Home Blog Pagina 229

Udinese-Lazio, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv

serie a enilive 2025 2026: lazio vs hellas verona
LA GRINTA DI MATTIA ZACCAGNI IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Oggi, sabato 27 dicembre alle ore 18:00, andrà in scena il match Udinese-Lazio. La formazione di Sarri è chiamata ad affrontare i bianconeri al Bluenergy Stadium per la 17esima giornata di Serie A. L’arbitro del match è il signor Andrea Colombo.

Udinese-Lazio, probabili formazioni

L’Udinese in queste prime sedici giornate di campionato ha ottenuto finora 6 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte, ha segnato complessivamente 17 gol e ne ha subiti 27. Il giocatore che ha segnato più gol è Keinan Davis con 4 reti. Nei friulani non ci sarà Okoye squalificato. Fra i pali dunque gioca Sava. La coppia d’attacco sarà composta da Davis e l’ex Roma Zaniolo. Kamara scalpita per giocare dal 1’.

La Lazio fino ad oggi ha conquistato 6 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte, ha segnato complessivamente 17 gol e ne ha subiti 11. Il giocatore che ha segnato più gol è Matteo Cancellieri con 3 reti. Maurizio Sarri ritrova Zaccagni dopo la squalifica ma perde Guendouzi in mezzo al campo. Il capitano riprenderà il suo posto in attacco insieme a Cancellieri favorito su Isaksen. Mancheranno Basic e Guendouzi per squalifica, Rovella per infortunio e Dele-Bashiru impegnato in Coppa d’Africa. Con Cataldi ci saranno dunque Vecino e Belahyane. In difesa confermati Marusic e Pellegrini terzini con Romagnoli e Gila centrali. In porta intoccabile Provedel.

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Piotrowski, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis. Allenatore: Runjaic

Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli; Vecino, Cataldi, Belahyane; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. Allenatore: Sarri

Udinese-Lazio, dove vedere la partita

La partita fra Udinese e Lazio sarà trasmessa in esclusiva su Dazn. Gli abbonati Dazn potranno seguire l’incontro collegandosi tramite app su smart tv oppure collegare al televisore una console PlayStation 4/5 o Xbox, TIMVISION BOX o dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast. Visione possibile tramite app o sito Dazn su tablet, pc e smartphone.

Pisa-Juventus, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv

Yildiz
Yildiz ph: KeyPress

Oggi torna in campo la Serie A Tim, tra le gare anche Pisa-Juventus. I bianconeri sfidano oggi, sabato 27 dicembre alle ore 20:45, il Pisa nella 17esima giornata di campionato.

Pisa-Juventus, probabili formazioni

Il Pisa arriva al match contro i bianconeri con l’acqua alla gola: due punti raccolti nelle ultime cinque giornate, penultimo posto in classifica con 10 punti raccolti in 16 gare. La necessità di cambiare rotta e fare punti è forte.

La Juventus vive una condizione opposta ai toscani. I bianconeri pieni d’entusiasmo delle due vittorie consecutive contro Bologna e Roma e Spalletti sembra orientato a confermare l’undici che ha superato i giallorossi allo Stadium, tranne Conceiçao Kelly.

I precedenti non sorridono al Pisa: l’ultima sfida di Serie A in casa contro la Juventus, datata 13 gennaio 1991, è terminata 1-5.

Pisa (3-5-2): Semper; A. Caracciolo, Canestrelli, Bonfanti; I. Tourè, Piccinini, Aebischer, Hojholt, Angori; Tramoni, Meister. Allenatore: Gilardino

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners; McKennie, K. Thuram, Locatelli, Cambiaso; Conceicao, Yildiz, Openda. Allenatore: Spalletti

Pisa-Juventus, dove vederla in tv

Pisa-Juventus sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match sarà disponibile in streaming sull’app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma Dazn.

Un calcio alla guerra: La tregua di Natale del 1914

Calcio

Sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale accadde qualcosa che nessun comando militare aveva previsto. Tra il fango delle trincee, il gelo, la paura e la morte quotidiana, soldati inglesi e tedeschi deposero le armi. Non per strategia, non per convenienza, ma per umanità. Si guardarono, si riconobbero simili, vittime della stessa guerra, fino alla comparsa un pallone. Fu un match improvvisato, senza arbitro, senza spalti, senza vincitori ufficiali. Ma fu forse la partita più importante della storia del calcio. Perché in quel momento lo sport divenne linguaggio universale, gesto di libertà, sospensione dell’odio. Il calcio del popolo, quello che nasce per strada e non nei consigli d’amministrazione, dimostrò di poter fermare persino una guerra, seppur per poche ore.

