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Zalewski: “Ero vicinissimo al Galatasaray, ma ora sono felice di essere rientrato in rosa nella Roma”

NICOLA ZALEWSKI RINGRAZIA I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Nicola Zalewski, attualmente impegnato con la sua Polonia per le prossime partite di Nations League, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TVP Sport in cui parla di quanto accaduto con la società capitolina, del suo finale reintegro in prima squadra e sul rifiuto alla proposta del Galatasaray: “Non mentirò: ero molto vicino a trasferirmi al Galatasaray. C’era un’ottima offerta sul tavolo, ma ci ho pensato un po’, ho parlato con la mia famiglia e penso di aver fatto ciò che era meglio per me”.

Zalewski: “Felice di essere rientrato in rosa”

L’esterno giallorosso, appena reintegrato in rosa nonostante il rinnovo non ancora concordato, ha anche commentato il suo ritorno in campo con la maglia della Roma nella partita contro il Monza: “Recentemente ho giocato e sono rientrato normalmente in rosa e ne sono molto contento”

Juventus, Kalulu è già una certezza | Thiago Motta lo coccola, Giuntoli prepara il riscatto

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PIERRE KALULU IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In poco, pochissimo tempo Pierre Kalulu è riuscito già a imporsi alla Juventus. Thiago Motta se lo coccola per la sua duttilità tecnica e per la sua esuberanza fisica, che, anche per l’infortunio di Bremer, gli permetteranno di accumulare un elevato minutaggio.

Juventus, Kalulu ha convitto tutti | I bianconeri pronti a riscattarlo dal Milan

Stando a quanto riportato oggi da La Gazzetta dello Sport, il giocatore francese è diventato sempre più centrale nella difesa della Juventus raggiungendo i livelli di prestazione che gli hanno permesso di vincere lo scudetto 2022 con il Milan. Dopo aver investito 3,3 milioni  per il suo prestito, la Juventus è pronta a sborsare i 14 milioni previsti per il riscatto e gli eventuali 3 milioni di bonus.

 

Lazio, Fabiani mette gli occhi su un talento del Famalicão | È il classe 2004 Gustavo Sà

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IL DIRETTORE SPORTIVO DELLA LAZIO ANGELO MARIANO FABIANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Negli ultimi due anni la Lazio sul mercato cerca giovani talenti da forgiare e lanciare in prima squadra, con grandi potenzialità, che possano essere utili nel presente e nel futuro in campo e che possano diventare anche un patrimonio per la società. Tchaouna, Isaksen, Gila, Dele-Bashiru, Noslin. E adesso continua a monitorare il mercato per aggiungere altri talenti interessanti all’organico di Marco Baroni.

Lazio, occhi su Gustavo Sà del Famalicao | Ecco la richiesta dei portoghesi

Uno di questi potrebbe essere Gustavo Sà, gioiellino portoghese che compirà 20 anni a novembre. Attualmente è in forza al Famalicão, con cui ha già messo insieme 60 apparizioni, di cui 8 in questa prima parte di stagione, con un gol e un assist a corredo. Si tratta di un nazionale Under 21, che però presto potrebbe debuttare anche con la nazionale maggiore, il cui CT ha già dichiarato di seguirlo con attenzione.

Anche la Lazio lo tiene d’occhio da diverso tempo, e come riporta Lalaziosiamonoi.it, la trattativa potrebbe avviarsi nelle prossime sessioni di mercato. Lui gradirebbe la destinazione, come ha dichiarato recentemente a Tuttosport: “Mi piace la Serie A, la seguo… “. Il portoghese ha una valutazione che oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro, ed è probabile che lasci il Famalicão nei prossimi mesi. Non è semplice pensare di strapparlo al club lusitano a gennaio, ma può essere una pista concreta per l’estate.

Hummels svela: “Giocherò nella gara contro la Dinamo Kiev. Sto bene e mi sento pronto”

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MATS HUMMELS PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“È un peccato essere stato male la scorsa settimana. Avevo la febbre e non sono riuscito a partire per Monza, dove avrei giocato titolare. Mi sento in forma, sto bene per giocare e sono pronto. Difficilmente scenderò in campo titolare contro l’Inter, ma giocherò senz’altro contro la Dinamo Kiev”. Queste le parole di Mats Hummels difensore della Roma, rilasciate nel corso di un evento a “Il Corriere dello Sport”.

Hummels: “Peccato per Monza. Amo Roma”

Sulla città.
“Trastevere è il mio quartiere preferito, mi piace davvero tanto passeggiare lungo le sponde del Tevere e respirare la storia di questa città. I vicoli, i tifosi, il cibo… Mi piace tutto. Buona la pasta, e se devo scegliere dico la carbonara. È eccezionale”. Conclude così il calciatore della Roma.

Frattesi: “Contro Israele è importantissima, Spalletti ha grande stima di me. Dispiace per Pellegrini”

amichevole di calcio italia vs bosnia erzegovina
L’URLO DI DAVIDE FRATTESI ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa, Davide Frattesi, centrocampista della Nazionale, ha parlato a due giorni dalla sfida di Nations League contro Israele.”Ciò che ci è un po’ mancato nella spedizione dell’Europeo è stato il divertimento in campo che s’è visto col Belgio. Trascorrere tanti giorni in un ambiente non gioioso e simpatico come c’è ora ha influito sul rendimento di tutti i giocatori”.

Frattesi: “Capisco mister Inzaghi. Bene calciatori come Pisilli”

Queste le parole riportate da TMW:

Puoi entrare più nel dettaglio di questa affermazione?
“C’era troppa pressione, sia all’esterno che all’interno. Alla fine ce la siamo messa pure da soli, non è stata una spedizione così divertente”.

