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Scamacca: “Vorrei emulare il gruppo dell’Europeo 2021. Non sono pigro, qui per Gasperini”

amichevole di calcio italia vs bosnia erzegovina
GIANLUCA SCAMACCA PUNTA IL DITO ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )

Intervenuto in conferenza stampa a due giorni dal match contro l’Albania, Gianluca Scamacca, attaccante della Nazionale, ha parlato di questi Europei ma è anche tornato a parlare dell’Atalanta.

Scamacca: “Sarà una partita difficile. Spalletti mi ha spronato”

Eri sottostimato fino a qualche mese fa?
“Siamo un gruppo giovane, è iniziato un nuovo ciclo e c’è voluto un po’ di tempo per tirare fuori la nostra forza. Siamo pronti e la nostra forza verrà fuori in questo Europeo. Io sto bene, spero di aiutare al meglio la squadra e di arrivare il più lontano possibile”.

Hai un 9 di riferimento?
“Io vorrei emulare il gruppo del 2021 che ha vinto l’Europeo e quello del 2006 che ha vinto il Mondiale, hanno lasciato un segno e anche io vorrei lasciare un segno nella storia della Nazionale”.

Cosa temete dell’Albania?
“Sarà una partita difficile, arrivati a questo punto tutte le gare sono difficili, qui ci sono le squadre che meritano di essere all’Europeo. Ma l’Italia dovrà concentrarsi soprattutto su sé stessa e dare il meglio in questa partita”.

Pensi di poter essere l’uomo di questo Europeo?
“E’ un momento importante per noi, per la mia carriera. Ci arrivo dopo un bel finale di stagione e spero di portare positività e gol dopo ciò che ho imparato quest’anno”.

Ti senti di rivolgere un pensiero a Gasperini? Cosa ha tirato fuori da te?
“Se sono qui tanto è merito suo, quest’anno mi ha aiutato ed è riuscito a toccare le corde giuste per farmi fare il click, a lui devo moltissimo”.

Si sente un po’ pigro?
“Boh, non lo so. Già che sono venuto qui vuol dire che non sono pigro”.

L’ha detto Spalletti…
“Lui magari vuole dire tante cose dietro questa singola parola, sicuramente mi ha spronato e stimolato e va bene così, Ma personalmente non mi sento pigro”.

Quando hai capito di poter essere il centravanti dell’Italia?
“Io sono uno dei centravanti dell’Italia, sono contento di far parte di questo gruppo e di fare questa bellissima esperienza”.

Senti pressione? Quanta consapevolezza ti ha dato la vittoria dell’Europa League?
“Lo scorso anno non andò bene per la rottura del menisco, mentre questo è stato un anno magnifico, abbiamo vinto una Coppa che l’Atalanta non aveva mai vinto. La pressione ce l’hanno i giocatori forti, se così è posso dire che è anche bello avere pressione, ogni giorno è una sfida”.

Ti piace più l’assist del gol? Ha fatto bene Spalletti a non portarti negli USA?
“Mancanza di cattiveria è una frase che sento spesso, ma io cerco solo di essere utile alla squadra, poi ci sono partite in cui hai più spazi e altri in cui ne hai meno. La cosa più importante è vincere, poi chi segna conta poco. Sì sì, ha fatto benissimo, non meritavo quella chiamata e ha fatto bene a non chiamarmi”.

Come immagina questo suo esordio contro l’Albania?
“Lo immagino e lo sogno vincente. Spero solo di partire col piede giusto e con una vittoria”.

Come sono gli allenamenti con Djimsiti?
“E’ un buon difensore, è tosto e fisico. E’ un buon giocatore”.

Giocare in questa Italia ti aiuta? Gioca come l’Atalanta?
“No, all’Atalanta giochiamo a uomo e questo è un calcio un po’ più tattico. Ma mi trovo bene in entrambi i modi di giocare, Spalletti ha idee che per me sono perfette, fa molto gioco di movimento e possesso palla, mi trovo benissimo”.

Con Frattesi e Pellegrini è il tuo tridente dei sogni? Che effetto ti fa aver trovato tanti romanisti?
“In Nazionale ci sono tutti e io poi gioco all’Atalanta, non alla Roma. La cosa più importante è la voglia di portare a casa il risultato”.

Cosa è successo nella tua testa negli ultimi tre mesi?
“Non so se lo scrivono sui giornali ma ho avuto un po’ di infortuni. Se non stai bene come fai a giocare con Gasperini e nel calcio in generale? Negli ultimi tre mesi sono tornato a giocare con continuità e poi è andata come è andata”.

Cosa deve fare il centravanti con Spalletti?
“Deve aiutare la squadra a pressare, deve indirizzare il pressing e limitare gli spazi dentro. Con la palla il mister davanti ci lascia abbastanza liberi, a eccezione di qualche indicazione poi sta a noi trovarci”.

E’ servita la non convocazione negli USA?
“Sì sì, è servita, sicuramente. Sono andato dallo psicologo (ride, ndr)…”

Totti ti ha detto qualcosa in particolare nel giorno dei ‘Fantastici 10’ a Coverciano?
“Sei più grosso dal vivo, solo questo…”.

De Zerbi: “Mi piacerebbe allenare in un altro paese dove non sono stato. Europeo? L’italia si esalta”

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Roberto De Zerbi ph: Fornelli/Keypress

Roberto De Zerbi ex allenatore del Brighton è tornato a parlare del suo futuro e dove gli piacerebbe allenare, oltre al suo pensiero sull’Europeo dell’Italia. Il tecnico è stato omaggiato con il premio Nicola Ceravolo, ed a Italpress ha parlato così.

