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Serie B: i risultati della 7^ giornata. Il Palermo torna alla vittoria

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FILIPPO INZAGHI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nelle gare della settima giornata del campionato di Serie B

 

Nelle gare della settima giornata del campionato di Serie B, il  Palermo torna alla vittoria vincendo a La Spezia grazie alle reti del solito Pohjanpalo e Del redivivo Pierozzi, nel finale lo Spezia accorcia le distanze grazie ad un’autorete di Giovane. I rosanero con questo successo sono momentaneamente al primo posto in attesa del Modena impegnato oggi contro la Virtus Entella. Il venezia con un secco tre a zero regola il Frosinone, il Monza torna alla vittoria contro il Catanzaro a segno Alvarez e Birindelli, il Bari in rimonta batte il Padova, il Cesena cade a sorpresa in casa contro la Reggiana, pari tra Avellino e Mantova.

SERIE B – RISULTATI 7a GIORNATA

Sabato 4 ottobre 2025

Avellino-Mantova (15:00) 0-0 

Bari-Padova  (15:00) 2-1 

50’ Bortolussi (P), 71’ rigore Moncini (B), 84’ Cerri (B)

Monza-Catanzaro (15:00) 2-1

5’ Cissè (C), 37’ Alvarez (M), 66’ Birindelli (M)

Venezia-Frosinone (15:00) 3-0

3’ Compagnon (V), 16’ Yeboah (V), 53’ Casas (V)

Spezia-Palermo (17:15) 1-2 

42’ Pohjanpalo (P), 58’ Pierozzi (P), 89’ autorete Giovane (C)

Cesena -Reggiana (19:30) 1-2 

15’ Ciervo (C), 19’ Tavsan (R), 24’ Portanova (R)

Domenica 5 ottobre 2025

Carrarese-Juve Stabia (15:00)

Südtirol-Empoli (15:00)

Sampdoria-Pescara (17:15)

Modena-Virtus Entella (19:30)

Inter, sinfonia perfetta: Bonny brilla, Barella dirige l’orchestra | Vittoria 4-1 con la Cremonese

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Ange-Yoan Bonny in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’Inter per provare a raccogliere i frutti della foresta di punti di domanda che si è rivelata essere quest’inizio di stagione, la Cremonese per provare a mantenere lo status di imbattuta conservato nelle prime 5 giornate, in cui le due squadre hanno maturato rispettivamente un 5° e un 7° posto.

Fin dai primi secondi i nerazzurri chiariscono le proprie intenzioni. Dopo appena trenta secondi Frattesi sfiora il vantaggio, aprendo il sipario su una gara a senso unico. L’Inter domina il campo, costantemente proiettata nella metà campo avversaria, costruendo occasioni in serie con un ritmo vertiginoso e una qualità di gioco scintillante. Al 5’ Lautaro Martinez, servito in area da Bonny, sblocca la gara. Lo stesso , al debutto da titolare e autentico MVP, firma il raddoppio al 38’, dopo una raffica di chance per Mkhitaryan, Dimarco e ancora Frattesi.

Inter, serata di grazia: dominio totale e spettacolo puro

Nella ripresa i nerazzurri rallentano leggermente nei primi minuti, lasciando qualche timido possesso alla Cremonese, ma l’incantesimo si rinnova presto. Al 55’ Dimarco trova un gol splendido al volo sugli sviluppi di un corner, poi Barella — protagonista di una partita monstre in cabina di regia al posto di Calhanoglu — firma il poker due minuti dopo, con il terzo assist di Bonny. Il centrocampista, adattato a mediano, orchestra il gioco con sventagliate millimetriche, ritmi dettati con incanto e un controllo totale del centrocampo.

Dietro, Akanji è un muro invalicabile e vede anche annullarsi un gol per fuorigioco dopo la rete di Bonny. Solo all’87’ i grigiorossi riescono a sporcare la festa con Bonazzoli, che insacca di testa su cross di Vandeputte, siglando il 4-1 finale.

L’Inter regala spettacolo puro: giocate di prima, movimenti a memoria, un fluire armonioso che ha tracciato sin dai primi istanti il percorso di una serata perfetta a San Siro.

