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Verso Napoli – Torino, l’infortunio di David Neres cambia i piani di Antonio Conte

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André-Frank Anguissa e Antonio Conte ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’infortunio muscolare occorso a David Neres costringe Antonio Conte a cambiare nuovamente la struttura del suo Napoli. Dopo aver sperimentato il 3-5-2 come variazione del consolidato 4-3-3, il tecnico dei partenopei potrebbe essere costretto a cambiare nuovamente assetto in vista dei prossimi impegni

Napoli, spazio alle seconde linee

Oltre al già citato Neres, bisogna registrare i ripetuti acciacchi di Alessandro Buongiorno, non ancora certo di poter giocare nella sfida contro il Torino: Rafa Marin, dopo la prestazione convincente di Monza, sembra il favorito per prenderne il posto. Conte, in virtù degli acciacchi nelle posizioni chiave del suo scacchiere, potrebbe decidere di optare per un 4-4-2: accanto a Romelu Lukaku potrebbe trovare spazio Giacomo Raspadori, uomo decisivo nella vittoriosa trasferta in Brianza della scorsa giornata. Occhio anche alle wildcard: Giovanni Simeone e Noah Okafor, quest’ultimo voglioso di ritagliarsi uno spazio importante dopo essere arrivato come sostituto di Khvicha Kvaratskhelia a gennaio.

Roma, Florent Ghisolfi: “Voglio dimostrare di essere all’altezza della Roma”

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Florent Ghisolfi sorridente ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il DS della Roma, Florent Ghisolfi, sta per concludere il suo primo anno come Responsabile dell’Area Tecnica dei giallorossi. Dopo aver sostituito Tiago Pinto nel maggio del 2024, il dirigente francese si è subito ritrovato in una situazione complicata, visto l’avvio non esaltante della squadra in campionato e il triplice cambio di allenatore. Adesso le cose vanno meglio e Ghisolfi vuole dimostrare il suo valore in qualità di dirigente.

Roma, Ghisolfi: “Voglio essere all’altezza, ma se non dovessi farcela andrò via”

Durante un’intervista rilasciata a RMC Sport, emittente francese, Florent Ghisolfi ha analizzato il suo operato in questa annata. Il dirigente avrà il compito di scegliere la nuova guida tecnica della Roma, ma dovrà anche gestire lo scouting, la squadra femminile e il settore giovanile. Il DS ha avuto parole al miele per la società capitolina, augurandosi di poter passare anche dieci anni nel club, ma ha aggiunto: “Se il mio lavoro non sarà all’altezza me ne andrò, ma voglio dimostrare di essere in grado di strutturare il club. Oggi tante cose non si vedono, ma spero che diano presto i frutti“. Ghisolfi, inoltre, ha aggiunto di avere voglia di creare un progetto sostenibile e autonomo che possa continuare anche se le strade tra lui e la Roma dovessero dividersi: intanto, il suo contratto durerà ancora altri due anni e la voglia di lavorare, evidentemente, è tanta.

25 Aprile, il braccio basso del partigiano Berti – La storia di Bruno Neri

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25 Aprile, Bruno Neri: una vita tra calcio e Resistenza

La nostra comincia a Firenze, è il 13 settembre 1931. Quel giorno viene inaugurato lo stadio dall’architetto Pierlugi Nervi e intitolato allo squadrista fascista Giovanni Berta, deceduto dieci anni prima. Lo stadio ha la forma di una D, un chiaro rimando al Duce, Benito Mussolini, promotore del progetto. Sul campo c’è la Fiorentina. I toscani affrontano gli austriaci dell’Admiral Vienna. Sugli spalti, tra 12.000 presenti totali, ci sono diversi gerarchi, tra cui vi è anche il podestà di Firenze, Giuseppe Maria della GherardescaAl fischio dell’arbitro tutta la squadra di casa alza il braccio per il saluto romano, tutti tranne uno, Bruno Neri.

Nato a Faeza nel 1910, Bruno Neri non è un calciatore qualsiasi. La lunga carriera calcistica, avviata nel 1926 nella città natale, lo porto in giro per la Toscana, con passaggi al Livorno, il lungo soggiorno alla Fiorentina – con 187 presenze e un gol – e l’ultimo atto alla Lucchese chiamato dallo storico tecnico ungherese Ernő Erbstein, prima di passare al Torino, squadra che verrà allenata da lì a breve proprio dal summenzionato. Nel mentre, il calciatore attira l’attenzione del selezionatore della Nazionale, Vittorio Pozzo, e il 25 ottobre 1936 esordisce con la maglia dell’Italia nella gara disputata a San Siro contro la Svizzera, valida per la Coppa Internazionale 1936-1938. Raccoglierà tre presenze in Nazionale, ma quel giorno otterrà uno spazio da titolare nella vittoria contro gli elvetici per 4-2. Il granata non sarà l’ultimo colore della sua carriera. Nonostante la guerra e la propria militanza partigiana, Neri continua ad essere presente sui campi da calcio con la maglia del Faenza, squadra della sua città.