De Zerbi esalta Spalletti e Gasperini: “Gli allenatori italiani sono i migliori”

“Mi piace allenare, poi dove farlo si vedrà. Sono stato bene in Inghilterra, vediamo. L’importante non è dove allenerò, ma è come andare, come stare in quel posto. Sono sempre stato abituato a scegliere con lucidità e senza farmi prendere dall’ansia di dover per forza allenare. Mi piacerebbe andare in un altro paese dove non sono stato, cercare di imprimere lo stesso gioco in posti diversi. Credo che gli allenatori italiani siano i migliori, sempre all’avanguardia, come comprensione del gioco pochi ci battono. L’ambiente fuori cambia, da noi il risultato sposta tutto, all’estero si vive diversamente. Ho giocato sui campi anche in C, gli allenatori possono essere determinanti nel darti disciplina, organizzazione e fiducia, ma non vincono le partite. Alla fine vince chi ha la rosa più forte nel complesso. Spalletti a Napoli ha fatto un miracolo. Gasperini ha cambiato la serie A non da oggi, da tanti anni”.

Come vede l’Italia all’Europeo?
“Facciamo tutti il tifo per Spalletti e per i giocatori, sarà difficile, ma in quelle competizioni l’Italia si esalta. La Nazionale ha tanti buonissimi giocatori, ma non ha una stella come Baggio, Totti o Del Piero di alcuni anni fa. Manca il giocatore con quel fascino, il gap lo può colmare solo Spalletti. Non é questione di età o nazionalità, ma di valore del giocatore che, in quegli anni, probabilmente era a un livello diverso. Credo nei giovani, ma se sono forti e meritano di giocare, in campo conta la personalità. Forse in Italia mancano settori giovanili adeguati, perché si cerca sempre di risparmiare e si vuole tutto subito”.

Italiano su Zirkzee e Calafiori: “Non abbiamo approfondito il futuro di alcuni giocatori. Ci prenderemo del tempo”

Italiano
VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Vincenzo Italiano alla sua prima conferenza stampa da nuovo allenatore del Bologna ha parlato della sua nuova sfida, e del futuro di alcuni sui giocatori in orbita mercato tra cui Zirkzee e Calafiori. Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tuttomercatoweb.com.

Italiano: “Ci prenderemo del tempo per fare le scelte giuste. Con Thiago Motta c’è somiglianza”

“Tutti i giocatori che lo scorso anno erano partiti sotto le attese si sono rivelati all’altezza della situazione. Il Bologna ha avuto una crescita notevole e molti di questi sono arrivati anche all’Europeo. Ancora non abbiamo approfondito il futuro di alcune pedine… ci prenderemo del tempo per fare le scelte giuste e sono convinto che ci presenteremo bene”.

Guardando alla proposta calcistica quanto sente di avvicinarsi al Bologna di Motta?
“C’è somiglianza… specie per ciò che riguarda l’ampiezza del gioco in avanti, i centrocampista sempre coinvolti, la punta centrale che deve far giocare bene la squadra… Ci si somiglia, poi ognuno ha le sue idee”.

Successivamente l’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, a margine della conferenza stampa di Italiano, ha parlato del futuro di Calafiori: “Su Calafiori la volontà è di confermare gran parte della rosa di questa stagione. Vogliamo andare avanti con questo gruppo che può ancora migliorare. Preferiamo continuare con loro, al momento abbiamo già comunicato al suo agente che non abbiamo intenzione di spostare il giocatore”.

Roma, interesse concreto per Soulè | Con la cessione di Abraham potrebbe arrivare

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L’URLO DI MATIAS SOULE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Matias Soulè è un giocatore che piace molto alla Roma. L’attaccante si è messo in mostra con il Frosinone quest’anno fornendo 11 gol e 3 assist. E’ chiaro che l’intento di De Rossi e Ghisolfi è quello di andare a pescare giocatori che sono bravi nel dribbling e nell’uno contro uno. Soulè è stato il secondo per dribbling riusciti in Serie A dietro solo a Kvaratskhelia.

Roma, Soulè valutato 25-30 milioni di euro

La Roma se dovesse vendere Abraham potrebbe seriamente andare sul talento di proprietà della Juventus come descrive la Gazzetta dello Sport. La cifra per portarlo a Roma è importante tra i 25 e i 30 milioni di euro, con un ingaggio che andrebbe sui 1,5 o 2 milioni all’anno il giocatore potrebbe essere convinto ad accettare anche perché al Frosinone il suo ingaggio era nettamente più basso, e sarebbe importante anche per le finanze dei giallorossi sostenere un ingaggio contenuto.

Juventus, Kean in uscita: piace alla Fiorentina | I dettagli

moise kean ( foto di salvatore fornelli )
Moise Kean ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Moise Kean non rientra nei piani della Juventus. Il calciatore è in uscita dopo che nell’ultimo anno tra infortuni e prestazioni non all’altezza ha giocato poco. I bianconeri con le cessioni vorrebbero ottenere un bel gruzzoletto per puntare sugli acquisti. Kean piace molto a Palladino e alla Fiorentina come scrive la Gazzetta dello Sport.

Juventus, da capire il costo del cartellino di Kean

La Fiorentina è alla ricerca di una punta visto che quest’anno ci si aspettava di più dai suoi attaccanti, i viola stanno sondando il terreno con la Juve per scoprire quanto viene valutato e se ci sono i margini per ottenere il trasferimento. Il club toscano oltre a Kean, segue anche Lucca dell’Udinese.