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Dybala compie 30 anni: compleanno con Messi

PAULO DYBALA PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Paulo Dybala compie oggi trent’anni. La Joya festeggerà il compleanno con Messi e i compagni della nazionale argentina nel centro di Ezeiza intitolato 8 mesi fa proprio alla Pulce.

In questo inizio di stagione Paulo non ha impressionato ha giocato domenica un Derby  deludente, ha saltato sei partite per infortunio e le otto nelle quali è sceso in campo ha segnato solo una doppietta il 17 settembre all’Empoli. Come tornerà dalla sosta per le nazionali proverà a ritrovare subito la via del goal contro l’Udinese del 26 novembre,  la sua vittima preferita a cui ha segnato 12 volte.

La carriera di Dybala

A 17 anni Dybala viene chiamato nella prima squadra dell’Istituto ed esordisce nel secondo campionato Argentino nel 2011. Alla seconda presenza realizza il primo gol da professionista, a 17 anni, 9 mesi e 5 giorni diventa il più giovane marcatore del calcio argentino togliendo il record a Mario Kempes. Viene acquistato dal Palermo. In Serie B è il vero trascinatore della squadra facendo subito tornare in A il Palermo. Nella stagione 2013-14 Paulo raggiunge la doppia cifra, 10 gol. Nel 2015 l’argentino si trasferisce alla Juventus dove iniza alla grande segando in tutte le manifestazioni, dalla Coppa Italia alla Champions League. Dopo 2 anni si mette sulle spalle la maglia numero 10.

Nel 2019 è l’anno della consacrazione. Comincia la stagione diventando il miglior marcatore della storia della Supercoppa Italiana, con quattro centri, e a fine stagione, dopo l’ennesimo scudetto, viene nominato MVP della serie A 2019/20. Giunto alla sesta stagione in bianconero Paulo Dybala diventa vicecapitano e supera Michel Platini nelle marcature con la maglia della Juve. Qualcosa però non va ha il contratto in scadenza  e ancora non si parla di rinnovo. La società bianconera decide di cambiare e non rinnova il contratto alla Joya svincolandolo a parametro zero. Nell’estate del 2021, Dybala cerca una nuova sfida e firma con la Roma.Nel 2022 vince la Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA, e a novembre i Mondiali in Qatar.

Lazio, convocazioni Nazionali: Vecino e Marusic out, Lazzari chiamato da Spalletti

MANUEL LAZZARI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il centrocampista della Lazio, Matias Vecino, è costretto a rinunciare alla convocazione con la nazionale uruguaiana a causa di un infortunio subito nel derby di domenica scorsa. Dopo essere entrato in campo nel secondo tempo, l’uruguaiano ha riportato una lesione al gluteo, come rilevato dagli esami a cui si è sottoposto. Sarà quindi assente durante la pausa internazionale e mira a recuperare per il match successivo contro la Salernitana.

Lazio, Lazzari in Nazionale, Marusic out

Nel frattempo, Marusic non risponderà alla chiamata del Montenegro a causa di un problema alla caviglia. Altri giocatori biancocelesti come Hysaj e Lazzari saranno invece in campo con le rispettive nazionali durante la sosta. Lazzari è stato convocato da Spalletti dopo l’infortunio di Calabria. Nel complesso, la Lazio affronta alcune assenze importanti, ma cerca di gestire le situazioni in vista degli impegni successivi in campionato.

Calciomercato Juventus, situazione rinnovi: i bianconeri blindano il difensore

Calciomercato Juve
Esultanza Juventus ( ph: Fornelli/Keypress )

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Juventus sembra sul punto di garantirsi la permanenza nella propria rosa di Gleison Bremer. Il brasiliano, la cui scadenza contrattuale è attualmente nel 2027, dovrebbe firmare entro Natale un prolungamento fino al 2028. Questa mossa strategica permetterebbe alla Juventus di distribuire e ridurre i costi dell’ammortamento del giocatore, oltre a potenziare la propria posizione sul mercato, soprattutto considerando l’interesse proveniente dalla Premier League.

Juventus, aggiornamenti sui rinnovi

Nel frattempo, la questione relativa a Daniele Rugani sembra essere in dirittura d’arrivo, con le parti coinvolte che stanno discutendo di un accordo fino al 2026. La sensazione è che un nuovo capitolo potrebbe essere imminente, creando un’atmosfera di interesse generale. Parallelamente, le trattative per il portiere Wojciech Szczesny sono in corso: il piano è estendere il suo contratto di un anno fino al 2026, distribuendo in modo più sostenibile uno degli stipendi più alti della squadra.

