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Bonaventura: “Essere qui a 34 anni è una grande soddisfazione. Rimpianti non ne ho ma..”

GIACOMO BONAVENTURA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Giacomo Bonaventura è tornato in Nazionale. Il centrocampista della Fiorentina, intervenuto in conferenza stampa, ha parlato in vista della sfida di sabato dell’Italia contro Malta.

Bonaventura: “Non penso al futuro ma ora spero di segnare”

Torni in Nazionale dopo 3 anni. A 34 anni dove vuoi arrivare? “Mi sono messo in testa di fare bene, giorno dopo giorno. Di allenarmi, fare del mio meglio, cercare sempre di migliorare perché si può migliorare anche a 34 anni. Questo è ciò che ho in testa, fare bene e vivere giorno per giorno”.

Tante analogie tra il gioco di Italiano e quello di Spalletti. Le tue caratteristiche possono portare elementi in più? “Da ciò che ho visto in questi giorni il modo di giocare del mister è simile a quello di Italiano. Poi ci sono dettagli, cose diverse, ma a grandi linee un po’ si assomigliano. Questo modo di giocare si può attuare con un centrocampo dinamico, c’è bisogno di pressare ma anche andare in area e fare gol. Stiamo lavorando col mister, ci sta facendo vedere diverse situazioni e crediamo di poter fare bene”.

Ti è mancata un po’ la Nazionale? Qual è il tuo obiettivo personale per questa stagione? “Spero di segnare ancora, sicuramente gioco in una posizione più vicina alla porta e spero di continuare così. Sono stato convocato tante volte, la prima volta 10 anni fa, ho avuto qualche difficoltà con la Nazionale ma ho sempre cercato di fare del mio meglio. Sono venuto qui cercando di dare tutto me stesso, la Nazionale è il sogno di chiunque. Poi ci sono cose nel calcio che dipendono da te, ma non tutto dipende da te. Io ho cercato di dare il massimo, il passato è passato, sono contento di essere qui”.

Perché negli ultimi 10 anni tutti i ct ti hanno chiamato ma nessuno ti ha confermato? “Non me lo sono mai chiesto, io ho sempre cercato di fare del mio meglio. All’inizio c’erano giocatori molto esperti, poi col passare degli anni s’è sempre un po’ ringiovanita la rosa. Ma io non ho mai mollato, ho sempre cercato di fare il massimo col club per tornare”.

Qual è il segreto della tua longevità? Poi la 5 tu ce l’hai da prima di Bellingham. “I paragoni li lascio fare a voi, ognuno ha una storia e un carattere. Per me essere qui a 34 anni è una grande soddisfazione. Mi alleno, vado a letto presto e faccio tutto ciò che serve per fare bene. Il calcio è la mia passione, ci tengo a fare le cose fatte bene”.

Hai l’obiettivo di esserci all’Europeo? Avevi la sensazione che questa poteva essere la volta buona per tornare? “Perché no? Tutto alla fine parte da ciò che si fa nel club. Ci speravo in questa convocazione, ma me l’aspettavo no. Sapevo che il gioco del mister è simile a quello che

 Hai temuto di non tornare più in Nazionale? La ricerca dei giovani talenti penalizza il ritorno in Nazionale dei giocatori con più di 30 anni? “Ho temuto no, però ho pensato di non tornare più. Ho visto che negli ultimi anni sono stati chiamati tanti ragazzi molto giovani e credevo per me non ci fosse più posto. Ma se uno ha un rendimento alto e gioca bene, deve stare in Nazionale, qui devono giocare i migliori e quindi spero di continuare così e di restare quindi in Nazionale”.

Cosa ti ha dato Italiano? Giocare in più ruoli un pregio o un difetto? “Rimpianti non ne ho, tutte le difficoltà nel percorso mi hanno permesso di essere il giocatore che sono oggi. Rimpianti no. Ho fatto tanti ruoli e questo mi ha fatto vedere il calcio da tante angolazioni, ho imparato tanto a livello di gioco. Chiarò però che se uno gioca sempre nella stessa posizione può essere avvantaggiato in certe situazioni. Italiano mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno per tornare a essere un giocatore importante”.

Cosa si può fare per dar spazio a più calciatori italiani? “I numeri dicono che rispetto a tanti anni fa i giocatori italiani convocabili sono molti meno. Parecchi anni fa nelle grandi squadre c’erano sempre 4-5 italiani, ora molti meno e questo è un problema perché per la Nazionale è più difficile trovare giocatori pronti. Le società hanno anche vantaggi fiscali nel prendere giocatori stranieri e questo penalizza i nostri giovani. Questo a mio avviso è un problema”.

Dopo la non riconferma al Milan è scattato qualcosa in te? “Ho lasciato il Milan con grande motivazione, sapevo che la nuova esperienza sarebbe stata bella perché avevo ancora tanta voglia di fare e dimostrare. Poi è arrivata la Fiorentina che in questi anni ha continuato a crescere e s’è rivelata per me la piazza ideale per proseguire la mia carriera”.

Vuoi fare l’allenatore in futuro? “Ora sto pensando a giocare, ti porta via tante energie mentali e fisiche e non penso ad altro. Cerco di imparare da tutti gli allenatori che ho avuto, ma ora sono concentrato solo sul gioco”:

C’è una dedica speciale per questa convocazione? Italiano può ripercorrere le orme di italiano? “La dedica è a mio padre che un anno fa ci ha lasciato, era molto orgoglioso quando mi vedeva giocare con la Nazionale. Italiano è un allenatore molto giovane e già sta facendo molto bene in Serie A, ha margini di crescita ancora incredibili e sono contento per lui. Vedo la passione che ci mette, quello che dà e come lavora. Può ancora migliorare e crescere”.

