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Calciomercato, Bremer apre alla Premier: “Un giorno vorrei giocare là ma ora penso alla Juve”

Bremer
GLEISON BREMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato dal “The Telegraph” durante il ritiro del Brasile, Gleison Bremer, difensore della Juventus, è tornato a parlare del club bianconero ma anche di un suo possibile sogno in futuro.

Calciomercato Juventus, Bremer: “Luiz e Kompany due modelli per me”

“Il rapporto con Mazzarri? Era come una figura paterna per me. Ho avuto un primo anno davvero difficile perché non avevo molte opportunità di giocare ed ero arrivato al momento in cui volevo andarmene, ma Mazzarri mi ha fatto un un discorso, facendomi capire che contava su di me e dicendomi di avere pazienza e di imparare gli aspetti tattici del calcio. Ero arrivato da un calcio dove la difesa giocava in modo diverso rispetto all’Italia, quindi mi ha detto di imparare il gioco e che ci sarebbe stato un momento in cui avrei avuto un’opportunità. Ed è andata esattamente così. Dopo un anno ho avuto la mia opportunità e non ho mai smesso di giocare. I tuoi modelli in Premier. Ho un paio di modelli in Inghilterra che giocavano come difensori centrali”. Queste le parole del brasiliano.

E poi ancora: “Ho visto David Luiz al Chelsea, un vincitore della Premier League e vincitore della Champions League. Ma anche Vincent Kompany in tutti gli anni in cui ha giocato al Manchester City. Mi piacciono la Liga e la Premier League, ma la Premier League è un campionato molto eccitante, guardo molte partite e sono molto divertenti. Un giorno mi piacerebbe giocare in Premier League ma in questo momento sono concentrato sulla Juventus e vincere trofei in bianconero, siamo una delle migliori squadre del mondo. Qual è l’origine del tuo nome? Andreas Brehme era un giocatore che piaceva molto a mio padre, lo ha visto giocare Brehme ai Mondiali in Italia e così mi ha chiamato come lui: ho ancora questo pensiero di lui che guardava sempre Brehme giocare con la Germania. In famiglia siamo tre fratelli, tutti con il nome di qualcuno di importante, venerato o ammirato”.

Calciomercato Inter, Cairo su Buongiorno: “Non penso a venderlo, sono orgoglioso di lui”

Cairo

Intervenuto ieri al DLA Piper Sport Forum insieme a dirigenti come Furlani e Marotta, dirigenti di Milan e Inter, il Presidente del Torino, Urbano Cairo, ha parlato dell’exploit di Buongiorno(che piace all’Inter), sceso in campo con la Nazionale di Spalletti, ma anche della lotta Scudetto.

Calciomercato Inter, Cairo: “Inter e Juve avanti per lo scudetto”

“Buongiorno? Sono veramente molto orgoglioso. Ho visto la partita con i miei figli ed eravamo veramente orgogliosi dell’Italia, che si è qualificata ed è stata una cosa importante per noi, e del nostro Alessandro, che ha fatto una grande partita. Non era facile avendo preso l’ammonizione al 6′ giocare 90 minuti in quel modo, quindi siamo veramente felici. Gli ho mandato un messaggio immediatamente dopo la partita, mi ha risposto, abbiamo parlato ed era veramente molto, molto contento anche lui. Complimenti a tutta la squadra e a Spalletti, che ha dato un’inversione di marcia notevolissima a tutta la squadra e non era facile, con tutto quello che è successo, anche per esempio il tema delle scommesse, riuscirci. È stata una cosa molto pesante, però fortunatamente ce l’abbiamo fatta e potremo difendere il titolo europeo conquistato nel 2021”.

Quanto vale adesso Buongiorno? Si dice che l’Inter sia interessata.
“Lui mi ha detto che sarebbe rimasto volentieri al Torino, io gli ho detto: ‘Alla grande, rimani con noi che faremo un grande campionato’. Questa è l’intesa tra noi, quindi io non penso a vendere Buongiorno”.

Come lo vede in futuro?
“Lui è nato nel Toro, a 7 anni è arrivato al Toro e adesso ne ha 24, quindi è 17 anni che è al Toro, adora il Toro, adora la maglia del Toro ed è un ragazzo veramente fantastico. Davvero una persona perbene, un ragazzo splendido, si è laureato, studioso, disciplinato, ha una fidanzata molto carina, molto bella, ma anche una bella persona, una famiglia stupenda. È un ragazzo perfetto per noi, non è il capitano perché lo è Rodriguez, ma è capitan futuro. Non diciamolo troppo però perché De Rossi doveva esserlo e non lo ha mai fatto (ride, ndr)”.

È un caso che il Torino si sia ripreso quando è tornato Buongiorno?

“Certamente lui è molto importante, ma la squadra ha fatto grandi cose. Ho visto Zapata cresciuto in maniera notevolissima, che ha dato un contributo notevolissimo, aprendo varchi come sa fare lui con la fisicità che ha, ma lo stesso discorso vale per Sanabria, Gineitis, che ha fatto benissimo. La squadra tutta ha fatto bene: Milinkovic-Savic ha fatto grandi parate, in mezzo al campo ci sono da menzionare Linetty e Ilic, che è tornato quello che conosciamo, Ricci prima di farsi male, Vlasic con il gol che ha fatto al Sassuolo… Poi Buongiorno ha una grande capacità di trascinare”.

Lo Scudetto è una sfida tra Juventus e Inter?
“Non lo so, non siamo neanche ad un terzo del campionato… Inter e Juventus hanno un po’ di vantaggio certamente, ma dipenderà molto anche dalle preparazioni fisiche. Nerazzurri e bianconeri hanno cominciato a mettere una qualche ipoteca sul fatto di giocarsela tra loro”.