Inter, Sensi pronto a scalare posizioni | Altra pedina utile per lo scacchiere di Inzaghi

STEFANO SENSI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Stefano Sensi può essere quel qualcosa in più che manca al centrocampo di Inzaghi. Il centrocampista ex Sassuolo scalda i motori e prepara il rientro visto che potrà essere una pedina utile all’allenatore nerazzurro. Questo è quanto spiegato da “La Gazzetta dello Sport”: “In questi primi mesi di stagione, la storia è stata una trama già vista: estate da campioncino, speranza di una stagione da protagonista, poi lo stop. Il fisico, sempre lui, a tarpare le ali di un talento puro. Quest’anno è toccato al quadricipite della coscia sinistra, un risentimento prima della trasferta di San Sebastian contro la Real Sociedad, dopo aver già saltato la sfida contro la Fiorentina. Risultato: su 16 partite stagionali dell’Inter (12 in Serie A, 4 in Champions League) Sensi ha giocato solamente due spezzoni, due ingressi dalla panchina con la vittoria già acquisita, con Cagliari e Frosinone. No, non quello che ci si sarebbe aspettati dopo un pre-campionato da protagonista.

L’Inter studia un’altra soluzione

Ad agosto, Sensi ha segnato a Psg e Salisburgo. Due reti decisive per le vittorie dell’Inter, rispettivamente per 2-1 e 4-3. Un rendimento che ha fatto pensare al club di avere la soluzione in casa, una volta saltato l’affare Samardzic. E se la qualità necessaria in mezzo fosse già ad Appiano? Questa l’idea. Sensi, però, non c’è di fatto mai stato. C’è ancora tempo per prendere in mano la situazione, per provare a crearsi una centralità a Milano: Stefano per ora è un’illusione estiva, per diventare una pedina utile per Inzaghi ci sarà da lavorare sodo e, soprattutto, non sono ammessi altri stop. Anche perché la rosa è profondissima e a fine mercato è arrivato Klaassen, interprete che può essere un alter-ego del ragazzo da Urbino e che, a differenza dell’azzurro, è stato inserito in lista Uefa. La speranza dei tifosi è che Sensi torni presto quello ammirato in estate: così, nella lunga corsa in campionato, sì che potrebbe essere un’arma preziosa. L’ennesima, per questa Inter ricca di soluzioni”.

Rovella svela: “Atmosfera incredibile per il derby. Champions il sogno di tutti, su Immobile..”

Rovella
NICOLO’ ROVELLA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato ai microfoni de “Lalaziosiamonoi”, Nicolò Rovella è tornato a parlare della Lazio e non solo. Queste le parole dell’ex centrocampista della Juventus.

Rovella: “Sarri ha le idee chiare”

“Tutte queste cose sono incredibili, veniamo dal derby che è abbastanza sentito qua a Roma, è stato incredibile, è stato il mio primo derby. Dalle coreografie all’atmosfera che c’era, si sentiva che fosse una partita diversa”.

Chi ti ha dato qualche consiglio? Chi era più in tensione?

“Ci sono molti nuovi quest’anno, il mister diceva che chi era qui da più tempo doveva dire qualcosa a noi per farci capire il derby. Avendo giocato anni in Serie A guardavo sempre il derby, è bellissimo da vedere il derby. Già sapevo cosa significasse. Ho parlato con Luis Alberto e mi ha raccontato della sua prima volta, abbiamo parlato in generale. E’ stato bello entrare, è stata una scossa di adrenalina incredibile”.

Vi state inserendo bene voi nuovi?

“Il mister parla più dell’aspetto tattico che dell’inserimento nel gruppo. Questo perché dell’inserimento del gruppo, almeno per me, ma vedo anche gli altri, ci siamo inseriti tutti benissimo. Isaksen, Guendouzi, Kamada che non parlano in italiano, si sono integrati benissimo. E’ un bel gruppo di bravissimi ragazzi, ci hanno aiutato molto all’inizio, anche a me che sono uno dei più piccoli. E’ un bellissimo gruppo e mi diverto nello spogliatoio”.

Il derby dà emozioni forti, ma anche la Champions League… cosa vi suscita questa Coppa?

“La Champions League penso sia il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare a calcio. Per me è anche per la prima volta, la mia prima è stata a Rotterdam (contro il Feyenoord, ndr), non ho un bel ricordo, ma sicuramente, soltanto giocarci è stato molto emozionante. Spero di giocare la partita in cui gioca la Lazio e vinciamo”.

E’ un fattore emotivo il fatto che in campionato si è altalenanti e in Champions fate bene? 