1914–2026. La libertà espressa in un pallone, ad oggi è solo un business

Oggi, poco più di un secolo dopo, quella scena appare quasi inconcepibile. Il calcio contemporaneo è diventato soprattutto business, marketing, geopolitica mascherata da competizione sportiva. È un sistema in cui il denaro ha un peso maggiore dei valori, e dove una nazione che si macchia di genocidio può tranquillamente disputare competizioni UEFA, senza conseguenze reali, purché il flusso economico non venga interrotto.
Il pallone non unisce più: divide e monetizza, tutto in nome di contratti televisivi, sponsor e interessi politici. Il calcio che nel 1914 era capace di annullare confini e divise, oggi fatica persino a prendere posizione, eppure quella partita tra le trincee non è solo un episodio storico, ma un monito. Quei soldati giovani, stanchi, spesso condannati a morte certa resero questo sport immortale non con trofei o incassi record, ma con un atto di vera e propria ribellione ad un sistema che li ha mandati a morire, giostrandoli come meri burattini. Scelsero un pallone al posto di un fucile, il gioco al posto dell’odio. Alle porte del 2026, in un mondo ancora lacerato da guerre, disuguaglianze e ipocrisie, quel valore non è nostalgia: è necessità. Ritrovare il significato originario del calcio significa ricordare che lo sport non può essere neutrale davanti alle ingiustizie, che non tutto ha un prezzo. Un pallone, se lasciato rotolare libero, può ancora indicare una direzione diversa. Quella direzione esiste già. È la stessa che, il 25 dicembre 1914, portò uomini nemici a stringersi la mano. Sta a noi decidere se il calcio debba continuare a essere solo un business, o tornare a essere ciò che lo ha reso eterno.

ESCLUSIVA – Delio Rossi: “Mi piace Italiano. Alla Fiorentina mancano dirigenti forti…”

Delio Rossi
Delio Rossi ph: Fornelli/Keypress

Ai nostri microfoni è intervenuto l’ex allenatore di Lazio, Palermo, Fiorentina, Atalanta, Sampdoria e Bologna, Delio Rossi con il quale abbiamo parlato dell’attuale campionato, ma anche ricordato qualche sua esperienza.

Ecco le parole di Delio Rossi:

Come giudica questo campionato, per lei ci sono state sorprese?

No, non mi sembra che ci siano sorprese, è un campionato livellato verso la media con nessuno che si stacca, anche se l’Inter e il Napoli dovrebbero avere la rosa migliore sul lungo. È medio perché anche le piccole fanno un buon calcio e non è facile andarci a giocare contro squadre, come la Cremonese, Cagliari o Lecce.

Si aspettava che la Lazio all’inizio in difficoltà riuscisse a rimettersi in pista?

“Si perché comunque anche se non ha fatto mercato, è una rosa forte poiché l’anno scorso ha perso l’Europa all’ultima giornata. Poi la squadra è la stessa un’allenatore bravo come Sarri su un club  del genere ha le potenzialità per arrivare in Europa non magari tra le prime 4”.

Come vede la situazione della Fiorentina?

“Non lo so quello che sta succedendo perché per capire devi essere all’interno. Non è una rosa per stare nelle prime posizioni però è una squadra buona. Quando succedono queste cose si cerca sempre il responsabile di questa situazione ma mai come uscirne fuori. Io lo dico sempre quello che manca nel nostro calcio mancano dei dirigenti illuminati. Poi se vedi delle squadre che fanno bene hanno dei dirigenti forti come il Bologna, l’Atalanta, il Lecce. Alla Fiorentina queste cose mancano”.

Lei già aveva capito che il Bologna potesse creare un progetto così importante?

“Io ho avuto la fortuna di conoscere questa società di persona, ho conosciuto i dirigenti ed ho capito il valore. Poi c’è una persona che viene dall’altra parte del mondo e ha preso le persone giuste. È un ambiente che ti possono aspettare, ha sistemato lo stadio il centro sportivo e prima o poi se hai la visione le cose ti vengono”.

Il percorso del Como di Fabregas le piace?

“Si fermo restando che poi c’è un altro aspetto da tenere conto. Fabregas sicuramente sarà un predestinato, però lavora anche in una società dove quest’anno hanno fatto un investimento di 300 milioni”.