Durante il periodo da calciatore non si limita al proprio ruolo. Difatti, a Firenze comincia a frequentare il Caffe delle Giubbe Rosse, celebre ritrovo di intellettuali e antifascisti. Nel periodo torinese, invece, si mostra membro attivo nella vita civile. Il 26 marzo 1940, dopo 219 presenze e due reti, lascia il calcio nella partita tra Torino e Ambrosiana Inter, terminata 2-3 in favore del club meneghino, a causa di diversi problemi fisici che lo tormentano. Terminata l’attività sportiva a 30 anni acquista, grazie ai proventi raccolti durante la propria carriera sportiva, un’officina meccanica, mantenuta viva sino all’avvio dei tragici avvenimenti bellici.

La militanza partigiana di Neri comincia con l’ingresso nell’Organizzazione Resistenza Italiana (ORI), ove divenne vicecomandante del battaglione Ravenna. Il nome di battaglia è Berni. Come anticipato precedentemente, nonostante l’attività svolta, l’amore per il calcio non viene accantonato. Il partigiano Berni disputa il campionato Alta Italia con la maglia del Faenza. La sua ultima partita sarà il 7 maggio 1944, pochi mesi prima della propria morte, in un derby contro il Bologna, vinto per 3-1 dalla squadre del capoluogo emiliano. Dal suo ruolo in campo, il mediano, a quello su un altro campo, quello di battaglia. Il partigiano Berni si dedica al recupero di armi e al trasporto di radio per i partigiani della zona, in un’area strategica, al ridosso della Linea Gotica. Il 10 luglio 1944, Nervi e il suo compagno, un altro sportivo, il cestita, Vittorio Bellenghini si trovano davanti ad un gruppo di militari tedeschi. Moriranno entrambi nei pressi dell’eremo di Camogna, tra l’Emilia e la Toscana, a poco meno di 100 km da Firenze, 13 anni dopo il suo primo segno di resistenza, avvenuto su un campo di calcio. In un articolo apparso su Il Manifesto del 9 novembre 2004, scritto da Greison e Lunardini, viene scritto: “Gli ultimi colpi di sten Berni li regala al nulla, come il triplice fischio di un arbitro. Su di loro si avventano i tedeschi che li finiscono con la baionetta. Muore così il mediano che giocava sempre per i compagni”.

Nei pressi della sua casa, a Faenza, lo ricordo un’iscrizione, apposta su una lapide, in cui compare:

«Qui ebbe i natali

BRUNO NERI
comandante partigiano
caduto in combattimento
a Gamogna il 10 luglio 1944
dopo aver primeggiato come atleta
nelle sportive competizioni
rivelò nell’azione clandestina prima
nella guerra guerreggiata poi
magnifiche virtù di combattente e di guida
esempio e monito alle generazioni future»

Lazio, lotta per l’Europa: tutti insieme per il grande obiettivo

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MARCO BARONI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La Lazio ha voglia d’Europa e, dopo i grandi risultati di questa stagione, la formazione di Baroni sente di meritare la qualificazione alla prossima Champions League. A Roma si lotterà fino alla fine per ottenere un grande piazzamento. Le possibilità ci sono, ma servono i risultati. Prossima fermata, a Parma.

Lazio, vicini a conquistare l’Europa che conta

I biancocelesti sono a un solo punto dal quarto posto, occupato dal Bologna, e vogliono continuare a sognare in grande. La squadra di Baroni ha tutte le carte in regola per arrivare a conquistare la qualificazione in Champions League. Attualmente c’è una corsa a 7 e da una giornata all’altra può cambiare tutto e anche le prospettive delle varie squadre. L’Atalanta ad esempio sembrava essere la squadra più in difficoltà solo poche settimane fa ma la vittoria contro il Bologna ha interrotto il momento no e rimesso i nerazzurri in posizione di vantaggio mentre la Juventus, che sembrava in grande slancio adesso rischia concretamente.

A cinque giornate dalla fine del campionato la Lazio è sesta con 59 punti, gli stessi che ha la Juventus al quinto posto, mentre il Bologna è quarto con un solo punto in più. Lazio e Juventus sono nel limbo; la squadra di Baroni si è rilanciata in campionato mentre i bianconeri dopo la risalita con Tudor si sono fermati improvvisamente. Al momento il trend è favorevole al Bologna ma Juventus e Lazio sono appena dietro. Tutti in corsa.

Inter, obiettivo Champions League | Ma quante insidie…

coppa italia frecciarossa 2024 2025: inter vs milan
LA DELUSIONE DELL’INTER CON LAUTARO MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’ultima volta nel 2010, l’Inter ci riprova

Come nel 2010, il Barcellona ostacolo in semifinale sognando la coppa dalle grandi orecchie. L’Inter abbandona il sogno triplete ma sogna di alzare di nuovo la Champions League. In semifinale i nerazzurri affronteranno il temibile Barcellona, come nel 2010, avversaria ostica sognando la grande notte di Monaco di Baviera. La formazione di Inzaghi vive un momento delicato in campionato, qualche infortunio di troppo e un’eliminazione in Coppa Italia che brucia.

Addio sogno triplete, ancora vivo quello scudetto e Champions League, capitan Lautaro Martinez e compagni pronti a dare il meglio in questa fase finale per tentare l’assalto. La finalissima di Monaco di Baviera il sogno dei nerazzurri, alzare al cielo il trofeo più ambito conquistato nel 2010 con Mourinho in panchina, questo l’obiettivo dei milanesi. Il momento della verità è arrivato, a Inzaghi e i suoi il compito di trasformare il sogno in realtà.