Inter-Cremonese, il tabellino:

INTER (3-5-2): Sommer; Akanji, De Vrij, Bastoni (61° Carlos Augusto); Dumfries (53° Luis Henrique), Frattesi, Barella, Mkhitaryan  (75° Sucic), Dimarco; Bonny (61° Esposito), Lautaro (75° Sucic). All. Chivu.

CREMONESE (3-4-2-1): Silvestri; Ceccherini (58° Faye), Baschirotto, Bianchetti; Floriani Mussolini (74° Barbieri), Grassi, Bondo, Pezzella; Vazquez (58° Vardy), Johnsen (46° Vandeputte); Sanabria (57° Bonazzoli). All. Nicola.

Reti: 6° Lautaro Martinez (I), 38° Bonny (I), 55° Dimarco (I), 57° Barella (I), 87° Bonazzoli (C).

Ammoniti: Sucic (I), Pezzella (C).

Espulsi: nessuno

Sampdoria-Pescara, probabili formazioni e dove vederla

Sampdoria

Un inizio di stagione negativo, una vittoria mai arrivata, contestazioni e un tunnel che sembra essere infinito sono la perfetta sintesi di questo avvio di campionato della Sampdoria di Massimo Donati. Blucerchiati, a quota due punti in classifica, usciti con due pareggi dalle ultime due uscite, rispettivamente contro Bari e Catanzaro, chiamati ad affrontare la difficile prova Pescara. La gara, in programma domenica alle 17.15 allo stadio Luigi Ferraris di Genova, sarà visibile su LaB Channel e DAZN.

Sampdoria-Pescara, le probabili formazioni:

SAMPDORIA (3-4-2-1): Ghidotti; Riccio, Vulikić; Hadžikadunić; Venuti, Abildgaard, Henderson; Cherubini, Pafundi; Coda. All. Donati.

PESCARA (3-4-2-1): Desplanches; Capellini, Brosco, Pellacani; Olivieri, Squizzato, Dagasso, Corazza; Olzer, Valzania; Di Nardo. All. Vivarini.

Sorpassi, controsorpassi e alta tensione all’Olimpico: Lazio – Torino finisce in parità (3-3)

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LA DELUSIONE DI MAURIZIO SARRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio e Torino si dividono la posta in palio nella sesta giornata di Serie A al termine di un pareggio rocambolesco per 3-3. Gli ospiti mettono subito in difficoltà i biancocelesti con il tiro di Ngonge, bloccato in due tempi da Provedel, ma al 14′ il Toro passa in vantaggio con il gol di Simeone: il portiere biancoceleste respinge male il cross di Pedersen e l’attaccante argentino deve solo spingere il pallone in porta. Dopo qualche minuto, un ispirato Ngonge sfiora la rete del possibile 0-2 e sulla ripartenza, i padroni di casa trovano il pareggio con la sassata dal limite di Cancellieri. La partita si accende con le occasioni di Asllani e le conclusioni ravvicinate di Castellanos e Dia, solo un antipasto dell’imminente 2-1 firmato ancora una volta da Cancellieri: imbeccato da Basic, l’esterno italiano batte nuovamente Israel e regala il vantaggio ai suoi sul finire del primo tempo. 

Nella ripresa non ci sono grandissime occasioni da ambo le parti, ma il Torino dimostra di essere in palla e cresce con il passare dei minuti. La svolta della gara arriva con gli ingressi in campo di Nkounkou e Che Adams, i quali confezionano i gol del pareggio granata al minuto 73: l’esterno ex Eintracht Francoforte regala un cioccolatino al suo compagno di squadra, bravo a infilare Provedel con una conclusione sotto la traversa. La partita si muove sui binari dell’incertezza e Dembele sfiora addirittura il ribaltone, sfruttando un errore di Nuno Tavares, ma la sua conclusione termina di poco fuori. La Lazio spinge in avanti, ma il Toro fa buona guardia concedendo pochissimo: Castellanos colpisce il pallone di testa a pochi passi dalla porta, tuttavia Israel sventa immediatamente il pericolo. In pieno recupero, dopo una grandissima parata di Provedel su Che Adams, il Torino passa in vantaggio con il gol di Saul Coco: il difensore raccoglie la sponda di Maripan e buca il portiere biancoceleste. Sul ribaltamento di fronte, Noslin penetra in area e viene atterrato da Saul Coco: il clima è tesissimo e si accende una rissa che vede come protagonisti i giocatori in campo ed entrambe le panchine. Dopo un lungo check del VAR, l’arbitro viene richiamato al monitor: al termine della revisione, viene assegnato il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Danilo Cataldi che spiazza Israel e regala il pareggio ai suoi: la partita, quindi, termina sul risultato di 3-3.