Sorrentino: “Il Milan lotterà ancora per lo Scudetto. E se arrivano Ibra e due acquisti..”

Intervistato da Milanews.it, Stefano Sorrentino, ex portiere di Chievo e Palermo ha detto la sua sulla lotta scudetto e su un possibile ritorno di Zlatan Ibrahimovic in rossonero.

Sorrentino: “Il Milan è giovane, ha grande entusiasmo”

Chi si contenderà lo scudetto fino alla fine? “Io vedo Milan, Inter e Juve davanti a tutte le altre, ciascuna con un vantaggio specifico”.

Qual è quello dei rossoneri? “L’Inter ha, sulla carta, l’organico più competitivo, ma forse l’età media è abbastanza alta. La Juve non ha le coppe europee e può dosare al meglio le energie. Il Milan invece è un gruppo giovane, con grande entusiasmo. Magari può incappare in qualche difficoltà, ma le basi per disputare un’ottima stagione ci sono tutte. Pongo i rossoneri, i nerazzurri e i bianconeri sul medesimo livello”.

Hai affrontato tante volte Ibrahimovic in carriera: saresti favorevole a un suo ritorno in società? “Stiamo parlando di un grandissimo campione. Chiaro che se tornasse, potrebbe incidere molto. Bisogna però che il suo ruolo venga definito con chiarezza. L’ideale? Che fungesse da perfetto collante tra allenatore, squadra, dirigenza e società”.

Parla il padre di Lukaku: “Doveva andare all’Al Hilal ma a Roma ha fatto la scelta giusta”

ROMELU LUKAKU RINGRAZIA I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato al “La Derniere Heure”, noto quotidiano belga, Roger Lukaku, padre di Romelu, calciatore della Roma, ha detto la sua sul trasferimento alla Roma del figlio.

Roger Lukaku: “Durante Inter- Roma ho spento la TV”

Queste le parole del papà del calciatore ex Inter e Chelsea:

Sui fischi di San Siro.
“Lavorare con gli avvocati e con gli agenti va bene per chi pensa solo a riempire le proprie tasche, non agli interessi del giocatore. Mi sono sentito come se i fischi fossero per me. Mi rattrista vedere come è stato trattato in Italia. Sai che ho spento la televisione a metà. I fischi di San Siro? So che ha una pelle d’elefante, ma ha i suoi limiti. Lo stress può causare danni fisici. Quando vedi quello che ha fatto per l’Inter. Ho spento la TV durante l’intervallo”.

Sul passaggio di Romelu alla Roma.
“Ha fatto la scelta giusta andando alla Roma. Ma io sarei stato in Arabia Saudita, doveva andare all’Al Hilal. Quanto avrebbe guadagnato? 45 milioni all’anno? E avrebbe firmato un contratto per tre anni? Avrebbe dovuto parlare con Tedesco per vedere se poteva mantenere il suo posto in nazionale. Come Ronaldo. Romelu ha due figli. Ha già 30 anni. A un certo punto devi pensare a te stesso. Ma lui voleva rimanere in Europa”.

Nel 2018 disse che Romelu sarebbe diventato il miglior attaccante del mondo.
“Non mi rimangio le parole. L’unica differenza con Haaland è che il norvegese ha vinto la Champions League ed è il capocannoniere della Premier League. Romelu è stato sfortunato a perdere la finale. Ma per il resto, vedete al mondo un miglior numero 9?”.

Irlanda-Italia U21 2-2 Una doppietta di Gnonto salva gli azzurrini

GNONTO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Italia Under21 pareggia in Irlanda

Il Ct Nunziata ringrazia Gnonto che salva l’Italia Under 21 dalla sconfitta in Irlanda per il match valevole come qualificazione ai prossimi europei del 2015. Irlanda in vantaggio con Phillips al 31′ che di prima intenzione batte Desplanches, Gnonto la pareggia al 46′ su rigore. Nella ripresa dopo tre minuti il vantaggio dei locali con Armstrong, poi nel finale al 96′ l’incredibile pari sempre firmato da Gnonto.

Il tabellino

IRLANDA U21-ITALIA U21 2-2 (31′ Phillips, 45’+1′ rig. Gnonto, 48′ Armstrong, 96′ Gnonto)

IRLANDA U21 (3-4-1-2): Keeley; Grehan, Lawal, Garcia MacNulty; Curtis, Healy, Adeeko, Roughan (90’+1′ Adaramola); Phillips; Armstrong (82′ Kenny), Emakhu.
A disp.: Brooks, Abankwah, O’Neill, Murphy, Springett, Carty, Gilsenan.
CT. Jim Crawford

ITALIA U21 (4-3-1-2): Desplanches; Zanotti, Coppola, Pirola, Calafiori (83′ Turricchia); Bove, Prati, N’Dour (56′ Koleosho); Fabbian (76′ Ambrosino); Esposito (46′ Casadei), Gnonto.
A disp.: Zacchi, Guarino, Ghilardi, Bianco, Fazzini.
CT. Carmine Nunziata

Arbitro: Lionel Tschudi (SUI)
Assistenti: Sladan Josipović (SUI) – Bastien Lengacher (SUI)
Quarto Ufficiale: Alessandro Dudic (SUI)

 

Ammonizioni: Coppola (ITA), N’Dour (ITA), Emakhu (IRL), Lawal (IRL), Roughan (IRL), Keeley (IRL), Calafiori (ITA), Zanotti (ITA), Gnont