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Milan-Feyenoord, dove vederla in TV e streaming: probabili formazioni

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TAMMY ABRAHAM DA IL CINQUE A RAFAEL LEAO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il Milan questa sera scende in campo a San Siro per giocare il ritorno dei playoff contro gli olandesi del Feyenoord. Il Diavolo deve rimontare la sconfitta dell’andata contro gli uomini di Bosschaart se vuole staccare il pass per gli ottavi della  Champions League 2024-2025. La squadra di Sergio Conceiçao dovrà ribaltare la sconfitta per 1-0 subita nella partita di Rotterdam.

Milan-Feyenoord, dove vedere

Milan-Feyenoord si gioca allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano con fischio d’inizio alle ore 18:45. Diretta TV e streaming su Sky e Sky GO.
Il Milan, che viene dalla vittoria in casa contro il Verona, non può sbagliare come accaduto allo stadio degli olandesi, dovrà fare una partita completamente diversa da quella di sette giorni fa in Olanda. I rossoneri per superare il turno dovranno vincere e dovranno farlo con due gol di scarto.

Milan-Feyenoord, gara valida per la gara del ritorno dei playoff di Champions League e in programma alle ore 18:45 allo stadio Giuseppe Meazza in San Siro a Milano sarà visibile in diretta su Sky Sport Uno (201), Sky Sport (253), Now e sull’app Sky Go.

Le probabili formazioni di Milan-Feyenoord

MILAN (4-4-2): Maignan; Walker, Tomori, Pavlovic, Theo Hernandez; Musah, Fofana, Reijnders, Leao; Joao Felix, Gimenez. Allenatore: Conceicao.

A disposizione: Sportiello, Torriani, Gabbia, Thiaw, Bartesaghi, Terracciano, Pulisic, Chukwueze, Abraham, Camarda. Indisponibili: Loftus-Cheek. Squalificati: nessuno. Diffidati: Fofana, Chukwueze, Theo Hernandez.

FEYENOORD (4-3-3): Wellwnreuther; Read, Beelen, Hancko, Smal; Moder, Milambo, Osman; Hadj Moussa, Carranza, Paixao. Allenatore: Bosschaart.

A disposizione: Ramsay, Hudson, Pask, Marshall, Doforo, Karolak, Clark, Canavan, Brobbel, Jones, McManus. Indisponibili: Andreev, Ka, Bueno, Mitchell, Giertshove, Stengs, Zand, Van Den Elshout, Ivanusec, Redmond, Sliti. Squalificati: nessuno. Diffidati: Osman, Trauner.

Arbitro: Marciniak (Polonia). Assistenti: Listkiewicz e Kupsik. IV uomo: Myc. Var: Kwiatkowski. Avar: Dingert  (Germania).

Inter, chi sbaglia paga

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LA GRINTA DI SIMONE INZAGHI E IVAN JURIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La sconfitta con la Juve conferma un reiterato approccio errato nei big-match. 

Tre indizi sono una prova per usare un gergo da giallisti. Peccato che ormai gli indizi siano molteplici e più che Sir Arthur Conan Doyle dovremmo scomodare Freud con il suo lettino da psicoanalisi.

L’Inter non sa vincere (o quasi) con le sorelle italiane d’alta classifica. Tra i due derby di campionato e la doppia sfida con la Juve da ieri possiamo dire che la squadra di Simone Inzaghi ha racimolato solo due punti. Per tirare le somme col Napoli dovremo aspettare il 2 marzo, ma comunque all’andata fu pareggio. Fanno eccezione le vittorie roboanti con Atalanta e Lazio, ma sembrano eccezioni a un andamento sintomatico.

Quest’anno al serpente nerazzurro manca il morso letale in Serie A (in Champions la squadra è invece impeccabile). I punti ottenuti negli scontri diretti valgono doppio come si sa, e allora il fatto che proprio la squadra più quotata per la vittoria del titolo difetti in questi frangenti suggerisce una sorta di blocco mentale. La spietatezza dell’Inter a cui ci ha abituato Simone Inzaghi in questi anni sembra affievolita.

Gli indizi fanno la prova: stagione competitiva

I fattori sono molteplici e come spesso accade potrebbe essere la somma di essi a fornire una spiegazione. Come si era intuito la stagione 24/25 è più competitiva. Il Napoli di Conte è il reale competitor della corsa scudetto che l’anno scorso mancava, poi c’è il fattore Atalanta che non va mai dimenticato (definire la corsa scudetto a tre non è peregrino), Juve e Milan che nonostante un andamento a singhiozzi sono sempre temibili come L’Inter ben sa, e le Romane che lottano per un posto nel paradiso Champions. E non dimentichiamo Fiorentina e Bologna che hanno già messo i bastoni tra le ruote dei Nerazzurri. Insomma quest’anno lo scudetto passa per molte più insidie degli anni passati.

