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Inter, rientrano Dumfries e Zielinski. Possibilità per Correa accanto a Lautaro

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DENZEL DUMFRIES ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Tour de force cruciale della stagione dell’Inter, avviato con la brutta sconfitta in semifinale di Coppa Italia. La necessità di vincere per mantenere il prima posizione di classifica, di concerto con l’occasione di raggiungere la finale di UEFA Champions League, ha portato Inzaghi a parlare alla squadra, analizzando quanto di negativo avvenuto nelle due sconfitte contro Bologna e Milan.

Inter, Thuram contro il Barcellona?

Il tecnico piacentino recupera Dumfries e Zielinski, tornati in gruppo ed entrambi a disposizione per la sfida di domenica contro la Roma. Ancora del tempo per Thuram, il cui rientro è previsto per la gara contro il Barcellona di mercoledì, magari già da titolare. Resta il ballottaggio Arnautovic-Correa, con il Tucu che potrebbe essere favori allo svizzero. Assenti per squalifica Bastoni e Mkhitaryan, al loro posto spazio per Carlos Augusto e Frattesi.

Juventus, il Nottingham Forrest sulle tracce di Douglas Luiz: sarà addio?

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DOUGLAS LUIZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Douglas Luiz, arrivato alla Juventus in pompa magna la scorsa estate, potrebbe salutare dopo una sola stagione: su di lui, infatti, ci sarebbe il forte interesse del Nottingham Forrest. Per il centrocampista brasiliano, pagato 28 milioni di euro (più i cartellini di Enzo Barrenechea e Samuel Illing Jr.), si tratterebbe di un ritorno in Premier League, vista la sua precedente esperienza positiva con l’Aston Villa.

Juventus, Douglas Luiz probabile addio in estate

Durante il mercato di gennaio, il Nottingham Forrest aveva avviato una trattativa per portare il centrocampista brasiliano in Inghilterra, ma alla fine, la Juventus ha deciso di rifiutare l’offerta. Nelle ultime gare di campionato è probabile che al giocatore venga data la possibilità di rilanciarsi sul campo, così da attirare anche ulteriori offerte. A favorire la possibile riuscita della trattativa con il Nottingham è sicuramente il rapporto di Edu Gaspar, DS dei biancorossi e grande estimatore di Luiz. Le due società, nel frattempo, studiano i termini dell’operazione: gli inglesi vorrebbero un prestito con diritto di riscatto, mentre i bianconeri vorrebbero inserire l’obbligo di riscatto al verificarsi di alcune condizioni.

Verso Napoli – Torino, l’infortunio di David Neres cambia i piani di Antonio Conte

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André-Frank Anguissa e Antonio Conte ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’infortunio muscolare occorso a David Neres costringe Antonio Conte a cambiare nuovamente la struttura del suo Napoli. Dopo aver sperimentato il 3-5-2 come variazione del consolidato 4-3-3, il tecnico dei partenopei potrebbe essere costretto a cambiare nuovamente assetto in vista dei prossimi impegni

Napoli, spazio alle seconde linee

Oltre al già citato Neres, bisogna registrare i ripetuti acciacchi di Alessandro Buongiorno, non ancora certo di poter giocare nella sfida contro il Torino: Rafa Marin, dopo la prestazione convincente di Monza, sembra il favorito per prenderne il posto. Conte, in virtù degli acciacchi nelle posizioni chiave del suo scacchiere, potrebbe decidere di optare per un 4-4-2: accanto a Romelu Lukaku potrebbe trovare spazio Giacomo Raspadori, uomo decisivo nella vittoriosa trasferta in Brianza della scorsa giornata. Occhio anche alle wildcard: Giovanni Simeone e Noah Okafor, quest’ultimo voglioso di ritagliarsi uno spazio importante dopo essere arrivato come sostituto di Khvicha Kvaratskhelia a gennaio.

Roma, Florent Ghisolfi: “Voglio dimostrare di essere all’altezza della Roma”

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Florent Ghisolfi sorridente ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il DS della Roma, Florent Ghisolfi, sta per concludere il suo primo anno come Responsabile dell’Area Tecnica dei giallorossi. Dopo aver sostituito Tiago Pinto nel maggio del 2024, il dirigente francese si è subito ritrovato in una situazione complicata, visto l’avvio non esaltante della squadra in campionato e il triplice cambio di allenatore. Adesso le cose vanno meglio e Ghisolfi vuole dimostrare il suo valore in qualità di dirigente.

Roma, Ghisolfi: “Voglio essere all’altezza, ma se non dovessi farcela andrò via”

Durante un’intervista rilasciata a RMC Sport, emittente francese, Florent Ghisolfi ha analizzato il suo operato in questa annata. Il dirigente avrà il compito di scegliere la nuova guida tecnica della Roma, ma dovrà anche gestire lo scouting, la squadra femminile e il settore giovanile. Il DS ha avuto parole al miele per la società capitolina, augurandosi di poter passare anche dieci anni nel club, ma ha aggiunto: “Se il mio lavoro non sarà all’altezza me ne andrò, ma voglio dimostrare di essere in grado di strutturare il club. Oggi tante cose non si vedono, ma spero che diano presto i frutti“. Ghisolfi, inoltre, ha aggiunto di avere voglia di creare un progetto sostenibile e autonomo che possa continuare anche se le strade tra lui e la Roma dovessero dividersi: intanto, il suo contratto durerà ancora altri due anni e la voglia di lavorare, evidentemente, è tanta.

