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Napoli, Raspadori vola in Spagna alla corte del Cholo Simeone | I dettagli

Raspadori
GIACOMO RASPADORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, definito l’accordo per la cessione di Raspadori

Giacomo Raspadori si appresta a iniziare una nuova avventura in Liga. L’attaccante, reduce dall’esperienza al Napoli, vestirà la maglia dell’Atletico Madrid dopo che nelle ultime ore i contatti tra le parti hanno portato alla fumata bianca.

Il club spagnolo e la società azzurra hanno definito l’operazione sulla base di 26 milioni di euro complessivi: 22 milioni di parte fissa più 4 milioni legati a bonus facilmente raggiungibili. L’ex Sassuolo, che aveva già manifestato apertura a un trasferimento all’estero, sarà così a disposizione di Diego Pablo Simeone, pronto a integrarlo nel reparto offensivo rojiblanco.

Raspadori firmerà un contratto quinquennale, legandosi all’Atletico fino al 2030. Un passaggio che segna un momento importante per la carriera del classe 2000, alla prima esperienza lontano dall’Italia, con l’obiettivo di imporsi in un campionato fisico e tatticamente esigente come quello spagnolo.

Per il Napoli si tratta di una cessione significativa, che libera risorse per il mercato e potrebbe aprire la strada a un nuovo innesto offensivo. Per l’Atletico, invece, l’arrivo di Raspadori rappresenta un investimento mirato su un giocatore giovane, versatile e già abituato a palcoscenici di alto livello.

L’Inter rimonta in inferiorità numerica il Monaco | Finisce 2-1 allo Stade Louis-II

serie a enilive 2024 2025: roma vs inter
L’ESULTANZA DI LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, Bonny ancora decisivo. Sucic risponde presente

Allo Stade Louis-II, l’Inter firma la seconda vittoria dell’estate superando il Monaco 2-1 in rimonta, dopo il largo successo con l’Under 23 ad Appiano. Un test probante, contro un avversario di rango, che inizia subito in salita: al 2’ Akliouche trova l’incrocio con un sinistro fulmineo, gelando Sommer. La gara prende una piega ancora più complicata al 35’, quando Calhanoglu viene espulso per doppia ammonizione in seguito a un contrasto con Vanderson e alle proteste che ne seguono.

In inferiorità numerica, i nerazzurri rischiano il raddoppio monegasco, ma restano in partita grazie a Sommer. Nella ripresa, Chivu mescola le carte, ma è il capitano a rimettere la sfida in equilibrio: al 60’ Lautaro Martinez danza al limite dell’area, salta due uomini e infila Hradecky con un destro preciso. Il Monaco reagisce colpendo un palo con Zakaria, ma all’80’ arriva il colpo risolutivo: Bonny, subentrato pochi minuti prima, ruba palla a Kehrer, penetra in area con una finta secca e fulmina il portiere per il 2-1. Nel finale Di Gennaro respinge di istinto l’ultimo assalto francese, blindando il successo.

Un’amichevole che lascia in eredità segnali importanti: compattezza, capacità di soffrire e colpi individuali che decidono le partite, anche in condizioni sfavorevoli.

“VAR, parli l’arbitro!”

VAR, parola all’arbitro

Sarà un fischio, poi una voce. Per la prima volta nella storia del calcio italiano, l’arbitro parlerà al pubblico, spiegando a tutti, dentro e fuori dallo stadio, cosa ha deciso dopo aver consultato il VAR. Non più solo gesti criptici e volti tesi tra microfoni e auricolari, ma parole chiare, pronunciate al centro del campo, davanti alle telecamere. L’annuncio è arrivato lo scorso 5 agosto a Cascia, direttamente dal designatore arbitrale Gianluca Rocchi, in occasione del raduno precampionato di Serie A e B.

Dal 23 agosto 2025, il campionato di Serie A aprirà con un’inedita formula di trasparenza arbitrale: ogni volta che ci sarà un intervento del VAR, l’arbitro potrà attivare il microfono, rivolgersi al pubblico e spiegare cosa ha visto, cosa ha valutato e cosa ha deciso. Semplicemente, parlerà. E lo farà in diretta, mentre i giocatori attendono e le tribune frementi vogliono capire.

Una scelta che segna la fine del calcio muto, spesso chiuso in un linguaggio tecnico e inaccessibile. Una rivoluzione nella forma e nella sostanza, che prende ispirazione dai grandi tornei internazionali, dove la sperimentazione aveva già mostrato il potenziale comunicativo della novità. Ma stavolta non si tratta di un test. Stavolta si fa sul serio.

Per preparare i direttori di gara alla nuova sfida, durante il raduno sono stati predisposti esercizi pratici con casse sonore in campo. Rocchi non lascia nulla al caso: “Vogliamo un linguaggio chiaro, diretto e uniforme, che possa essere compreso da tutti: tifosi, giornalisti, spettatori a casa. Ma senza robotizzare l’arbitro: ognuno manterrà il proprio stile, senza tempi imposti per la comunicazione”.

