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Calciomercato Milan, rinnovo Maignan bloccato: Inter e Juve pronte all’assalto

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L’URLO DI MIKE MAIGNAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il calciomercato Milan non è diretto solo verso nuovi acquisti ma si dovrebbe concentrare anche su rinnovi e giocatori in uscita. Uno dei contratti più caldi è quello di Mike Maignan. Il portiere è in scadenza a giugno 2026, potrebbe lasciare Milanello a parametro zero.

Calciomercato Milan, ancora nessun accordo con Maignan

Ancora tutto aperto tra MilanMaignan, il portiere francese non ha ancora trovato l’accordo definitivo per il rinnovo. Ci sarebbe già un accordo, ma solo verbale. In estate Maignan era stato vicino al Chelsea ma le richieste del Milan e la volontà di Massimiliano Allegri avevano fatto saltare tutto, con la promessa tra le parti.

Oggi il Milan ha ritrovato Maignan e la sua sicurezza, è tornato a lottare per le posizioni di vertice della classifica anche grazie alle grandi parate di Magic Mike. Il club del Diavolo ha recapitato una nuova offerta da 5,5 milioni di euro netti con bonus facili per arrivare a 7 milioni complessivi fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione. La richiesta iniziale era di 7,5 milioni netti più bonus. Adesso si attende una risposta dall’estremo difensore. Intanto alla finestra restano diverse squadre, tutte pronte a portare Maignan a casa, in Italia in testa troviamo Juventus e Inter. Anche perché c’è Maignan pronto ad uscire a giugno a parametro zero. Si sono mosse alcune big della Premier League. 

Udinese-Lazio, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv

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LA GRINTA DI MATTIA ZACCAGNI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Oggi, sabato 27 dicembre alle ore 18:00, andrà in scena il match Udinese-Lazio. La formazione di Sarri è chiamata ad affrontare i bianconeri al Bluenergy Stadium per la 17esima giornata di Serie A. L’arbitro del match è il signor Andrea Colombo.

Udinese-Lazio, probabili formazioni

L’Udinese in queste prime sedici giornate di campionato ha ottenuto finora 6 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte, ha segnato complessivamente 17 gol e ne ha subiti 27. Il giocatore che ha segnato più gol è Keinan Davis con 4 reti. Nei friulani non ci sarà Okoye squalificato. Fra i pali dunque gioca Sava. La coppia d’attacco sarà composta da Davis e l’ex Roma Zaniolo. Kamara scalpita per giocare dal 1’.

La Lazio fino ad oggi ha conquistato 6 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte, ha segnato complessivamente 17 gol e ne ha subiti 11. Il giocatore che ha segnato più gol è Matteo Cancellieri con 3 reti. Maurizio Sarri ritrova Zaccagni dopo la squalifica ma perde Guendouzi in mezzo al campo. Il capitano riprenderà il suo posto in attacco insieme a Cancellieri favorito su Isaksen. Mancheranno Basic e Guendouzi per squalifica, Rovella per infortunio e Dele-Bashiru impegnato in Coppa d’Africa. Con Cataldi ci saranno dunque Vecino e Belahyane. In difesa confermati Marusic e Pellegrini terzini con Romagnoli e Gila centrali. In porta intoccabile Provedel.

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis. Allenatore: Runjaic

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli; Vecino, Cataldi, Belahyane; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. Allenatore: Sarri

Udinese-Lazio, dove vedere la partita

La partita fra Udinese e Lazio sarà trasmessa in esclusiva su Dazn. Gli abbonati Dazn potranno seguire l’incontro collegandosi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone.

Pisa-Juventus, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv

Yildiz
Yildiz ph: KeyPress

Oggi torna in campo la Serie A Tim, tra le gare anche Pisa-Juventus. I bianconeri sfidano oggi, sabato 27 dicembre alle ore 20:45, il Pisa nella 17esima giornata di campionato.

Pisa-Juventus, probabili formazioni

Il Pisa arriva al match contro i bianconeri con l’acqua alla gola: due punti raccolti nelle ultime cinque giornate, penultimo posto in classifica con 10 punti raccolti in 16 gare. La necessità di cambiare rotta e fare punti è forte.

La Juventus vive una condizione opposta ai toscani. I bianconeri pieni d’entusiasmo delle due vittorie consecutive contro Bologna e Roma e Spalletti sembra orientato a confermare l’undici che ha superato i giallorossi allo Stadium, tranne Conceiçao Kelly.

I precedenti non sorridono al Pisa: l’ultima sfida di Serie A in casa contro la Juventus, datata 13 gennaio 1991, è terminata 1-5.

Pisa (3-5-2): Semper; A. Caracciolo, Canestrelli, Bonfanti; I. Tourè, Piccinini, Aebischer, Hojholt, Angori; Tramoni, Meister. Allenatore: Gilardino

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners; McKennie, K. Thuram, Locatelli, Cambiaso; Conceicao, Yildiz, Openda. Allenatore: Spalletti

Pisa-Juventus, dove vederla in tv

Pisa-Juventus sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match sarà disponibile in streaming sull’app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma Dazn.

Un calcio alla guerra: La tregua di Natale del 1914

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Sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale accadde qualcosa che nessun comando militare aveva previsto. Tra il fango delle trincee, il gelo, la paura e la morte quotidiana, soldati inglesi e tedeschi deposero le armi. Non per strategia, non per convenienza, ma per umanità. Si guardarono, si riconobbero simili, vittime della stessa guerra, fino alla comparsa un pallone. Fu un match improvvisato, senza arbitro, senza spalti, senza vincitori ufficiali. Ma fu forse la partita più importante della storia del calcio. Perché in quel momento lo sport divenne linguaggio universale, gesto di libertà, sospensione dell’odio. Il calcio del popolo, quello che nasce per strada e non nei consigli d’amministrazione, dimostrò di poter fermare persino una guerra, seppur per poche ore.