Quale allenatore le piace di più?

Un allenatore che si sta meritando tutto quello che sta facendo è Italiano. Lui è partito dalla Serie C ha vinto sia li che in B. Ha portato Firenze ad un livello importante come  sta facendo ora con Bologna“.

Le sue esperienze

Che ricordi ha del suo periodo alla Lazio e cosa significa vincere a Roma?

“La Lazio sicuramente mi ha dato la possibilità di allenare in una squadra importante, che ti da la possibilità di essere anche un allenatore di status. Io attualmente vivo a Roma, quella rosa che allenavo io era una squadra che doveva fare delle scommesse non è la squadra di adesso. Io non ho vinto tanto però a distanza di tanti anni ho manifestazioni di affetto che non pensavo di poter ricevere. Ho queste manifestazioni che per uno che vive il calcio come me vuol dite tanto”.

Cosa si ricorda della bellissima stagione al Palermo e siete andati vicino in Champions League?

Un’anno bellissimo e mi ha fatto conoscere una  terra bellissima che non conoscevo ne la Sicilia e ne la Sardegna. C’erano dei giocatori importanti e della gente che porterò sempre nel mio cuore”.

Esclusiva – Mirko Di Natale – Adzic profilo interessante per Gilardino. Affrontare il Pisa con stessa mentalità avuta contro Bologna e Roma

mirko di natale

Abbiamo intervistato l’editorialista di Tuttojuve Mirko Di Natale, che era già stato ospite a Sportpaper Tv. Naturalmente l’argomento non poteva che essere la Juventus, il  momento che vivono i bianconeri, ed il prossimo confronto che la squadra di Spalletti giocherà a Pisa.

Spalletti dopo un mese e mezzo sembra aver trovato la quadratura del cerchio. Cosa manca per fare il salto di qualità definitivo.

Secondo me non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, questa Juventus è un pò un ibrido perchè ci sono le idee di un gioco offensivo di Spalletti e ci sono ancora dei vecchi rimasugli di un carattere più conservativo che fa parte del DNA Juventus, Questa squadra non riesce  mai a praticare un calcio offensivo al 100% però l’ho rivista fare  dei passi importanti. Contro la Roma ho visto una identità di gioco, ho visto una  squadra che ha voluto prendersi il risultato, adesso per fare il salto in avanti ed essere all’altezza di chi le è davanti, deve ricostruire la mentalità. Tutto ciò anche anche facendoti aiutare dal mercato di Gennaio, con dei giocatori che sappiano già cosa vuol dire vincere

A Pisa la juve sarà in emergenza difesa, Bremer potrebbe essere tenuto a riposo. Spalletti potrebbe schierare una difesa a 4?

Ogni settimana siamo qui a chiederci se possa essere la volta giusta per vedere la difesa a 4. Effettivamente la Juventus ha molte defezioni, non ci sarà Rugani che rivedremo a fine Gennaio, Bisogna capire come sta Cabal, Bremer  si è appena ripreso, ci sarà il ritorno di Koopmeiners, non credo ad oggi che Spalletti possa cambiare radicalmente perchè c’è bisogno di continuità.

Quali sono le insidie della partita di sabato a Pisa?

Sicuramente non bisogna pensare di avere già vinto, contro Bologna e Roma la Juventus è stata molto brava, ma contro le piccole devi ottenere per mentalità i tre punti.  Anche essere brutto ,sporco e cattivo  ma devi ottenere il risultato. D’altro canto affronti una squadra che in casa concede di più, perchè i risultati migliori li ha ottenuti fuori, vedi Napoli e Milan ma anche con i Cagliari. La squadra di Gilardino non rispecchia le ultime posizioni e può dire la sua. Io starei molto attento perchè devi affrontare il Pisa come lo hai fatto con Bologna e Roma.

Il Pisa deve rinforzare la rosa per poter puntare alla salvezza. Adzic non sembra essere nei piani di Spalletti, potrebbe essere un elemento utile per Gilardino?

Posso dirti che si valuta la possibilità d dare in prestito Adzic, la situazione era già questa durante l’ultima campagna acquisti però Tudor lo volle tenere. Già nello scorso anno ci fu se vogliamo l’errore di volerlo trattenere, perchè Adzic si perse, ha potenzialità per rimanere in Serie A e lo può fare in squadre come Pisa, Lecce, Sassuolo  che sono le squadre al momento interessate.