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Inter, Chivu e Marotta illustrano i progetti nerazzurri

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L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELL’INTER GIUSEPPE MAROTTA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, al via la nuova stagione

Le parole del mister Cristian Chivu e quelle del Presidente Giuseppe Marotta danno il via alla stagione Nerazzurra. È alla “Pinetina” di Appiano Gentile che l’Inter e il suo organico espongono le loro prime considerazione per quanto riguarda la squadra, il modulo, gli obiettivi stagionali e il fatidico mercato, che fino ad ora ha visto l’Inter ancora in riserva dopo il mancato acquisto di Palestra. Sul caso Palestra è stato proprio Marotta a prendere posizione, spiegando che la scelta del calciatore è stata pesantemente condizionata dal suo procuratore, l’accordo con la Dea c’era, ma la scelta del terzino/esterno del Cagliari ha spiazzato l’Inter. Salta invece l’affare Khalaili, che non ha superato tutti gli accertamenti medici richiesti dal Coni.

Marotta: “Siamo i campioni in carica, abbiamo vinto Scudetto e Coppa Italia. È tutto frutto del lavoro fatto dal mister, dai giocatori, dal supporto della società, Ausilio e tutti i collaboratori del club. Ora si riparte, i nostri obiettivi? Siamo l’unica italiana che partecipa a quattro competizioni, vogliamo performare meglio in Champions League. Siamo usciti col Bodø e fa parte di questo bellissimo sport. Fortunatamente nello sport non esiste la legge che chi spende di più vince. Dal 2020 ad oggi siamo la squadra italiana che ha vinto di più, vincere un altro Scudetto sarebbe un traguardo storico. La fame e la voglia ci hanno portato a vincere tanto lo scorso anno. Oggi grazie alla società, che ha accolto le nostre esigenze, in primis l’ampliamento e il miglioramento della struttura, tutt’ora ci sono dei lavori in corso qui ad Appiano, abbiamo una situazione economica molto più stabile. Ora siamo la squadra da battere e è un ruolo che ci prendiamo con orgoglio. Con orgoglio diciamo anche che stiamo tirando fuori dei bei nomi dal nostro settore giovanile. Siamo contenti del modello che rappresentiamo, manca ancora qualcosa per crescere ulteriormente. Khalaili? Come sapete avevamo negoziato con l’Union Saint-Gilloise, che però non ha superato l’esame di idoneità sportiva. Ci è stato comunicato da Coni. In Italia c’è una legge che tutela la salute che è molto severa, c’è la tutela di un ente terzo e non da una ricusazione dello staff medico del club. Noi dobbiamo atenerci a questa decisione. Lo comunichiamo con grande rammarico, troveremo delle alternative”.

“Il vuoto lasciato da Dumfries? Ha fatto una scelta – prosegue il Presidente -, ovviamente volevamo rimanesse, ma ha fatto una scelta più che comprensibile ed è andato a giocare al Real Madrid che è il club più noto e vincente della storia. Oggi le cifre di mercato sono pazzesche e portano l’Italia ad avere un ruolo comprimario, ben diverso da quello che abbiamo ricoperto in passato. Sappiamo che dobbiamo completare la rosa ma non deve essere affatto motivo d’ansia, lavoreremo per completarla al meglio. Milan e Juventus sono più avanti sul mercato? I nostri sforzi sono profusi in più competizioni, siamo forti, consapevoli del nostro ruolo, nella griglia di partenza metto sia Milan che Juventus, loro non parteciperanno alla Champions League e non lo dico con tono polemico. Il nostro calcio non rappresenta più la forza e il potere d’impresa italiano, ora ci sono tante proprietà straniere, su 20 ce ne sono 13 straniere, dipende da come si lavora. Mercato? Gli agenti hanno ormai troppo potere e rilevanza, condizionano i trasferimenti. Guardate il caso Palestra ad esempio, è venuto meno alla parola data all’Inter nel mese precedente, è una scelta che ha fatto col suo agente, che ha influito in questa decisione. Noi l’accordo con l’Atalanta lo avevamo raggiunto, noi non ci siamo tolti dall’impegno. Quando ci si avvicina a certi giocatori le quotazioni schizzano in alto. Noi facciamo operazioni razionali, non siamo competitivi come altre squadre italiane o quelle inglesi, quindi dobbiamo usare maggior creatività. Si possono cercare giocatori che sembrano sconosciuti e che poi si rivelano bravi. La scelta di prendere Chivu in prima squadra ha richiesto coraggio inizialmente, ma una ragione per cui lo abbiamo scelto è proprio il fatto che sa valorizzare i giovani, guarda Pio Esposito.
Chivu: “La prima cosa da ritrovare ora è la motivazione, è stata una stagione importante, sono arrivati due titoli ma di certo non vogliamo fermarci qua. Bisogna tenere alto l’entusiasmo e la motivazione, soprattutto per noi che siamo una squadra forte e che vuole crescere ancora. Mercato? Abbiamo una rosa competitiva. Il mercato va a pari passo con il livello di competitività che vogliamo mantenere. I miei giocatori italiani stanno bene, avrebbero sicuramente voluto essere al mondiale ora. Invece Dimarco, Frattesi e gli altri sono rientrati da poco, li ho visti, stanno bene.  Abbiamo perso dei giocatori che hanno fatto la storia di questa società, li vogliamo ringraziare, non è poco quello che hanno fatto. La nostra rosa è competitiva, dobbiamo tenere alte le motivazioni. Abbiamo fame di rivincere trofei, sappiamo quanta felicità c’è quando si vince”.
“Non dovevo e non devo dimostrare nulla l’anno scorso e non lo devo fare ora: Riparto da zero e dalle mie certezze. Chi dobbiamo temere? Noi non temiamo nessuno, dobbiamo temere e pensare a noi stessi, io sono sereno e determinato. Stankovic? Spero possa avere un percorso come quello che ha fatto Pio. Ha fatto due stagioni importanti sia nel Lugano che nel Brugge, non vedo l’ora di rivederlo in campo. In cosa voglio migliorare la squadra? A volte serve più coraggio, non bisogna mai speculare o trovare scuse. 3-5-2? La scorsa stagione non abbiamo mai tenuto fissa la struttura del 3-5-2, durante le partite più volte abbiamo cambiato modulo, abbiamo adattato giocatori come Diouf o Luis Henrique a darci una mano in più in difesa. A me interessa la flessibilità di sapersi adattare alla partita. Non è solo la forza che ti fa vincere, ma anche la flessibilità e l’interpretazione della gara. Io personalmente non mi accontento mai di quello che ho fatto, so con chi ho a che fare e so di che pasta sono fatti i miei ragazzi. Dalla primavera? Abbiamo alcuni profili molto interessanti, faranno il ritiro con noi e la devono prendere come una cosa che gli farà superare alcune emozioni, per ritrovare la forza e la spensieratezza per stare in questo gruppo. Pavard? È tornato, avremo modo di vederlo lavorare e prenderemo una decisione. Diouf? La mia idea è quella di renderlo un quinto”.