Lazio-Torino, il tabellino:

LAZIO (4-4-2): Provedel; Hysaj, Gila, Romagnoli, Tavares (90′ Lazzari); Cancellieri, Basic (67′ Belahyane), Cataldi, Pedro (67′ Isaksen); Dia (81′ Noslin), Castellanos.

TORINO (4-3-3): Israel; Pedersen (79′ Dembele), Coco, Maripan, Lazaro (63′ Nkounkou); Tameze (70′ Masina), Asllani, Casadei; Ngonge, Simeone (79′ Gineitis), Vlasic (70′ Adams).

Reti: 16′ Simeone (T), 24′ e 40′ Cancellieri (L), 73′ Adams (T), 90+3′ Coco (T)

Ammoniti: 32′ Asllani (T), 47′ Romagnoli (L), 60′ Casadei (T), 87′ Cataldi (L), 90+6′ Castellanos (L), 90+11′ Maripan (T)

Espulsi: nessuno.

Juve, Milan e quei giudizi frettolosi

Juventus Milan

Qualcuno ricorda ancora la clamorosa sconfitta del Milan contro la Cremonese alla prima di Campionato? E la rocambolesca vittoria della Juventus contro l’Inter?

Il vento è cambiato

Temporalmente entrambe le partite sono storia recente, eppure la stragrande maggioranza dei giudizi frettolosi emersi contestualmente sembrano lontani anni luce. Il caso più clamoroso è quello del Milan. Opinionisti, giornalisti, tifosi, chiunque aveva prefigurato una stagione disastrosa per il nuovo corso allegriano; è bastata una serie di vittorie gradualmente sempre più convincenti per ribaltare il Mondo. Ad oggi sono tutti fanatici di Allegri, e ovviamente tutti millantano di aver sempre creduto in questo Milan (mutatis mutandis).

A seguito del Derby d’Italia, invece, la squadra di Tudor è diventata per tutti o quasi la prima candidata alla lotta scudetto contro il Napoli, con conseguente sentenza di una Inter arrivata ormai a fine ciclo. Premesso che anche il giudizio sull’Inter è apparso a dir poco troppo sommario, dopo la bella vittoria la Juventus è stata colta da “pareggite”. Un doppio 1-1 con Verona e Atalanta, e due pareggi consecutivi anche in Champions: il tanto decantato attacco Bianconero ha già le polveri bagnate.

I giudizi lasciano il posto al campo

Certo i giudizi di inizio stagione lasciano il tempo che trovano, però è clamoroso vedere come le opinioni comuni su Juventus e Milan si siano ribaltate in pochi giorni. Quello che conta è che fattivamente la partita di domani sera allo Stadium tra Juventus-Milan aiuterà a mettere in ordine i pensieri degli opinionisti. Le squadre distano a un solo punto e sono al vertice della classifica al momento. La Juve non è esclusa dai giochi per aver pareggiato un paio di partite – al contempo non ha mia perso in campionato – e il Milan non è la squadra senza difetti che tanti vedono oggi.

Filosofie agli antipodi

Spregiudicatezza e sfrontatezza contro equilibrio e solidità: due filosofie opposte si affronteranno concludendo la sesta giornata di Serie A. Le peculiarità delle due compagini sono emerse proprio nei due big match disputati da entrambe. Contro l’Inter Tudor ha dimostrato palesemente che la sua strategia è fare un gol in più dell’avversario, andando oltre il dogma del difensivismo. Contro il Napoli Allegri ha fatto capire a tutti che non gli interessa avere il pallino del gioco in mano, bensì saper spegnere ogni velleità offensiva avversaria per poi ripartire in maniera fulminea. Quale delle due scuole di pensiero è più efficace pe il conseguimento del titolo finale? La risposta è nella storia del nostro Campionato.

Posto fisso

La partita sarà l’occasione capire se Leao tornerà alla titolarità o meno, discorso analogo per Vlahovic in casa Juve. Due fuoriclasse che per motivi diversi rischiano di non trovare l’agognato “posto fisso” in campo.