25 Aprile, il braccio basso del partigiano Berti – La storia di Bruno Neri

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25 Aprile, Bruno Neri: una vita tra calcio e Resistenza

La nostra comincia a Firenze, è il 13 settembre 1931. Quel giorno viene inaugurato lo stadio dall’architetto Pierlugi Nervi e intitolato allo squadrista fascista Giovanni Berta, deceduto dieci anni prima. Lo stadio ha la forma di una D, un chiaro rimando al Duce, Benito Mussolini, promotore del progetto. Sul campo c’è la Fiorentina. I toscani affrontano gli austriaci dell’Admiral Vienna. Sugli spalti, tra 12.000 presenti totali, ci sono diversi gerarchi, tra cui vi è anche il podestà di Firenze, Giuseppe Maria della GherardescaAl fischio dell’arbitro tutta la squadra di casa alza il braccio per il saluto romano, tutti tranne uno, Bruno Neri.

Nato a Faeza nel 1910, Bruno Neri non è un calciatore qualsiasi. La lunga carriera calcistica, avviata nel 1926 nella città natale, lo porto in giro per la Toscana, con passaggi al Livorno, il lungo soggiorno alla Fiorentina – con 187 presenze e un gol – e l’ultimo atto alla Lucchese chiamato dallo storico tecnico ungherese Ernő Erbstein, prima di passare al Torino, squadra che verrà allenata da lì a breve proprio dal summenzionato. Nel mentre, il calciatore attira l’attenzione del selezionatore della Nazionale, Vittorio Pozzo, e il 25 ottobre 1936 esordisce con la maglia dell’Italia nella gara disputata a San Siro contro la Svizzera, valida per la Coppa Internazionale 1936-1938. Raccoglierà tre presenze in Nazionale, ma quel giorno otterrà uno spazio da titolare nella vittoria contro gli elvetici per 4-2. Il granata non sarà l’ultimo colore della sua carriera. Nonostante la guerra e la propria militanza partigiana, Neri continua ad essere presente sui campi da calcio con la maglia del Faenza, squadra della sua città.

Durante il periodo da calciatore non si limita al proprio ruolo. Difatti, a Firenze comincia a frequentare il Caffe delle Giubbe Rosse, celebre ritrovo di intellettuali e antifascisti. Nel periodo torinese, invece, si mostra membro attivo nella vita civile. Il 26 marzo 1940, dopo 219 presenze e due reti, lascia il calcio nella partita tra Torino e Ambrosiana Inter, terminata 2-3 in favore del club meneghino, a causa di diversi problemi fisici che lo tormentano. Terminata l’attività sportiva a 30 anni acquista, grazie ai proventi raccolti durante la propria carriera sportiva, un’officina meccanica, mantenuta viva sino all’avvio dei tragici avvenimenti bellici.

La militanza partigiana di Neri comincia con l’ingresso nell’Organizzazione Resistenza Italiana (ORI), ove divenne vicecomandante del battaglione Ravenna. Il nome di battaglia è Berni. Come anticipato precedentemente, nonostante l’attività svolta, l’amore per il calcio non viene accantonato. Il partigiano Berni disputa il campionato Alta Italia con la maglia del Faenza. La sua ultima partita sarà il 7 maggio 1944, pochi mesi prima della propria morte, in un derby contro il Bologna, vinto per 3-1 dalla squadre del capoluogo emiliano. Dal suo ruolo in campo, il mediano, a quello su un altro campo, quello di battaglia. Il partigiano Berni si dedica al recupero di armi e al trasporto di radio per i partigiani della zona, in un’area strategica, al ridosso della Linea Gotica. Il 10 luglio 1944, Nervi e il suo compagno, un altro sportivo, il cestita, Vittorio Bellenghini si trovano davanti ad un gruppo di militari tedeschi. Moriranno entrambi nei pressi dell’eremo di Camogna, tra l’Emilia e la Toscana, a poco meno di 100 km da Firenze, 13 anni dopo il suo primo segno di resistenza, avvenuto su un campo di calcio. In un articolo apparso su Il Manifesto del 9 novembre 2004, scritto da Greison e Lunardini, viene scritto: “Gli ultimi colpi di sten Berni li regala al nulla, come il triplice fischio di un arbitro. Su di loro si avventano i tedeschi che li finiscono con la baionetta. Muore così il mediano che giocava sempre per i compagni”.

Nei pressi della sua casa, a Faenza, lo ricordo un’iscrizione, apposta su una lapide, in cui compare:

«Qui ebbe i natali

BRUNO NERI
comandante partigiano
caduto in combattimento
a Gamogna il 10 luglio 1944
dopo aver primeggiato come atleta
nelle sportive competizioni
rivelò nell’azione clandestina prima
nella guerra guerreggiata poi
magnifiche virtù di combattente e di guida
esempio e monito alle generazioni future»