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Conte affossa la Roma, ma le altre vincono tutte. Milan e Juventus non si fanno male

Ranieri
Claudio Ranieri ph: Fornelli/Keypress

Inter a valanga, ma il Napoli piega la Roma e resta al comando

Meno di trenta minuti sono stati sufficienti ai campioni d’Italia per mettesi in tasca il bottino pieno in quel di Verona contro un Hellas che dopo un iniziale sfuriata, culminata con l’occasione fallita da Tengstedt, ha piegato arrendevolmente la testa di fronte alla forza impetuosa dei nerazzurri che hanno trovato nell’insolita coppia Correa – Thuram il grimaldello efficace per scardinare la difesa avversaria. In particolare l’argentino di scorta, fin qui rimasto ai margini, ha dato segnali importanti al suo tecnico, ponendo una seria candidatura ad essere impiegato con maggiore continuità anche in futuro, mentre Taremi, fin qui molto deludente, resta al momento il “titolare di coppa”.

Alla formazione di Inzaghi ha risposto domenica sera quella di Conte che affrontava al Maradona la Roma, all’ennesimo cambio di conduzione tecnica; i giallorossi sono apparsi un po’ più squadra rispetto alle ultime desolanti apparizioni ma la mancanza di personalità e spirito di gruppo sembrano ancora i punti più dolenti di una situazione che lo stesso Ranieri, non del tutto scevro da errori ed equivoci tattici al suo esordio, potrebbe faticare a risolvere. Quanto al Napoli di certo gli azzurri non incantano dal punto di vista estetico ma si confermano molto pragmatici e consci dell’obbiettivo prefissato nonché della maniera più diretta per raggiungerlo.

Atalanta, Fiorentina e Lazio non si fermano e staccano Juventus e Milan

La spartizione dei punti tra Milan e Juventus allontana entrambe dal gruppone delle seconde ma a fare specie è soprattutto la pochezza mostrata in campo tra due delle formazioni più accreditate della vigilia e considerate ancora tra le possibili candidate al titolo. I rossoneri in particolare cominciano ad accusare un distacco piuttosto evidente dalle prime e, sia pure con una partita da recuperare (contro il Bologna), l’avanzare del calendario non depone certo a loro favore; Fonseca, appare più solido rispetto al passato ma non essere riuscito ad avere la meglio nei confronti di una Juventus ridotta all’osso dagli infortuni e presentatasi al Meazza senza uno straccio di punta non è certo un viatico positivo per il futuro. Quanto a Motta, detto che del “suo” calcio per ora non se n’è visto poi molto, crediamo che un pochino di coraggio in più potrebbe e dovrebbe mostrarlo considerando che guida la squadra più titolata del nostro movimento; restare imbattuto in campionato è senz’altro un pregio ma il sistema dei tre punti premia molto più chi azzarda per vincere, magari rimediando qualche sconfitta, rispetto a chi specula sul punticino e la classifica comincia a languire.

Chi non lesina energia è senza dubbio l’Atalanta, passata anche a Parma; i nerazzurri di Gasperini volano grazie al tandem offensivo al momento più efficace del torneo; Retegui e Lookman sembrano a tratti ripetere le gesta dei famosi e lontani “gemelli del gol” che ancora affascinano le memorie dei sostenitori granata e non solo…

Ottimo anche il cammino di Lazio e Fiorentina; entrambe brillano meno del solito ma alla fine si disfano delle “pratiche” Bologna e Como proseguendo la loro striscia di risultati positivi. Se nei viola spicca la vena realizzativa di Kean, forse sbolognato troppo in fretta dalla Juventus, è il collettivo a fare la differenza per i capitolini che trovano ancora una volta risorse inaspettate dalla panchina: sono già 9 in stagione, infatti, le reti realizzate da calciatori che avevano cominciato la gara seduti accanto a mister Baroni.

Giampaolo che esordio! Di Francesco addio?

Comincia con un pareggio l’avventura di Viera, subentrato, abbastanza inspiegabilmente a Gilardino sulla panca del Genoa; il punto serve più al Cagliari che da continuità dopo la bella prestazione col Milan prima della sosta. Parte decisamente meglio Giampaolo che prende il posto di Gotti e bagna l’esordio con una preziosissima vittoria in laguna; detto che i padroni di casa avrebbero meritato di più e che Dorgu sta diventando un fattore determinante (e per questo già oggetto dei desideri per il prossimo mercato), diventa sempre più traballante la posizione di Di Francesco al quale non basteranno le intemerate televisive per salvare la panca…

Young Boys-Atalanta, le scelte di Magnin e Gasperini: le formazioni

Gasperini

Trasferta in Svizzera per l’Atalanta di Gasperini. Il tecnico nerazzurro opta per la difesa a tre con Hien, Djimsiti e Kolasinac. In mezzo al campo Pasalic con De Roon, supportati da Bellanova e Ruggeri sulle fasce. In avanti la coppia LookmanRetegui, con Samardzic sulla trequarti.

Young Boys-Atalanta, le probabili formazioni:

YOUNG BOYS (4-4-2): von Ballmoos; Blum, Benito, Lauper, Athekame; Colley, Niasse, Ugrinic, Males; Ganvoula, Imeri. All. Magnin.

