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Calciomercato Milan, il difensore arriva dalla Premier | Di chi si tratta

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Il dirigente del Milan Geoffrey Moncada è stato al Vitality Stadium di Bournemouth per seguire Lloyd Kelly, il difensore centrale in scadenza di contratto. Oggigiorno il Milan conta diversi giocatori fermi per infortunio; Pierre Kalulu resterà lontano dai campi da gioco per almeno quattro mesi, Marco Pellegrino sarà indisponibile per due mesi.

Milan | Possibile arrivo di Kelly a gennaio

Moncada si è recato a Bournemouth per assistere alla partita della squadra di casa contro il Burnley e per vedere da vicino il difensore centrale Kelly, il quale potrebbe essere una soluzione al problema della difesa del Milan.

Il contratto del giovane inglese, tenuto d’occhio dal Milan già da tempo, scadrà in data 30 giugno 2024 e un’offerta per lui dalla società rossonera potrebbe partire già a gennaio. Il caso di Kelly non è così facile, in quanto anche il Tottenham sarebbe interessato al giocatore, avendo già cercato di acquistarlo in precedenza. Un’alternativa a Kelly sarebbe, il francese Maxime Estève in forza al Montpellier, ma Moncada pare essere convinto dell’inglese del Bournemouth.

Zhang ancora voglia di Inter, ma c’è l’ipotesi cessione | La situazione

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STEVEN ZHANG RAMMARICATO CHIEDE SCUSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Steven Zhang ha ancora voglia di essere il presidente dell’Inter. Il patron nerazzurro lo ha anche dichiarato nel corso dell’ultima riunione dei soci. Come riporta la “Gazzetta dello Sport”, è quello che trapela anche dagli atteggiamenti del numero uno dei club. Infatti, sempre stando a quanto riporta il giornale, a seguito della vittoria con la Roma, Zhang avrebbe con il management nerazzurro, complimentandosi per il lavoro svolto e a proseguire sulla strada intrapresa.

Zhang, rifinanziamento del prestito e l’ipotesi americana

Anche se, per il presidente dell’Inter il primo problema resta sempre quello di dover restituire il prestito ad Oaktree entro il 20 maggio del 2024, la cifra sarebbe intorno ai 325 milioni di euro. Zhang starebbe pensando ad un rifinanziamento del prestito. Nelle ultime settimane circola con molta insistenza la voce di una possibile cessione. La valutazione che il Zhang fa del club è di circa 1,3 miliardi e ci sarebbero due società americane molto interessate all’acquisizione dell’Inter.

 

 

Torino-Frosinone, probabili formazioni e dove vederla

Juric
IVAN JURIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Torino-Frosinone è l’ultima sfida di Coppa Italia per questa settimana con le due squadre che vogliono reagire di fronte alle difficoltà dell’ultimo periodo. Diversi i cambi per le due squadre in vista anche del prossimo turno di campionato.

Le probabili formazioni:

TORINO (3-4-1-2): Gemello; Tameze, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova, Ricci, Gineitis, Vojvoda; Vlasic; Pellegri, Sanabria. Allenatore: Juric.

A disposizione: Milinkovic-Savic, Popa, Zima, N’Guessan, Sazonov, Lazaro, Antolini, Linetty, Ilic, Seck, Radonjic, Karamoh, Zapata.

FROSINONE (4-3-3): Cerofolini; Oyono, Okoli, Monterisi, Lirola; Mazzitelli, Brescianini, Bourabia; Baez, Cheddira, Kvernadze. Allenatore: Di Francesco.

A disposizione: Turati, Frattali, Lusuardi, Romagnoli, Marchizza, Barrenechea, Lulic, Soulé, Ibrahimovic, Garritano, Cuni, Reinier, Kaio Jorga.

ARBITRO: Fourneau di Roma 1.

Dove vederla:

La sfida andrà in onda su Mediaset Infinity.