Condizione atletica

Una flessione fisica è poi evidente. Calhanoglu è ormai diventato un caso. Da quando si è auto definito il miglior centrocampista del mondo ha avuto un calo di rendimento impronosticabile. Di Marco non è più esplosivo come a inizio stagione e Lautaro Martinez non riesce a trovare l’abituale continuità sotto porta. Questo solo per citare i nomi di grido.

Troppi errori

Le occasioni sprecate nelle partite clou potrebbero essere quotate nel calcio scommesse. Tra la partita di ieri allo Juventus Stadium e la partita col Milan di poche settimane or sono, L’Inter avrebbe potuto fare dieci gol. Ma chi sbaglia paga e gli errori di oggi potrebbero diventare fondamentali a maggio quando si tirano le somme.

Tutto è ancora in gioco

Il campionato è ancora apertissimo e la vetta dista solo due punti, ma il fatto che l’Inter non abbia saputo approfittare della “pareggite” contingente del Napoli non è da Inter.

Almeno non quella a cui ci siamo abituati negli ultimi anni. L’imminente scontro diretto col Napoli si promette come un crocevia imprescindibile.

ESCLUSIVA – Juan Bernabè: “Spero che Olympia possa tornare presto all’Olimpico. Offerte da altre squadre? Per ora nulla”

Bernabè SportPaper TV

Juan Bernabè, ex falconiere della storica Olympia, aquila simbolo della Lazio, in esclusiva a SportPaper TV, condotto da Roberta Pedrelli, su RadioRoma News

Bernabè: “Sono laziale fino al midollo, chiedo scusa ai tifosi”

Juan quanto ti manca la Lazio?

“La Lazio è e sarà sempre la mia vita. 15 anni di amore non verranno cancellati da un semplice video. I laziali sono la mia famiglia e voglio ringraziarli, sono laziale fino al midollo. Da piccolo i miei genitori mi hanno trasmesso il valore della tolleranza e nessuno avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe successo tutto ciò.”

Ti abbiamo visto anche alla Folgore con Olympia. Eravate lì da semplici ospiti? 

‘Voglio precisare di non avere nessun contratto con la Lazio riguardo le apparizioni di Olympia. Sono andato senza farle portare i colori biancocelesti come segno di rispetto”

Ovviamente il tuo gesto è stato fatto senza malizia. Credi che chiuderti a Formello sia stato controproducente? 

“Questa è un’informazione fuorviante. Quella stanza è stata la mia casa per 15 anni. Credo sia stato indelicato nei miei confronti dato che mi ero operato l’11 e due giorni dopo sono stato prima interrogato dalla polizia con l’accusa di essermi barricato e successivamente cacciato. Chiedo scusa a tutto il mondo, soprattutto alla tifoseria laziale. Mi metterei in ginocchio pur di chiedere perdono al popolo italiano. Chiedo scusa anche al presidente Lotito nonostante non possa perdonarlo, avendomi trattato da delinquente. Se sono stato a Formello è perché la legge italiana me l’ha permesso.”

Speri di poter fare tornare Olympia all’Olimpico durante le partite della Lazio? 

Questa è una decisione che spetta alla Lazio, più alla tifoseria che alla società stessa. Per me la cosa più importante è trovare quanto prima un accordo con la società per poter fare tornare Olympia a volare all’Olimpico. I tifosi mi scrivono continuamente chiedendomi di farla tornare e spero non vengano deluse le loro aspettative dato che per me sono un’autentica famiglia. C’è una relazione speciale tra me e Olympia ma pur di farla tornare mi metterei da parte e farei in modo che si crei lo stesso legame con altri eventuali falconieri. Personalmente mi ha molto ferito l’idea che potesse volare un’altra aquila al di fuori di Olympia nello stadio vista la grande risonanza emotiva che ha avuto in questi 15 anni.”

A te piacerebbe tornare a fare il falconiere in altri stadi? Hai già avuto offerte? 

“La falconeria è la mia vita. Iniziai nel 2003 con il Benfica, ho inventato personalmente il volo dell’aquila del Benfica e della Lazio. Posso garantire che Olympia non volerà in nessun altro stadio perché è l’aquila della lazialità. Non ho ancora ricevuto offerte ma tanto appoggio e ho percepito tanto amore da parte di molti giocatori e addetti ai lavori.”