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Pasalic, Ruggeri; Samardzic; Lookman, Retegui. All. Gasperini.

Peruzzi: “Un mio ritorno alla Lazio? Perchè no. Con Baroni abbiamo giocato alla Roma, servono i valori”

Peruzzi

Intervenuto a Lazialità, Angelo Peruzzi, ex calciatore e dirigente della Lazio, ha aperto ad un possibile ritorno in biancoceleste e ha detto la sua su Baroni.

Peruzzi: “I calciatori oggi sono aziende”

Questo uno stralcio delle parole riprese da Lalaziosiamonoi.it:

Su un suo ritorno alla Lazio: “Perché no, ci mancherebbe. I quattro anni passati alla Lazio da dirigente mi sono piaciuti tantissimo, poi ci son state incomprensioni. Altrove? Lo prenderei in considerazione, ma ci penserei un po’ di più”.

Su Baroni: “Abbiamo giocato insieme per un anno alla Roma, quando avevo 18 anni. Non servono scienziati per il calcio, le persone fanno vincere. Ci vogliono i valori, oggi c’è molto cinema. Se sai fare calcio pian piano vieni fuori. La Lazio ora sta facendo bene perché c’è voglia, se hai giocatori forti ma poi non si sentono coinvolti e non pensano al gruppo poi non riesci a fare bene coralmente. Il calciatore è egoista per antonomasia, ma deve avere passione e se ti diverti le cose vengono da sole. Oggi i calciatori sono come aziende. Prima le società comandavano, ora è il contrario. Vanno gestiti bene, non basta più il metodo bastone e carota. Non conta più avere il contratto quinquennale, se il giocatore vuole andare via, andrà via”.

Roma, Cassano ha la medicina giusta: “Ai giallorossi serve Paredes. Ranieri vale Trapattoni”

Cassano

“Il calendario della Roma ora è complicato. Ha preso un allenatore come Ranieri, che stimo come persona, un profilo alla Trapattoni che però non ti dà niente. Ha schierato un 4-5-1 nel quale ho faticato a trovare il senso. Non capisco quale messaggio voglia dare alla squadra. A Napoli ha tolto Pellegrini dopo un tempo, Nel post partita poi ha detto di aver visto cose positive, proprio come diceva Juric. Non so cosa abbia visto. Hummels non gioca mai e infatti fatica”.

Cassano: “Stimo Ranieri ma…”

“Non so quale sia la medicina giusta per la Roma, conosco bene la piazza. Noi nel 2005 ci salvammo alla penultima giornata ma avevamo una squadra con tanti campioni. Quando ti ritrovi nei bassifondi della classifica, aumentano le pressioni, la città diventa un disastro, le gare in casa un incubo. Noi ne venimmo fuori non so come. In questo momento alla Roma serve gente di personalità come Paredes, messo ai margini dopo l’addio di De Rossi”. Sono queste le parole di Antonio Cassano, ex attaccante di Milan, Inter e Roma e che ha parlato nel solito programma del lunedì sera chiamato “Viva El Futbol”. 

Boniek consiglia la Juventus: “A Yildiz auguro una carriera alla Platini. E prenderei Skriniar per la difesa”

juventus calcio
LA GRINTA DI KENAN YILDIZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 “Yildiz è un ragazzo di talento, con un gran futuro davanti a sé. Sta bene con il 10 sulle spalle, ma andiamoci piano con i paragoni: è alle prime pagine della sua storia, non posso che augurargli una carriera come quella di Platini. Motta mi ncuriosisce in positivo. Motta sembra un signore da Juve. Del Trap ricordo con simpatia soprattutto i post. Faceva complimenti a tutti, poi noi andavamo sotto la doccia e quando tornavamo al posto per vestirci non trovavamo più la maglia. Trap è un generoso e regalava la divisa mia, quella di Platini, Scirea e Tardelli ai suoi tanti amici. A fine mese risultava che avevo scambiato 7-8 maglie, in realtà le aveva prese lui. Scherzavamo con Trap di questa cosa. Grande allenatore e uomo straordinario. Mi auguro pure che la Juve possa lottare fino alla fine per lo scudetto. Ma adesso non bisogna guardare troppo avanti: io farei attenzione all’Aston Villa di Emery, specialista di coppe. Per me la Juve può vincere, ma serviranno qualità e carisma. Sono queste le cose che fanno la differenza: non i numeri 4-2-4, 4-3-3 o 4-1-4-1…Conceiçao: è un bel peperino. É rapido e abile nell’uno contro uno, arrogante ed esuberante in senso positivo. Con i suoi dribbling può fare la differenza contro l’Aston Villa. Ma occhio a Koopmeiner. Non conosco Douglas Luiz e neppure la situazione da dentro. Ma una domanda me la pongo: perché all’Aston Villa andava così bene e ora invece no?”.

Boniek: “Kiwior o Skriniar? Entrambi”

Sul mercato di gennaio: “Kiwior è forte di testa, mancino e duttile. Skriniar ha già giocato nell’Inter, è una sicurezza. Perché scegliere? Potessi, prenderei entrambi”. Sono queste le parole di Zibì Boniek, ex calciatore di Roma e Juventus, e che ha parlato del momento dei bianconeri e non solo.