1914–2026. La libertà espressa in un pallone, ad oggi è solo un business

Oggi, poco più di un secolo dopo, quella scena appare quasi inconcepibile. Il calcio contemporaneo è diventato soprattutto business, marketing, geopolitica mascherata da competizione sportiva. È un sistema in cui il denaro ha un peso maggiore dei valori, e dove una nazione che si macchia di genocidio può tranquillamente disputare competizioni UEFA, senza conseguenze reali, purché il flusso economico non venga interrotto.
Il pallone non unisce più: divide e monetizza, tutto in nome di contratti televisivi, sponsor e interessi politici. Il calcio che nel 1914 era capace di annullare confini e divise, oggi fatica persino a prendere posizione, eppure quella partita tra le trincee non è solo un episodio storico, ma un monito. Quei soldati giovani, stanchi, spesso condannati a morte certa resero questo sport immortale non con trofei o incassi record, ma con un atto di vera e propria ribellione ad un sistema che li ha mandati a morire, giostrandoli come meri burattini. Scelsero un pallone al posto di un fucile, il gioco al posto dell’odio. Alle porte del 2026, in un mondo ancora lacerato da guerre, disuguaglianze e ipocrisie, quel valore non è nostalgia: è necessità. Ritrovare il significato originario del calcio significa ricordare che lo sport non può essere neutrale davanti alle ingiustizie, che non tutto ha un prezzo. Un pallone, se lasciato rotolare libero, può ancora indicare una direzione diversa. Quella direzione esiste già. È la stessa che, il 25 dicembre 1914, portò uomini nemici a stringersi la mano. Sta a noi decidere se il calcio debba continuare a essere solo un business, o tornare a essere ciò che lo ha reso eterno.

ESCLUSIVA – Delio Rossi: “Mi piace Italiano. Alla Fiorentina mancano dirigenti forti…”

Delio Rossi
Delio Rossi ph: Fornelli/Keypress

Ai nostri microfoni è intervenuto l’ex allenatore di Lazio, Palermo, Fiorentina, Atalanta, Sampdoria e Bologna, Delio Rossi con il quale abbiamo parlato dell’attuale campionato, ma anche ricordato qualche sua esperienza.

Ecco le parole di Delio Rossi:

Come giudica questo campionato, per lei ci sono state sorprese?

No, non mi sembra che ci siano sorprese, è un campionato livellato verso la media con nessuno che si stacca, anche se l’Inter e il Napoli dovrebbero avere la rosa migliore sul lungo. È medio perché anche le piccole fanno un buon calcio e non è facile andarci a giocare contro squadre, come la Cremonese, Cagliari o Lecce.

Si aspettava che la Lazio all’inizio in difficoltà riuscisse a rimettersi in pista?

“Si perché comunque anche se non ha fatto mercato, è una rosa forte poiché l’anno scorso ha perso l’Europa all’ultima giornata. Poi la squadra è la stessa un’allenatore bravo come Sarri su un club  del genere ha le potenzialità per arrivare in Europa non magari tra le prime 4”.

Come vede la situazione della Fiorentina?

“Non lo so quello che sta succedendo perché per capire devi essere all’interno. Non è una rosa per stare nelle prime posizioni però è una squadra buona. Quando succedono queste cose si cerca sempre il responsabile di questa situazione ma mai come uscirne fuori. Io lo dico sempre quello che manca nel nostro calcio mancano dei dirigenti illuminati. Poi se vedi delle squadre che fanno bene hanno dei dirigenti forti come il Bologna, l’Atalanta, il Lecce. Alla Fiorentina queste cose mancano”.

Lei già aveva capito che il Bologna potesse creare un progetto così importante?

“Io ho avuto la fortuna di conoscere questa società di persona, ho conosciuto i dirigenti ed ho capito il valore. Poi c’è una persona che viene dall’altra parte del mondo e ha preso le persone giuste. È un ambiente che ti possono aspettare, ha sistemato lo stadio il centro sportivo e prima o poi se hai la visione le cose ti vengono”.

Il percorso del Como di Fabregas le piace?

“Si fermo restando che poi c’è un altro aspetto da tenere conto. Fabregas sicuramente sarà un predestinato, però lavora anche in una società dove quest’anno hanno fatto un investimento di 300 milioni”.

Quale allenatore le piace di più?

Un allenatore che si sta meritando tutto quello che sta facendo è Italiano. Lui è partito dalla Serie C ha vinto sia li che in B. Ha portato Firenze ad un livello importante come  sta facendo ora con Bologna“.

Le sue esperienze

Che ricordi ha del suo periodo alla Lazio e cosa significa vincere a Roma?

“La Lazio sicuramente mi ha dato la possibilità di allenare in una squadra importante, che ti da la possibilità di essere anche un allenatore di status. Io attualmente vivo a Roma, quella rosa che allenavo io era una squadra che doveva fare delle scommesse non è la squadra di adesso. Io non ho vinto tanto però a distanza di tanti anni ho manifestazioni di affetto che non pensavo di poter ricevere. Ho queste manifestazioni che per uno che vive il calcio come me vuol dite tanto”.

Cosa si ricorda della bellissima stagione al Palermo e siete andati vicino in Champions League?

Un’anno bellissimo e mi ha fatto conoscere una  terra bellissima che non conoscevo ne la Sicilia e ne la Sardegna. C’erano dei giocatori importanti e della gente che porterò sempre nel mio cuore”.