“Non lo so, la Champions è la Champions, le motivazioni… ma io non credo questo. E’ anche un po’ di sfortuna, come a Bologna, abbiamo giocato bene ma poi alla fine il risultato è stato sfavorevole, anche se la prestazione l’abbiamo fatta. Il campionato è molto più lungo della Champions, si vede alla lunga, non dopo due mesi”.

Il tuo arrivo alla Lazio, com’è accaduto?

“La prima volta che l’ho saputo è stato grazie a Luca Pellegrini. Era con me a Torino, stavamo pranzando e mi fa ‘guarda che hanno detto il tuo nome, ci verresti?’, ma io non sapevo nulla. Gli ho detto ‘ci vengo domani se tu vai’, e lui mi fa ‘poi ci parlo’. Alla fine è nata questa trattativa, mi ha chiamato il procuratore, mi ha chiamato il mister. Quando ha chiamato il mister avevo già deciso, ma quando mi ha chiamato ero proprio… (ride, ndr)”.

Quando ti ha chiamato Lotito che vi siete detti? 

“La prima in assoluto è stata con il mister, poi ho parlato con il presidente, poi con il direttore. La prima in assoluto è stata con il mister e mi ha detto, – che non sapevo neanche bene di venire – ‘ma quand’è che arrivi?'”.

Che tipo è Maurizio Sarri? Dialoga con voi?

“Sì, ma il mister è uno che ha le sue idee, giustamente il rapporto con i giocatori deve rimanere il rapporto giocatore-allenatore. Sono cose che rimangono tra allenatore e giocatore. E’ uno che parla, ha un rapporto, ti chiama, ti dice le cose”.

Il ruolo da playmaker ti piace? Cosa vuole Sarri dal playmaker?

“Non è facile, perché il mister ha un’idea molto chiara. E’ difficile all’inizio perché ti chiede tante cose, ho tante cose da migliorare. Piano piano, ogni allenamento, anche con qualche cazziatone, sto imparando. Mi sento ora di fare meglio. Il mister chiede tanto in fase difensiva, che prima magari facevo meno, questo toglie un po’ la parte di palleggio, le energie che hai quando la squadra ha la palla”.

In quel ruolo l’anno scorso c’era Danilo Cataldi. Com’è il tuo rapporto con lui?

“Ho un bellissimo rapporto anche con Danilo perché prima di venire qua mi aveva scritto un messaggio e quindi è stato molto carino, abbiamo parlato. Noi avevamo lo stesso procuratore e avevamo già parlato quando abbiamo giocato contro quando ero al Monza. Abbiamo parlato dopo la partita perché ero curioso di sapere cosa gli chiedesse Sarri. Lui mi ha aiutato sempre sin dall’inizio, non è facile inserirsi in una squadra che ha già degli automatismi. Mi aiutava quando il mister si arrabbiava giustamente”.

Qualità tecnica indiscussa, cambia il tuo modo di interpretare il centrocampo a seconda dei compagni che hai a fianco?

“No. Credo che il mio modo di giocare, e vorrei che passasse il messaggio, è sempre lo stesso a prescindere da chi ho a fianco e mi piacerebbe che fosse così. Ovviamente quello cambia, poi ci sono tutti giocatori forti quindi è difficile dirlo. Se Kamada, Luis Alberto e Rovella possono giocare insieme? Certo”.

In un’intervista dicesti: ‘Mi piace giocare di più con attaccanti che puntano la profondità perché questo esalta il mio gioco’. Questo è Ciro Immobile, grande bomber. Se vogliamo anche Castellanos. Come ti trovi a giocare con loro?

“Immobile, non devo dirlo io, cosa sia. È un bravissimo attaccante, ha fatto la storia non solo della Lazio ma anche in Serie A. È uno dei marcatori che ha più gol in Serie A. Castellanos anche, non lo conoscevo bene prima. Ho visto che l’anno scorso in Spagna ha fatto molto bene. È un grande giocatore, forte fisicamente, attacca bene la profondità e tecnicamente è un buon giocatore. Ha un colpo di testa incredibile”.

A un giovane calciatore cosa consiglieresti?

“Sicuramente, la cosa che mi ha salvato e mi ha fatto arrivare in Serie A è che sono andato fuori di casa. Sono cresciuto in convitto, ti responsabilizza e ti fa capire le priorità”

Se ti senti di promettere qualcosa. In campionato la Lazio può confermarsi in zona Champions?

“Si, l’obiettivo è arrivare tra le prime quattro. Ce la stiamo mettendo tutta, dobbiamo aggiustare ancora qualche cosa ma credo che ce la faremo. Spero di andare più avanti possibile in Champions League”.

Sogno nel cassetto? La Nazionale?

“La Nazionale, ma più di tutto vincere qualcosa qui a Roma con la Lazio”