madre era inconcepibile. Per lei era una cosa inaccettabile. I primi tempi sono stati duri, ma avevo così tanta voglia di emergere che poi tutto è stato semplice”.

Perché ha scelto il numero 17?
“Il 17 nasce a Pescara, era un numero che mi ha sempre attirato. Gli sono particolarmente legato perché in quell’annata è partito tutto. Poi ho conosciuto mia moglie, che tra l’altro è nata il 17. Jessica è molto ansiosa, vive malissimo la partita. È la prima tifosa, ma da quello che mi racconta chi vive la partita con lei non riesce nemmeno a vedere quando tiro un rigore. Un dramma totale. È bello poter far vedere ai miei figli quello che ho fatto. Questa è storia. Loro non so cosa vorranno fare da grandi. Cerco sempre di essere fonte d’ispirazione per loro. Io e mia moglie stiamo dando loro a essere delle brave persone. A loro fa piacere che noi li seguiamo. Sono contento che abbiano delle passioni da coltivare. Mio figlio sta anche facendo calcio, ma non l’ho spinto io. E vuole farlo, lo fa. I trofei non si possono tenere ad altezza bambino. I miei figli rompono tutto. L’albero Natale non arriva mai a Natale. Rompono sempre tutte le palline. A volte neanche su vanno bene, Mattia gioca con la palla in casa…”.

Qual è il suo hobby preferito?
“I primi anni che si giocava meno andavo spesso a pescare. Mi rilassa molto. C’è poca gente, è questo per me significa relax. È un hobby che coltivo anche qui a Roma, insieme a membri dello staff e magazzinieri. Le carriere dei piloti di Formula 1 è molto dura. Avere un posto in F1 è complicatissimo. Ci sono piloti che mi attirano molto, come Leclerc e Hamilton. Leclerc per il talento che ha. Hamilton oltre al talento anche la grinta, la voglia di emergere”.

Chi è per lei l’attaccante perfetto?
“Quello che ha il piede destro di Batistuta, il sinistro di Adriano, il colpo di testa di Trezeguet, l’opportunismo di Inzaghi. La tecnica? Quella di Ronaldo il Fenomeno, R9″.

Chi è il nuovo Immobile?
“Ho sempre detto che non è tanto nelle caratteristiche, quello che conta in questo sport è la continuità. È la continuità che ti permette di migliorarti e raggiungere altri record. Tutti possono fare 20 gol in un campionato. Ma farli in cinque campionati è complicato. A livello di caratteristiche fisiche ce ne sono tanti bravi. Quello che serve è la continuità. Tra 20 anni, se una volta chiuso col calcio avrò raggiunto i miei obiettivi, sarò felice. Se dovessi parlare col Ciro bambino gli direi di continuare a fare quello che sta facendo. Alla Lazio augurerei di continuare a crescere, in questi anni ho visto dei miglioramenti pazzeschi. È una squadra che può raggiungere obiettivi importanti nel breve periodo e affermarsi come una squadra di livello mondiale”.

Inter, è l’ora di Bisseck: Inzaghi potrebbe puntare sul difensore tedesco

Yann Aurel Bisseck perplesso ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Yann Bisseck, difensore tedesco arrivato in estate dall’Aarhus, potrebbe trovare maggior spazio nell’Inter al rientro dalla sosta nazionali. Gli infortuni di Pavard e Bastoni darebbero infatti maggiori minuti al centrale difensivo che fino a questo momento ha giocato molto poco. Il classe 2000 quando ha avuto la possibilità di essere impiegato da Inzaghi (contro il Salisburgo ha giocato 45′) si è dimostrato di buon talento e affidabilità. Questo mese potrebbe rappresentare un punto di svolta per la sua carriera in nerazzurro.

Bisseck, più minuti in Champions

Con il passaggio già archiviato agli ottavi di Champions League, l’Inter può concentrarsi totalmente sul campionato. Le partite europee potrebbero quindi rivelarsi per il centrale U21 una chance per mettersi in mostra e dimostrare pienamente tutto il suo valore. Bisseck sarà chiamato per questo ad una prestazioni di livello mercoledì contro il Benfica, per confermare il suo percorso di crescita e per giocarsi ulteriori chance anche nelle rotazioni di campionato.