Non vi sentite sottovalutati dal punto di vista del talento?
“Ci sono sempre state Nazionali più forti di noi, ma quello che ha sempre fatto la differenza è stato lo spirito italiano. C’era più talento nelle Nazionali di qualche tempo fa, ma alla fine ciò che fa la differenza è lo spirito. Battere la Francia a Parigi, giocare come abbiamo giocato quei 40 minuti col Belgio sono dimostrazioni di forza perché sono nazionali top al mondo. Vuol dire che siamo sulla strada giusta”.

All’Inter tre volte titolare su nove gare, non può penalizzarti in Nazionale?
“E’ già un impiego migliore rispetto a quello dello scorso anno (ride, ndr). Scherzi a parte, io capisco mister Inzaghi e per questo non ho mai rotto le scatole a nessuno. Siamo in quattro e tutti calciatori di alto livello, non è semplice. Lo scorso anno arrivavo in una squadra reduce dalla finale di Champions League e poi ha vinto lo Scudetto. Non è semplice”.

Con Spalletti invece 16 presenze, sei il giocatore con più presenze e il capocannoniere dell’era Spalletti. Come è cambiato il CT?
“Quando siamo arrivati a settembre ho parlato con lui in palestra e nel farmi i complimenti mi disse di avere grande stima di me, ma anche che sarei stato quello a cui avrebbe rotto di più le scatole. Vedeva in me qualcosa che a lui piaceva e ora i rimproveri sono un po’ diminuiti perché sto facendo di più ciò che lui chiede. Quando lui è venuto qui a dire che le colpe dell’Europeo erano sue al 99% mi ha trovato in disaccordo. Lui poteva essere più leggero, ma poi in campo andavamo noi e per calciatori come noi non riuscire a fare due passaggi di fila era inconcepibile. Questa cosa gli fa onore, ma poi sappiamo che le colpe non erano certo tutte sue”.

Quanto è importante la gara contro Israele? Cosa avete imparato dalla gara d’andata?
“Importantissima. Dobbiamo continuare a esser primi nel girone sperando che Francia e Belgio possano pareggiare. I tre punti ci permetterebbero di fare dei ragionamenti che a inizio competizione non erano contemplati: è una buona squadra con qualità, bisognerà esser bravi a tenere il risultato perché nel match d’andata da questo punto di vista non siamo stati molto bravi”:

Quale era il tema degli urlacci che ti faceva Spalletti? Torni a Udine dove hai segnato il gol Scudetto…
“Per me era un po’ più difficile interpretare il modulo di prima, ero una mezzala ma anche trequartista e gli urlacci erano per farmi tornare di più indietro e giocare di più la palla. Lo stadio di Udine mi evoca bei ricordi, ma quella di domani non sarà una gara semplice: forse si abbasseranno un po’ di più rispetto all’andata e noi dovremmo essere bravi”.

Avvertite questo clima pesante in vista della gara contro Israele? C’è preoccupazione? Dove deve migliorare questa Italia?
“Onestamente non ne parliamo. Personalmente spero che si risolva tutto in modo pacifico, ma obiettivamente quando siamo qui non ne parliamo. Cerchiamo di attenerci sempre a cose di campo senza andare fuori. Per noi sarà una gara come tutte le altre, in campo cambia poco. Dove può crescere di più l’Italia è forse nella gestione della partita una volta in vantaggio. Siamo una squadra giovane e probabilmente ogni tanto ci sta anche mettere una palla su senza fare uscite complicate”.

Il clima particolare rischia di essere una trappola a livello psicologico?
“Ci siamo già passato all’andata, a Budapest c’erano duemila persone in uno stadio da 7-8mila posti. Siamo tutti abbastanza esperti, non credo possa essere un problema”.

Potresti giocare seconda punta al posto di Pellegrini in questo 3-5-1-1? Te lo chiedo perché a novembre tornerà Barella e ‘rischi’ di tornare a essere il primo cambio a centrocampo?
“Sinceramente non penso. L’ho provato quando abbiamo fatto quel modulo all’Europeo, ma non credo che esalti le mie caratteristiche”.

Quanto ha influito nella tua crescita fare tutta la trafila delle Under?
“Tantissimo perché fin da piccolo ti confronti con realtà importanti. Noi facevamo campionati come Allievi Nazionali e la Primavera stessa che sono di un buon livello ma non ti preparano a chissà cosa. Mentre in Nazionale sfidavi squadre forti e già sentivi che il livello era diverso. E poi è stato importante anche perché tanti compagni già li conoscevo e questo aiuta per creare un gruppo forte”.

Cosa pensi della difficile situazione che sta vivendo Pellegrini?
“A me dispiace veramente tanto. Lorenzo è una bravissima persona e poi come calciatore è forte: io guardo le partite della Roma e quando viene qui sembra un’altra persona. Col Belgio l’ho visto davvero bene. Io penso che un capitano così – molto equilibrato e che pensa agli altri – bisogna tenerselo stretto. E poi come giocatore è forte. Non è un momento facile per lui, non è facile entrare in campo con 60mila persone che ti fischiano. Spero ne esca da questa situazione, è davvero una bella persona”.

Che impressione ti ha destato Pisilli?
“I giocatori se sono qui è perché sono bravi. E’ un ragazzo con la testa sulle spalle, può solo far bene e mi auguro possa avere una carriera lunga a Roma così da spingere la società a puntare sui giovani italiani perché ci sono e sono bravi”.

Tra di voi iniziate a parlare del Mondiale?
“Non deve essere una ossessione, ma è un’ossessione perché non si può mancare di nuovo. La Nations League la stiamo prendendo davvero sul serio perché poi influisce sulle fasce ai sorteggi: faremo di tutto per arrivare primi nel girone così da avere sulla carta un girone più semplice, ma in generale non si può sbagliare. Non c’è altro da dire”.