La tana del Grifone: il Genoa batte il Venezia per 2-0

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ANDREA PINAMONTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Vittoria importantissima in chiave salvezza per il Genoa di Vieira. I rossoblù si impongono per due reti a zero sui lagunari e allungano, salendo a 30 punti, con ben 10 di vantaggio sul Parma, momentaneamente terzultimo. Si mette male per il Venezia, che resta a -5 dalla quartultima.

Genoa – Venezia, la cumbia della noia: primo tempo piatto e senza grandi occasioni

Poche emozioni e tanto equilibrio in un primo tempo freddo e lento al Ferraris. Primo squillo del Genoa dopo appena tre minuti di gioco: azione in verticale rossoblù con Messias che si allarga sulla corsia laterale e la mette al centro dove arriva, in anticipo, Idzes a metterla fuori. Al tredicesimo è ancora l’ex Milan e Crotone a scendere in solitaria dalla fascia e calciare sul fondo. Primo tiro dei veneti al ventiseiesimo con Shingtienne da fuori area, che non impensierisce Leali. La prima vera palla gol della gara arriva al quarantaduesimo, ancora con una botta dalla distanza di Nicolussi Caviglia, che scomoda Leali e lo costringe al corner. Al termine del primo tempo è ancora il Venezia a farsi vedere dalle parti del portiere rossoblù, questa volta con Zampana, ma la palla termina lontana dalla traversa.

Genoa – Venezia, quattro minuti per portarla a casa: prima Pinamonti, poi Cornet

La ripresa riparte con leitmotiv simile alla prima parte di gara. Al quinto minuto opportunità maggiore del Genoa con Pinamonti, che raccoglie un assist dalla fascia e calcia, al volo, di pochissimo sul fondo. Dopo appena due minuti è Vitinha ad affondare sulla fascia e metterla al centro dove, però, non vi è alcuna maglia rossoblù ad insaccare. Al cinquantacinquesimo nuova occasione, ancora con Pinamonti: il 19 del Grifone, servito da Miretti, calcia da posizione favorevole, trovando una grande risposta di Radu. Al settantesimo riappare il Venezia con Perez, con un altro pallone che sorvola la traversa. Opportunità incredibile del Genoa in contropiede con Ekuban: l’esterno della squadra ligure entra in area, dopo una cavalcata, ma la palla termina alta. Il vantaggio del Grifone è targato Andrea Pinamonti. L’attaccante rossoblù, servito da Ekuban, di destro a giro batte Radu. Pochi minuti dopo arriva anche il raddoppio: prima rete italiana per Cornet. Il numero 70 si lancia palla al piede contro la difesa lagunare, entra in area e non lascia scampo all’estremo difensore. Vince il Genoa di Vieira.

Genoa – Venezia, risultato e tabellino:

2-0

Reti: 79′ Pinamonti (G); 86′ Cornet (G)

GENOA (4-3-2-1): Leali; De Winter, Bani, Vasquez, Martin; Masini, Frendrup, Miretti (73′ Ekhator); Vitinha (60′ Ekuban), Messias (73′ Cornet); Pinamonti. All. Vieira.

VENEZIA (3-4-3): Radu; Schingtienne, Idzes, Candé; Zerbin, Perez, Nicolussi Caviglia, Zampano (56′ Busio); Ellertson, Fila (56′ Maric), Oristanio (69′ Yeboah). All. Di Francesco.

Calciomercato Milan, il futuro del Diavolo: da Maignan e Jimenez | Le ultime

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MIKE MAIGNAN PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Mentre il Milan si prepara al prossimo impegno europeo, la dirigenza rossonera continua a lavorare sul fronte mercato. La prima operazione riguarda il rinnovo del portiere francese Mike Maignan.

Milan, le cifre del rinnovo di Maignan

Come riporta il Corriere dello Sport, per il classe ’95 sarebbe pronto un prolungamento di contratto di 4 anni con un ingaggio di 5 milioni annui. In questo modo il portiere si legherà ai rossoneri fino al 2029.

Così il Milan si assicura le prestazioni di uno dei suoi pilastri per le prossime stagioni. Tuttavia, il rinnovo di Maignan non è l’unica operazione nell’agenda rossonera.

Milan, appuntamento con il Real Madrid per Jimenez

Infatti – secondo TuttoSport – le due società si incontreranno il prossimo marzo per discutere dell’esterno spagnolo. Il focus del meeting si baserà sulla doppia clausola di recompra a favore dei Blancos. Il club madrileno ha il diritto di acquistare il giocatore a un prezzo di 9 milioni al termine di questa stagione e a 12 la prossima.

In questo senso Furlani e Moncada puntano a eliminare la clausola o al limite al alzare le cifre per la recompra. Non resta che aspettare il prossimo mese per capire quali sarà l’esito dell’incontro.