Non sarà dunque una voce impersonale, né un copione predefinito. Sarà una spiegazione viva, calibrata, misurata, ma finalmente trasparente. E servirà non solo a ridurre le polemiche, ma a coinvolgere il pubblico nella logica della decisione arbitrale, che resta – e resterà – un atto umano, fallibile ma spiegabile.

Rocchi ha colto l’occasione anche per alzare la soglia dell’attenzione verso comportamenti intimidatori: “Il rispetto non è negoziabile. Siamo disponibili al dialogo, non all’aggressione. Chi insulta, chi accerchia, chi minaccia, troverà sanzioni immediate. I primi mesi saranno decisivi per dare un segnale forte”.

Parallelamente, verrà introdotta in Serie C e Serie A femminile la cosiddetta VAR a chiamata: due richieste per parte, a disposizione degli allenatori, per chiedere la revisione di un’azione dubbia. Un modello mutuato da sport come il tennis o il football americano, che responsabilizza le panchine e valorizza l’uso consapevole della tecnologia.

Nel calcio delle urla, degli slogan e dei tweet, l’unico che restava in silenzio era proprio lui, l’arbitro. Un paradosso, che questa riforma vuole ribaltare. Perché il calcio è passione, ma anche credibilità. E non c’è credibilità senza trasparenza.

A partire dal 23 agosto, l’Italia sarà il primo Paese al mondo a rendere la spiegazione VAR un elemento strutturale del gioco, in ogni partita, con la voce più importante: quella dell’arbitro stesso.

Una voce che, forse, potrà restituire al calcio non solo giustizia, ma anche fiducia.
Sempre che, tra una spiegazione e l’altra, non si finisca per rimpiangere i bei tempi in cui almeno l’arbitro taceva.

Juventus, Tonali torna in pole: retroscena sulla trattativa

nazionale italiana di calcio
SANDRO TONALI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Mega trattativa di scambio sull’asse Italia-Inghilterra in arrivo: Tonali alla Juve e Vlahovic al Newcastle. Possibile? Difficile, ma non impossibile. Il club torinese è da tempo sulle tracce dell’ex centrocampista del Milan con la ferma convinzione che sarebbe in grado, come nessun altro, di garantire il tanto agognato cambio di passo in mediana.

Juventus, retroscena Tonali

Considerando la difficoltà di acquistare Tonali, potrebbe essere proprio l’attaccante serbo la chiave d’accesso giusta, quella per sbloccare l’operazione. Nell’affare potrebbe finire pure Douglas Luiz, il brasiliano è ormai fuori dal progetto bianconero, e non è riuscito a fare la differenza a differenza di quello che sarà capace di fare Tonali. Tudor, Chiellini e Comolli sono convinti che con Tonali il salto di qualità sarebbe garantito, quindi bisogna spingere per la trattativa. Non sarà semplice perché il Newcastle lo ha pagato 65 milioni più bonus, lo ha aspettato nei dieci mesi di squalifica per scommesse nel 2024 e ora vuole goderselo e raccogliere i frutti.

L’ex Milan ha già fatto grandi cose in pochi mesi, con Tonali il Newcastle ha già vinto la Coppa di Lega e lo ritiene centrale anche in vista della partecipazione alla prossima edizione della Champions League. Insomma, Tonali sembra essere incedibile, ma tornare in Serie A resta uno dei suoi sogni e potrebbe non dispiacergli approdare alla Continassa. E al Newcastle serve un attaccante, Vlahovic potrebbe essere la soluzione.

Inter, pronti all’assalto finale: si avanza per Giovanni Leone

Marotta e Ausilio
GIUSEPPE MAROTTA E PIERO AUSILIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Inter è in attesa di capire quale sarà il finale della telenovelas più seguita del calciomercato estivo 2025, quello di Ademola Lookman. Intanto a Viale della Liberazione si lavora ad altre trattative, come quella di Giovanni Leone. I nerazzurri spingono per chiudere con il 18enne del Parma, uno dei più talentuosi italiani in circolazione.

Inter, dopo la frenata adesso si accelera per Leoni

Ovviamente non sarà facile mettere la mani sul giovanissimo dei Ducali, giocatore che tutti vogliono nella propria rosa, compreso un colosso inglese come il Liverpool, ma l’obiettivo sarà tenuto dai nerazzurri alla giusta distanza fin quando possibile. Giovanni Leone è un investimento per il futuro. Con i giocatori, attualmente pilastri della difesa, che “invecchiano”, c’è necessità di fare spazio ai giovanissimi. Nel ruolo di centrale a Milano ci sono, infatti, un 37enne come Acerbi e il 33enne De Vrij. È essenziale pensare ad un ringiovanimento della rosa.

Per portare Leoni ad Appiano Gentile è necessario fare una cessione. Ancora una cessione, Bisseck probabilmente, e il club nerazzurro avrà un tesoretto da investire, somma che potrebbe avvicinarsi molto ai 40 milioni (più bonus) richiesti dal Parma per Leoni. Cifra che evidentemente per la dirigenza nerazzurra, forse grazie anche al consiglio di Chivu che conosce bene Leoni. Sembra dunque che l’assalto nerazzurro possa avere un altro capitolo da scrivere.