Calciomercato Juventus, Vlahovic verso la cessione | Il punto

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DUSAN VLAHOVIC PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dušan Vlahović è partito bene in questo campionato, ma è a digiuno di gol da ben sei partite di campionato e la Juventus sembrerebbe già guardare al mercato. Il rendimento di Vlahović non è come quello che Massimiliano Allegri si sarebbe aspettato, e l’allenatore toscano pare che abbia fatto diversi incontri con la proprietà e anche con la società sportiva per avere un nuovo attaccante entro il mese di gennaio.

Calciomercato Juventus, chi sostituirà Vlahovic?

La Juventus, dopo un’estate difficile e un esordio tutto sommato positivo per Vlahović, lo vorrebbe cedere, secondo quanto si apprende da “Il Corriere dello Sport” e il contratto del serbo è in scadenza al 2026.

L’attaccante nato nel 2000 è approdato alla Juventus per oltre 70 milioni di euro e ne guadagnerà 12 milioni netti a stagione a partire dal mese di luglio, secondo alcuni accordi prestabiliti, il che sarebbe troppo sproporzionato visto il suo rendimento attuale. Facendo un calcolo tra ammortamento e costo lordo, Vlahović andrebbe a costare alla società bianconera 43 milioni di euro e questa sarebbe una ragione in più che farebbe della cessione tra le migliori soluzioni al momento.

Totti: “Io trattato come Maldini o Del Piero. Con Spalletti ho sbagliato, con Mou tornerei..”

Totti
FRANCESCO TOTTI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Intervistato da “Il Corriere della Sera”, Francesco Totti è tornato a parlare della Roma visto che sono stati tanti i temi trattati dall’ex capitano giallorosso.

Totti: “Ricordo con affetto Mazzone. Con Ilary troveremo un equilibrio”

Oggi vedi un numero dieci nel calcio mondiale? “No, non esiste più. Si è estinto, quel ruolo. E infatti non trovo una squadra che mi entusiasmi. Ma ti ricordi il Real Madrid, il Barcellona, il Liverpool, l’Inter del triplete…”.

Quali sono le doti che deve avere? “Tecnica, ovviamente. Ma soprattutto la velocità di testa. Se tu capisci le cose prima degli altri, se vedi i movimenti dei compagni di squadra, se tocchi la palla una volta meno del necessario, tu hai già fatto il tuo, da numero dieci. Direi che questa è la caratteristica: vedere prima e fare prima. Io ero fortunato perché avevo Perrotta, Delvecchio, Di Francesco che sapevano e capivano come giocavo io e, a loro volta, sapevano dove avrei messo la palla. Lo sapevano prima, anche loro. Se uno ha talento, cioè anticipa il normale, tutta la squadra gira più veloce”.

Chi era il più forte che hai incontrato? “Per me, sentimentalmente, era Giannini. Mi piaceva perché era il capitano della Roma, era il mio idolo, giocava davanti alla difesa e sapeva guidare tutta la squadra. Volevo diventare come lui, da bambino. Tra quelli con cui ho giocato direi Zidane. Era completo, aveva tutto. Tutti forti, ma ognuno diverso. Prendi me e Del Piero. Uguali e opposti. Lui più veloce nel dribbling, calciava a giro. Io mettevo le palle di prima, senza pensarci, d’istinto. Ognuno aveva la sua dote che lo ha reso, anche nella memoria dei tifosi, unico. Unico perché irripetibile”.

Con quali allenatori ti sei trovato meglio? “Per primo Mazzone, che ricordo con grande affetto. Poi Zeman e il primo Spalletti. Lo devo dire. È la verità”.

Spalletti. Ha dimostrato, di nuovo, di essere un grande allenatore. Vuoi dire qualcosa che chiuda la polemica tra voi? “Se lo incontrassi lo saluterei con affetto, mi farebbe piacere. Credo che tra noi ci sia un profondo legame. Anche perché quello che abbiamo passato insieme, quando arrivò da Udine, è per me, nella mia vita, qualcosa di irripetibile. Sia in campo che nel quotidiano. Io uscivo una o due volte a settimana con lui a cena. Luciano era una persona piacevole, divertente, sincera. Nella fase finale il nostro rapporto è stato condizionato dall’esterno, specie dai dirigenti o consulenti della società, e non ci siamo più capiti. Anche io ho fatto degli errori, ci mancherebbe. Credo che tutti e due, se tornassimo indietro, non entreremmo più in conflitto”.