Che partite vi aspettate? “Saranno due gare non facili, il calcio di oggi qualsiasi squadra affronti nasconde insidie. Abbiamo già iniziato a lavorare con video ed esercitazioni, cercheremo di fare del nostro meglio”.

Inter, Dumfries: “Sto bene in nerazzurro. Una società fantastica, mi sento privilegiato. E sul futuro…”

DENZEL DUMFRIES IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’esterno dell’Inter, Denzel Dumfries, ha parlato in Olanda del suo presente e del suo futuro in nerazzurro e anche del rinnovo di contratto. Ecco le sue parole.

Inter, le parole di Dumfries

Sulle prossime sfide con l’Olanda 

“Bene, sono concentrato. Questa è la cosa più importante. E cerco di migliorare in ogni allenamento e in ogni partita. Cerco di continuare la tendenza al rialzo e guardo sempre: dove possiamo migliorare?”.

Anche perché ha iniziato a lavorare su se stesso mentalmente

“Certamente, certamente. Ma è anche un po’ di esperienza. Certe situazioni si imparano prima. In Italia giocano molto tatticamente. Sono ormai alla terza stagione lì e noto che inizio a leggere prima determinate situazioni”.

Sull’Inter e sul futuro

“Sto bene all’Inter. Una società fantastica, una società calda, persone fantastiche, tifosi fantastici. Mi sento privilegiato di poter giocare nell’Inter. Sicuramente mi sento a casa lì. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi. Sul contratto? Sono curioso”.

In passato Dumfries si era definito un giocatore con tecnica scadente

“Non mi pento di queste mie dichiarazione. Ma a volte sento la gente dire questo e credo che non sia più vero. Considerato il bagaglio tecnico che ho ora, questo non è più vero. Ho investito molto in questo. Sono arrivato tra i professionisti tardi. E per me quello è stato un grande passo. Forse è quello di cui sono più orgoglioso”.

Calciomercato Lazio, le situazioni contrattuali di Pedro e Felipe Anderson preoccupano Sarri

FELIPE ANDERSON FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Sarri spera in una rapida risoluzione delle questioni contrattuali, in particolare quelle riguardanti Felipe Anderson e Pedro. Il brasiliano è uno dei preferiti del tecnico ed è stato uno dei giocatori più utilizzati fin da quando è arrivato alla Lazio. Tuttavia, il rinnovo del suo contratto stenta a decollare. Al momento, Felipe Anderson percepisce 2,8 milioni di euro all’anno, ma la sua richiesta è di 3,5 milioni, al fine di avvicinarsi ai 4 milioni che attualmente guadagna Luis Alberto. Il presidente Lotito ha finora offerto 3 milioni, ma non c’è ancora un accordo definitivo in merito.

Calciomercato Lazio, Pedro si allontana

La situazione è diversa per Pedro. Lo spagnolo, ormai 36enne, sembra ormai orientato a non rinnovare il contratto con la Lazio, con l’intenzione di chiudere la sua carriera nel suo paese natale, al Tenerife. Salvo sorprese, sembra probabile che Pedro lasci il club in estate. Nel frattempo, Sarri sta apprezzando le prestazioni di alto livello offerte dal giocatore spagnolo.

Lecco: Malgrati in pole per il dopo Foschi. Zaffaroni si allontana, contattato anche Oddo

Malgrati in pole per il dopo Foschi

Foschi è rimasto nel cuore dei lecchesi, ieri sera fiaccolata per ricordare l’allenatore che ha regalato il sogno Serie B, ed infatti l’ormai ex allenatore dei lombardi ha voluto commentare così il gesto dei suoi ex tifosi: «Sarò il primo tifoso e salterò in piedi per primo a ogni gol; l’esonero mi fa male perché perdo voi, ma non perdo il Lecco».

Di Nunno è al lavoro al fine di trovare un nuovo allenatore, tutte le strade portano a Malgrati che oggi dirigerà l’allenamento dei lombardi, ma c’è da risolvere il nodo patentino, che ad oggi il secondo di Foschi non possiede.

Ieri Zaffaroni si è tirato indietro, ed ha rifiutato l’offerta della dirigenza lombarda, contattato anche Oddo, ma la strada per l’ex allenatore del Padova è in salita.

Juventus, la società pensa al futuro: è il momento dei rinnovi

Calciomercato Juventus
ph: Papini/KeyPress

Adrien Rabiot è ormai un titolare inamovibile della Juventus. Il centrocampista francese, arrivato a parametro zero nel 2019, ha rinnovato il suo contratto per un anno, fino al 30 giugno 2024. Ha disputato una buona stagione 2022-2023, con 11 gol e 6 assist in tutte le competizioni. Il giocatore ha dimostrato di essere un elemento importante per la squadra di Massimiliano Allegri, sia in fase di costruzione che in fase di finalizzazione.

Juventus, è il momento di rinnovare Rabiot

Il rinnovo di Rabiot è un segnale importante per la Juventus. Il club bianconero ha deciso di puntare sul giocatore francese, che ha ancora 28 anni e può crescere ancora. Il francese può diventare una bandiera della Juventus? È una possibilità concreta. Il giocatore ha dimostrato di avere le qualità per essere un leader della squadra. È un giocatore tecnicamente dotato, con una buona visione di gioco e un tiro potente. Rabiot ha anche la mentalità giusta per diventare una bandiera. Il giocatore è ambizioso e vuole vincere. È un giocatore che si impegna al massimo in campo e che non si arrende mai.