Del calcio cosa ti manca? “Tutto. Il ritiro, lo spogliatoio, la maglietta, la sala massaggi. Cavolate? No, erano la mia vita. Mi manca il bar e il caffè con i compagni di squadra, il viaggio in pullman da Trigoria allo stadio. Mi manca la routine che ha fatto la mia vita per decenni. Quando è finita le giornate si sono svuotate. Dopo mi sono sentito solo. Ma ci sta. Finiva una cosa che mi piaceva, che era la mia vita. Io però non pensavo che mi facesse così male smettere quella vita programmata, quella passione che nella mia mente avrei potuto continuare a vivere. Non ho accettato il di-stacco dal calcio”.

E il modo in cui la Roma ti ha trattato? “Io ho passato trent’anni nella Roma. Ho portato rispetto a tutti, rinunciato ad altri ingaggi senza farlo pesare. Ho detto no al Real e altri perché volevo quella maglia, solo quella maglia giallorossa che è stampata dentro di me. Il modo in cui è finita la mia storia con la Roma, sì, mi è dispiaciuto. La verità è che quando nel calcio non servi più non c’è più rispetto. Se Maldini, Del Piero, Baggio, io siamo fuori dal calcio significherà qualcosa, no”.

Mourinho ha detto che ti avrebbe voluto nella Roma. Ti piacerebbe? “Certo che, con un ruolo definito, mi piacerebbe, per le ragioni che ho detto prima. E mi piacerebbe con Mourinho, è il numero uno, lo stimo molto. Mi dispiace non essere stato allenato da lui, nella mia carriera. Ma non voglio tornarci su. Non voglio chiedere. Alla Roma sanno che se hanno bisogno di me, per cose serie, mi fa piacere dare una mano. Altrimenti, amici come prima”.

Cosa è stata per te la maglietta giallorossa? “Tutto. Passione, amore, paura, divertimento, emozione. Era il mio sogno da bambino. La mia vita è stata fortunata. Devo solo onorarla e ringraziarla. Ci ho messo del mio. Ma non sempre basta”.

Se tu incontrassi te stesso bambino, c’è un errore che gli diresti di non fare? No, gli errori servono. Ti fanno crescere, ti aiutano a non farli più. Io mi rimprovero lo sputo a Poulsen che, nonostante le immagini televisive, per me non è successo. Non posso immaginare di avere sputato a una persona, è la cosa più assurda e più lontana dal mio modo di intendere il calcio e la vita”.

Ti ricordi una gigantesca litigata nello spogliatoio? “Una volta un litigio tra Panucci e Spalletti. Due tipi che prendono fuoco facilmente. Cominciano a discutere nel campo, poi appena finita la partita tutti a correre per evitare che si menino. Si sono affrontati nello spogliatoio e per separarli si è messo in mezzo Bruno Conti, che è piccolo piccolo. A Bruno, nel trambusto, è andata di traverso una crostatina che stava mangiando. Manca poco muore”.

Il distacco da Ilary. Eravate una coppia molto bella. “Noi due abbiamo passato venti anni insieme, con tanti momenti molto belli. Ora vorrei solo che trovassimo un equilibrio tra noi capace di proteggere i ragazzi che sono la più grande ragione, per ambedue, di amore. So che non è facile, ma quello che c’è stato tra noi, per tanti anni, è stato importante. Se troviamo questo equilibrio noi due, i ragazzi staranno bene e si sentiranno protetti”.

Cosa speri per il tuo futuro? “Il mio sogno è di realizzare un altro sogno. Prima ne avevo uno, e sono riuscito a trasformarlo in realtà. Vorrei averne un altro, lo sto cercando. Ora vorrei solo vivere la vita con più serenità e tranquillità, dopo tutti i problemi che ci sono stati”.